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Le avventure di Tintin

fumetto belga
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la serie animata, vedi Le avventure di Tintin (serie animata).

«Se mi sono messo a viaggiare non è stato solamente per vedere nuovi paesaggi o per documentarmi, ma per scoprire altri modelli di vita, altri modi di pensare: insomma, per allargare la mia visione del mondo.»

(Hergé)
Le avventure di Tintin
fumetto
Tintin-chaque-jeudi.png
Logo del giornale di Tintin
Titolo orig.Les Aventures de Tintin
Lingua orig.francese
PaeseBelgio
AutoreHergé
EditoreMoulinsart
1ª edizione1929 – 1983
Albi24 (completa)
Albi it.23 (completa)
Generecommedia, giallo, avventura

Le avventure di Tintin (Les Aventures de Tintin) è una serie a fumetti belga ideata e disegnata dal 1929 al 1983 da Hergé incentrata sull'omonimo personaggio immaginario di Tintin.[1][2] Le storie della serie sono contestualizzate con la realtà storica del XX secolo a partire già dal primo episodio - ambientato nella Russia bolscevica del 1929 e nella repubblica di Weimar - e anche i successivi si svolgono in contesti realistici - come il Congo del 1930[3], il nord America del 1933, la Cina occupata dai giapponesi nel 1934, l'Inghilterra, il Belgio e la Scozia nel 1937, in uno stato immaginario situato nell'Europa dell'Est identificabile con l'ex Jugoslavia nel 1940, e poi l'Austria invasa dai tedeschi e arrivando poi, storia dopo storia, fin sulla Luna, ai dirottamenti aerei e ai dittatori sudamericani - il tutto frutto di un approfondito lavoro di ricerca dell'autore.[4] Lo stile che ne caratterizza le tavole a fumetti - un tratto limpido e netto, con vignette pulite, senza altri segni oltre a quelli essenziali denominato poi ligne claire - fanno della serie un'antesignana e un modello di riferimento per la scuola franco-belga.[5][6][7] La serie, esordita nel 1929, è ancora molto popolare e continua a essere riproposta e a vendere milioni di copie in tutto il mondo oltre ad avere ispirato trasposizioni radiofoniche, televisive, cinematografiche e un vasto merchandising.[8] Una tavola del 1954 è stata venduta a un'asta nel 2016 per un milione e mezzo di euro.[9]

Storia editorialeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tintin (rivista).

La serie è costituita da 24 storie in lingua francese delle quali l'ultima è rimasta incompiuta. Le prime otto vennero pubblicate tra il 1929 e il 1941 in bianco e nero con tavole a sei vignette e negli anni quaranta e cinquanta vennero tutte ridisegnate - tranne la prima - per renderle omogenee con le successive che venivano pubblicate in albi a colori di 48 pagine con tavole a dodici vignette; l'ultima storia risale al 1983, anno di morte dell'autore.[8][10] La serie esordì in francese il 10 gennaio 1929 sul settimanale belga Le Petit Vingtième, supplemento del quotidiano Le vingtième siècle,[1][2] dove viene pubblicato fino al 1942 quando la serie continua la pubblicazione su Le Soir Jeunesse, supplemento al quotidiano Le Soir, fino al 1946 quando debutta su una testata propria,[1] Le Journal de Tintin ( Kuifje nella versione fiamminga).

Le storie vennero illustrate da Hergé dopo un lavoro di documentazione che comprendeva le fotografie dei luoghi e degli oggetti da disegnare. Il suo tratto, originale e personale, caratterizzato da un segno sottile, pulito ed elegante venne poi imitato da molti suoi colleghi belgi e francesi e denominato linea chiara. Prima della morte, avvenuta nel 1983, Hergé aveva chiesto che la sua serie non venisse continuata da altri.[8]

Edizioni italianeModifica

Al personaggio in Italia sono state intitolate diverse testate ed apparso in numerose altre collane e periodici. L'esordio avvenne nel 1961 con la storia Lo scettro di Ottokar, pubblicata in volume dalle edizioni Cino Del Duca; successivamente venne pubblicata la storia I gioielli della Castafiore su un supplemento della rivista Linus nel 1968 e poi su altre riviste antologiche come Il Vittorioso; la prima edizione in volume venne edita dal 1977 al 1986 dalla Gandus (8 album non cartonati); negli anni ottanta e novanta venne ripresa inoltre dalla Comic Art e dalla de Agostini.[1] L'intera serie è stata completamente ritradotta e ristampata in italiano nel 2011 dalla Rizzoli Lizard.[11]

