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Liberazione (quotidiano)

Testata giornalistica del partito radicale

StoriaModifica

Le originiModifica

Nato inizialmente come settimanale l'11 ottobre 1991, dopo un mese di gestazione. Il numero 0 esce in 110.000 copie il 12 ottobre. Il numero 1 uscì il successivo 26 ottobre. È uscito in edizione cartacea settimanalmente fino al 7 aprile 1995, dall'8 aprile 1995 ha avuto cadenza quotidiana (tranne il lunedì) fino al 31 dicembre 2011; dal 1º gennaio 2012 ha avuto solo l'edizione on line, sospesa il 20 dello stesso mese. Ha ripreso le pubblicazioni on line il 7 gennaio 2013. Il 19 marzo 2014 ha interrotto anche l'edizione online.

La testata LiberazioneModifica

La testata storica con questo nome, Liberazione, negli anni settanta apparteneva al Partito Radicale, ed era pubblicata prima come quotidiano e poi come periodico, come organo d'informazione del Partito Radicale tra l'8 settembre 1973 e il 28 marzo 1974; era quindi rimasta in proprietà di Marco Pannella e della sua lista, che la cedette a titolo gratuito al Prc nel 1991; Rifondazione volle infatti che il giornale prendesse questo nome in omaggio al quotidiano della sinistra francese Libération. Nel 2017 è uscita la testata La nuova Liberazione, nuovamente legata al Partito Radicale.[2]

Vignettista storico di Liberazione è stato il cartoonist Enzo Apicella.

PaparazzinModifica

L'inserto di "satira non negoziabile né ricattabile" ha fatto il suo esordio il 22 maggio 2007 sul quotidiano Liberazione. L'inserto, coordinato da Mauro Biani si è mosso in una zona franca sospesa al di sopra delle linee redazionali e senza obblighi di ortodossia verso il partito, pronta a ridere dei conflitti interni al Prc e perfino di fronte alla “morte annunciata” dell'inserto. Nell'ultimo editoriale è stato annunciato che «il Prc ha deciso: la satira ha scassato la minchia» [3] e che un partito poco propenso all'ironia avrebbe rimpiazzato l'inserto con la pubblicazione del Capitale, a puntate e in tedesco. Su Paparazzin si sono incontrate penne e matite di tante generazioni, e la sua forza è stata proprio quella di far convivere l'entusiasmo degli esordienti con l'esperienza dei veterani anche senza un piano editoriale definito, che ha portato a ripensare e riscrivere da zero questa pagina domenicale numero dopo numero fino a raggiungere le cinquanta uscite settimanali.

Le matite paparazzate sono state: Lele Corvi, Marco Scalia, Mauro Biani, Bersani, FS, Darix, Frago, Edoardo Baraldi, Sebino e tanti altri.

Liberazione versione free pressModifica

Dal 31 marzo 2008 Liberazione esce con una edizione serale free press a Roma e Milano. È la prima volta che un giornale politico italiano investe in un progetto free press.

La DirezioneModifica

L'8 gennaio 2009, con un comunicato della segreteria di Rifondazione Comunista, viene chiamato a dirigere il giornale Dino Greco, ex sindacalista, al posto di Piero Sansonetti. Il 18 maggio 2013, Romina Velchi ha assunto la direzione della testata e Dino Greco è stato nominato direttore editoriale.

Sospensione delle pubblicazioniModifica

La società editrice del giornale, la Mrc, ha annunciato che dal 1º gennaio 2012 il giornale ha sospeso in via cautelativa le pubblicazioni cartacee (mantenendo però la presenza sul web) a causa del taglio dei finanziamenti all'editoria voluti dal governo Berlusconi e confermati dal governo Monti[4]. Dopo la sospensione anche della versione on line una parte della redazione insieme al direttore Dino Greco ha avviato il progetto "Ombre rosse - settimanale comunista" ospitato sul sito controlacrisi.org, inoltre per un breve periodo quattro pagine curate dalla redazione di Liberazione sono state ospitate sul settimanale Left.

