Licodia Eubea

comune italiano
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Licodia Eubea
comune
Licodia Eubea – Stemma Licodia Eubea – Bandiera
Licodia Eubea – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoGiovanni Verga (lista civica "Civica Licodia bene comune") dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate37°09′N 14°42′E / 37.15°N 14.7°E37.15; 14.7 (Licodia Eubea)Coordinate: 37°09′N 14°42′E / 37.15°N 14.7°E37.15; 14.7 (Licodia Eubea)
Altitudine600 m s.l.m.
Superficie112,45 km²
Abitanti3 033[1] (30-11-2019)
Densità26,97 ab./km²
Comuni confinantiCaltagirone, Chiaramonte Gulfi (RG), Giarratana (RG), Grammichele, Mazzarrone, Mineo, Monterosso Almo (RG), Vizzini
Altre informazioni
Cod. postale95040
Prefisso0933
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087020
Cod. catastaleE578
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantilicodiani
Patronosanta Margherita d'Antiochia

Sant'Antonio Abate

Giorno festivo20 luglio / 17 Gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Licodia Eubea
Licodia Eubea
Licodia Eubea – Mappa
Posizione del comune di Licodia Eubea nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Licodia Eubea (Licuḍḍìa in siciliano) è un comune italiano di 3 033 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Licodia Eubea sorge a 600 metri di altezza sul livello del mare, sul versante nord-occidentale dei Monti Iblei, e si adagia su due colli, quello del Castello medievale e quello del Calvario. Tra i due colli giace il quartiere "Carmine" con l'omonima chiesa. Il più grande corso d'acqua che attraversa il comune di Licodia Eubea è il fiume Dirillo, che forma nel suo territorio il Lago Dirillo, un bacino artificiale.

Origini del nomeModifica

 
Francesco Maurolico fu il primo che si pronunciò ufficialmente sulle origini del toponimo Licodia.

Da Licodia a Licodia EubeaModifica

Il toponimo è composto da due elementi, di origine differente.

Il più antico è "Eubea", derivante dall'identificazione del territorio con il luogo in cui i calcidesi di Lentini fondarono, nel 650 a.C., una colonia con questo nome.

In seguito, durante il medioevo, il toponimo Eubea fu sostituito da "Licodia". Solo nel 1872 il Consiglio comunale decise di utilizzare entrambi i toponimi, aggiungendo a partire dal 1873 (RD n. 1224 del 13 gennaio) il nome di Eubea a quello di Licodia, da cui l'attuale toponimo di Licodia Eubea. Era convinzione, allora diffusa, che la cittadina fosse l'erede d'Euboia (Cluverio), la sub-colonia greca, fondata dai greci di Lentini verso la metà del VII sec. a.C. e distrutta da Gelone nel 482 a.C. (Erodoto).

Ipotesi del Maurolico e del Fazello sul toponimo LicodiaModifica

Il monaco benedettino Francesco Maurolico (1494-1575), basò l'origine del toponimo Licodia sul fatto che i greci, traendo spunto dalla possibile forte presenza di branchi di lupi nel territorio Licodiano di allora, abbiano denominato il territorio con la parola lykos, vocabolo greco che vuol dire appunto lupo e che quindi potrebbe costituire l'origine dell'attuale nome, Licodia. All'epoca del Maurolico spesso ci si riconduceva alla cultura greca per spiegare l'origine di molte denominazioni, tralasciando il fatto che la Sicilia ebbe pure un'altra forte dominazione ossia quella araba. Infatti, l'Abate Fazello dell'ordine dei Frati Predicatori e contemporaneo del Maurolico, disse su Licodia: «In elevata e scoscesa rupe è Licodia paese di nome saraceno, dove sono meravigliose ruine di antichità sebbene prostrate e sepolte in gran parte; vestigia di antica giacente Città». Infatti in arabo Al Kudia o Al Kudy Ali vuol dire cerro, ovvero grande masso o l'aspra roccia di Alì, e quindi sarebbe molto attendibile l'ipotesi che il toponimo Licodia derivi da Alcudia, poi trasformato in lingua siciliana in A-Likudya, oggi Licodia. A tutto questo c'è da aggiungere che, in siciliano, gli abitanti di Licodia venivano chiamati Kuddiani, oggi Licuddiani. Nei documenti, il nome Licodia si riscontra per la prima volta in una donazione del 1105, da parte di Achi di Vizzini, di terre site in Licodia all'abbazia di Lipari e Patti dedicata a S.Bartolomeo e SS. Salvatore. Nel 1269, il nome Licodia unitamente al castello, nello Statum Castrum Siciliae.