Tintin e la censura

-Tintin au pays des Soviets (Tintin nel paese dei Soviet, 1929) Questo è l'unico albo che non è stato riproposto a colori dalle edizioni Casterman. Di questa avventura esiste pertanto soltanto la versione apparsa su rivista, ripubblicata in un volume in bianco e nero per gli appassionati nel 1981.

-Tintin au Congo (Tintin in Congo, 1930) Nel 1946 Hergé ha completamente ridisegnato la storia, facendola passare dalle originali 110 tavole in bianco e nero alle 62 a colori degli albi standard. Fra le numerose modifiche, da segnalare l'eliminazione di molti dettagli a favore del colonialismo. La lezione che Tintin teneva in una scuola africana ("Miei cari amici, oggi vi parlerò della vostra patria: il Belgio...") diventa adesso una lezione di matematica ("Quanto fa due più due?"). Il disegno si fa più curato e i dialoghi più fluidi. In seguito la storia subì un'ulteriore modifica, con l'eliminazione di una tavola in cui Tintin, a caccia di rinoceronti, ne faceva esplodere uno con la dinamite!

-Tintin en Amérique (Tintin in America, 1931) Anche questa storia è stata ridisegnata, rimontata e colorata nel 1945. Le modifiche, in questo caso, sono soprattutto "di mestiere", e confrontando le due versioni si può notare come in pochi anni la padronanza di Hergé del media fumetto fosse notevolmente aumentata.

-Les cigares du pharaon (I sigari del faraone, 1932) Ridisegnata e colorata nel 1955. In particolare una lunga sequenza con Tintin alle prese con un sotterraneo pieno di serpenti (Indiana Jones ante litteram!) viene eliminata per esigenze di spazio. Inoltre c'è una curiosità: nella vignetta in cui Tintin incontra lo sceicco sotto la tenda, questi afferma di essere un ammiratore del reporter e gli mostra un albo con le sue avventure. Se nell'edizione del 1932 gli mostrava "Tintin in America", nel 1955 gli mostra "Tintin in Congo". Ma successivamente Hergé modifica ancora la vignetta e ora lo sceicco mostra a Tintin l'albo di "Obiettivo Luna", un'avventura che il ragazzo non solo non ha ancora vissuto, ma dove sono presenti personaggi come il capitano Haddock e il professor Girasole che non ha ancora conosciuto: un vero paradosso temporale!

-Le lotus bleu (Il drago blu, 1933) Questo è l'albo dove ci sono maggiori differenze nel disegno fra le due versioni. Nell'edizione del 1946 Hergé rimedia alla carenza di documentazione che lo aveva portato a disegnare una Cina assai stereotipata, e fornisce una prova magistrale per quanto riguarda sfondi, palazzi, ideogrammi, ecc. Si può dire che è proprio dalla seconda versione di questo albo che le avventure di Tintin assumono quella ricchezza di dettagli che le caratterizzeranno in seguito.

-L'oreille cassée (L'orecchio spezzato, 1935) Poco da dire su questa storia, ridisegnata senza grossi cambiamenti.

-L'île noire (L'isola nera, 1937) Viene ristampata nel 1943 nel nuovo formato di 62 pagine a colori (contro le 128 in bianco e nero della prima versione) senza particolari modifiche se non il rimontaggio delle tavole. Ma poi, nel 1965, Hergé la ridisegna completamente per un'ulteriore nuova versione, a causa delle pressioni ricevute dall'editore inglese Methuen. La storia, che si svolge in Scozia, per i britannici presentava infatti troppe inesattezze. Così Hergé inviò in Gran Bretagna il suo collaboratore Bob De Moor, che visitò tutti i luoghi in cui si svolgeva l'avventura e fece schizzi, fotografie e appunti riguardanti l'aspetto delle scogliere sulla costa, le targhe delle automobili, i ponti ferroviari, le uniformi dei poliziotti, i carri dei pompieri, e così via. L'albo fu totalmente rivisto, con una cura senza precedenti per i dettagli.

