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Leopoldo Gasparini (Gradisca, 21 febbraio 1894Gradisca, 8 gennaio 1969) è stato un politico e partigiano italiano.

BiografiaModifica

Fu uno dei fondatori nel 1922 del Partito Comunista d'Italia[1]

Dopo l'ascesa al potere del fascismo in Italia continuò a battersi per la democrazia. A causa di questo subì diverse intimidazioni e pastaggi da parte degli squadristi fascisti, finché nel 1927 fu arrestato. L'anno seguente fu processato dal Tribunale speciale di Trieste e condannato a sette anni e otto mesi di reclusione. Confinato poi sull'isola di Ponza e a Ventotene.[1]

Dopo l'arresto di Mussolini, fu scarcerato e ritornò nelle sue terre dove fu tra i promotori della Resistenza contro il nazifascismo, mantenendo i collegamenti con le formazioni armate in montagna.[2] Subito dopo la Liberazione fu per un breve periodo sindaco della città di Gradisca d'Isonzo[1]. Nel dopoguerra viene chiamato alla direzione del quotidiano Il Lavoratore[3]

NoteModifica