Il ritorno e la chiusuraModifica

Dopo la campagna di sostegno economico del 2012, Liberazione a partire dal 7 gennaio 2013 è tornata in edizione on line, dal lunedì al venerdì, quotidianamente e a pagamento.

Dopo aver provato a mantenere l'edizione on-line, Paolo Ferrero (Segretario PRC) ha deciso, tramite comunicato ufficiale sul sito, di sospendere ogni pubblicazione a partire dal 19 marzo 2014 "perché il deficit del giornale rischia di soffocare il partito, che non ha i soldi per coprire ulteriormente i buchi di bilancio".

DirettoriModifica

SettimanaleModifica

QuotidianoModifica

Firme celebriModifica

EventiModifica

Nell'estate del 2010 per salvare Liberazione dalla chiusura viene lanciata una grande campagna di abbonamenti e di sottoscrizioni (più un aumento del prezzo del giornale a 1,20 euro i giorni feriali e a 2,00 euro la domenica) che puntava a chiudere il bilancio del 2010 con l'intento di pareggiare un disavanzo di 300.000 euro. Al 19 ottobre ne furono recuperati circa 225.000 grazie all'impegno di Sante Moretti e ad una mostra con asta finale delle opere esposte. Alla mostra hanno partecipato 105 artisti. L'iniziativa, intitolata "Che cento fiori sboccino... per Liberazione", è stata organizzata da Roberto Gramiccia.

VignettistiModifica

Media copie giornaliere venduteModifica

  • 1998 - 10.905
  • 1999 - 12.474
  • 2000 - 12.916
  • 2001 - 14.005
  • 2002 - 13.075
  • 2003 - 12.337
  • 2004 - 10.987
  • 2005 - 10.018
  • 2006 - 8.934
  • 2007 - 7.664
  • 2008 - 7.239
  • 2009 -

Liberazione sul webModifica

Il portale web Liberazione.itModifica

Il portale Liberazione.it è stato pubblicato in rete, completamente rinnovato, a partire dal 10 febbraio 2010, con contenuti aggiornati quotidianamente e un'attenzione particolare al mondo del lavoro. L'edizione on line, sospesa il 20 gennaio 2012, è ripresa il 7 gennaio 2013.

Contenuti e formeModifica

Il sito si occupa di informazione a tutto tondo, in particolare in ambito di cronaca, cultura, economia, lavoro, spettacoli. Pur mantenendo il consueto taglio giornalistico della versione cartacea, la grafica moderna e maggiormente proiettata alle risorse del canale web, rendono questa versione del giornale sostanzialmente indipendente dalla carta. Il sito è dotato di un'area multimediale con video e foto. Un'importante sezione è dedicata agli appuntamenti del partito e alle lettere dei lettori. Uno o più sondaggi sono rappresentati in home page. Inoltre i lettori possono registrarsi al sito e commentare le notizie, oltre ad avere la possibilità di segnalare qualsiasi contenuto ai principali social network.

Lettura del giornale in PDFModifica

Dal 20 luglio 2010 al 31 dicembre 2011 è stato possibile abbonarsi alla versione PDF online del giornale direttamente dal sito liberazione.it. Una possibilità analoga è stata annunciata per l'edizione on line a pagamento, che inizierà il 1º febbraio 2013.

Feste nazionaliModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dati FIEG Archiviato il 24 novembre 2012 in WebCite.
  2. ^ https://www.facebook.com/Partito.Radicale/?hc_ref=ARSplgJCKi5eTsCS4Q9CahkEHiHLv8es-wxvrakJAWCRrTKHBuFAeYZBXfjsdmOE0Hs&fref=nf
  3. ^ [1] Ridateci Paparazzin
  4. ^ Dal primo gennaio Liberazione sospenderà le pubblicazioni Lavoratori-lavoratrici in assemblea permanente, in Liberazione, 16 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2012).

Collegamenti esterniModifica