Leone il Matematico

filosofo e matematico bizantino
Leone
il Matematico o il Filosofo
arcivescovo
Incarichi ricopertiArcivescovo di Tessalonica
(840-843)
 
Nato790 in Tessaglia
Consacrato arcivescovo840
Deceduto869
 

Leone il Matematico (in greco antico: Λέων ὁ Μαθηματικός o Φιλόσοφος, detto anche Leone il Geometra o, ancora, il Filosofo; Tessaglia, 790869) è stato un filosofo, matematico e arcivescovo bizantino legato alla rinascenza macedone e alla fine dell'iconoclastia.

I suoi unici scritti a noi noti sono alcune annotazioni contenute in manoscritti in cui sono tramandati i Dialoghi di Platone. È stato definito un «vero uomo universale»[1] e «l'uomo più intelligente di Bisanzio nel IX secolo».[2] Egli fu arcivescovo di Tessalonica e successivamente direttore della Scuola filosofica di Costantinopoli (Magnaura),[3] dove insegnò logica aristotelica.

BiografiaModifica

Nacque in Tessaglia, cugino del Patriarca di Costantinopoli, Giovanni Grammatico. In gioventù studiò a Costantinopoli, ma viaggiò anche nei monasteri di Andros, dove riuscì ad recuperare manoscritti rari e a seguire studi di matematica sotto la guida di un monaco anziano.[4] Inizialmente diede lezioni private a Costantinopoli, ma la storia racconta che, quando uno dei suoi studenti[5] venne fatto prigioniero durante le guerre arabo-bizantine, il Califfo al-Maʾmūn rimase impressionato dalle sue conoscenze di matematica ed offrì a Leone grandi ricchezze in cambio del suo trasferimento alla Casa della Sapienza a Baghdad.[6] Leone portò la lettera del califfo all'imperatore bizantino Teofilo, che, impressionato della sua reputazione internazionale, gli conferì l'insegnamento (ekpaideutērion) o presso la Magnaura o la chiesa dei Quaranta martiri di Sebaste.[7]

Secondo quanto scrive Teofane Continuato, il califfo, dopo aver ricevuto la lettera di rifiuto da parte di Leone, gli inviò una lettera contenente alcuni problemi di geometria e di astrologia, ai quali Leone avrebbe dovuto rispondere. al-Ma'mun poi offrì all'imperatore bizantino duemila libbre d'oro e una pace perpetua, se solo avesse potuto avvalersi, per un tempo determinato, dei servizi di Leone; la richiesta venne però rifiutata. Successivamente l'imperatore onorò Leone chiedendo al patriarca Giovanni Grammatico di consacrarlo arcivescovo metropolita di Tessalonica, posizione che ricoprì dalla primavera dell'840 all'843. C'è una discrepanza in questo racconto visto che il califfo morì nell'833. Pertanto è stato suggerito che il collegamento tra la lettera finale del califfo e la nomina di Leone come metropolitano sia un errore, o che il califfo in questione fosse in realtà al-Mu'tasim. Quest'ultimo racconto coincide con quanto scritto da Simeone Metafraste, il quale sostiene che Leone diresse l'università imperiale della Magnaura dalla fine dell'838 ai primi dell'840 e venne pagato profumatamente.[8]

Leone, favorevole all'iconoclastia, fu deposto dalla sede episcopale di Tessalonica con la fine dell'iconoclastia nell'843.[9] Nonostante ciò, pronunciò un discorso favorevole alle icone a pochi mesi dalla morte di Teofilo.[10] Intorno all'855 Leone fu nominato direttore della nuova Scuola istituita presso la Magnaura da Bardas, reggente dell'impero.[11] Egli fu ricordato per i suoi studi sulla filosofia, matematica, medicina, scienza, letteratura, filologia, astronomia e astrologia, avendo il patrocinio di Teoctisto e l'amicizia di Fozio di Costantinopoli.[12][13] San Cirillo fu suo allievo. Leone fu accreditato dell'invenzione di un «telegrafo ottico» che collegò la capitale Costantinopoli con la frontiera del Tauro, in Cilicia, all'epoca minacciata dalle incursioni arabe. Grazie a questo sistema era possibile comunicare in breve tempo i movimenti delle truppe arabe osservati alla frontiera alla capitale, distante centinaia di km[14] Leone realizzò anche degli automi meccanici, come alberi con uccelli mobili, leoni ruggenti e un trono imperiale levitante.[1] Liutprando di Cremona testimoniò di averlo visto durante la sua visita a Costantinopoli, un secolo più tardi.[15][16]

