Licenza di porto di armi in Italia

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Libretto personale per licenze di porto d'armi
Nome localePorto d'armi
NazioneItalia Italia
TipoLicenza di porto di armi
Rilasciato da
  • Questura (Licenza di porto di arma lunga per il tiro a volo, Licenza di porto di fucile per uso di caccia, Licenza di porto di fucile per difesa personale)
  • Prefettura (Licenza di porto d'arma corta o di bastone animato per difesa personale, Licenza di porto d'armi per difesa personale a guardie particolari giurate)
Durata validità5 anni
Zona validitàItalia Italia

La licenza di porto di armi in Italia è una particolare autorizzazione amministrativa che permette ai cittadini italiani che ne sono titolari di portare o trasportare un'arma al di fuori della propria abitazione.

Essa funge anche da documento di riconoscimento in Italia; la disciplina del porto è regolamentata dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Descrizione generaleModifica

La vendita o la cessione di armi comuni a privati con licenza di porto d'armi è possibile ai soli maggiori di anni 18 ottenendo dal questore apposita autorizzazione (detta formalmente nulla osta) ovvero una licenza di detenzione di armi in Italia. Esso ha validità di 5 anni, rinnovabile per un uguale periodo di tempo, e consente l'acquisto di armi e munizioni nelle quantità specificate e il trasporto su tutto il territorio nazionale, o in casi specifici fino al luogo di detenzione, se specificato espressamente. La licenza di porto dà diritto a portare l'arma di cui alla licenza e trasportare tutte le armi da fuoco al di fuori della propria abitazione. Importante a tal fine è la differenza tra porto e trasporto di un'arma:

  • Per "porto" di un'arma si intende la pronta disponibilità della stessa a esser brandita in qualsiasi momento senza difficoltà, anche se scarica, e/o la suscettibilità di un suo utilizzo immediato (es. pistola in fondina, fucile in spalla);
  • Per "trasporto" di un'arma si intende il mero spostamento da un luogo all'altro effettuato seguendo modalità tali da renderla non suscettibile di impiego immediato (es. fucile o pistola in valigetta).

Anche se autorizzati al porto di un'arma, esistono condizioni e luoghi particolari, esplicitati dalla Legge, in cui esso resta vietato: è il caso dei locali e mezzi di trasporto pubblici ovvero di manifestazioni e seggi elettorali. Il trasporto, se in possesso di una qualunque licenza di porto, può concretizzarsi in ogni momento sull'intero territorio nazionale e non richiede alcuna comunicazione del tragitto all'autorità di pubblica sicurezza, né necessita di autorizzazioni ulteriori. Riguardo agli agenti e ufficiali di pubblica sicurezza, sono previste alcune ipotesi nelle quali essi possono circolare senza essere in possesso di porto d'armi, come ad esempio durante le passeggiate in forma militare.[1] Gli agenti di pubblica sicurezza possono portare senza licenza le armi di cui sono muniti, nel rispetto dei regolamenti in materia.[2]

La modifica delle armi è vietata se le rende più micidiali, occultabili o potenti. L'alleggerimento dello scatto, l'applicazione di sistemi di puntamento, spegnifiamma, compensatori non è considerata modifica d'arma.[3]

RequisitiModifica

La normativa principale ed i requisiti sono indicati nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e dal relativo regolamento di attuazione (R.D. 6 maggio 1940, n. 635), poi la legge 6 marzo 1987 n. 89 introdusse poi l'obbligo di presentazione di certificato medico di idoneità psico-fisica allegato alla richiesta per il rilascio della licenza,[4] la stessa norma prevede che con decreto del Ministero della Sanità siano definiti i criteri tecnici generali per l'accertamento dei requisiti psicofisici minimi per ottenere il certificato medico di idoneità per il porto delle armi, che attualmente sono stabiliti dal D.M del 28 aprile 1998. Il decreto distingue inoltre tra porto d'armi per uso caccia, uso sportivo.[5] e per uso difesa personale.[5] Il rilascio delle autorizzazioni è precluso a talune particolari categorie di soggetti, come ad esempio gli obiettori di coscienza al servizio militare di leva in Italia. La competenza a rilasciare il predetto certificato è dell'Azienda Sanitaria Locale oppure di un medico appartenente alle forze di polizia italiane o al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

