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Le avventure di Pinocchio (miniserie televisiva)

sceneggiato televisivo 1972
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Le avventure di Pinocchio (disambigua).
Le avventure di Pinocchio
Balestri Manfredi.jpg
Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto, in compagnia di Andrea Balestri, Pinocchio.
PaeseItalia
Anno1972
Formatominiserie TV
Genereavventura, fantasy
Puntate6
Durata280 min (durata classica delle puntate televisive)
320 min (versione estesa per il mercato Home Video)
135 min (versione ridotta per il mercato Home Video)
Lingua originaleitaliano
Rapporto4:3
Crediti
RegiaLuigi Comencini
SoggettoCarlo Collodi
SceneggiaturaLuigi Comencini, Suso Cecchi D'Amico
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaArmando Nannuzzi
MontaggioNino Baragli
MusicheFiorenzo Carpi
ScenografiaMassimo Patrizi, Arrigo Breschi
CostumiPiero Gherardi
ProduttoreRAI, ORTF, Bavaria Film, Sampaolofilm, Cinepat
Prima visione
Dall'8 aprile 1972
Al6 maggio 1972
Rete televisivaProgramma Nazionale

Le avventure di Pinocchio è uno sceneggiato televisivo tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Collodi, diretto dal regista Luigi Comencini, e trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana sul Programma Nazionale nell'aprile 1972, suddiviso in cinque puntate, per una durata totale di 280 minuti. Fu poi replicato, sempre in cinque puntate, in occasione del decennale della pellicola nel 1982 sempre sulla Rai Tv1.

Comencini realizzò una versione più lunga, di 320 minuti, suddivisa in sei puntate. Tale versione fu adattata anche in francese, da Pierre Cholodenko[1], per esser trasmessa nel dicembre 1972 dall'emittente Première chaîne de l'ORTF. La versione a sei puntate fu riprodotta in versione home video, quindi digitalizzata e trasmessa sulle emittenti digitali Rai Movie e TV2000. Fu commercializzata anche una versione più corta, della durata di 135 minuti.

DescrizioneModifica

L'idea nacque già nel lontano 1963, quando Comencini e Suso Cecchi D'Amico, caduti i diritti d'autore sull'opera di Collodi nel 1940, cominciarono a scrivere una nuova sceneggiatura a quattro mani. Il regista volle dare al "suo" Pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all'intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti, più che altro, per le loro interpretazioni in ruoli comici. Secondo Paolo Mereghetti, lo sceneggiato ebbe un "cast perfettamente azzeccato", con una soddisfacente riduzione dal libro con "più realismo sociale a (lieve) discapito della componente fantastica"[2].

Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco), Domenico Santoro (Lucignolo).

TramaModifica

Come nel celebre romanzo, vi si narrano le disavventure del famoso burattino, anche se, a differenza della versione letteraria, nello sceneggiato Pinocchio è impersonato da un bambino vero, che solo in alcuni punti si ritrasforma in un burattino (in questa serie, Pinocchio diviene burattino o bambino per essere punito, premiato o salvato dalla Fata, fino alla fine, quando è totalmente bambino per la sua buona condotta, e il suo spirito esce dal burattino morto).

Prima puntataModifica

Siamo a circa metà del XIX secolo, in un piccolo paesino montanaro della Toscana, dove sul finire dell'inverno giunge la carovana di un famoso burattinaio, Mangiafoco, prima di partire per le lontane Americhe nella bella stagione. Mentre i due musicisti del burattinaio, il Gatto e la Volpe fanno l'annuncio, un manifesto dello spettacolo va in faccia a Geppetto, un falegname vedovo che, ispirato dalla figura della marionetta sul pezzo di carta, decide di fabbricarsi un burattino di legno a sua invenzione, per poter viaggiare il mondo e procurarsi da mangiare, data lo scarso lavoro commissionatoli. Il vicino di Geppetto, anche lui falegname, ma benestante, decide di rifarsi la gamba del tavolo, ma il ciocco che intende usare parla e si lamenta. Per liberarsene, Ciliegia regala il legno a Geppetto, venuto a chiedergli di prestargli un tronco per la sua marionetta, ma non prima che il ciocco crei zizzania tra i due insultando e colpendo Geppetto, fingendo di essere Mastro Ciliegia.

Tornato a casa, Geppetto lavora tutta la sera per costruirsi la marionetta, che decide di chiamare Pinocchio in onore di un amico. Quando Geppetto si accorge che il ciocco parla e si muove, dà la colpa alla fame e continua a lavorare, credendo di immaginarsi di interagire con la marionetta. Durante la notte, compare lo spirito della defunta moglie del falegname, reincarnatasi in una Fata, e, mentre Geppetto dorme sfinito, la Fata propone al burattino un patto preciso: quello di farlo diventare un bambino temporaneo, qualora si fosse comportato correttamente, altrimenti sarebbe ritornato di legno, fino a quando non avesse dimostrato la sua bontà in modo da essere bambino per sempre.