StoriaModifica

Dalle origini ad oggiModifica

Il ritrovamento di focolari e di ceramiche, risalenti al neolitico superiore, attesta la presenza di popolazioni autoctone, i Sicani, in territorio licodiano. Le notizie sulla fondazione di Licodia Eubea sono piuttosto incerte, ma le varie e molteplici testimonianze delle frequentazioni del passato portano a dare notevole credito all'identificazione dell'attuale abitato con l'antica Euboia fondata dai Calcidesi di Leontinoi nel 650 a.C. Infatti, dalle narrazioni di Tucidide, di Marcione di Eraclea e di Diodoro Siculo, risulta che una colonia di Calcidesi dell'Isola di Eubea, che approdarono a Messina, abbiano dato vita a diverse città, tra cui Eubea, nell'attuale sito di Licodia. I numerosi ritrovamenti archeologici di epoca ellenistica, le ceramiche di epoca classica rinvenute nei campi di Pizzo del Corno, gli scavi effettuati nel 1985 nel centro storico della cittadina, sono solo alcune delle testimonianze che tendono a confermare l'origine greca di Licodia. Molti dei reperti archeologici acquisiti negli anni mediante ritrovamenti e scavi sono stati raccolti ed esposti nel Museo Civico.

Durante la dominazione saracena in Sicilia, il Monte di Licodia divenne un presidio militare di strategica importanza, provvisto di fortificazione, trasformato poi, in epoca normanna, nel castello di Licodia, la cui esistenza è storicamente attestata a partire dal 1272. Nel medioevo Licodia venne anche denominata "la Piccola Palermo", come ricordano gli anziani del luogo e molti libri di storia locale, (in siciliano detta Palermu u piccilu, per l'elevato numero di famiglie nobili nel suo territorio e quindi per la sua potenza commerciale e politica). La prima signoria documentata fu quella di Bertrando Artus, in epoca angioina. Con gli Aragonesi il feudo tornò sotto il controllo regio, fino al 1299, anno in cui re Federico III d'Aragona lo concesse a Ugolino Callari (o di Callaro), col titolo di conte. Passò poi alla famiglia Filangeri. Nel 1393 il Re Martino affidò le terre licodiane ad un'altra famiglia nobile, gli Adamar, signori di Santa Pau, da cui prenderà il nome il castello (Castello Santapau) e ai quali vennero affidati anche feudo e casale. Il periodo di maggior lustro Licodia l'ebbe nel XV e XVI secolo quando la famiglia Santa Pau ne governò il territorio. Dopo il terremoto del 1542, la popolazione si addensò attorno al castello, mentre l'area tra la Matrice e i Canali fu destinata ai conventi. Con la morte di Francesco nel 1590, si estinse la famiglia Santapau e Licodia, tramite Camilla, figlia naturale di Francesco e moglie di Muzio Ruffo, passò alla famiglia Ruffo di Calabria, insieme ai feudi annessi. Il terribile e devastante terremoto del Val di Noto, nell'anno 1693, distrusse quasi del tutto il castello, riducendolo agli attuali ruderi e diede l'avvio all'ulteriore espansione dell'abitato a nord dell'antico borgo nell'area dei conventi. I Ruffo amministrarono la terra di Licodia fino alla cessazione del sistema feudale nel 1812. Nel 1844 il centro fu elevato a capoluogo di circondario.

In seguito alla soppressione feudale, il paese fu inizialmente aggregato al comune di Vizzini per poi affrancarsi come comune autonomo nel 1844. Il nome di Licodia è anche legato a quello di Giovanni Verga, che vi ambientò molte delle sue novelle e romanzi (L'amante di Gramigna e Jeli il pastore su tutte). Licodia, sin dai primi anni del secolo scorso, subì una crisi demografica dovuta all'emigrazione di molti suoi cittadini, principalmente verso gli Stati Uniti, l'Australia, l'Argentina e il Canada. Oggi Licodia Eubea basa la sua economia principalmente sui prodotti agricoli come i cereali e l'uva da tavola.