In tal caso la preclusione un tempo era da considerarsi a vita,[6] ma la legge 2 agosto 2007 n. 130 ha introdotto la possibilità per gli obiettori ammessi al servizio civile, una volta decorsi almeno 5 anni dalla data del congedo, di rinunciare al proprio status presentando una dichiarazione irrevocabile all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che, a sua volta, provvederà a informare le strutture statali competenti.[7] Coloro che non abbiano prestato servizio militare di leva in Italia devono essere in possesso di un certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato dall'Unione Italiana Tiro a Segno, previa frequentazione di un corso presso una delle sezioni del predetto ente.[8] In ogni caso, la certificazione deve essere rinnovata dopo 10 anni.

Il controllo di conformità ai requisiti da parte del cittadino e il rilascio di questa licenza è compito dell'ufficio preposto della questura o della prefettura italiana (a seconda se si tratti di armi lunghe o per difesa personale) sotto la cui giurisdizione ha residenza legale il richiedente o comunque il suo domicilio. Il titolare di porto d'armi può portare le armi di cui alla licenza e acquistare e trasportare armi e munizioni entro i limiti prescritti dalla legge. La licenza di porto d'armi infatti può essere rifiutata dal questore o dal prefetto oltre che per le persone condannate per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, per reati contro la persona o il patrimonio, contro lo Stato e l'ordine pubblico, o condannate per diserzione in tempo di guerra o porto abusivo di armi. La licenza può essere rifiutata anche ai condannati per delitti diversi dai predetti (es. sentenza restrittiva dei diritti civili) e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi.[9]

TipologieModifica

Esistono cinque tipologie di licenza di porto d'arma:

  • Licenza di porto di arma lunga per il tiro a volo
  • Licenza di porto di fucile per uso di caccia
  • Licenza di porto d'arma corta o di bastone animato per difesa personale
  • Licenza di porto d'armi per difesa personale a guardie particolari giurate
  • Licenza di porto di fucile per difesa personale

Le pratiche relative alla licenza e il rilascio delle stesso sono di competenza della questura. Le licenze inerenti al porto di armi corte o di bastone animato ai fini della difesa personale vengono rilasciate invece dalla prefettura.

Licenza di porto di arma lunga per il tiro a voloModifica

Rilasciata dalla questura della provincia italiana di residenza, essa autorizza il porto di armi lunghe ad anima liscia nei campi di tiro a volo. Autorizza altresì il trasporto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici sia privati), dove le suddette possono essere utilizzate. Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto e al trasporto di armi e munizionamento comuni.

In base al d.lgs 10 agosto 2018, n. 104, il libretto e la licenza sono validi 5 anni dalla data di rilascio;[10] tuttavia le armi sportive detenibili aumentano da 6 a 12, e le cartucce consentite nei caricatori sono consentite fino a a 10 per le armi lunghe e a 20 per le armi corte.

Licenza di porto di fucile per uso di cacciaModifica

Rilasciata dalla Questura della provincia di residenza (propedeutico è il conseguimento della licenza di caccia[11]), essa autorizza il porto di armi lunghe e, laddove si sia in regola anche con gli adempimenti amministrativi da espletarsi, l'esercizio dell'attività venatoria. Autorizza altresì il trasporto di armi corte e lunghe verso poligoni di tiro (sia pubblici sia privati), dove le suddette possono essere portate. Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto e al trasporto di armi e munizioni, ma solo nel caso si sia provveduto a pagare la tassa governativa annuale per l'esercizio della caccia.[12]

Il libretto e la licenza sono validi 5 anni dalla data di rilascio. Per poter esercitare l'attività venatoria oppure acquistare armi o munizioni è necessario il versamento annuale delle tasse di concessione governativa. Una circolare del Ministero dell'Interno del 20 maggio 2016 ha stabilito che la licenza di caccia, anche se ha validità di 5 anni,[10] e non permette l'acquisto e il trasporto di armi da fuoco e munizioni nel caso non si sia pagata la relativa tassa annuale per l'esercizio venatorio.[13]

Licenza di porto d'arma corta o di bastone animato per difesa personaleModifica

Rilasciata dalla Prefettura della provincia di residenza, questa licenza è ottenibile solo in caso di dimostrato bisogno e pertanto il rilascio è discrezionale. Autorizza il porto di armi corte o bastoni animati per difesa personale, e, altresì, il trasporto di armi corte e lunghe verso i poligoni di tiro (sia pubblici sia privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto e al trasporto di armi e munizionamento comuni. Il libretto è valido 5 anni dalla data del rilascio, pur comportando il rinnovo della licenza e il versamento della relativa tassa di concessione governativa con cadenza annuale.

Licenza di porto d'armi per difesa personale a guardie particolari giurateModifica

Rilasciata dalla Prefettura della provincia di residenza, questa licenza è destinata alle guardie particolari giurate su richiesta del datore di lavoro, e pertanto il rilascio è subordinato al preventivo ottenimento del decreto di nomina. Autorizza al porto di armi corte per difesa personale, e consente il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro sia pubblici che privati. Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto e al trasporto di armi e munizionamento comuni. Il libretto è valido 6 anni dalla data del rilascio subordinatamente al rinnovo biennale della licenza. Il rinnovo della licenza comporta il versamento della relativa tassa di concessione governativa ridotta.

Licenza di porto di fucile per difesa personaleModifica

Rilasciata dalla Questura della provincia di residenza, questa licenza è ottenibile solo in caso di dimostrato bisogno, e pertanto il rilascio è discrezionale e limitato. Autorizza il porto di armi lunghe per difesa personale, e il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici sia privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto e al trasporto di armi e munizionamento comuni. Il libretto è valido 5 anni dalla data del rilascio subordinatamente al rinnovo annuale della licenza. Il rinnovo della licenza comporta il versamento della relativa tassa di concessione governativa.

NoteModifica

  1. ^ Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, articolo 29
  2. ^ Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, articolo 73
  3. ^ Alterazione di armi, su www.tiropratico.com.
  4. ^ Art. 1 comma 1 legge 6 marzo 1987, n. 89
  5. ^ a b Art. 1 D.M. 28 aprile 1998
  6. ^ Art. 15 comma 6 legge 8 luglio 1998, n. 230 A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato detenere ed usare le armi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), nonché assumere ruoli imprenditoriali o direttivi nella fabbricazione e commercializzazione, anche a mezzo di rappresentanti, delle predette armi, delle munizioni e dei materiali esplodenti[...]
  7. ^ Art. 1 comma 7-ter legge 2 agosto 2007 n. 130 L'obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunziare allo status di obiettore di coscienza presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile, che provvede a darne tempestiva comunicazione alla Direzione generale delle pensioni militari, del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 216
  8. ^ Art. 1 legge 28 maggio 1981, n. 286; art 251 d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66
  9. ^ Art. 43 R.D. 18 giugno 1931 n.773
  10. ^ a b In origine 6 anni, poi ridotti a 5 dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 104 emanato in attuazione della direttiva UE 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
  11. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157, articolo 22, in materia di "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio."
  12. ^ Porto d’armi caccia-tiro a volo e a segno e pagamento della tassa di concessione governativa: le novità in materia, su Federcaccia Brescia, 1º febbraio 2017. URL consultato il 15 agosto 2017.
  13. ^ Ministero dell'interno, Circolare del Ministero dell'Interno (PDF), su www.poliziadistato.it, 20 maggio 2016.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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