-Le sceptre d'Ottokar (Lo scettro di Ottokar, 1938) Quando l'albo venne ristampato a colori, Hergé ne approfittò per ridisegnare molte sequenze, migliorando gli sfondi e soprattutto "balcanizzando" uniformi e costumi della Syldavia.

-Le crabe aux pinces d'or (Il granchio d'oro, 1940) Quest'albo è memorabile perché compare per la prima volta il capitano Haddock. Su richiesta degli editori americani, Hergé eliminò alcune sequenze in cui si vedeva il capitano che beve dalla bottiglia (la bevuta rimane, ma fuori campo!) e cambiò una vignetta in cui Allan lo faceva frustare da uno schiavo di colore, ora "trasformato" in un pirata dalla pelle bianca.

-L'etoile mystérieuse (La stella misteriosa, 1942) Si tratta della prima avventura pubblicata in volume direttamente a colori e nel formato a 62 pagine. Visto il successo ottenuto, tutte le precedenti storie – come abbiamo visto – vennero rimontate e/o ridisegnate e colorate per adeguarle al nuovo formato. Hergé comunque non fu soddisfatto della colorazione e la fece rifare diversi anni più tardi. In quella occasione cambiò anche la bandiera della spedizione "rivale" di quella europea. Nel 1942, infatti, il Belgio era occupato dai nazisti e dunque Hergé aveva dovuto mettere gli americani nella parte dei cattivi. Nell'edizione successiva, al posto della bandiera americana compare quella dello stato immaginario di Sao Rico.

-Le secret de La Licorne (Il segreto del Liocorno, 1942) -Le trésor de Rackham le Rouge (Il tesoro di Rakam il Rosso, 1943) È l'avventura su cui si basa il film di Steven Spielberg. Hergé dichiarò in alcune occasioni che questo doppio episodio era il suo preferito. Lo testimonia il fatto che dalla pubblicazione su rivista a quella in volume non ha subito cambiamenti di rilievo (giusto la modifica dei dialoghi di "passaggio" fra la prima e la seconda parte, con Tintin che invita il lettore a procurarsi il volume successivo per sapere come si concluderà l'avventura, mentre nella versione originale annunciava una pausa di un mese e l'avvio di una nuova serie).

-Les sept boules de cristal (Le sette sfere di cristallo, 1943, terminato nel 1946) La pubblicazione su rivista di questa storia venne interrotta nel 1944 a causa della guerra per essere poi ripresa e portata a termine nel 1946. Nell'edizione in volume viene eliminata una buffa sequenza in cui il capitano a Haddock a teatro rimane "vittima" di un indovino.

-Le temple du soleil (Il tempio del sole, 1946) È il seguito della precedente. Anche in questo caso mancano dall'edizione finale alcune sequenze che mostrano i nostri eroi nella giungla (una in cui il capitano Haddock mastica foglie di coca e una in cui si riempie le tasche di pepite d'oro trovate nelle grotte del Tempio degli Incas).

-Tintin au pays de l'or noir (Tintin nel paese dell'oro nero, 1939, terminato nel 1948) È probabilmente la storia di Tintin che ha passato più traversie editoriali. La prima edizione risale addirittura al 1939, ancora in bianco e nero, e doveva seguire "Lo scettro di Ottokar". La guerra fece però cessare le pubblicazioni della rivista sulla quale appariva a puntate, con la storia interrotta a metà. Nel 1948 Hergé decise di completarla e, già che c'era, di ridisegnare la parte già esistente. Ma nel frattempo molte cose nelle avventure di Tintin erano cambiate: adesso c'erano Haddock, Girasole, il castello di Moulinsart, tutti elementi che i lettori si sarebbero stupiti di non trovare nella storia. Così Hergé cercò in qualche modo di reinserirli o almeno di motivare la loro assenza nella prima parte dell'albo. Per esempio, all'inizio dell'avventura Haddock sparisce di colpo per ricomparire dopo una cinquantina di pagine: il buffo è che quando Tintin chiede al capitano dove è stato per tutto quel tempo, Haddock cerca di spiegarglielo ma non ci riesce, limitandosi a dire che "è semplice e complicato allo stesso tempo...". Ma nel 1969, ecco che la storia viene modificata di nuovo! Il solito editore inglese, Methuen, chiede ad Hergé di eliminare alcuni elementi che adesso suonano "scomodi", in particolare il fatto che ebrei e arabi combattano contro gli inglesi (o fra di loro) nella Palestina del 1940 che era sotto occupazione britannica, prima della creazione dello stato di Israele. E così il conflitto viene modificato e diventa quello fra due emiri rivali che lottano per diventare califfi. Già che c'era, Hergé ridisegna molti particolari, in particolare tutte le uniformi militari, le navi e altri dettagli.