Il terremoto del 1693Modifica

Nel terribile e devastante terremoto del 1693 che colpì tutta la Val di Noto, Licodia contò molti danni sia materiali che umani, infatti ben 258 persone persero la vita sotto le rovine e moltissimi edifici tra religiosi e civili vennero gravemente danneggiati o rasi al suolo come accadde per il castello medievale Santapau. In particolare si tramanda la storia della chiesa "all'armi scacciati", le anime schiacciate, dove molte persone raccolte in preghiera all'interno del tempio, per scongiurare il sisma che già si era fatto sentire con piccole scosse, rimasero uccise a causa del terremoto.

Al contrario di molte città siciliane colpite dal sisma, Licodia fu ricostruita nello stesso luogo dove sorgeva in passato e i lavori di restauro per i maggiori edifici pubblici iniziarono subito. Alcuni edifici religiosi, come la chiesa del monte Calvario o la chiesa del Crocefisso rimasero illese mentre altri, come la chiesa madre o il convento dei cappuccini, furono in parte restaurati.

SimboliModifica

La blasonatura ufficiale dello stemma è la seguente: Lo stemma del comune di Licodia Eubea ha come simbolo principale il lupo rapace. Il lupo si attribuisce a Licodia per il fatto che il nome della città deriva dal greco lukos, che vuol dire "lupo".

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

ChieseModifica

  • Chiesa di Santa Margherita (basilica chiesa madre)
    Sotto la mole della rocca, a nord est, è la chiesa madre dedicata a Santa Margherita patrona del paese. Costruita nel 1621 con fondi pervenuti per testamento canonico Don Martino La Russa, venne distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita a partire dal 1719.
    Nel prospetto, scompartito da lesene corinzie, si aprono gli elegantissimi portali, tra cui, particolarmente ricco, quello centrale ornato dallo stemma della famiglia Santapau e la scultura di una donna (forse Cibele o Cerere) con frutta sulla testa turrita; ai lati due medaglioni con personaggi. Il campanile quadrangolare venne consacrato nel 1738. L'interno, a pianta basilicale a tre navate, conserva notevoli opere d'arte, tra cui, nell'altare della cappella in fondo alla navata di destra, una bella statua lignea di S. Antonio Abate scolpita da Giovanni Battista Galone, nel 1617.


Architetture religiose
 
Prospetto principale della Basilica Chiesa Madre di Santa Margherita d'Antiochia
 
Chiesa del monte Calvario o Madonna della provvidenza
 
Mascherone barocco che decora la facciata della basilica chiesa madre
 
La chiesa parrocchiale di S.Lucia al borgo
 
La chiesa parrocchiale S.Maria degli Angeli (cappuccini)
 
Scorcio del cimitero monumentale di Licodia Eubea
 
Torre campanaria della basilica chiesa madre

Chiese non più esistentiModifica

  • Chiesa dello Spirito Santo e di San Giovanni Battista
  • Chiesa di San Pietro "il Vecchio"
  • Chiesa di Maria Ausiliatrice e di San Vito
  • Chiesa della Madonna della Mercede

Architetture militariModifica

 
Castello Santapau, ruderi

Castello SantapauModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Santapau.

Sorge sul colle omonimo (Colle Castello) a poca distanza dal centro abitato di Licodia Eubea. Sorto probabilmente su una preesistente fortificazione greca o araba, fu costruito grazie all'intervento di Federico II di Svevia e assunse l'aspetto di un castello in epoca medioevale per mano di Manfredi di Sicilia durante l'agitato periodo che precede l'occupazione angioina. Nel 1275 venne assegnato al nobile francese Gerardo de Artus, ed in seguito si susseguirono i Santapau e i Ruffo. Venne semidistrutto dal terremoto del 1693, infatti, oggi è possibile ammirare diversi resti di mura e soffitti e un torrione cilindrico. Una feritoia e una porta sono ancora visibili.

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Comunale, già convento dei Domenicani
  • Palazzo Mugnos, o Vassallo, di stile barocco
    Di fronte alla chiesa madre, all'estremità della via Mugnos, sorge il palazzo omonimo, probabile sede degli amministratori dei signori feudali.

