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Leini
comune
Leini – Stemma Leini – Bandiera
Leini – Veduta
Veduta della chiesa parrocchiale
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoRenato Pittalis (lista civica) dal 9-6-2019[1]
Territorio
Coordinate45°11′01″N 7°42′55″E / 45.183611°N 7.715278°E45.183611; 7.715278 (Leini)Coordinate: 45°11′01″N 7°42′55″E / 45.183611°N 7.715278°E45.183611; 7.715278 (Leini)
Altitudine245 m s.l.m.
Superficie31,90[2] km²
Abitanti16 306[3] (31-05-2017)
Densità511,16 ab./km²
FrazioniTedeschi
Comuni confinantiCaselle Torinese, Lombardore, Mappano, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese, Settimo Torinese, Volpiano
Altre informazioni
Cod. postale10040
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001130
Cod. catastaleE518
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantileinicesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leini
Leini
Leini – Mappa
Localizzazione del comune di Leini nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Leini, già Leinì (Leinì in piemontese, Leiny in francese) e - prima del fascismo - Leynì, è un comune italiano di 16.306 abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.

Indice

Da Leynì a LeiniModifica

Un Regio Decreto del 1939, emanato su proposta del governo Mussolini, abolisce la "y" e l'accento della "i" finale nel toponimo Leynì,[4] analogamente a quanto accaduto ad altre centinaia di toponimi nel nome dell'italianizzazione dei termini.

Finita la seconda guerra mondiale, cade il fascismo e gli abitanti di Leinì ricominciano a scrivere il nome del paese alla vecchia maniera: Leynì, ma poi la tendenza popolare toglierà la "y" trasformandola in "i" e mantenendo l'accento finale.

Nel 1997 il Consiglio Comunale di Leinì chiede alla regione Piemonte di cambiare il nome in Leynì, con la "y" e con l'accento finale.

Nel 2000 il presidente della Repubblica Ciampi, con Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 6, ordina a tutti i comuni di dotarsi dello Statuto. Subito il consiglio comunale approva lo Statuto Comunale: il nome definitivo diventa così Leinì, senza y ma con l'accento finale.

A febbraio 2009 il Ministero dell'interno stabilisce che il nome di Leinì è quello stabilito con il Regio decreto del 1939, cioè senza la "y" e senza l'accento finale trasformandolo in Leini. Il 13 marzo un Consiglio Comunale prende atto della modifica apportata dal Ministero dell'Interno. Il sindaco, Ivano Coral, rilascia anche una dichiarazione in cui bolla un eventuale referendum per la scelta del nome come "un inutile spreco di carta".[5][6]

Geografia fisicaModifica

Leini si trova alle porte di Torino, ed è considerata la "porta del Canavese". Da Leini parte infatti la SP13 di Front Canavese che termina a Cuorgnè con Via Torino, città al dell'Alto Canavese.

StoriaModifica

Il nome Leinì appare per la prima volta in un atto del 951. Certa è l'esistenza di Leinì, con il nome di Lainiani, nel 1000. Col passare degli anni, Leinì divenne un centro importante e venne fortificato con fossato e mura, in parte ancora visibili, per sopportare le continue incursioni dei signori dei paesi vicini.

Fin dagli inizi, Leinì fu sottomessa ai Marchesi del Monferrato che negli anni attorno al 1300 lo vendettero ai Provana, i quali rimasero signori del luogo fino al 1700, dando un'impronta notevole alla storia locale. Durante tutto il Trecento Leinì fu vittima e testimone di battaglie intestine fra i Signori di Monferrato e quelli di Savoia, fino al 1379, quando il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, ricevette definitivamente il Castello e l'abitato di Leinì, ridandolo ai Provana.

Il XVI secolo è caratterizzato dalla comparsa sulla scena di Andrea Provana (1511-1592) che fu ammiraglio della flotta dei Savoia ed ebbe una grossa parte nella vittoria dei cristiani contro l'Impero ottomano nella battaglia di Lepanto, svoltasi il 7 ottobre 1571. Il XVIII secolo è segnato dalle grandi trasformazioni sociali che portano alla Rivoluzione francese che cancellò il nome della famiglia Provana dal seguito della storia leinicese, estintasi per mancanza di eredi nel 1780.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

La TorreModifica

È l'edificio più imponente e caratteristico di Leinì. È detta "dell'Ammiraglio", anche se è certamente preesistente alla nascita di Andrea Provana. Sorge nella sua piazza principale ed è il resto più appariscente dell'antico castello trecentesco. È alta 33 metri, a pianta quadrata, in mattoni, massiccia e coronata di merli. Il resto dell'antico complesso è occupato dagli uffici del Comune.