-Objectif Lune (Obiettivo Luna, 1950) -On a marché sur la Lune (Uomini sulla Luna, 1951) In questa memorabile doppia storia, la censura intervenne soprattutto su un particolare: la lettera che l'ingegner Wolff lascia prima di abbandonare il razzo e di perdersi nello spazio. La frase "Forse per qualche miracolo riuscirò anche io a sopravvivere..." fu imposta a Hergé (come raccontò lui stesso in un'intervista) da "benpensanti che erano turbati dal fatto che stavo mostrando un suicidio. Ma niente affatto, era un sacrificio! Forse la chiesa rifiuta un posto in paradiso al soldato che si fa esplodere insieme al ponte? Ma per uscire da quell'impasse dovetti aggiungere quella stupida frase sul fatto che Wolff potesse scamparla per miracolo. Nessun miracolo era possibile: Wolff era condannato e lo sapeva meglio di chiunque altro".

-L'affaire Tournesol (L'affare Girasole, 1954) Nessuna modifica sostanziale da segnalare per quest'albo.

-Coke en stock (Coke in stock, 1956) Questa storia causò ad Hergé diversi problemi. Venne infatti accusato di razzismo perché nell'albo appaiono alcuni africani che parlano (al capitano Haddock) in modo piuttosto stereotipato. Per evitare controversie, Hergé modificò le frasi degli africani ma non quelle di Haddock che rispondeva loro usando lo stesso tipo di linguaggio.

-Tintin au Tibet (Tintin nel Tibet, 1958) Da questo albo Hergé eliminò una lunga scena con Haddock alle prese con i fuochi d'artificio. Dovette inoltre modificare il logo sull'aeroplano precipitato: un rappresentante della compagnia Indian Airways si era lamentato per la pubblicità negativa ("È scandaloso, nessuno dei nostri aerei è mai precipitato!"). Hergé lo modificò in "Sari-Airways" ma disse che in India operavano così tante compagnie aeree che era possibile che anche questa esistesse davvero...

-Les bijoux de la Castafiore (I gioielli della Castafiore, 1961) -Vol 714 pour Sydney (Volo 714 destinazione Sydney, 1966) -Tintin et les Picaros (Tintin e i Picaros, 1976) Per questi ultimi volumi le modifiche sono avvenute solo in fase di lavorazione, e gli albi sono usciti con l'aspetto che hanno ancora oggi.

-Tintin et l'Alph-Art (iniziata nel 1978) Hergé è morto nel 1983 lasciando incompleta quest'ultima storia, che però è stata pubblicata nella sua versione a matita e layout, con sceneggiatura a fianco.

Elenco episodiModifica

titolo francese titolo italiano anno di pubblicazione
1 Tintin au pays des Soviets Tintin nel paese dei Soviet 1930
2 Tintin au Congo Tintin in Congo 1931
3 Tintin en Amérique Tintin in America 1932
4 Les Cigares du pharaon I sigari del faraone 1934
5 Le Lotus bleu Il loto blu 1936
6 L'Oreille cassée L'orecchio spezzato 1937
7 L'ile noire L'isola nera 1938
8 Le Sceptre d'Ottokar Lo scettro di Ottokar 1939
9 Le Crabe aux pinces d'or Il granchio d'oro 1941
10 L'Étoile mystérieuse La stella misteriosa 1942
11 Le Secret de la Licorne Il segreto del Liocorno 1943
12 Le Trésor de Rackam le Rouge Il tesoro di Rakam il Rosso 1944
13 Les Sept Boules de cristal Le sette sfere di cristallo 1948
14 Le Temple du Soleil Il tempio del sole 1949
15 Tintin au pays de l'or noir Tintin nel paese dell'oro nero 1950
16 Objectif Lune Obiettivo Luna 1953
17 On a marché sur la Lune Uomini sulla Luna 1954
18 L'Affaire Tournesol L'affare Girasole 1956
19 Coke en stock Coke in stock 1958
20 Tintin au Tibet Tintin in Tibet 1960
21 Les Bijoux de la Castafiore I gioielli della Castafiore 1963
22 Vol 714 pour Sydney Volo 714 destinazione Sydney 1968
23 Tintin et les Picaros Tintin e i Picaros 1976
24 Tintin et l'Alph-Art Tintin e l'Alph-Art 1986