Il giorno dopo, Geppetto si accorge di avere un bambino in casa. Dando la colpa alla stanchezza e la fame, il falegname scopre che il bambino non solo è vero, ma è anche Pinocchio. Quest'ultimo, però, esce di casa e, inseguito da Geppetto, mette zizzania in città, facendosi pure inseguire da un pescatore a cui gli aveva rubato il pranzo. Dopo che Pinocchio è stato fermato dai carabinieri, Geppetto spiega a tutti che si era intagliato un burattino e che al suo posto era apparso un bambino la mattina seguente. Credendolo pazzo (nonché non adatto a mantenere un bambino) i carabinieri arrestano il falegname e affidano il piccolo a delle lavandaie, che lo perdono non appena piove. Pinocchio torna a casa ma non trovando nulla da mangiare, trova prima un uovo tra un cumulo di sporco fuori, scoprendo che l'uovo ormai ospita un pulcino e non più un tuorlo, poi va a chiedere ai vicini, nel cuore della notte, da mangiare, ma uno di questi, non contento per lo "scherzo", gli butta addosso una secchiata d'acqua.

Seconda puntataModifica

Pinocchio torna a casa e, accendendosi un fuoco sul camino, si asciuga davanti ad esso e scopre di non essere solo in casa: a fargli compagnia c'è anche un centenario Grillo parlante che gli fa la predica sul suo comportamento e che la Fata non sarà affatto contenta di ciò. In tutta risposta, Pinocchio gli tira addosso uno spargi-cenere, uccidendolo e rompendo il quadro della moglie di Geppetto. In tutta risposta, Pinocchio ritorna di legno e i piedi, troppo vicini al fuoco, si bruciano.

Uscito di prigione, Geppetto torna a casa, rattristito dal fatto che Pinocchio è scappato alle lavandaie e forse non è tornato a casa. Per fortuna, Mastro Ciliegia gli dice che Pinocchio sembra essere in casa, ma la porta è chiusa. Geppetto, passando dalla finestra, trova Pinocchio di legno, confondendosi ancora di più e spaventando Ciliegia, che stava sbirciando dalla finestra. Pinocchio, volendo i suoi piedi, supplica Geppetto che si comporterà bene d'ora in poi. Geppetto gli offre un'altra possibilità e Pinocchio torna normale (spaventando ancora Ciliegia, appena ripresosi). Dopo aver mangiato tre pere trovate sulla finestra (cascate a Ciliegia), Geppetto fabbrica a Pinocchio un vestito e un cappello con la carta, poi si vende la giacca per comprare un abbecedario al figlio. Tutti al negozio sono confusi, finché Mastro Ciliegia non spiega la situazione, mostrando a loro Geppetto che saluta Pinocchio, che corre verso il suo primo giorno di scuola.

Arrivato dalla scuola, però, Pinocchio si distrae per la musica proveniente dal teatro ambulante di Mangiafoco e decide di vederlo, ma non avendo soldi per entrare, decide di vendere l'abbecedario per i soldi del biglietto. Pinocchio si gode lo spettacolo, che il Gatto e la Volpe narrano, finché poi, affamati e stanchi, affidano il carillon ad un bambino e vanno a mangiare. Proprio allora, le marionette si accorgono di Pinocchio e lo invitano sul palco. Pinocchio, li raggiunge, trasformandosi in burattino, proprio come Mangiafoco irrompe sul palco catturando Pinocchio, rinchiudendolo nella gabbia delle scimmie, e ordinando agli altri di riprendere lo spettacolo.

Geppetto, accompagnato da Ciliegia, va a scuola a prendere Pinocchio, ma non vedendolo uscire chiede al bidello se l'abbia visto, il quale dice che non è mai entrato. Mentre Ciliegia consola Geppetto, questi si accorge che un bambino ha l'abbecedario di Pinocchio e scopre che è stato comprato dal padre del bambino da Pinocchio per vedersi lo spettacolo. Geppetto corre dal teatro di Mangiafoco, ma scopre che hanno levato le tende da un pezzo e che Pinocchio è nelle mani di Mangiafoco. Infreddolito e con il cuore a pezzi, Ciliegia gli offre un sorso presso l'osteria per dimenticare tutto.

La carovana di Mangiafoco, che stava osservando la marionetta vivente, si ferma d'improvviso poiché il capo ha fame. Gatto e Volpe accendono un fuoco, ma con la neve e la pioggia dei giorni precedenti, il fuoco fatica ad accendersi. Mangiafoco decide di bruciare quindi il burattino vivente e ordina ai due musicisti (confusi) di prenderlo, ma trovano solo un bambino (trasformato in tempo dalla fata per salvarlo dalle fiamme).

