Apri il menu principale
Villa Miranda, Via XX Settembre, angolo via Grotte Bianche, Catania, arch. Francesco Fichera
Palazzo Marano, Via Umberto I, 272, Catania, arch. Tommaso Malerba
Palazzo Mazzone, Via Umberto I, Catania, arch. Tommaso Malerba
Palazzo Rosa, Via VI Aprile, Catania, arch. Fabio Maiorana
Villa Ardizzone, Viale Mario Rapisardi, Catania, arch. Carmelo Malerba Guerreri
Palazzo, Piazza Principessa Iolanda, Catania.

Con liberty a Catania si intende lo stile architettonico dominante nella città etnea nel primo decennio del Novecento, seppur molto contaminato dall'eclettismo.

Cenni storiciModifica

Il passaggio dal XIX al XX secolo in Europa fu caratterizzato da un fervente rinnovamento delle espressioni artistiche sicuramente influenzate dal progresso tecnico e dall'entusiastica esaltazione positivista degli importanti traguardi raggiunti dalla scienza. Le evoluzioni dell'avanguardia artistica di fine Ottocento coinvolsero dapprima le arti applicate, assumendo denominazioni differenti a seconda delle aree geografiche: nell'area francofona prese il nome di Art Nouveau, in Germania Jugendstil, in Austria Sezessionstil, Modern Style in Gran Bretagna e Modernismo in Spagna.

In Italia la nuova corrente si affermò nelle maggiori città italiane, con assoluta prevalenza a Palermo e Torino, inizialmente come «arte nuova», declinando il termine direttamente dal francese e ciò invita a riflettere quanto in Italia e Francia più che nel resto d'Europa il nome di questo nuovo stile non provenne da quel forte desiderio di rottura con il passato e con la tradizione accademica. Nel contesto nazionale questa nuova corrente, che in seguito assunse il nome di «stile floreale», non si consolidò mai in una vera e propria scuola italiana di riferimento ma si affermò, seppur con un lieve ritardo rispetto ai maggiori paesi europei, vivendo il suo massimo splendore nei primissimi anni del Novecento. In questa prima decade del Novecento e a seguito delle edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna di Torino, infatti, si può parlare di «liberty», termine che infine si affermò più diffusamente nel complessivo e variegato panorama architettonico nazionale e derivante dai celebri magazzini londinesi di Arthur Lasenby Liberty, tra i primi a esporre e diffondere oggetti e stampe di gusto esotico che ostentavano le forme sinuose tipiche di questo nuovo stile.

Nell'Italia centrale e meridionale il liberty non raggiunse le evoluzioni più francesizzanti di Torino o talvolta esasperate di Milano ma fu fortemente influenzata dall'imperante eclettismo, dando vita a un liberty decisamente più contaminato ma tuttavia di apprezzabile interesse architettonico.[1]

Basile e FicheraModifica

MalerbaModifica

Tommaso Malerba fu influenzato dal gusto del Liberty francese e tedesco. Le opere a sua firma sono il Palazzo dell'Esposizione, il grande Ottagono, il chiosco Inserra, il palazzo Marano Giuffrida, il palazzo Mazzone, il Palazzo Duca di Camastra, la Palazzina Abate e il Negozio Frigeri.[2][3][4]

SadaModifica

LanzerottiModifica

Opere eclettiche con elementi liberty come la Birraria Svizzera, il Gran Caffè Lorenti, la villa Farnè, la villa D'Ayala, il villino Citelli ed il villino Priolo, furono progettate da Paolo Lanzerotti.

Altri architettiModifica

L'architetto Carmelo Malerba Guerrieri fu autore della villa Ardizzone; palazzo Rosa è un'altra notevole architettura liberty, venne disegnata da Fabio Majorana; poi la proprietà di Giuseppe Schininà di Sant'Elia dell'architetto Bernardo Gentile Cusa. Teatro Sangiorgi opera dall'architetto Salvatore Giuffrida. Il cinema Odeon, il Palazzo Garretto, nonché la Villa Fragapane e la palazzina Perrotta, sono invece opera di Carmelo Aloisi (1894-1970), che introdusse a Catania nuovi motivi propri all'arte Decò, coniugandoli[5] all'architettura novecentesca in uso soprattutto nel ventennio.

NoteModifica

  1. ^ Rossana Bossaglia, 1997, p. 52.
  2. ^ Antonio Rocca: Il liberty a Catania , Magma, Catania 1984.
  3. ^ Franca Restuccia: Catania nel '900 : dall'architettura eclettica allo stile liberty, Gangemi, Roma 2003.
  4. ^ Anna Maria Damigella: Il contributo di Tommaso Malerba all'architettura liberty a Catania (1907 - 1915), Arte documento , 23.2007, 240-251, Marcianum Press , Venezia 1988.
  5. ^ Antonio Rocca: L'arte del Ventennio a Catania, Magma, Catania 1988.

Voci correlateModifica

Liberty in ItaliaModifica