TramaModifica

La geografia e la storia del 1900 creano per Hergé la sceneggiatura e le ambientazioni mentre le trame sono fatte di comicità e storie avvincenti, legate da personaggi strambi e speciali a volte surreali. Tintin è un eroe acculturato, dotato di spirito di avventura ma anche di osservazione e sete di conoscenza che lo porta a capire e apprendere la cultura di ciascun popolo con cui entra in contatto.

Tintin è un giovane reporter in giro per il mondo; si trova a vivere avventure nelle quali sventa le trame di malvagi personaggi offrendo aiuto a chi ne ha bisogno. Insieme a lui c'è l’irascibile capitano Haddock, un vecchio marinaio; il professor Girasole, uno scienziato geniale quanto distratto; la cantante d’opera Bianca Castafiore, invaghita del capitano; due poliziotti, Dupont e Dupond, e il cane Milù.[8]

PersonaggiModifica

  • Tintin: è il protagonista, un simpatico e sveglio giovanotto dai capelli rossi con il ciuffo davanti.
  • Milù: è il piccolo cane bianco di Tintin. Non parla mai, tranne in poche eccezioni (anche se è regolarmente visto pensare in parole umane). Tuttavia riesce a comunicare con Tintin tramite un legame empatico, in particolare nei primi racconti. Ha salvato Tintin in varie occasioni, per esempio trovando vie di fuga attraverso percorsi stretti, o andando in cerca d'aiuto, oppure attaccando gli assalitori in modo da distrarli. Come il capitano Haddock, Milù è un appassionato del whiskey scozzese "Loch Lomond", le sue bevute occasionali tendono a metterlo nei guai, così come la sua aracnofobia acuta. Milù è anche un appassionato di ossa, al punto da essere facilmente tentato, anche quando l'ultima cosa a cui dovrebbe pensare è l'osso. Ad esempio, una volta ha perso un messaggio importante di Tintin a causa di un osso. Il personaggio di Milù evolve attraverso il corso della serie Tintin, e le sue apparizioni furono drammaticamente ridotte a scapito dall'introduzione del capitano Haddock nell'album Il granchio d'oro. Nella prima apparizione di Tintin, Milù era la fonte di cinismo, per compensare il positivismo di Tintin. Quando entrò Haddock nella serie, il capitano ha assunto il ruolo del cinico e Milù è stato gradualmente spostato in un ruolo marginale, per aggiungere un tocco di comicità.
  • Capitano Haddock: un lupo di mare con capelli e barba nera, molto amante degli alcolici e delle imprecazioni fantasiose.[12]
  • Professor Trifone Girasole: chiamato anche "Tornasole" in riferimento alla cartina tornasole usata nei laboratori di chimica, è uno scienziato geniale e ostinato ma sordo come una campana.
  • Dupont e Dupond: due imbranati e baffuti poliziotti, agenti della Sûretè. Sono quasi sempre in giacca e bombetta; in alternativa, indossano travestimenti pacchiani che riflettono la loro stereotipata "conoscenza" dei paesi stranieri, contrapposta a quella profonda di Tintin.
  • Nestore: maggiordomo della tenuta di Moulinsart, leale e imperturbabile, in principio egli serviva i loschi antiquari Passeretti, che arrivavano persino a rapire Tintin, ma era all'oscuro delle loro malefatte, viene quindi mantenuto a servizio dal nuovo proprietario del maniero. Esordisce per la prima volta ne Il segreto del Liocorno, dove è il maggiordomo dei fratelli Passeretti, primi proprietari del castello i quali avevano rapito Tintin. Trovato in casa da Nestore, Tintin sostiene di essere il nuovo segretario dei Passeretti e Nestore sembra credergli fino a quando i fratelli citofonano per avvertirlo della presenza di un intruso nel castello. Segue poi una serie di inseguimenti nel castello tra Tintin, i Passeretti e Nestore che lealmente sostiene i suoi padroni. Gli amici arrivano appena in tempo per salvare Tintin e le attività criminali dei fratelli vengono scoperte. Il fatto che essi avevano detto a Nestore che Tintin era un ladro dimostra che egli non era a conoscenza delle loro nefande attività, ciò che alla fine l'inchiesta dimostra. Dupont e Dupond hanno qualche dubbio che Nestore fosse all'oscuro e lo sospettano varie volte di essere disonesto. Nestore riprende il suo lavoro come maggiordomo quando Haddock compra il castello. Con il suo aspetto molto ordinato, con indosso una livrea è diventato l'archetipo del maggiordomo nella cultura francese[senza fonte], sempre gentile, discreto, paziente, devoto al suo padrone e sempre imperturbabile.