Il ChiossoModifica

Il complesso architettonico del Chiosso è costituito da un insieme di fabbricati di caratteri ed epoche diverse, strutturato per costituire una corte chiusa, funzionale alla destinazione agricola che lo ha caratterizzato per la lunga parte della sua storia. Situato su un'area compresa tra la principale via di attraversamento del concentrico e la strada provinciale che da Torino conduce nel Canavese. La consistenza attuale del fabbricato è frutto di successive mutazioni di destinazione. Il complesso produttivo preesistente, acquistato negli ultimi anni del XVII secolo da Carlo Amedeo Provana di Druent, venne trasformato in dimora signorile. Successivamente l'edificio subì altri passaggi di proprietà, il primo dei quali a favore dei Conti Provana di Frossasco e Alpignano.

Villa ViolanteModifica

L'edificio, caratterizzato da particolarità architettoniche ed artistiche di fine Settecento, è situato nelle vicinanze del perimetro del centro storico, nel settore est del territorio comunale tra via Carlo Alberto e via Volpiano. Il generale Guglielmo Violante (1864-1941), colonnello degli Alpini, fu votato per anni a dirigere il comune di Leinì in qualità di sindaco e successivamente si podestà. In seguito alle disposizioni impartite nel testamento del generale Violante, la villa venne trasferita con pertinenza al comune di Leinì per essere adibita ad attività sociali, culturali e scolastiche.

Ex-CapironeModifica

 
Altare maggiore della chiesa parrocchiale di Leini

La nascita di questa istituzione risale al 1719 quando fu fondata la Congregazione di Carità, ad opera di Padre Carlo Francesco di San Giorgio, Gesuita. Oltre ad assistere i poveri con la distribuzione di alimenti, nel 1721 viene fondato un primo ricovero, con 4 letti, ad uso degli infermi più bisognosi. Nel 1721 viene aperta la prima casa di riposo che viene sistemata dove ora si trova la Farmacia dell'Ospedale. Il ricovero ebbe vita in quel luogo fino al 1861. Nel 1839 Don Piero Capirone fece donazione alla Congregazione di Carità di una casa e di terreni. Come ringraziamento la casa di riposo venne intitolata al sacerdote. Nel 1861 la casa di riposo si trasferisce nei locali costruiti appositamente in via Carlo Alberto, successivamente occupati dalla Croce Rossa Italiana. Nel 1970 l'infermeria Capirone viene trasferita negli attuali locali, costruiti grazie alla donazione di terreni fatta all'Ente Comunale di Assistenza e curata dall'Amministrazione della Casa. Nel 1982 l'Ente Morale Capirone cessa la propria esistenza e la gestione passa all'Amministrazione Comunale Leinicese fino al gennaio 2001.

Ex-SingerModifica

La Singer è una multinazionale nata nel New Jersey (Stati Uniti) nel 1851 ed è conosciuta per la produzione di macchine da cucire per usi domestici e industriali. Nel 1967 la multinazionale rileva la Domowatt, un'azienda leinicese nata nel 1962 e da diversi anni in crisi, inaugurando così una filiale dedicata alla produzione di frigoriferi e congelatori. Successivamente a questo acquisto i dipendenti dell'azienda aumentarono in modo esponenziale[7], come anche la popolazione che passò da 3629 a 7793 abitanti. Questo aumento demografico trasformò Leini da un villaggio agricolo ad una cittadina industriale. Infatti la popolazione raddoppiò nel corso di dieci anni, tra il 1961 (4070) e il 1971 (7793). La Singer di Leini ebbe un'influenza non solo sulla città ma anche sui territori circostanti, dai quali proveniva una parte consistente dei lavoratori. Nel 1970 una crisi di sovrapproduzione colpì l'azienda; essa portò al licenziamento di un gran numero di operai che cominciarono a organizzare una serie di manifestazioni culturali per evitare la chiusura dello stabilimento. Diedero il loro supporto una serie di personaggi molto importanti del mondo dello spettacolo: la compagnia teatrale Living Theatre, gli Inti Illimani, Dario Fo, Franca Rame, Milva, Francesco Guccini e Fabrizio De André.[8] Un'altra azione che gli operai misero in atto per cercare di evitare il fallimento dello stabilimento, fu quello di creare una radio libera che trasmettesse, dal campanile della chiesa del paese, gli avvenimenti accaduti all'interno della fabbrica, chiamata Radio Singer. Da questo momento le strategie e la modalità per evitare la chiusura della fabbrica divennero un punto di riferimento per le aziende in crisi. Agli inizi del 1976, l'azienda viene comprata dalla GEPI, una società finanziaria pubblica.