Geppetto, intanto, decide di seguire la carovana e salvare Pinocchio. Mangiafoco, intanto, credendo che il Gatto e la Volpe gli stiano facendo uno scherzo di pessimo gusto, gli urla contro e mentre Volpe risponde che si licenziano (contro volere di Gatto), Mangiafoco prende un fucile e il Gatto e la Volpe scappano terrorizzati. Pinocchio, ottenendo finalmente la sua attenzione, gli spiega che il burattino era lui ma che si trasforma in burattino e bambino per via della Fata. Mangiafoco non lo segue ma decide di riprendere a cucinare la sua cena e ordina al cocchiere di buttare Arlecchino nel fuoco, ma Pinocchio chiede pietà per il suo simile e si offre di buttarsi nel fuoco, anche se ciò significa non rivedere più suo padre. Mangiafoco si commuove e consente a Pinocchio e Arlecchino di non essere bruciati.

Terza puntataModifica

Pinocchio decide di raccontare del padre a Mangiafoco e questi, impietosito e commosso, gli dona nuovi vestiti e gli regala cinque zecchini d'oro da portare a Geppetto, raccomandandosi di non perderli e di non farli vedere a nessuno. Pinocchio, sulla strada del ritorno a casa, rincontra il Gatto e la Volpe, che, ormai disoccupati, si fanno passare per mendicanti invalidi e scoperto delle monete, studiano un piano per soffiargliele. Sulle prime lo inducono ad offrigli una cena e poi lo convincono dell'esistenza di un terreno, il "campo dei miracoli", dove i suoi "miseri zecchini" si sarebbero moltiplicati su di un albero se sotterrati. Di principio, il Grillo Parlante, reincarnatosi in una gallina, cerca di avvertirlo, ma viene zittito dal Gatto.

Dopo aver cenato, Pinocchio viene risvegliato dall'oste a tarda notte e parte alla ricerca del Gatto e della Volpe (già usciti dall'osteria) e questi, nel tentativo di soffiargli le monete con le cattive, si camuffano coprendosi con due lenzuola e lo inseguono per tutto il bosco. Il giorno dopo, Pinocchio è ancora inseguito e, scorgendo una casa, corre a chiedere aiuto. La casa si scopre essere abitata dalla Fata, che però si rifiuta di aiutarlo come punizione. Pinocchio viene acciuffato dal Gatto e la Volpe, che insaccano nei loro lenzuoli, poi, vedendo che Pinocchio non intende dirgli dove sono le monete, decidono di impiccarlo ad un albero. Gatto fa cadere, però, la corda e Pinocchio pare essere morto per la caduta, ma si scopre che la Fata lo ha salvato trasformandolo in burattino (sotto gli occhi stupiti dei due furfanti, che si rendono conto che Mangiafoco non si era sognato nulla) e gli da abbastanza forze da raggiungere casa sua, dove crolla all'ingresso.

Dopo essere stato visitato da due medici, Pinocchio risulta essere sano, ma i due dottori sono combattuti se lasciare che resti burattino o se meriti di tornare bambino. Dopo alcune domande poste dalla Fata a Pinocchio, che ha risposto con molte bugie (motivo per cui gli si è allungato il naso), il burattino ridiventa in carne ed ossa. La Fata gli promette di farlo riunire a Geppetto, ma Pinocchio esce per andare a riprendere i soldi che aveva nascosto, ma incontra il Gatto e la Volpe, che riescono a convincerlo a seppellire i soldi al campo dei miracoli e, mentre Pinocchio corre a prendere l'acqua da annaffiare, i due dissotterrano le monete e scappano.

Quarta puntataModifica

Pinocchio, su suggerimento di un contadino, denuncia il furto ad un giudice del posto, che però lo mette in prigione, incredulo della sua storia, ma viene liberato grazie ad un'amnistia, quattro mesi dopo. Geppetto, intanto, trova al porto da cui è partito il teatro ambulante il vestitino di Pinocchio e si convince definitivamente che Mangiafoco ha rapito il suo bambino per portarlo con sé nelle lontane Americhe.

Quando esce di prigione, Pinocchio decide di ritornare alla casa paradisiaca della Fata. Sulla via, s'imbatte in un mostro dall'alito di fumo simile ad un serpente. Dopo essere cascato nel fango, scopre essere nient'altro che uno scherzo di Carnevale di alcuni bambini, che ridono a crepapelle. Abbattuto il "mostro" a calci, Pinocchio ritorna al luogo in cui si dovrebbe trovare la casa della Fata, ma non trova altro che una tomba, sulla quale c'è scritto che quest'ultima è morta di dolore, cioè che il suo spirito è tornato in cielo, poiché già era un essere morto. Dopo aver pianto per una giornata intera, Pinocchio cammina fino a che non trova una vigna e, in preda alla fame, tenta di rubare un grappolo d'uva, ma finisce imprigionato in una tagliola.