Particolarmente notevole il settecentesco prospetto, riportabile al gusto tardo barocco dell'area siracusana-iblea. Una parte del piano, caratterizzato da ampi saloni, è stato acquistato dal comune per uso culturale.

 
Tipica viuzza del centro storico di Licodia Eubea u cunnuttu.

Villa e anfiteatro comunale SantapauModifica

Il parco comunale si trova nel centro storico di Licodia Eubea e dà sul corso principale del paese. Fu intitolato ai marchesi Santapau che governarono Licodia per quasi due secoli. La villa comunale venne costruita nella seconda metà degli anni settanta del secolo scorso. Il parco è dotato di una fontana che abbellisce una delle piazzette circondate da vaste zone alberate. All'interno della villa c'è inoltre un parco giochi e un anfiteatro, costruito contemporaneamente alla villa. L'anfiteatro è costituito da tribune stile teatro greco-romano e da un'ampia piazza circolare su cui è posizionato il palcoscenico. La villa comunale assume particolare importanza nelle varie festività, soprattutto estive, ospitando nel suo anfiteatro spettacoli di vario genere, quali concerti e opere teatrali.

Siti archeologiciModifica

Necropoli greca di Vigna della signoraModifica

 
Necropoli di vigna della Signora

Nella contrada che si estende sotto il lato sud del monte Calvario, nel 1990 furono ritrovati dei loculi di una necropoli databile al 450 a.C. Gli scavi sul sito furono avviati dopo il ritrovamento casuale di alcuni loculi durante la costruzione della caserma dell'arma dei Carabinieri. L'area dove è situata la necropoli è oggi edificata in seguito alla recente espansione dell'abitato.

Le sepolture della necropoli in questione sono tutte multiple e riescono a contenere dai tre ai sette defunti probabilmente della stessa famiglia. Fu trovata una rara sepoltura di un uomo tumulato con il suo stesso cavallo; una sepoltura simile era stata già rinvenuta al Calvario qualche tempo prima. Furono recuperati vari oggetti che componevano il corredo funebre dei defunti, tra cui gioielli in oro, argento e bronzo e altri oggetti di uso comune. Inoltre si trovarono numerose ceramiche decorate fra le quali una kelebe a figure rosse, un'oinochoe a bocca trilobata a figure nere e uno skyphos a figure rosse. Fu anche portato alla luce un sarcofago destinato presumibilmente ospitare una persona molto importante, mai utilizzato. Tutti i ritrovamenti sono considerati di pregevole rilevanza artistica e storica.

Nella stessa zona si trovano dei resti di abitazioni greche del VI, V e IV secolo a.C., con un laboratorio di manifatture in argilla.

Altre zone archeologiche del comune di LicodiaModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialettiModifica

A Licodia Eubea si parla la lingua siciliana nella variante catanese, al contrario di alcuni paesi vicini che, a causa della vicinanza alla provincia di Ragusa, usano una cadenza tipica ragusana. A Licodia si è sempre fatto un uso molto ampio del dialetto. Diverse sono le opere scritte o tramandate da padre in figlio in dialetto licodiano. Soprattutto per la Settimana Santa sono molteplici i canti popolari cantati tutt'oggi per narrare la passione del Cristo morto sulla croce e per descrivere il dolore della Madonna Addolorata che vede patire il figlio. Le più famose composizioni sono il Rosario del Crocefisso, le Sette Spade (Setti Spati, in lingua siciliana), che racconta i sette dolori di Maria Vergine, e il rosario dedicato alla patrona Santa Margherita V.M. Queste opere dialettali risultano essere oltre trenta. Ecco uno stralcio dell'inno tradizionale di Licodia Eubea intitolato, A Licuddia, composto dall'insegnante Maria Falcone Albo:

«Sapiti u ma paisi è Licuddia, ricca di aria fina e di culuri e duci e sempri bedda a tutti l'uri o cu l'allustru a luna o cu lu suli, o Licuddiuzza mia o Licuddia.»

(A Licuddia, di M. Falcone Albo)

«Sapete, il mio paese è Licodia, ricco di aria fine e di colore, è dolce e sempre bella in tutte le ore, sia con la luna che con il sole, o Licodiuccia mia, o Licodia.»