OpereModifica

La maggior parte delle opere di Leone sono andate perdute. Scrisse ponderosi trattati, poesie, e molti epigrammi,[17] e fu anche un compilatore, che riunì una vasta gamma di testi filosofici, medici e astronomici. La sua biblioteca può essere parzialmente ricostruita e conteneva opere di: Archimede, Euclide, Platone, Paolo di Alessandria, Teone di Alessandria, Proculo, Porfirio, Apollonio di Perga, il perduto Mechanics di Quirino e Marcello, e probabilmente Tucidide.[4] Egli compilò anche un'enciclopedia medica. Studiosi bizantini successivi talvolta confusero Leone con lo studioso Leo Choirosphaktes e l'imperatore Leone VI il Saggio, attribuendogli degli oracoli.

NoteModifica

  1. ^ a b Marcus Louis Rautman (2006), Daily Life in the Byzantine Empire (Greenwood Publishing Group, ISBN 0-313-32437-9), 294–95.
  2. ^ History of the Pianola, Pianola Institute.
  3. ^ George Holmes, The Oxford illustrated history of medieval Europe, Oxford, Oxford University Press, 1990, p. 52, ISBN 978-0-19-285435-3.
  4. ^ a b Robert Browning, Byzantine Scholarship, in Past and Present, vol. 28, 1964, pp. 7–8, DOI:10.1093/past/28.1.3.
  5. ^ Secondo lo Pseudo-Simeone, questo studente era, Boïditzes, che tradì Amorium con il califfo.
  6. ^ Secondo Giuseppe Genesio e Teofane Continuato, tra l'829 e l'833; Simeone Metafraste pone l'invito come fatto dal califfo al-Mu'tasim e dopo la conquista islamica di Armorium nell'autunno dell'838, cf. Warren T. Treadgold, The Chronological Accuracy of the Chronicle of Symeon the Logothete for the Years 813–845, in Dumbarton Oaks Papers, vol. 33, 1979, pp. 162, DOI:10.2307/1291437.
  7. ^ Simeone propende per la Magnaura mentre Continuato per i 40 martiri (Treadgold, Chronological Accuracy, 186).
  8. ^ Treadgold, "Chronological Accuracy ", 172.
  9. ^ Warren T. Treadgold (1997), A history of the Byzantine state and society (Stanford University Press), 447.
  10. ^ Warren T. Treadgold (1988), The Byzantine Revival, 780–842 (Stanford University Press), 372.
  11. ^ Treadgold, "Chronological Accuracy ", 187, crede, sulla base del racconto del Metafraste, che ciò accadde nell'843 ed era una rifondazione della scuola istituita da Teofilo.
  12. ^ Shaun Tougher, The Reign of Leo VI (886–912): Politics and People, Leiden, Brill, 1997, p. 113, ISBN 90-04-10811-4.
  13. ^ A. P. Vlasto, The Entry of the Slavs into Christendom: An Introduction to the Medieval History of the Slavs, Cambridge, Cambridge University Press, 1970, p. 30.
  14. ^ Warren T. Treadgold, The Revival of Byzantine Learning and the Revival of the Byzantine State, in The American Historical Review, vol. 84, n. 5, American Historical Association, 1979, pp. 1245–1266 [p. 1259], DOI:10.2307/1861467, JSTOR 1861467.
  15. ^ Linda Safran, Heaven on Earth: Art and the Church in Byzantium, Pittsburgh, Penn State Press, 1998, p. 30, ISBN 0-271-01670-1. Records Liutprand's description.
  16. ^ Per una descrizione accurata del telegrafo e degli automi di Leone, si veda Leone Montagnini (2002), "Leone il Matematico, un anello mancante nella storia della scienza", Archiviato il 17 ottobre 2013 in Internet Archive. Studi sull'Oriente Cristiano, 6 (2), 89–108.
  17. ^ Tra questi, degne di speciale menzione sono alcune centos conservate nella Palatine Anthology, vedi Prieto Domínguez, Óscar (2011), De Alieno Nostrum: el Centón profano en el mundo griego. Estudios filológicos, 328. Salamanca: Ediciones Universidad de Salamanca. ISBN 9788478002085 Archiviato il 20 gennaio 2012 in Internet Archive., p. 120-179.

Collegamenti esterniModifica

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