Il padrone della vigna gli assegna una crudele punizione, legandolo alla catena affinché prendesse il posto dell'ormai defunto cane Melampo, ma riceve in dono la libertà dopo aver abbaiato di notte sventando un furto alle galline e così decide di andare alla ricerca di suo padre. Lo stesso contadino, però, dice di aver visto Geppetto al porto. Pinocchio corre felice al mare proprio nel momento in cui Geppetto, imbarcatosi alla sua ricerca su una zattera, sta per essere travolto dalla tempesta. I due si salutano da lontano, un attimo prima che Geppetto e la sua barca si inabissino. Pinocchio, non volendo perderlo di nuovo, si butta in mare per salvarlo, ma viene respinto sulla spiaggia dalle onde. Pinocchio, convinto ormai di essere rimasto solo al mondo, incontra Lucignolo, uno scolaro svogliato che è fuggito di casa. Pinocchio si appoggia a lui e diventa complice di un furto di otto ciambelle che i due mangiano nascosti in un magazzino abbandonato sulla strada.

Quinta puntataModifica

Pinocchio si risveglia nel magazzino da solo, scoprendo che è stato abbandonato da Lucignolo e così ritorna in paese, chiedendo l'elemosina a diversi lavoratori, che gli rispondono la stessa cosa: "chi non lavora non mangia" e se vuole guadagnarsi anche un pezzo di pane, dovrà almeno fare qualcosa. Cedendo dalla fame, Pinocchio accetta di aiutare una donna dai capelli turchini di riempirle la caraffa e di portare la sua borsa a casa in cambio di un lauto pranzo. Sulla via, Pinocchio si accorge che la donna è la Fata e che la casa è tornata al suo solito posto.

Pinocchio racconta alla Fata ciò che gli è accaduto e quest'ultima gli riferisce che Geppetto è ancora vivo e che sarà lei stessa a farlo tornare appena il ragazzo imparerà a comportarsi correttamente e così Pinocchio decide di riprendere gli studi seriamente, diventando l'alunno modello della classe, ma non prima di aver ricevuto una bacchettata sulle mani dal maestro per un lavoro non svolto come si deve.

La Fata è ormai propensa al riportare Geppetto e dice a Pinocchio che organizzerà una festa per i suoi buoni voti a cui sono invitati tutti i suoi compagni e pure il maestro, ma il giorno in cui questa festa avrà luogo, Lucignolo fa ritorno in classe grazie ai carabinieri. Pinocchio, che ottiene dal maestro il permesso di sedersi accanto a lui, lo invita alla sua festa, ma il ragazzaccio declina l'invito e si fa cacciare dalla classe, scimmiottando il verso della pecora.

Pinocchio, che si fa cacciare anche lui dalla classe per lo stesso motivo, lo segue e lo accompagna, scappando dalla scuola, fino al magazzino dove hanno mangiato le ciambelle, affinché accendano un fuoco per fermare il carro che lo porterà nel Paese dei Balocchi, un posto dove non ci sono scuole o regole, ma solo divertimento a volontà.

Aiutato l'amico, Pinocchio torna a casa ormai tardi, quando la promessa festa è ormai finita e la Fata stava dormendo, quindi Lumaca, la cameriera, impiega diverse ore per vestirsi e aprire Pinocchio ormai zuppo dalla pioggia. Come se non bastasse il danno, Pinocchio, punito per essere scappato dalla scuola, ottiene pure la beffa con una cena finta da mangiare.

Offeso, il ragazzo scappa e raggiunge Lucignolo per venire con lui nel Paese dei Balocchi e una volta raggiunto il carro, fa giusto in tempo a salire con l'amico verso il meraviglioso paese.

Dopo una giornata intera a giocare e a mangiare dolciumi (anche se Lucignolo, annoiato dall'atmosfera, sembrava aver più voglia di sigari), i ragazzi vanno a dormire, inconsapevoli di cosa li aspetta l'indomani, convinti di veder realizzate diverse promesse che si riveleranno ben presto false.

Sesta puntataModifica

Lucignolo e Pinocchio, dopo la serata di divertimenti e di illusioni nel paese dei Balocchi, si risvegliano la mattina dopo, insieme a tutti gli altri bambini, con delle orecchie da somaro e, ben presto, si trasformeranno entrambi in ciuchini, pronti per la vendita ai compratori di bestiame. Al momento della vendita, però, soltanto Pinocchio viene scelto, suo malgrado, per essere consegnato al direttore di un circo.