Tradizioni e folcloreModifica

 
Il simulacro ligneo di Sant'Antonio abate compatrono di Licodia Eubea.
 
Foto d'epoca raffigurante il simulacro e il fercolo di Santa Margherita V.M patrona di Licodia Eubea.

Santa Margherita patrona della cittàModifica

L'antica vergine e martire Margherita d'Antiochia di Pisidia, è da sempre venerata a Licodia quale patrona, insieme a Sant'Antonio Abate.

Il popolo la invocava quale Patrona Particolare dell'abitato già nel XVII secolo, tanto che lo stesso Rocco Pirri, nella sua Sicilia Sacra, la menziona come tale.[4]

È certo che un luogo di culto a lei dedicato era presente a Licodia già nel 1583, quando il Canonico Don Martino La Russa, morendo, designò con atto testamentario erede universale del suo enorme patrimonio, la Chiesa di Santa Margherita.

Non va escluso, come suppone Padre Leonardo Ciavola da Licodia in un suo scritto, che già nel XIII secolo fosse presente una piccola cappella a lei dedicata lungo le pendici del colle castello, non distante dal luogo in cui sorge l'attuale Basilica Chiesa Madre a lei dedicata.

Nel 1903, facendosi interprete della forte venerazione tra il popolo e della storia antichissima del culto di Santa Margherita a Licodia, il sapiente sacerdote cappuccino Padre Francesco Lo Bartolo da Licodia (1872 - 1945), avviò le pratiche che richiedevano alla Santa Congregazione per i Riti, il Decreto che nominasse la martire "Patrona Principale" della città. Il Decreto venne approvato da S.S Pio X il 12 aprile del 1905.[5]

Festa patronale di S. Margherita d'Antiochia di PisidiaModifica

  • 20 luglio, Santa Margherita V. M., patrona di Licodia Eubea. Processione del simulacro e della reliquia per le vie del paese. La festa patronale si divide principalmente nella vigilia e il giorno festivo. Già i festeggiamenti in onore della santa patrona hanno principio all'inizio del mese di luglio denominato appunto mese margheritiano. Per il 19 luglio, la vigilia, ha luogo, dalla chiesa dei cappuccini, la processione con la reliquia di Santa Margherita.
  • 15 agosto, Maria SS. Assunta in cielo. Processione del simulacro per le vie del paese. Il culto religioso verso l'Immacolata ha avuto sempre luogo nella parrocchia Santa Maria degli Angeli, ove si conserva l'artistico simulacro ligneo della Vergine Assunta. Il culmine dei festeggiamenti è nel giorno del 15 agosto.
  • marzo/aprile, la Settimana Santa. La settimana santa a Licodia Eubea affonda le radici nel passato. Sin dal 1500 vengono ripetute varie tradizioni che hanno luogo per le vie cittadine di Licodia. Caratterizzano la pasqua licodiana, i canti in lingua siciliana composti in passato dai cittadini di Licodia, che vengono ancora oggi cantati per le processioni del giovedì e venerdì Santo.

CulturaModifica

BibliotecheModifica

La biblioteca comunale di Licodia Eubea è oggi sita in vico La Russa, vicino alla chiesa del Crocifisso o Ospedale. La biblioteca fu istituita ufficialmente nel 1972 e cominciò la sua attività vera e propria nel 1979. Fu una biblioteca pioniere. Dal 1996 la biblioteca possiede un primo database e oggi è fornita di nuovissimi mezzi informatici e tecnologici. In passato la biblioteca aveva sede presso l'ex struttura scolastica del quartiere Carmine. La biblioteca è fornita di circa 15.000 volumi e di un'ampia sala lettura.