Chiesa parrocchiale di San Pietro e PaoloModifica

La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, situata in piazza Don Matteo Ferrero, venne edificata attorno all'anno 1000 come chiesa dell'antico cimitero. Sull'altare maggiore è ancora presente la data 1139, ma è del 1391 l'elevazione a parrocchia della chiesa. La struttura originaria è identica a quella attuale, con le medesime misure, ma priva di due navate. Nel 1486 cominciarono i primi lavori di ristrutturazione, proseguiti successivamente nel 1548 e terminati definitivamente nel 1722 con l'inaugurazione del nuovo campanile. Il 1855 vede il crollo della volta della chiesa con la distruzione di numerosi dipinti. Tra i quadri intatti vi è il più antico e prezioso, l'Adorazione dei Magi, attribuita al Defendente Ferrari. Quest'opera è stata ritirata nel 1954 per ordine della Sovraintendenza delle gallerie del Piemonte per essere restaurato. Nel 2009, per un'azione congiunta di parrocchia e amministrazione comunale, il quadro ha potuto fare ritorno nella parrocchiale di Leini. Nei primi anni del Novecento la chiesa si rivela ormai insufficiente di fronte all'ingente flusso di fedeli, e con il teologo Don Giorgio Gioda si decide di prolungare l'edificio di due arcate. I nuovi lavori iniziano le 1907 e si concludono nel 1913 con la benedizione del cardinale Agostino Richelmy.

Chiesa di San RoccoModifica

La cappella di San Rocco sorge all'angolo fra viale Italia e via Bonis. In origine era adibito a lazzaretto, per isolare i colpiti dall'epidemia di peste nel 1690 e nel 1695. Al termine dell'epidemia, nel 1703, venne deciso di elevare una cappella in ricordo di tutti i morti seppelliti nel lazzaretto. Due secoli dopo, per ricordare i caduti della Grande Guerra, il terreno circostante venne intitolato Parco della Rimembranza, con l'installazione di lapidi riportanti i nomi dei caduti.

Chiesa San Giovanni BattistaModifica

 
Chiesa di San Giovanni Battista

Edificio religioso inaugurato nel giugno 1647 con campanile dello stesso anno, in cui venne installato l'orologio nel 1740.

All'interno, la pala pittorica sull'altare maggiore raffigura il Battesimo di Gesù ed è datata 1665.[9]

Santuario della Beata Vergine delle GrazieModifica

Il santuario della "Beata Vergine delle Grazie" (chiesa vicina alla scuola elementare "Anna Frank"), già Madonna del Sordomuto, per gli abitanti del luogo "La Madonnina", sorge a nord del paese, nel luogo dove la Vergine Maria apparve ad un sordomuto della famiglia Regina il 1º giugno 1630, donandogli una corona del Rosario ed annunciando la fine dell'epidemia di peste che sconvolgeva la zona.

Luogo di pellegrinaggio, una galleria raccoglie i numerosissimi ex voto accumulatesi negli anni. Accanto alla chiesa sorse un convento di suore che ora è trasformato nella scuola elementare "Anna Frank".

Scuola elementare Anna FrankModifica

La storia della scuola Anna Frank ha dei legami cattolici in quanto ex convento costruito da suore[10].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Negli ultimi cinquanta anni, per la forte immigrazione, la popolazione si è quadruplicata.