L'ammaestratore equestre lo fa saltare e ballare durante il suo spettacolo ma, una sera, Pinocchio riconosce tra il pubblico la Fata Turchina, addolorata nel vederlo in quello stato. Sorpreso per l'incontro, Pinocchio cade fatalmente dalla gradinata degli spalti e si azzoppa gravemente. Non potendo più ballare, il circo lo rivende. A comprarlo è un suonatore di tamburi, ma prima, la Fata ha un ultimo incontro con lui: ormai delusa e non potendo più di ciò, ella rinuncia alla sua idea di trasformarlo nel bambino che Geppetto aveva da sempre desiderato, ma decide di compiere l'ultimo miracolo e farà in modo che si riunisca con il padre e allora il tamburino lo butta in mare per annegarlo e farne così un tamburo con la sua pelle. Grazie alla Fata, Pinocchio, in acqua, ritorna ad essere un burattino di legno come prima, si stacca dalla corda e nuota quindi verso il largo. Qui però viene inghiottito dal Terribile Pesce-cane, un mostro marino simile ad una balena e una volta finito nel suo ventre, ritrova Geppetto, da tempo rifugiatosi lì dentro dopo il naufragio durante il viaggio verso le Americhe.

Padre e burattino finalmente si ritrovano. Non solo: Geppetto, saputa tutta la storia, si lamenta con la Fata del perché di tanta preoccupazione e di perché così tanti guai, ritenendosi lui stesso adatto ad educarlo con metodi più civili rispetto alla trasformazione in un fantoccio di legno. In tutta risposta, Pinocchio diventa definitivamente un bambino e la sua anima è uscita dal burattino. Contro la decisione di Geppetto di continuare a vivere nel ventre del Pesce-Cane, da lui ritenuta una situazione confortevole (lontano da creature malevole come Gatto, Volpe e Lucignolo), Pinocchio convince invece il falegname a scappare da quella insolita prigione, grazie all'aiuto di un enorme tonno che, generoso, li prende entrambi in groppa per riportarli fino a riva.

I due arrivano finalmente su una spiaggia e, scorgendo in lontananza la casa della Fata, Pinocchio invita Geppetto a correre verso essa.

Il burattinoModifica

Inizialmente per la realizzazione del burattino era stato chiamato l'artista Carlo Rambaldi, che successivamente ha dichiarato: «La Rai mi affidò dei provini per realizzare il burattino. Ricordo che venne un uomo della produzione a trovarmi in officina. Non sapevo che fosse un ingegnere meccanico. Mi pose diverse domande sui procedimenti adottati e sui meccanismi. Poi non seppi più nulla. Dopo un po' un mio collaboratore mi spiegò che avrebbero dovuto dipingere Pinocchio. Mentre il "Radiocorriere" annunciava la messa in onda della prima puntata. Ovviamente non era il mio Pinocchio». Rambaldi fece così ricorso al tribunale. «Solo una perizia avrebbe potuto stabilire se il Pinocchio che la Rai stava per trasmettere era lo stesso concepito da me».[3][4] Disse inoltre: «Comencini e i produttori del film mi chiesero se potevo mettere a punto un Pinocchio meccanico dai movimenti credibili. Dovevo farlo a mie spese perché non c'erano soldi, dietro la promessa che dopo me lo avrebbero fatto realizzare in modo più professionale. Io feci questo pupazzo di Pinocchio e ricordo che Renato Guttuso, con cui stavo lavorando alle scene di una Carmen, voleva comprarlo a tutti i costi. Di pupazzi io ne feci tre: uno che scagliava il martello, uno che camminava, e un altro che parlava e gesticolava. Girammo dei provini a Cinecittà e alla fine dissi: “Quando avrete firmato il contratto con la Rai, chiamatemi”. Invece nessuno si fece più vivo. Mesi dopo, scopro che stanno facendo il film e stanno scopiazzando le mie invenzioni. Gli ho fatto causa. E l'ho vinta.»[5]

Colonna sonoraModifica

La celebre colonna sonora fu composta da Fiorenzo Carpi, e ha avuto molte reinterpretazioni. Fra i suoi brani si ricordano:

  • il tema di Lucignolo (titoli di testa)
  • il tema di Pinocchio o Birichinata (titoli di coda dei singoli episodi)
  • il tema In cerca di cibo, di carattere melanconico
  • il tema di Geppetto, anche interpretato come canzone da Nino Manfredi (titoli di coda dell'ultimo episodio)
  • il tema della Fata Turchina o Tre per tre, anch'esso adattato in forma di canzone.