MuseiModifica

Museo civico archeologico Antonino Di VitaModifica

Il museo civico archeologico Antonino Di Vita è ospitato in locali comunali. In quest'area museale archeologica si conservano diversi ritrovamenti relativi a materiale di importazione greca e a vasellame, con i tipici motivi geometrici che identificano la Facies di Licodia e di Santo Cono Piano Notaro, rinvenuti nel territorio di Licodia Eubea. Gran parte dei ritrovamenti furono portati alla luce da Paolo Orsi e successivamente da diversi scavi degli anni '80 e '90 del novecento a opera della sovrintendenza con l'aiuto dei volontari dell'Archeoclub di Licodia Eubea. Il museo si divide in tre sezioni:

  1. Sezione sulla fase più antica dell'insediamento nel territorio.
  2. Sezione dedicata all'abitato arcaico e al centro indigeno ellenizzato.
  3. Sezione con materiali importati insieme ad oggetti in ceramica locali facies di Licodia Eubea.

Museo etnografico o museo della comunità LicodianaModifica

Il museo etnografico è sito presso dei locali terragni che danno sul chiostro dell'ex Monastero di San Benedetto e Santa Chiara a Licodia Eubea.

Questo museo raccoglie gli utensili originali relativi alle attività artigianali e agricole del territorio, in uso sino a qualche decennio fa.

La collezione presenta un vasto numero di arnesi riconducibili al lavoro del calzolaio, oltre che al duro lavoro della mietitura. Tutti i pezzi sono donazioni dei cittadini di Licodia. Il museo è stato intitolato a Padre Matteo Coniglione O.P. (Licodia E., 1879 - Catania, 1964).

CucinaModifica

La patacòModifica

La patacò è un piatto tipico di Licodia Eubea, un tempo chiamato piatto dei poveri, visto che era la base dell'alimentazione della povera gente nei mesi più freddi dell'anno. Ancora oggi è abitudine la preparazione di questa pietanza nelle famiglie licodiane. La patacò è ricavata dalla farina di cicerchia avente tipico colore giallastro. La farina si mischia con l'acqua in modo da fare una sorta di polenta che si arricchisce con l'aggiunta di broccoli, salsiccia a pezzetti, olio, pepe e sale quanto ne basta. Prima di cucinare la patacò occorre fare un soffritto con aglio da mischiare anch'esso con la patacò. Questo piatto si mangia generalmente caldo e un tempo era solito consumarsi a colazione.

PagnuccataModifica

La pagnuccata è un piatto tipico siciliano molto comune anche a Licodia Eubea, dove è solito prepararsi nei mesi freddi e in particolare a Natale e a Pasqua ma soprattutto per il carnevale. Questo dolce tipico a Licodia presenta una forma più minuta confronto alle altre zone in cui viene preparato. Il tutto è composto da un impasto di farina e uova che poi vanno a comporre dei condoni che vengono tagliati in piccole palline. Dopo questo procedimenti le palline vengono immerse dentro il miele sciolto con lo zucchero.

EventiModifica

Premio internazionale Lupo d'Oro, spettacolo nato nel 1982 e dal 2008 viene fatto cadere in corrispondenza della festa dell'uva. Il premio lupo d'oro prende il nome dallo stemma di Licodia Eubea, e premia a nome del comune di Licodia, con una medaglia d'oro, persone che si sono distinte nel campo dell'arte, cultura o giustizia. Tra i premiati dal lupo d'oro spiccano i nomi di Pippo Baudo, il cardinale Angelo Comastri, Katia Ricciarelli, Leo Gullotta e molti altri personaggi famosi.

Geografia antropicaModifica

Quartieri di Licodia EubeaModifica

  • Abatelli;
  • Ajiricelle;
  • Borgo antico;
  • Carcarelle;
  • Contrada Nostra Donna (Zona nuova).

