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Laura Dianti, nota anche con lo pseudonimo di Eustochia (Ferrara, inizio XVI secoloFerrara, 25 giugno 1573), fu l'amante di Alfonso I d'Este dopo la morte della moglie Lucrezia Borgia e, probabilmente, anche la sua terza moglie[1].

BiografiaModifica

Nacque a Ferrara, figlia del berrettaio Francesco Boccacci Dianti. Si conosce il nome di un suo fratello, Bartolomeo, e di una sorella, Lucrezia, che si monacò nel convento ferrarese di Sant' Agostino.

Dopo la morte della duchessa Lucrezia Borgia, avvenuta nel 1519, Laura divenne l'amante del duca Alfonso I d'Este (1476-1534): la relazione ebbe certamente inizio prima del 4 ottobre del 1524, data della donazione alla Dianti di terreni del ducato, e il duca le fece costruire anche un palazzo - chiamato la «palazzina della Rosa» - ove si dice che Alfonso si recasse attraverso un passaggio segreto.

Ebbero due figli[2], Alfonso (1527-1587) e Alfonsino (1530-1547), legittimati dal padre nel testamento redatto nell'agosto del 1533, due mesi prima della morte. Quel testamento non cita la Dianti, ma il duca, cinque giorni prima della morte, lasciò a lei e ai suoi due figli la Delizia del Verginese, già destinate al figlio legittimo Ercole[3].

Laura sposò il duca Alfonso poco prima della sua morte (1534)[4]. Lo storico Muratori cercò di provare l'avvenuto matrimonio, raccogliendo una notevole mole di documentazione[1], ma non sembra esistere nessun documento ufficiale di un matrimonio effettivamente avvenuto. Pur in mancanza della prova documentale assoluta, «sul carattere pubblico, ufficiale dell'unione non vi possono essere dubbi»[1].

Vi è il sospetto che sia stato il duca Ercole il responsabile della distruzione dell'atto di matrimonio, temendo rivalità nella successione da parte dei fratellastri Alfonso e Alfonsino[1].

Dopo la morte di Alfonso, Laura Dianti si occupò dell'educazione dei due figli, affidati agli umanisti Giambattista Giraldi Cinzio e Pellegrino Morato, dell'amministrazione delle sue proprietà e della gestione di un'autentica corte personale, frequentata dagli intellettuali Vincenzo Brusantini, Luigi Grotto, Battista Guarini, Alberto Lollio, e da artisti come Tommaso da Carpi, Camillo Filippi e dal figlio di questi Bastianino.

La Dianti si prese cura anche di Renea, la figlia naturale del giovane Alfonsino, morto nel 1547, la quale sposò poi Sigismondo Cauzzi Gonzaga (?-1571), vedovo di Teodora Rangoni, assegnò una ricca dote all'omonima nipote Laura, figlia del fratello Bartolomeo, ricordò nel suo testamento gli altri figli di questi, Alfonso e Virginia, e dispose che la sala capitolare del convento di Sant'Agostino, dove viveva la sorella Lucrezia, fosse affrescata da Battista Dossi. Morì il 27 giugno 1573 e fu sepolta nella chiesa di Sant'Agostino.

Le fattezze della dama furono immortalate dal Tiziano; il primo sovrano che contattò il pittore fu proprio Alfonso I che chiese il ritratto della propria amante. Del ritratto, conservato in una collezione privata svizzera, esistono diverse copie: una eseguita da Ludovico Carracci, conservata nella Galleria Estense di Modena, un'altra, di anonimo, nella Pinacoteca nazionale di Ferrara, mentre un ritratto tardo della Dianti fu eseguito dal pittore Bastianino.

NoteModifica

  1. ^ a b c d S. Pellizzer, DIANTI, Laura, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 39, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991.  
  2. ^ il Castello Estense di Ferrara
  3. ^ Copia archiviata, su portoinrete.com. URL consultato il 15 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
  4. ^ Alfonso d'Este, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

BibliografiaModifica

  • Giulio Righini, Due donne nel destino di Casa d'Este: Marchesella degli Adelardi, Laura Dianti, Ferrara, 1964, OCLC 83853724.

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Controllo di autoritàVIAF (EN252930065 · ISNI (EN0000 0003 7604 5099 · GND (DE129462969 · ULAN (EN500092744 · BAV ADV12477154 · CERL cnp00605265 · WorldCat Identities (EN252930065