Differenze tra il romanzo originale e lo sceneggiatoModifica

  • Nel romanzo originale Pinocchio diviene bambino solamente alla fine della storia, dopo un periodo in cui si dimostra laborioso e diligente, mentre in questo sceneggiato, Pinocchio diviene di volta in volta bambino o burattino per essere punito, premiato o salvato dalla Fata.
  • Nel romanzo originale non si sa se Geppetto sia vedovo o celibe, mentre in questo sceneggiato si sa che la Fata è in realtà il fantasma della moglie defunta.
  • Nel romanzo originale Geppetto era calvo con una parrucca gialla come la polenta, motivo per cui era soprannominato "Polendina", mentre in questo sceneggiato i capelli di Geppetto sono naturali secondo la finzione.
  • Nel romanzo originale Geppetto finisce in prigione perché si temeva desse una punizione troppo violenta al burattino, mentre invece in questo sceneggiato l'anziano falegname finisce in prigione dopo che il figlio ruba un pezzo di formaggio ad un pescatore e i carabinieri non credono alla storia di Geppetto.
  • Nel romanzo originale le tre pere mangiate da Pinocchio erano la colazione di Geppetto durante la sua prigionia, mentre in questo sceneggiato queste vengono appoggiate casualmente da Mastro Ciliegia sul davanzale della finestra.
  • Nel romanzo originale Pinocchio dice la frase "lo leggerei volentieri ma per l'appunto oggi non so leggere" quando incontra un ragazzo che gli legge la scritta "GRAN TEATRO DEI BURATTINI"; invece in questo sceneggiato Pinocchio dice questa frase quando chiede al bidello dove si trova la scuola ed egli gli indica la scritta "PALAZZO SCOLASTICO".
  • Nel romanzo originale Pinocchio vende l'abecedario ad un rivenditore di panni usati, mentre in questo sceneggiato il compratore è un passante qualsiasi e avviene uno scontro tra il figlio e Geppetto appena questi si accorge che il bambino tiene in mano l'abecedario rilegato con la carta a fiori.
  • Nel romanzo originale i burattini erano tutti parlanti e animati come Pinocchio, mentre in questo sceneggiato i burattini sono manovrati e doppiati dai dipendenti di Mangiafoco (memorabile a questo proposito è la frase del gatto e della volpe "Veramente un burattino che salta da solo sul palco è una cosa piuttosto insolita. Avrà avuto le traveggole signor Mangiafoco").
  • Nel romanzo originale il gatto e la volpe erano due bestie fannullone che vivevano di raggiri verso il prossimo e si fingevano uno cieco e uno zoppo, mentre in questo sceneggiato il gatto e la volpe erano due imbonitori di Mangiafoco, che animavano siparietti prima del suo spettacolo e indossavano costumi da gatto e da volpe (restituiti dopo la ribellione verso il loro principale), ma dopo il licenziamento si sono ritrovati a chiedere le elemosina (fingendosi anche in questo sceneggiato uno cieco e uno zoppo).
  • Nel romanzo originale i personaggi minori sono quasi tutti animali parlanti, mentre in questo sceneggiato questi sono sostituiti da esseri umani, anche se in alcuni casi il loro aspetto o il loro abbigliamento ricordano in qualche modo gli animali (così per la civetta e il corvo, che erano i due medici, o per la lumaca serva della Fata). Il serpentone dalla coda fumogena, in questo sceneggiato, era un fantoccio con dei fumogeni all'interno della bocca, manovrato da dei ragazzini burloni intenti a fare uno scherzo al primo gonzo che sarebbe passato di lì. L'unica eccezione è stata fatta per il Grillo Parlante, rappresentato sotto forma di ombra sul muro e che non ricompare più dopo essere stato ammazzato con una spargicenere ed inoltre si rincarna in una gallina quando invita Pinocchio a diffidare del Gatto e della Volpe, mentre nel romanzo originale questo compito spetta ad un merlo.
  • Nel romanzo originale non è chiara la ragione per cui Pinocchio finisce in prigione dopo aver denunciato il furto delle monete d'oro da parte del gatto e della volpe; si può solo intuire che in un paese come "Acchiappacitrulli", come si evince dal nome, vigeva la legge di arrestare i creduloni, mentre in questo sceneggiato il giudice si dimostra incredulo alla storia di Pinocchio. Un paese dalla simile descrizione si vede nel luogo in cui Pinocchio incontra Gatto e Volpe.
  • Nel romanzo originale non si sa perché Geppetto voglia andare a cercare Pinocchio nel "nuovo mondo", mentre in questo sceneggiato l'idea nasce dal fatto che Mangiafoco stava per partire nelle lontane Americhe e Geppetto era convinto che il burattinaio gli avesse rapito il figlio.
  • Nel romanzo originale Pinocchio, benché teoricamente ancora analfabeta, era in grado di leggere quel che c'era scritto sulla tomba della Fata (è comunque possibile che abbia imparato a leggere in prigione), mentre in questo sceneggiato, non essendo ancora istruito, si è fatto aiutare da un passante.
  • Non è presente il cane Medoro in questo sceneggiato, così come è stata saltata la scena di Pinocchio che rifiuta la medicina amara della Fata. È assente inoltre la scena di Pinocchio che marina la scuola per andare al mare con i suoi compagni che gli inventano la scusa del pescecane per convincerlo e quindi è assente anche il Pescatore Verde, tuttavia Pinocchio, dopo essere stato castigato dal maestro per aver scimmiottato il verso della pecora insieme a Lucignolo, scappa da scuola con l'amico, che strada facendo gli parla del paese dei Balocchi e quando torna a casa, la Lumaca gli fa trovare una cena a base di cibo fasullo (come nel romanzo originale) e Pinocchio a questo punto, indispettito dallo "stupido scherzo", scappa con il ragazzaccio nel magico paese.
  • Nel romanzo originale non si sa nulla dei genitori di Lucignolo, mentre in questo sceneggiato compare la madre e si viene a sapere che ha un padre mediante i dialoghi. In questo sceneggiato, inoltre, Lucignolo convince Pinocchio a rendersi suo complice in un furto di frittelle; scena del tutto assente nel romanzo originale.
  • Nel romanzo originale la fata dapprima è una bambina, ma poi cresce appena Pinocchio la ritrova nell'isola delle Api Industriose dopo la provvisoria morte. Invece, in questo sceneggiato la Fata è adulta da principio e inoltre distribuisce la minestra ai poveri quando Pinocchio la rincontra: per far sì che Pinocchio si guadagni il pranzo, si fa portare la borsa, non la brocca d'acqua come nel romanzo originale.
  • Nel romanzo originale Geppetto si lascia convincere da Pinocchio ad uscire dal pescecane e i due si trovano in difficoltà una volta in mare, quindi vengono soccorsi dal tonno parlante che li aveva seguiti, mentre in questo sceneggiato il tonno è il primo a tentare la fuga e si offre di accompagnare a riva il padre ed il figlio ed inoltre Geppetto era restio all'idea di uscire dal ventre del pescecane.
  • Nel romanzo originale, appena Pinocchio e Geppetto escono dalla bocca del pescecane, Geppetto si ammala e Pinocchio lo assiste lavorando e studiando ed incontra strada facendo Lucignolo divenuto un asino e ormai sul punto di morire di stenti e poi ritrova il gatto e la volpe divenuti davvero due poveri disgraziati, mentre in questo sceneggiato appena Pinocchio e Geppetto arrivano sulla terraferma, si sa solo che trovano una casa e chiedono ospitalità, ma poi non si sa più nulla né di loro né degli altri personaggi.