  • Chang Chong Chen: giovane cinese, appare in due avventure ed è ispirato a un reale amico di Hergé, da lui consultato per rendere più realistiche e prive di stereotipi le storie ambientate in Cina. Durante il viaggio del protagonista in Cina - nella storia Il Drago Blu - Tintin lo salva da un annegamento e strinɡono una profonda amicizia divenendo compaɡni di viaɡɡio. Chen salva la vita al protaɡonista falsificando un mandato di cattura in possesso dei Dupondt. Ha partecipato all'arresto della banda di trafficanti di oppio e dei loro leader e Rastapopoulos e Mitshuirato a fianco del "figlio del drago".
  • Oliveira de Figueira: mercante portoghese attivo fra il Mediterraneo e il Medio Oriente; appare in diverse delle più "esotiche" avventure di Tintin.
  • Serafino Lampion: espansivo e impiccione venditore di polizze assicurative; appare a più riprese nel ruolo, per lui adattissimo, di "scocciatore".
  • Generale Alcazar: alternativamente dittatore della repubblica di San Theodoros o capo dei ribelli che cercano di prendere il potere, in continua competizione col suo arcinemico Generale Tapioca.
  • Emiro Ben Kalish Ezab: governante del ricco stato petrolifero del Khemed, appare in due avventure, nella seconda delle quali viene temporaneamente spodestato dal suo rivale, lo sceicco Bab el Ehr.
  • Abdallah: figlio preadolescente dell'Emiro del Khemed; è una vera e propria "piccola peste" e ama mettere al centro dei suoi continui scherzi soprattutto il capitano Haddock, da lui chiamato "Mille Bombarde" (per via della sua consueta esclamazione).
  • Bianca Castafiore: un soprano italiano (detto «l'usignolo milanese») esordisce in Lo scettro di Ottokar, ed è anche presente in Le sette sfere di cristallo, L'affare Girasole, I gioielli della Castafiore, Tintin e i Picaros e sarebbe apparsa nell'incompiuto album Tintin e l'Alph-Art. Nelle storie di Tintin, la cantante occupa quasi sempre ruoli di contorno o di cameo. Dotata di voce particolarmente squillante (è un soprano di fama internazionale), nella storia I gioielli della Castafiore viene indicata dai giornalisti come sentimentalmente impegnata con il capitano Haddock, che si mostra scontento delle conseguenze di questo gossip infondato. La diva, abituata alle invenzioni della stampa, si mostra invece indifferente a queste voci.
  • Piotr Huff: pilota mercenario contraddistinto da una benda nera sull'occhio che gli dà un'aria particolarmente "piratesca"; appare in due avventure.
  • Rastapopoulos: è uno dei principali antagonisti e compare in molte storie: esordisce ne I sigari del faraone dove, in un primo momento sembra che voglia aiutare Tintin ma successivamente, dall'episodio successivo, Il drago blu, divengono note le sue vere intenzioni. È l'antagonista che compare in più avventure insieme al Capitano Allan e al dottor Müller. Durante la sua giovinezza manda in rovina la famiglia. Ne I sigari del faraone, gira un film nel deserto e salva Tintin quando egli fugge da un gruppo di contrabbandieri. Dopo un violento inseguimento con Tintin, precipita in un crepaccio sfugge però miracolosamente alla morte. Tintin è ignaro del fatto che il malvivente che crede morto sia lui e continua a reputarlo onesto. Ne Il drago blu si scopre che Rastapopoulus è il capobanda di un mercato nero di oppio in Cina insieme a Mitshuirato. Grazie all'intervento di Tintin e dei suoi amici, viene arrestato insieme al resto della banda. Riappare poi nell'albo Coke in stock dove, sotto il falso nome di marchese Cammembert, è a capo di un traffico di schiavi. Nella storia Volo 714 destinazione Sydney rapisce un miliardario dirottando il suo aereo privato dove, per caso, si trovano Tintin, il capitano Haddock e il professor Trifone Girasole.

