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Liceo scientifico statale Stanislao Cannizzaro

Liceo scientifico statale
Stanislao Cannizzaro
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàPalermo
Indirizzovia Generale Arimondi,14
Organizzazione
TipoLiceo Scientifico
OrdinamentoPubblico
Fondazione1923
PresideAnna Maria Catalano
Dati generali
TestataObbiettivaMente
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 38°08′13.04″N 13°21′04.98″E / 38.136956°N 13.351383°E38.136956; 13.351383

Il liceo scientifico statale Stanislao Cannizzaro è una scuola di Palermo con sede in via Generale Arimondi[1]. È uno dei primi licei scientifici italiani, il primo della Sicilia.[2].

StoriaModifica

Il liceo nel ventennioModifica

Il Regio Liceo Scientifico nacque ereditando la tradizione della sezione fisico-matematica dell’Istituto Tecnico, e trovò posto in un appartamento di piazza Bellini, inaugurando l’anno scolastico il 5 novembre 1923 sotto la guida del primo preside professor Rap, docente di discipline scientifiche e membro dell’Associazione chimica italiana[3]. La titolazione della scuola fu proposta dal preside in virtù dei meriti scientifici dello scienziato palermitano e venne accolta a larghissima maggioranza dal Collegio dei Professori[4].

Originariamente formato da due sezioni frequentate da 189 alunni, vide lentamente crescere e variare la popolazione scolastica: l’anno scolastico 1927/28 registrò per la prima volta l’ingresso di trentasei studentesse, e nel tempo il numero complessivo degli alunni frequentanti avrebbe raggiunto la cifra di 440 nel 1940/41, anno in cui le sezioni erano diventate cinque[5].

Dopo una trafila burocratica durata due anni, il 3 gennaio 1927 il liceo abbandonò i locali di piazza Bellini, divenuti angusti e sin dagli inizi privi delle strumentazioni necessarie, trasferendosi nella nuova sede lasciata libera dal Regio Istituto Tecnico “Filippo Parlatore”[6]. Nel settembre del 1928 prese servizio al liceo Cannizzaro il prof. Ettore Paratore, avviato a una brillante carriera di docente universitario e di latinista[7], e due anni dopo l’istituto accolse un giovane docente anch’egli destinato a un prestigioso futuro, Eugenio Garin, che insegnò al Cannizzaro fino al 1935[8].

Il liceo fu ovviamente influenzato dal clima del fascismo. Ma se nei primi anni di vita riuscì a marcare una pur timida indipendenza dalle istituzioni del regime, fra le quali l’Opera Nazionale Balilla[7], negli anni trenta il condizionamento si fece sempre più pesante: nel 1936 si aggregò l’insegnante di cultura fascista, nel 1938 venne respinta l’adozione di un libro di testo perché l’autore era ebreo[9], si raccomandò agli studenti l’acquisto del testo Il primo libro fascista[10] e il preside, in una nota rivolta agli insegnanti, ammonì ricordando «come non si possa avere la qualifica di ottimo senza una diretta collaborazione con la GIL [Gioventù Italiana del Littorio]»[11]. Con l’entrata in guerra, la pressione divenne più esplicita: i docenti avevano l’obbligo di commentare in classe i bollettini del Comitato Generale, gli allievi a metà mattinata si fermavano per ascoltare i comunicati di guerra diffusi via radio[12], e si minacciavano provvedimenti disciplinari agli alunni che non partecipassero alle istruzioni premilitari del sabato[13]; non mancò un'entusiastica e celebrativa circolare del preside che riportava il testo di un telegramma inviato a Benito Mussolini a nome del liceo Cannizzaro[14]. Nel 1943, superato il momento di esaltazione, il Cannizzaro si trovò a comunicare agli organi di competenza le devastazioni dovute alle continue incursioni aeree che in un caso produssero gravi danneggiamenti[15]. Per l’inagibilità dei locali, nel 1944 il Liceo Governativo (che aveva ormai dismesso la qualifica di “Regio”) cambiò di nuovo sede, occupando sei locali di un edificio privato[16].

L’istituto nel dopoguerraModifica

Riemersero pressanti i problemi riguardanti i locali inadatti a svolgere attività scolastiche. Dal 1946 e per due anni si trovarono soluzioni tampone che non risolsero la questione ma anzi aumentarono il disagio, fino a che si giunse alle affermazioni possibiliste delle più alte autorità regionali e perfino del Ministero della pubblica Istruzione[17], a cui seguirono agli inizi del decennio 1950 i primi atti degli Enti Locali[18]. Venne così finanziato, progettato e costruito il nuovo edificio permanente destinato a contenere il Liceo Scientifico Stanislao Cannizzaro, che accolse l’Istituto a partire dall’anno scolastico 1955/56, ancor prima del collaudo ufficiale avvenuto il 29 marzo 1957[19]. Da metà degli anni cinquanta, quando il numero degli studenti assommava a 585, in cinque anni la popolazione del Cannizzaro aumentò significativamente giungendo nel 1960 a complessivi 911 iscritti[20].