CuriositàModifica

  • Il pisano Balestri fu scelto tra numerosi bambini delle scuole elementari toscane, convocati dal regista per l'audizione: nonostante la tenera età, era infatti di carattere vivace e ribelle, come richiesto. Tuttavia, in molte scene Balestri eseguì numerose interpretazioni con voce eccessivamente stridula, tanto che Comencini dovette far ridoppiare Balestri da sé stesso in fase di missaggio. Nonostante l'enorme successo del 1972, Balestri seguì solo parzialmente la strada del cinema. Da adulto, fu (e viene tuttora) invitato a numerose trasmissioni e interviste, e si è occupato di un percorso video-teatrale itinerante dedicato al film di Comencini, in memoria del regista, scomparso nel 2007.
  • Domenico Santoro (Lucignolo) era invece un ragazzino napoletano, orfano di padre e con dieci fratelli. Lavorava in un'officina di autoriparazioni e fu scelto grazie a un documentario TV sul lavoro minorile che Comencini aveva girato un anno prima. Dato il suo spiccato accento partenopeo, fu doppiato da uno sconosciuto ragazzino di Livorno, scelto dal regista in fase di missaggio[6]. Anche Santoro non seguì la strada del cinema: dopo aver lavorato sempre con Balestri in Torino nera (dello stesso anno), di carattere più riservato, ritornò nell'anonimato a Napoli.
  • Ugo D'Alessio (Mastro Ciliegia), anch'egli attore di marcato accento napoletano, fu invece doppiato da Riccardo Billi, lo stesso attore che interpreta l'Omino di Burro. Billi prestò anche la voce al Grillo Parlante nella canzone "Una stella cade" nel celeberrimo film animato prodotto dalla Disney nel 1940, e recitò in un ruolo secondario nel film Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone nel 1947.
  • Mario Adorf, che interpreta il direttore del circo in questo sceneggiato, interpretò Geppetto nella miniserie televisiva del 2013 sullo stesso soggetto, realizzata dalla regista tedesca Anna Justice e ancora inedita in Italia.
  • il burattino di legno utilizzato nel film fu opera di Oscar Tirelli, che se ne curò anche durante le scene. Ne furono fatti tre esemplari: uno statico, il cui originale poi acquistato da un imprenditore di Nizza, uno meccanico, utilizzato per le scene in movimento, oggi conservato negli archivi della San Paolo Film di Milano, più una testa senza occhi (per le scene del movimento meccanico degli occhi), conservata nel Teatro Prati di Roma [7], e un altro acquatico, costituito da vari pezzi divisi e impermeabili, per le scene in acqua, conservati negli archivi Cinepat di Roma.
  • Lo sceneggiato venne realizzato a colori, nonostante all'epoca la Rai trasmettesse ancora in bianco e nero (le trasmissioni a colori regolari della Rai inizieranno solo cinque anni dopo, il 1º febbraio del 1977).
  • Il design del burattino si ispira ai disegni di Carlo Chiostri, uno tra i primi illustratori del romanzo di Collodi.
  • La scena in cui Pinocchio scavalca il muretto della scuola per seguire Lucignolo inquadra anche un'antenna TV, anacronistica rispetto all'ambientazione temporale della vicenda.