ControversieModifica

L'autore venne accusato di razzismo per la caratterizzazione delle popolazioni africane in maniera caricaturale - uomini rozzi con occhi spalancati e labbra gonfie che si prostrano davanti a Tintin - data storia del 1930 Tintin in Congo, e di antisemitismo per il personaggio del finanziere ebreo Mr. Blumenstein in La stella misteriosa, una storia scritta nel 1941. In questo caso Hergé, quando si accorse che il suo personaggio era soggetto a fraintendimenti, cambiò nome a Blumenstein e gli diede una nuova nazionalità.[13] Nella biografia di Hergé del 2007 scritta da Philippe Goddin, viene analizzata la storia nella sua prima edizione serializzata su Le Soir nella quale compariva una striscia sul panico scatenato da un gigantesco meteorite che sembrava avrebbe colpito la Terra e due ebrei si rallegravano del fatto che, se il mondo fosse finito, non avrebbero dovuto rimborsare i loro creditori. Hergé cancellò poi il disegno degli ebrei di sua iniziativa quando la storia venne pubblicata in volume. Nella corrispondenza di Hergé si trova scritto che egli si riteneva neutrale: «Non sono né pro-tedesco, né pro-britannico», ha scritto, «Dato che non posso fare assolutamente nulla per affrettare la vittoria di Inghilterra o Germania, guardo, osservo e mastico le cose. Con calma e senza passione» e che il suo obiettivo era quello di rimanere un uomo onesto, scriveva Hergé, il che non significava gridare "Heil Hitler" o fare volontariato per le SS.[13]

CuriositàModifica

  • Nella storia Tintin in Tibet, il personaggio deve ritrovare il suo amico cinese Tchang, disperso dopo un incidente aereo. Tchang è stato realmente un amico di Hergé; i due si conobbero nel 1934 ma dopo qualche anno dovettero separarsi per lungo tempo. Georges Remi sfrutta questa storia di Tintin per cercare, letterariamente, l'amico. Solo nel 1981 i due si poterono ritrovare, dopo ben 42 anni.
  • I personaggi di Tintin compaiono in una storia scritta e disegnata da Corrado Mastantuono, Bum Bum e l'artista liberato (in Topolino n. 2501 del 2003), dove Tintin si chiama Denden, Milou diventa Piciou e Haddock diventa Hadciuck.[14]

NoteModifica

  1. ^ a b c d TINTIN, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  2. ^ a b FFF - TINTIN, su www.lfb.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  3. ^ allora colonia belga
  4. ^ Agostino Gramigna, Dall’Urss alla Luna la storia vista da Tintin, in Corriere della Sera. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  5. ^ Tintin, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  6. ^ Tintin nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  7. ^ Hergé nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  8. ^ a b c d Tintin in "Enciclopedia dei ragazzi", su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  9. ^ 'Tintin' da record, una tavola venduta per 1,5 milioni di Euro, in Repubblica.it, 19 novembre 2016. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  10. ^ FFF - HERGÉ, su www.lfb.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  11. ^ L’integrale di Tintin finalmente in libreria! - afnews.info, in afnews.info, 13 luglio 2011. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  12. ^ Hergé, Il segreto del Liocorno, Lizard edizioni, p. 29
  13. ^ a b A very European hero, in The Economist, 18 dicembre 2008. URL consultato il 6 dicembre 2017.
  14. ^ Bum Bum e l'artista liberato, su it.paperpedia.wikia.com. URL consultato il 10 luglio 2018.

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