Negli anni sessanta il liceo risentì dei fermenti giovanili che percorrevano il Paese. La giornalista Giuliana Saladino coordinò nell’autunno del 1967 una tavola rotonda con studenti dell’Istituto pubblicata il 26 ottobre dello stesso anno sul supplemento “Scuola” del quotidiano del capoluogo L'Ora con il titolo emblematico Problemi grossi e piccoli di una delle più importanti scuole palermitane. Liceo scientifico Cannizzaro[21]. Inizialmente i docenti mostrarono un atteggiamento comprensivo e tollerante, con prese di posizione a favore delle richieste studentesche[22]. Ma quando nel dicembre del 1968 il Liceo venne occupato da un gruppo di studenti, si creò un irrigidimento delle rispettive posizioni[23]. Agli inizi del 1969 il Cannizzaro subì l’attacco con molotov, spranghe e bastoni da parte di un gruppo politicamente schierato all’estrema destra[24]. Successivamente, con l’aumento della conflittualità interna fra le componenti, si giunse al provvedimento di sospensione per alcuni studenti redattori del giornalino scolastico[25]. Seguirono mesi di turbolenze, scioperi e di nuovo scontri fra organizzazioni studentesche di opposti schieramenti[26] – a cui secondo alcune testimonianze presero parte attiva elementi esterni al liceo fra i quali Francesco Mangiameli[27] – che portarono ad altre e più pesanti sanzioni disciplinari[28] e che si prolungarono fino al novembre 1973 con aggressioni a studenti inermi dell’Istituto[29].

Ai giorni nostriModifica

Attualmente [2019] il liceo Cannizzaro offre al personale interno e agli studenti tre palestre – una coperta e due all’aperto –, un’aula magna dove sono anche possibili rappresentazioni teatrali e proiezioni, una biblioteca dotata di quasi 12 000 volumi, aule corredate di dotazione per il disegno, sette laboratori – due laboratori di informatica, due di fisica, uno rispettivamente di chimica, scienze e linguistico. 67 aule sono attrezzate con lavagne interattive multimediali[30]. La popolazione studentesca proviene prevalentemente dai quartieri limitrofi all'Istituto[31].

NoteModifica

  1. ^ Dove siamo, Sito istituzionale. URL consultato il 13 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2017).
  2. ^ Regio Decreto 6 maggio 1923, n. 1054 (PDF), edscuola. URL consultato l'11 maggio 2017.
  3. ^ Di Simone et al., pp. 15 e 18.
  4. ^ Di Simone et al., p. 16.
  5. ^ Circolare dati statistici, in Di Simone et al., p. 111.
  6. ^ Di Simone et al., p. 22.
  7. ^ a b Di Simone et al., p. 26.
  8. ^ Di Simone et al., p. 28.
  9. ^ Di Simone et al., p. 76.
  10. ^ Di Simone et al., p. 106.
  11. ^ Di Simone et al., p. 77.
  12. ^ Di Simone et al., p. 78.
  13. ^ Circolare del preside del 7 novembre 1942, riportata in Di Simone et al., p. 112.
  14. ^ Si tratta della circolare 813 del 3 giugno 1940 che recita: «[...] Preside insegnanti e alunni questo Regio Liceo Scientifico stretti in un fascio vibrante di fede e di entusiasmo alla vigilia di nuove vittorie e di nuove glorie che assicureranno alla Italia Fascista più alti destini Vi esprimono Duce la loro completa offerta per la Patria Imperiale. Preside Cassisa.» riportata in Di Simone et al., p. 103.
  15. ^ Circolari prot. 281 e 339, e nota 12 marzo 1943 in Di Simone et al., pp. 129, 121, 125-6.
  16. ^ Di Simone et al., p. 131.
  17. ^ Di Simone et al., pp 136-7.
  18. ^ Comunicazioni riportate in Di Simone et al., pp 173-4, 180-2, 184-7.
  19. ^ Di Simone et al., p. 195-6.
  20. ^ Circolare 555 del 19 gennaio 1960, in Di Simone et al., p. 222.
  21. ^ Giuliana Saladino, Chissà come chiameremo questi anni.
  22. ^ Delibera del Collegio dei Docenti riportata integralmente in Di Simone et al., p. 231-3.
  23. ^ Di Simone et al., p. 234-41.
  24. ^ Guido Crainz, Il paese mancato: dal miracolo economico agli anni Ottanta, p. 283.
  25. ^ Di Simone et al., p. 247. La comunicazione ufficiale della sanzione da parte del preside al Provveditore agli Studi è riportata a p. 307.
  26. ^ Di Simone et al., p. 251.
  27. ^ Di Simone et al., p. 253.
  28. ^ Di Simone et al., p. 255.
  29. ^ Il preside del Cannizzaro notifica con lettera prot. 4458 del 5 novembre 1973 al Provveditore agli Studi la natura delle aggressioni addebitandole a elementi di destra estranei al Liceo, riportata in Di Simone et al., p. 314.
  30. ^ Istituto - Sede, Sito istituzionale. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  31. ^ Istituto - Dove siamo, Sito istituzionale. URL consultato il 20 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Di Simone, Anna Maria Lentini e Claudio Leto (a cura di), Una scuola tra società cultura istituzioni (1923-1993) - 70º anniversario, Palermo, L.S. “S. Cannizzaro”, 1993.

Collegamenti esterniModifica

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