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Una legge antifumo regolamenta la pratica del fumo e indica i divieti, normalmente limitando la possibilità di fumare negli spazi pubblici e sui posti di lavoro.

La sola nazione al mondo ad avere completamente bandito la vendita e la pratica di fumare il tabacco è il Bhutan.

In Italia per legge antifumo si intende comunemente la legge 16 gennaio 2003 n. 3 (detta anche legge Sirchia dal nome del suo promotore Girolamo Sirchia).

Nel mondoModifica

DanimarcaModifica

La Danimarca ha ufficialmente adottato un divieto di fumo in bar, club e ristoranti a partire dal 15 agosto 2007.

FranciaModifica

La Francia ha totalmente bandito il fumo dagli spazi chiusi, inclusi i bar, i pub e i club privati. Il divieto è in vigore dal 1º gennaio 2008.

GermaniaModifica

In Germania, Paese federale, non esiste una legge antifumo stringente ed omogenea a livello nazionale. Ci sono Länder come ad esempio la Baviera che lo proibiscono completamente in tutti i luoghi pubblici chiusi e non ammettono eccezioni (nemmeno nei tendoni dell'Oktoberfest), mentre invece altri Länder lasciano margini di discrezionalità ai gestori di bar e ristoranti permettendo loro di scegliere come comportarsi in base a logiche commerciali.

IrlandaModifica

L'Irlanda è stata la prima nazione a bandire il fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, nel marzo 2004.

ItaliaModifica

Nel 1972, su indicazione della CEE, è stato introdotto in Italia il divieto di pubblicizzazione dei prodotti per fumatori. L'11 novembre 1975 entra in vigore la legge n. 584[1] che vieta il fumo sui mezzi di trasporto pubblico (ad eccezione delle carrozze riservate ai fumatori) e in alcuni locali pubblici (ospedali, cinema, teatri, musei, università e biblioteche). Nel 1986 l'allora Ministro della Sanità Costante Degan presentò un disegno di legge che tentò di estendere i divieti anche ai ristoranti e ai luoghi di lavoro. Il progetto tuttavia suscitò molte polemiche e venne presto accantonato. A partire dal 1991, su ogni prodotto da fumo compare per la prima volta in Italia la scritta a caratteri cubitali il fumo è nocivo.[2]

In Italia la legge 16 gennaio 2003 n. 3 art. 51[3] (detta anche Legge Sirchia, in quanto fortemente voluta dall'allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia, ed entrata in vigore il 10 Gennaio 2005) ha stabilito che "è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di (a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico; (b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati". In seguito a una sentenza del TAR del Lazio del 1º agosto 2005, confermata dal Consiglio di Stato il 7 ottobre 2009, non sono più previste sanzioni per il gestore che non segnala alla forza pubblica gli avventori in contravvenzione. Una modifica del 2013 [4] aggiunge il divieto anche alle aree all'aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche; analogamente nel 2016 sono state incluse nel divieto le pertinenze esterne delle strutture ospedaliere universitarie[5].

La legge Sirchia prescrive tutta una serie di norme specifiche per le sale fumatori: devono essere ventilate separatamente, con specifici valori circa il tasso di ricambio dell'aria; la pressione atmosferica in tali sale deve essere costantemente più bassa di quella delle sale adiacenti; devono essere munite di porte a chiusura automatica. Al momento solo l'1% dei locali pubblici ha introdotto una sala fumatori a causa degli elevatissimi costi degli adeguamenti.

Attualmente in Italia è consentito fumare liberamente solo nei luoghi aperti (compresi parchi, stadi e spiagge) e o in quelli parzialmente aperti (dehors, portici,...) oltre che ovviamente nelle residenze private e nelle già citate sale fumatori. Da più parti vi sono pressioni per ampliare il divieto anche agli stadi ed esistono già movimenti di opinione che chiedono di proibire il fumo anche nei giardini pubblici.

Esistono tuttavia alcuni, limitati, casi di spiagge italiane che nel loro regolamento hanno inserito il divieto di fumo. A partire dal novembre 2013, voluto dal ministro della salute Beatrice Lorenzin nonostante le proteste, è in vigore il divieto totale di fumare nelle scuole, anche nei cortili durante l'intervallo.

A gennaio 2014, il ministro della salute Beatrice Lorenzin propone una modifica alla legge Sirchia che preveda un divieto di fumo esteso anche a spiagge attrezzate, parchi pubblici e auto private se sono a bordo minori. Inoltre, sempre al fine di ridurre l'attrazione verso il fumo di sigarette e seguendo la strategia fornita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, il ministero della salute sta studiando la possibilità di aumentare costantemente il prezzo dei prodotti a base di tabacco tramite accise progressive.[6]

Con il citato decreto del 2016[5] l'Italia ha recepito la direttiva 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati. In tal ottica ha legiferato ponendo ulteriori limiti antifumo: in particolare non è più concesso fumare in auto in presenza di minori o donne incinte, non è più consentito fumare presso le cliniche ospedaliere e i centri di ricerca, verrà multato chi sorpreso a gettare mozziconi di sigaretta a terra; inoltre vengono inasprite le pene per coloro che vendono tabacco ai minori, vengono messi al bando i pacchetti contenenti 10 sigarette e viene imposto il limite massimo di 30 grammi per i pacchi di tabacco sfuso, si pongono limitazioni alla pubblicizzazione delle sigarette elettroniche, e si dispone che almeno il 65% dei pacchetti di sigarette venduti debbano essere rivestiti da immagini shock che propongano gli effetti dannosi del fumo.

Paesi Bassi e RomaniaModifica

Paesi Bassi e Romania hanno adottato simili divieti a partire dal 1º luglio 2008.

Regno UnitoModifica

Nel Regno Unito il divieto è in vigore a partire dal 1º luglio del 2007, quando l'Inghilterra si è unita a quanto avevano già fatto Galles, Scozia e Irlanda del Nord.

SpagnaModifica

A partire dal 2 gennaio 2011 la legge antifumo è entrata in vigore anche in Spagna.

Stati Uniti d'AmericaModifica

CaliforniaModifica

Lo Stato della California è stato il primo al mondo ad introdurre una legge antifumo sui posti di lavoro nel 1994, e un divieto di fumo totale negli spazi chiusi nel 1998.

NoteModifica

  1. ^ legge 11 novembre 1975, n. 584, su www.normattiva.it. URL consultato l'8 novembre 2019.
  2. ^ quotidiano la Stampa del 15/12/1995, pag.17
  3. ^ L. 3/2003, su www.camera.it. URL consultato l'8 novembre 2019.
  4. ^ decreto legge 12 settembre 2013, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato l'8 novembre 2019.
  5. ^ a b decreto legislativo 12 gennaio 2016, su www.normattiva.it. URL consultato l'8 novembre 2019.
  6. ^ Fumo, in arrivo la nuova stretta: verso divieto nei parchi e in spiaggia - Repubblica.it

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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