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Legge elettorale italiana del 1882

La legge elettorale italiana del 1882 fu una legge elettorale adottata dal Regno d'Italia, a partire dalle elezioni del 1882 (XV Legislatura).

CaratteristicheModifica

La legge, approvata dal IV governo Depretis, sostituì la legge elettorale del 1860, alterandone sia il sistema che la base elettorale.

Il suffragio restava riservato esclusivamente ai maschi che avessero compiuto il ventunesimo anno d'età (la soglia precedente era stabilita su 25 anni). Avrebbe potuto votare solo chi avesse esibito la licenza del biennio elementare statale e gratuito stabilito dalla Legge Coppino del 1877, indipendentemente dal reddito. Tuttavia chi avesse esibito un diverso certificato, o non ne avesse alcuno, avrebbe potuto votare pagando un reddito 19,80 lire. Per effetto di queste modifiche la base elettorale crebbe significativamente, passando dal 2% al 7% della popolazione. Agostino Depretis, esponente della sinistra storica, aveva fatto dell'allargamento della base elettorale un suo cavallo di battaglia.

Sotto il profilo del sistema elettorale, la legge era una plurinominale di lista: essa, cioè sostituì i collegi uninominali previsti dalla norma precedentemente in vigore con collegi plurinominali che eleggevano da due a cinque deputati. Tale sistema, tuttavia, accrebbe l'instabilità delle maggioranze, cosicché nel 1891 la legge venne emendata ripristinando i collegi uninominali. Con tali modifiche, essa restò in vigore sino al 1912, quando venne sostituita sotto il IV governo Giolitti da una nuova legge che estese ulteriormente il suffragio.

Voci correlateModifica

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