Leggi razziali naziste

Alfred Rosenberg fu uno dei principali ispiratori delle leggi razziali naziste

Con la locuzione leggi razziali naziste si indica un insieme di provvedimenti varati dalla Germania nazista nella prima metà del Novecento.

Tali provvedimenti furono utilizzati, a partire dagli anni trenta nel pieno del regime Nazionalsocialista, principalmente, ma non solo, contro i soggetti di religione ebraica, minoranze Rom e nomadi, soggetti disabili ed omosessuali.

Quest'insieme di provvedimenti, premessa alla Shoah, è passato alla storia col nome di "leggi razziali antisemite".

ElencoModifica

Elenco parziale delle leggi promulgate e dei documenti emessi in Germania sotto il governo nazionalsocialista a danno delle minoranze.

  • 7 aprile 1933 - Legge per il rinnovo dell'Amministrazione Pubblica.
  • 14 luglio 1933 - Legge per la protezione dei caratteri ereditari.
  • 15 settembre 1935 - Legge per la protezione del sangue ariano (Leggi di Norimberga).
  • 15 settembre 1935 - Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga).
  • 14 novembre 1935 - Primo Decreto supplementare alla legge sulla cittadinanza tedesca.
  • 17 agosto 1938 - Secondo Decreto di attuazione della legge sui nomi
  • 5 ottobre 1938 - Legge sul passaporto degli Ebrei
  • 12 novembre 1938 - Ordinanza per l'esclusione degli Ebrei dall'economia tedesca.
  • 21 settembre 1939 - Istruzioni di Reinhard Heydrich ai Comandanti degli Einsatzgruppen sulle operazioni di polizia riguardanti gli Ebrei residenti nella Polonia occupata.
  • 1º settembre 1941 - Decreto di polizia relativo all'identificazione degli Ebrei
  • 20 gennaio 1942 - Verbale della Conferenza di Wannsee.
  • 16 marzo 1942 - Lettera di W. Stuckart ai partecipanti della Conferenza di Wannsee sulla "Soluzione Finale" della questione Ebraica.
  • 18 settembre 1942 - Decreto per il razionamento alimentare per gli Ebrei.

Voci correlateModifica

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