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TramaModifica

PremessaModifica

Berlino, 1940. Alla conclusione della campagna militare che ha permesso alle truppe tedesche di occupare la Francia una lettera della Wehrmacht arriva ai coniugi Quangel. Porta la notizia della morte del loro unico figlio Hans sul fronte francese. Caduto per la Germania e in nome del Führer. Lui era la ragione di vita di Otto e Anna, e tutto cambia da quel momento.

SviluppoModifica

Otto e Anna, in pieno accordo tra loro, iniziano una personale e silenziosa protesta con i loro scarsi mezzi, usando lettere, cartoncini e cartoline.

Pur se in modo semplice agiscono con grande intelligenza e prudenza. Lui scrive con la sua calligrafia che tradisce la provenienza popolare, anche grazie all'aiuto della moglie, messaggi semplici e di protesta contro il regime, e questo sempre utilizzando guanti per non lasciare impronte. Otto inizia così a lasciare messaggi antinazisti in molti quartieri di Berlino, affidati a numerose cartoline e lettere che quasi giornalmente deposita in luoghi della città dove saranno trovati dai passanti. La speranza dei due coniugi è quella di risvegliare la coscienza tedesca e di porre fine alla follia hitleriana. Uno dei messaggi recita:

«"madre, il Fuhrer ha ucciso mio figlio e ucciderà anche il tuo"»

[2]

Tuttavia, man mano che la gente trova e legge queste lettere le consegna immediatamente alla Gestapo. Delle indagini viene incaricato l'ispettore Escherich che incomincia una caccia all'uomo destinata a durare per oltre due anni. Dopo aver scritto duecentottantacinque lettere, e mentre vengono fatti inutili tentativi di rintracciare l'autore, talvolta anche con esiti tragici per persone non coinvolte, Otto commette un errore e si fa scoprire. Viene arrestato, interrogato e infine processato assieme alla moglie. La sentenza per entrambi è di morte, tramite ghigliottina.

ConclusioneModifica

Dopo l'esecuzione della coppia l'ispettore Escherich, nel proprio ufficio, prende in mano l'intero plico delle lettere, le guarda e riflette sulla vicenda. Si rende conto di essere l'unico ad averle lette tutte, tranne le diciotto, mai ritrovate. A quel punto le lancia dalla finestra e mentre queste volano nell'aria della notte un colpo di pistola fa capire che si è ucciso. Le lettere intanto cadono sulla strada ed i passanti iniziano a raccoglierle e a leggerle.

DistribuzioneModifica

Il film è stato presentato il 15 febbraio 2016 al Festival di Berlino, ed è uscito nelle sale tedesche l'8 settembre dello stesso anno, mentre l'uscita nelle sale italiane ha avuto luogo il 13 ottobre 2016.[2]

Riferimenti storiciModifica

La vicenda ha tratti in comune con i fatti tragici che hanno caratterizzato il gruppo della Rosa Bianca.[3][4] La storia della coppia presentata nel libro e nel film è basata su due persone realmente esistite, Otto ed Elise Hampel, a cui Fallada si era ispirato per il romanzo originale.

NoteModifica

  1. ^ Hans Fallada.
  2. ^ a b Francesca Pierleoni.
  3. ^ Lettere da Berlino: storia vera di una "battaglia di cartoline" contro il nazismo, su famigliacristiana.it. URL consultato il 21 marzo 2019.
  4. ^ La recensione su Lettere da Berlino, su famigliacristiana.it. URL consultato il 21 marzo 2019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica