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Liceo classico Cavour

liceo classico di Torino in provincia di Torino (Italia)
L.C.S. Camillo Benso di Cavour
Liceo cavour.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàTorino
IndirizzoCorso Tassoni 15
SuccursaliVia Tripoli
Organizzazione
TipoStatale
Ordinamento
  • liceo classico
  • liceo musicale
Fondazione1586
PresideClaudio Menzio
Dati generali
TestataI resti del Camillo
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 45°04′39.72″N 7°39′20.88″E / 45.0777°N 7.6558°E45.0777; 7.6558

Il Liceo ginnasio statale Camillo Benso di Cavour è uno storico liceo di Torino. Comprende due ordinamenti scolastici: il liceo classico ed il liceo musicale e coreutico, sezione musicale. È uno degli istituti scolastici più antichi d'Italia: le sue origini risalgono al 1568.

La sede attuale (dal 1931) si trova in corso Tassoni 15, nei pressi della piazza Bernini; alla sede centrale furono affiancate nel tempo diverse succursali ubicate in varie parti della città; dal 1996-1997 la succursale è in via Tripoli 82 (zona Santa Rita).

StoriaModifica

È il più antico liceo di Torino[1]. Dopo essere stato riorganizzato come "R. Ginnasio e R. Liceo del Carmine in Torino" nel 1859 a seguito del Regio Decreto 13 novembre, n. 3725 del Regno di Sardegna (la Legge Casati)[2], riceve la sua attuale intitolazione a Camillo Benso conte di Cavour nel 1865 a seguito del Regio Decreto 4 marzo, n.2229, per la denominazione dei primi 68 Licei del Regno d'Italia[3].

Il liceo era materialmente l'erede del collegio dei Nobili del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna, la cui fondazione risale al 1568[4]. Nel 1787 il Collegio dei Nobili cede la sua sede 'storica' all'Accademia delle Scienze di Torino ed è trasferito al Convento del Carmine, nell'attuale via Bligny (via delle Scuole) dove nel 1805-1806 diventa il Liceo del Piemonte annesso al Primo Impero francese (Dipartimento del Po)[5]; quindi al ritorno dei Savoia è nel 1818 assegnato temporaneamente ai Gesuiti dal re Vittorio Emanuele I[6] e diventa Reale Collegio Maggiore del Regno fino al 1848-1849[7], quando sotto Carlo Alberto con la riorganizzazione dell'istruzione ad opera delle Leggi Boncompagni (legge 4 ottobre 1848, n.819, ministro Carlo Boncompagni di Mombello) è il primo Istituto superiore statizzato del Regno di Sardegna (con la denominazione di Collegio-Convitto Nazionale di Educazione). Riorganizzato in R. Liceo, R. Ginnasio e R. Convitto nazionale del Carmine con la Legge Casati (v. sopra) , mantiene la denominazione fino all'attuale intitolazione del 1865. I preesistenti (e distinti) R. Ginnasio, R. Liceo e R. Convitto nel 1874 sono riuniti sotto un'unica presidenza. Dal 1911 e fino alla Riforma Gentile dell'istruzione, nel 1923, il Cavour è uno degli otto Istituti in Italia ad ospitare anche il Liceo moderno. All'ex Convento del Carmine il Liceo mantiene la sua sede fino al 1931.

Nel 1900 il Liceo Cavour, insieme al Liceo ginnasio statale Vittorio Emanuele II di Napoli, al Garibaldi di Firenze ed al Liceo classico Ennio Quirino Visconti di Roma, partecipò all'esposizione universale di Parigi.

Secondo una leggenda, la pianta a M dell'edificio fu edificata in onore di Mussolini: la sede infatti risale al 1931[8]. Secondo alcuni racconti[senza fonte], fu edificata sulle fondamenta di un collegio cattolico di suore risalente al Medioevo. Tuttavia, nell'aula magna, sono evidenti[senza fonte] anche simboli massonici. Prima del trasferimento nella sede di corso Tassoni, il Liceo Cavour era situato nella sede del convento dei Padri Gesuiti, in Via del Carmine[8].

StrutturaModifica

In seguito alla nuova riforma Gelmini, il liceo ospita due ordinamenti scolastici:

  • liceo classico
  • liceo musicale e coreutico

Biblioteca "Einaudi" e archivio storicoModifica

La biblioteca, intitolata a Luigi Einaudi, e l'archivio storico della sede, che ha sede sempre all'interno della scuola, nell'aula che funge anche da sede per l'associazione ex-allievi, risalgono a quelli del collegio convitto fondato nel 1848.[9]

Il fondo librario (specializzato in testi classici) è di circa quindicimila volumi, tra cui tre volumi risalenti al Cinquecento. Il Liceo conserva anche vari strumenti scientifici dalle antiche dotazioni (alcuni risalenti al secolo XVIII) e un mappamondo della seconda metà del Settecento.

Attività studentescheModifica

L'Istituto era frequentato nell'Ottocento dai rappresentanti della nobiltà e della borghesia agiata, torinese e regionale; ed ha continuato ad avere un'utenza prevalentemente orientata alle professioni liberali o all'insegnamento. Il numero degli studenti è oscillato parecchio. Erano 334 (calcolati però anche quelli del Ginnasio inferiore, che comprendeva l'attuale Scuola media inferiore) nel 1873-1874; oscillarono tra i due-trecento negli anni venti del Novecento e superarono i 900 nel 1991-1993[10]. Nel 1946 un gruppo di studenti del Liceo, guidati da Giorgio Balmas, fonda l'Unione Musicale. Gli studenti hanno pubblicato negli anni una serie di giornali studenteschi, tra cui "Malebolge", "Oblò" e "Sisifo". Attualmente il periodico degli studenti è "I Resti del Camillo", uscito per la prima volta nel dicembre 2009, ed ora in edizione online[11] e, dal 2019, anche cartacea[senza fonte].

Nel dicembre 1991 è stata fondata l'Associazione ex-allievi, con lo scopo di "mantenere il legame ideale e sentimentale con la vecchia scuola, tra le vecchie e le nuove generazioni di studenti"[12]. L'Associazione ha negli anni organizzato e patrocinato varie iniziative di carattere culturale.

PresidiModifica

  • Gianni Oliva (-2013)
  • Emanuela Ainardi (2013-2019)
  • Claudio Menzio (dal 2019)

CuriositàModifica

Da giugno 2009 fu girato nella scuola la serie televisiva Fuoriclasse, andata in onda su Rai 1 dal 23 gennaio 2011.[13]

NoteModifica

  1. ^ Su tutta la storia del Cavour cfr. Liceo Cavour. Progetto Educativo d'Istituto, 1996-1997, pp. 9-19 (a cura del prof. Armando Golzio), da cui si ricavano varie notizie di questa voce.
  2. ^ "Titolo III. Dell'Istruzione secondaria classica. Capo II. Istituzione dei Ginnasi e dei Licei". Il ginnasio era suddiviso in ginnasio inferiore e in ginnasio superiore, e comprendeva cinque classi (le prime tre classi corrispondono al triennio dell'attuale scuola media inferiore). Il Decreto fu operativo a partire dall'anno scolastico 1860-1861.
  3. ^ "Regio Decreto per la denominazione dei Regii Licei, e per l'istituzione di una festa annuale letteraria da celebrarsi nei medesimi", art. 1: "I Licei Regii, descritti nella Tabella unita al presente Decreto, (...) assumeranno la denominazione che nella Tabella a ciascuno viene assegnata". La festa letteraria doveva celebrarsi "alli diciassette di marzo d'ogni anno" (cioè nell'anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, legge 17 marzo 1861 n. 4671). Al medesimo decreto risale l'intitolazione del Liceo Classico Vincenzo Gioberti, anch'esso preesistente.
  4. ^ È appunto il "Collegio de' Nobili Convittori de' Santi Maurizio e Lazzaro, in Archivio di Stato di Torino, Sez. I, Fondo Universitario.
  5. ^ È il "Collegio urbano", istituito il 23 dicembre 1805.
  6. ^ Con il decreto del 6 maggio 1818 sono fondati sei Collegi di educazione nel Regno di Sardegna: a Torino c'è l'attuale Cavour; gli altri sono a Chambéry, Genova, Nizza, Novara e Voghera. Cfr. Liceo Cavour. Progetto Educativo d'Istituto, 1996-1997, p. 13.
  7. ^ Dal 1828 fino al febbraio 1848.
  8. ^ a b Capitolo di Storia del Cavour, sull'opuscolo scolastico per le scuole medie.
  9. ^ Il Cavour festeggia 80 anni. Intitolati a Einuadi 15mila libri «La Repubblica TORINO.it».
  10. ^ Secondo i dati elaborati nel Progetto Educativo d'Istituto, 1996-1997, cit., p. 20 n. 2, nel 1994-1995 gli studenti iscritti al Cavour rappresentavano circa l'8-9% degli iscritti al Liceo classico nell'intera Regione Piemonte.
  11. ^ "I Resti del Camillo", Edizione online[collegamento interrotto]
  12. ^ Art. 2 dello statuto dell'Associazione.
  13. ^ Paolo Conti, «Fuori classe»: con la prof Littizzetto alla scoperta della scuola pubblica. «Corriere della Sera», 15 agosto 2009; quindi Tiziana Platzer, Al severo Cavour gli studenti giocano a fare il cinema. Nella scuola il set della fiction «Fuori classe». Archiviato il 19 luglio 2011 in Internet Archive. «La Stampa», 20 gennaio 2011. La fiction ha dato origine a un dibattito nella scuola: cfr. Maria Teresa Martinengo, I prof: non siamo "Fuoriclasse". Archiviato il 5 febbraio 2011 in Internet Archive. «La Stampa», 3 febbraio 2011 (edizione web)

Collegamenti esterniModifica