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Leibnitzia

genere di pianta della famiglia Asteraceae

EtimologiaModifica

Il nome del genere è un omaggio a Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716), filosofo e matematico tedesco appassionato di botanica.

DescrizioneModifica

Sono piante erbacee, perenni, acauli, caratterizzate da un inusuale dimorfismo stagionale, condiviso, tra le Asteraceae, solo con alcune specie del genere Chaptalia: presentano infatti uno stadio primaverile, con foglie ridotte o assenti e capolini casmogami (cioè che presentano l'usuale meccanismo di impollinazione incrociata dopo la fioritura), e uno stadio autunnale, con foglie pienamente sviluppate e capolini cleistogami (cioè che si riproducono per autoimpollinazione senza che si verifichi l'apertura dei fiori).[1]

Le foglie possono essere lanceolate, ellittiche o obovate, con margine da dentellato a lirato, glabre o pubescenti. L'infiorescenza è un capolino apicale formato da flosculi dimorfici, con fiori del raggio femminili, da filiformi a bilabiati, e fiori del disco bisessuali, tubulosi. Le cipsele presentano un rostro all'apice e sono dotate di un pappo setoloso.[2]

Distribuzione e habitatModifica

Il genere è presente con 3 specie in Nord America e America centrale mentre 5 specie sono distribuite in Asia.[2][3][4] In particolare L. lyrata e L. occimadrensis, sono diffuse delle regioni montuose degli Stati Uniti sud-occidentali, del Messico nord-occidentale e del Guatemala; L. seemannii è endemica del Messico; le rimanenti 5 specie hanno un areale che si estende dalla regione Himalayana, attraverso il Kashmir, il Nepal e il Bhutan sino alla Siberia a nord, e alla Cina e al Giappone a est.

La peculiare distribuzione del genere è verosimilmente il frutto di una disseminazione a lunga distanza. Si stima che le specie americane si siano separate dalle loro antenate asiatiche durante il Quaternario (ca. 2 mya) raggiungendo il Nord America attraverso lo stretto di Bering.[4] Con l'eccezione di L. anandria, che cresce sul livello del mare nei pressi del mar del Giappone, le altre specie occupano habitat montani di alta quota (sino a 5000 m di altitudine), semi-aridi e rocciosi.

TassonomiaModifica

Il genere Leibnitzia appartiene alla tribù Mutisieae, raggruppamento che la classificazione tradizionale collocava all'interno della sottofamiglia Cichorioideae e che la moderna classificazione filogenetica ha ricollocato, ridisegnandone i confini, all'interno della sottofamiglia Mutisioideae.[5][6]
Comprende le seguenti specie:[7]

NoteModifica

  1. ^ Nesom G.L, Biology and Taxonomy of American Leibnitzia (Asteraceae: Mutisieae), in Brittonia 1983; 35: 126-139.
  2. ^ a b Katinas L. 2008.
  3. ^ Baird K, The phylogenetics and biogeography of Leibnitzia (Asteraceae: Mutiseae): American species in an Asian genus (PDF) [collegamento interrotto], in George Mason University, 2009.
  4. ^ a b Baird K., Funk V.A., Wen J., Weeks A, Molecular phylogenetic analysis of Leibnitzia Cass. (Asteraceae: Mutisieae: Gerbera-complex), an Asian–North American disjunct genus, in Journal of Systematics and Evolution 2010; 48(3): 161–174.
  5. ^ Panero J.L. and Funk V.A, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  6. ^ Ortiz J. et al. 2009, p.196.
  7. ^ Leibnitzia, su Global Compositae Checklist. URL consultato l'11.4.2011.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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