Luoghi delle ripreseModifica

A dispetto dell'ambientazione toscana della novella di Collodi, lo sceneggiato fu girato principalmente nel Lazio, tra le province di Roma e di Viterbo[8]:

  • Farnese (Viterbo) - set utilizzato per l'inizio della vicenda. Il borgo della Chiesa di Sant'Umano è la casa di Geppetto, di Mastro Ciliegia e Bottega di Teodoro. Casa Farnese, in centro paese, c'è la finta stazione dei Carabinieri. Dietro il Monastero delle Clarisse c'è sia il luogo delle scene del Lavatoio sia la casa del paesano che tira l'acqua dalla finestra in testa a Pinocchio. Via Colle S. Martino (retro del Municipio) è invece il luogo della scena del "Palazzo Scolastico" e dell'Osteria "Vendita Vino".
  • Ischia di Castro (Viterbo) - Il ponte dove Geppetto cerca Pinocchio, situato nel Fiume Fiora.
  • Isola Farnese (Roma) - L'Osteria del Gambero Rosso.
  • Lago di Martignano - La casina della Fata[9], la tomba della Fata.
  • Antemurale del Porto di Civitavecchia (Roma) - Ricostruzione (nella parte interna) del borgo dei pescatori dal quale, su una piccolissima barchetta, parte Geppetto per le lontane Americhe in cerca di Pinocchio; sull'esterno del molo, scena dell'arrivo di Pinocchio che si tuffa in aiuto di Geppetto già in balia dei marosi: ambedue vengono inghiottiti dal mare.
  • Colle Fiorito (Guidonia) - Il Paese dei Balocchi; le scene furono girate nei Baracconi, dei capannoni adibiti alla essiccazione del tabacco, poi demoliti a metà degli anni novanta per costruire il primo centro commerciale della zona: Piazza Italia, Centro commerciale La Triade.
  • Saline di Tarquinia (Viterbo) - Il paese dove Pinocchio conosce Lucignolo, ritrova la Fata creduta morta, con la sua casina sul lago, e frequenta la scuola.
  • Teatro Sociale di Amelia (Terni) - Il circo in cui Pinocchio, tramutato in somaro, è maltrattato dal direttore e finisce con il rompersi una zampa.
  • Spiaggia di Torre Astura (Nettuno) - La spiaggia dove approdano Pinocchio e Geppetto fuggiti dalla pancia del pescecane, alla fine dello sceneggiato.
  • Caprarola (Viterbo) - La classe degli asini

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, "il Morandini 2008, dizionario dei film", pagina 142.
  2. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 2008, a proposito della versione cinematografica di 134 minuti.
  3. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/06/25/rambaldi-uomo-dei-sogni-vi-racconto.na_023rambaldi.html?refresh_ce
  4. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/01/25/carlo-rambaldigeppetto-sono-io26.html
  5. ^ http://www.ilportoritrovato.net/html/rambaldi.html
  6. ^ http://www.leavventuredipinocchio.com/comencini.htm
  7. ^ http://www.leavventuredipinocchio.com/chilhavisto.htm.
  8. ^ Le fotografie e le cartine dei luoghi delle riprese sono visibili nel sito ufficiale dello sceneggiato tv "http://www.leavventuredipinocchio.com" (ad esempio http://www.leavventuredipinocchio.com/saline-set1.htm).
  9. ^ La casina della Fata, sulla riva di un lago, è stata costruita per le riprese dello sceneggiato, sia sulle rive del lago di Martignano (quando Pinocchio cerca di fuggire dagli assassini), sia alle Saline di Tarquinia (più avanti nello sceneggiato, quando Pinocchio ritrova la Fata).

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