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Lebrecht
Leberecht von Anhalt-Köthen (1622 - 1669).jpg
Principe di Anhalt-Köthen
In carica 1665–1669
Nascita 8 aprile 1622
Morte 7 novembre 1669
Padre Augusto, principe di Anhalt-Plötzkau
Madre contessa Sibilla di Solms-Laubach
Consorte contessa Sofia di Stolberg-Wernigerode

Lebrecht di Anhalt-Köthen (Plötzkau, 8 aprile 1622Köthen, 7 novembre 1669) è stato Principe di Anhalt-Plötzkau e dal 1665 fu Principe di Anhalt-Köthen.

BiografiaModifica

Egli era il figlio secondogenito di Augusto, Principe di Anhalt-Plötzkau e di sua moglie Sibilla, figlia del conte Giovanni Giorgio di Solms-Laubach.

Dopo la morte del padre nel 1653, Lebrecht ereditò i domini di Plötzkau assieme al fratello maggiore Ernesto Amedeo ed al fratello minore Emmanuele; ma assieme a questo principato, i fratelli ricevettero anche la reggenza sul Principato di Anhalt-Köthen in vece dell'infante cugino, il Principe Guglielmo Luigi. Lebrecht ed Emmanuele mantennero de facto la reggenza ed Ernesto Amedeo rimase a curare gli affari a Plötzkau, ma solo per i sette mesi successivi, quando morì poi senza essersi mai sposato e senza aver avuto eredi.

Lebrecht continuò a svolgere il suo compito di reggente su Köthen sino al 1659, anno in cui Guglielmo Luigi venne dichiarato adulto e quindi abile a governare. Lebrecht fece ritorno a Plötzkau, riprendendo a pieno titolo il proprio ruolo di co-reggente col fratello Emmanuele.

La morte di Guglielmo Luigi nel 1665 senza eredi, cambiò nuovamente la distribuzione dei principati ascanidi: Lebrecht e suo fratello ricevettero il dominio del più ricco principato di Anhalt-Köthen e Plötzkau passò al Principato di Anhalt-Bernburg, dal quale era stato anticamente originato.

Matrimonio e figliModifica

A Plötzkau, il 18 gennaio 1655 Lebrecht sposò Sophie Ursula Eleonore (Ortenberg, 2 ottobre 1628 - Köthen, 13 settembre 1675), figlia di Enrico Volrad, Conte di Stolberg-Ortenberg. Questo matrimonio non diede però figli.

Dopo quattro anni di regno a Köthen, Lebrecht morì senza eredi e la sua successione passò integralmente al fratello Emmanuele.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN64796888 · GND (DE118144693 · CERL cnp00976512 · WorldCat Identities (EN64796888
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