Abitanti censiti[11]

 

StranieriModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 846 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

FrazioniModifica

Nel comune si trovano le frazioni di Fornacino e Tedeschi.

TedeschiModifica

A pochi chilometri da Leinì si trova la frazione Tedeschi, un piccolo borgo immerso nella natura. La frazione ha una propria chiesa, dedicata alla B.V. Vergine Addolorata, costruita nel 1959, ed una propria scuola elementare, capace di accogliere circa 200 bambini.

Una manifestazione molto conosciuta è la tradizionale festa patronale dedicata alla B.V. Addolorata (per dieci giorni nel periodo tra fine agosto e inizio settembre), appuntamento a cui è stata associata la fiera "ExpoTedeschi", evento capace di coniugare gli interessi della popolazione con i prodotti e servizi offerti dalle realtà commerciali presenti, attirando, ogni anno, migliaia di visitatori i quali insieme all'aspetto fieristico possono godere della buona cucina (nelle aree ristorante e pizzeria) e grandi serate di musica (concerti e musica da ballo in aree distinte).

In frazione Tedeschi vi è la sede di una realtà spirituale internazionale che opera attivamente anche in campo umanitario: la Chiesa cristiana Anima Universale.[12]

Infrastrutture e trasportiModifica

La località è servita dalla linea 46 e da autolinee extraurbane gestite da GTT.

Fra il 1884 e il 1931 Leinì fu servita dalla la principale stazione intermedia della tranvia Torino-Volpiano[13].

EconomiaModifica

Nel territorio comunale hanno sede due industrie di rilevanza nazionale, la De Fonseca e la Seven.

ArtigianatoModifica

Molto rinomata è la produzione di strumenti musicali, come le fisarmoniche, già presente verso la fine dell'Ottocento.[14]

AmministrazioneModifica

 
Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2000 Nevio Coral centro Sindaco
2000 2005 Nevio Coral lista civica Sindaco
2005 2012 Ivano Coral centrodestra Sindaco [15]
2012 2014 Rita Piermatti[16]
Giovanni Icardi
Flavia Pellegrino
- Commissari prefettizi [17]
2014 in carica Gabriella Leone lista civica Sindaco

Il 23 marzo 2012 il Comune di Leinì è stato sciolto dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni mafiose ('Ndrangheta calabrese). Nel 2014 è stata poi eletta come sindaco Gabriella Leone, esponente di una lista civica.

GemellaggiModifica

SportModifica

CalcioModifica

Le squadre di calcio della città sono l'A.S.D. Real Leinì 2005 che milita nel girone D di 1ª Categoria e il Calcio Leinì

NoteModifica

  1. ^ elezioni.interno.it, http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20140525/G010811280.htm.
  2. ^ Superficie ricalcolata in seguito all'istituzione del comune di Mappano, il cui territorio comprende porzioni precedentemente ricadenti entro i confini dei comuni di Caselle Torinese, Borgaro Torinese, Leini e Settimo Torinese Tuttitalia.
  3. ^ Popolazione residente al 31-05-2017 ISTAT.
  4. ^ Regio decreto 12 aprile 1939, n. 925, in materia di "Riduzione in forma italiana delle denominazioni dei comuni di Leyni e di Mathi, in provincia di Torino"
  5. ^ TUTTI I NOMI DI LEINÌ Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.
  6. ^ Da non credere: Leynì era Leini, e non lo sapevamo!
  7. ^ D. Carosso, C. Cavagna, D. Invernizzi, B. MantelliImmagini da una Crisi - La Singer di Leini, Feltrinelli, 1980.
  8. ^ Balla, Una Fabbrica una città. La Singer di Leinì e le sue storie, Fondazione Vera Nocentini/Deriva Film, 2009.
  9. ^ http://www.comune.leini.to.it/Home/Guida-al-paese?IDDettaglio=17220
  10. ^ Scuola Elementare Statale-Anna Frank-Leinì-To
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Chiesa cristiana Anima Universale
  13. ^ Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani vol. 8 e 9. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968.
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 6.
  15. ^ Rieletto per un secondo mandato nel 2010
  16. ^ Sostituisce Francesco Provolo dal 18 agosto 2012
  17. ^ Comune sciolto per infiltrazioni mafiose

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Leini, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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