Libero Vinco

militare italiano

Libero Vinco (Verona, 1912Nowa Stefanowka, 20 gennaio 1943) è stato un militare italiano, insignito della medaglia d'oro al valor militare.

Libero Vinco
NascitaVerona, 1912
MorteNowa Stefanowka, 20 gennaio 1943
Cause della morteferite riportate in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg esercito
ArmaArtiglieria
SpecialitàArtiglieria da Montagna
Gradocapitano
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
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BiografiaModifica

Arruolato nel Regio esercito, combatté nella seconda guerra mondiale, in servizio nel 2º Reggimento Artiglieria Alpina "Tridentina", prima sul fronte greco-albanese[1], nel 1940-41, poi sul fronte russo del Don. Nel corso del ripiegamento delle truppe italiane dopo l'offensiva Ostrogorzk-Rossoš, già ferito e pur non disponendo più di armi adeguate, continuò ad opporre strenua resistenza agli assalti dei carri armati russi, fino a cadere colpito a morte.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Soldato di razza, educato al culto della Patria, preparò e condusse in guerra una perfetta batteria alpina. Comandante di batteria a protezione del fianco di alcune grandi unità di ripiegamento, con incrollabile tenacia e coraggio sosteneva per due giorni e due notti i reiterati attacchi del nemico imbaldanzito da precedenti successi. Assalto fin sui pezzi da grossi carri armati, che già avevano travolto artiglieri ed alpini di sicurezza, li immobilizzava sul terreno e distruggeva personalmente con arma automatica un nucleo di arditi avversari, rimanendo ferito nella lotta corpo a corpo. Rimasto senza munizioni e profittando dell’arresto momentaneo dei suoi assalitori, stupiti da tanto eroico ardimento, faceva inutilizzare i pezzi ancora efficienti, ordinava il ripiegamento dei superstiti e, per proteggerli, si portava con pochi mitraglieri in posizione dominante dove in una suprema, epica lotta contro mezzi corazzati soverchianti cadeva, dando in olocausto la vita per la salvezza dei suoi uomini, per l’onore dell’Arma e per la grandezza della Patria.[2]»
— Nowa Stefanowka, 20 gennaio 1943.

NoteModifica

  1. ^ Gruppo Vicenza, scheda con immagini del capitano Vinco sul fronte albanese, su gruppovicenza.net. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ Scheda nel sito ufficiale del Quirinale

BibliografiaModifica

  • Giulio Bedeschi, Fronte greco-albanese, c'ero anch'io, Mursia, 1977, p. 283.
  • Franco La Guidara, Ritorniamo sul Don, Edizioni internazionali, 1965, p. 261.
  • Comitato promotore per la storia del Genio alpino (a cura di), Cronache del genio alpino, 1935-2005: settant'anni di impegno, di sacrificio e di gloria, Mursia, 2005.

Collegamenti esterniModifica