AmministrazioneModifica

Amministrazione attualeModifica

  Regno d'Italia

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1867 Cav. Aliotta Eugenio sindaco
1867 1872 Vassallo Giuseppe sindaco
1872 1878 Cav. Gandolfo Giovanni sindaco
1878 1883 Vassallo Giuseppe sindaco
1883 1887 Aliotta Giuseppe sindaco
1887 1890 Cav. Di Stefano Ignazio sindaco
1890 1891 Cav. Pelli Arnaldo Comm. Regio
1891 1893 Cav. Gandolfo Giovanni sindaco
1893 1895 Cav. Gandolfo Giuseppe sindaco
1895 1898 Cav. Gandolfo Giovanni sindaco
1898 1900 Cav. Aliotta Giuseppe sindaco
1900 1900 Cav. D'Alessandro Salvatore Comm. Regio
1900 1903 Vassallo Di Stefano Michele sindaco
1903 1903 Dr. Bartoletta Marcello Comm. Regio
1903 1907 Vassallo Di Stefano Michele sindaco
1907 1908 Rag. Lombardo Ugo Comm. Regio
1908 1913 Avv. Di Pietro Sebastiano sindaco
1913 1914 Avv. Di Vita Antonino sindaco
1914 1916 Cav. Aliotta Giuseppe Comm. pref.
1916 1918 Cav. Di Pietro Sebastiano Comm. Regio
1918 1920 Cav. Aliotta Sebastiano sindaco
1920 1923 Cav. Di Stefano Vassallo Michele sindaco
1923 1923 Dott. Tornabene Gaetano Comm. pref.
1923 1923 Cav. De Gregorio Giuseppe Comm. pref.
1923 1923 Cav. Dr. Covelli Achille Comm. pref.
1923 1924 Canzano Agatino Giuseppe Comm. pref.
1924 1925 Rag. Macina Giocchino Comm. pref.
1925 1925 Avv. Verderame Concetto Comm. pref.
1925 1928 Cav. Scacco Gaetano sindaco
1928 1929 Cav. Cap/no Rizzo Gaetano Podestà
1929 1930 Bonnici S. Comm. prefettizio
1930 1933 Cav. Dr. Lentini Arturo Comm. pref.
1933 1936 Farmacista Lo Bartolo Francesco Podestà
1936 1938 Avv. Pepi Alfonso Podestà
1938 1938 Cav. Rag. Messina Carmelo Comm. pref.
1938 1939 Avv. Santagati Antonio Comm. pref.
1939 1940 Sig. Vassallo Salvatore Comm. pref.
1940 1940 Sig. Vassallo Salvatore Podestà
1940 1942 Dott. Sciuto Federico Comm. pref.
1942 1944 Dr. Vassallo Mario Comm. pref.
1944 1946 Sig. Vacirca Caruso Giuseppe sindaco

  Repubblica Italiana

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1952 Dr.Giuseppe di Gregorio sindaco
1952 1954 Dr.Giuseppe Aparo sindaco
1954 1956 Cav.Francesco Gurfolino sindaco
1956 1957 Dr. Vincenzo Licciardi sindaco
1957 1957 Dr.Rosario Odierne Comm. pref.
1957 1958 Ins.Emanuele Armao Comm. pref.
1958 1962 Dr. Vincenzo Licciardi sindaco
1962 1964 Dr. Vincenzo Zappulla Movimento Sociale Italiano sindaco
1964 1965 Prof. Sebastiano Fede sindaco
1965 1967 Dr. Vincenzo Verga sindaco
1967 1988 Dr. Nunzio Li Rosi Democrazia Cristiana sindaco
22 giugno 1988 22 gennaio 1992 Manfredi Angelo Lo Blanco Partito Comunista Italiano Sindaco Partito Socialista Italiano[6]
22 gennaio 1992 1992 Dr. Elio Di Prazza Comm. regionale
1992 8 giugno 1993 Avv. Nicolò Lo Giudice Comm. straordinario
8 giugno 1993 1º dicembre 1997 Prof. Manfredi Lo Blanco Partito Democratico della Sinistra sindaco [6]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Ingegn. Massimo Di Grazia Alleanza Nazionale sindaco Alleanza Nazionale-Partito Popolare Italiano-Forza Italia[6]
28 maggio 2002 31 ottobre 2006 Dr. Nunzio Li Rosi Unione di Centro sindaco La Casa dei Licodiani-CCD-CDU(Unione di Centro)-Forza Italia -Liberalsocialisti-Nuova Sicilia[6]
28 novembre 2006 15 maggio 2007 Gaspare Sinatra Comm. straordinario [6]
15 maggio 2007 6 maggio 2012 Dr. Nunzio Li Rosi Movimento per le Autonomie sindaco -succ appoggio esterno La destra-
6 maggio 2012 11 giugno 2017 Giovanni Verga Partito Democratico sindaco Partito Democratico,Popolo delle Libertà(corrente colombe- Alfano,succ.NCD,succ.AP)Rifondazione Comunista
11 giugno 2017 in corso Giovanni Verga Partito Democratico sindaco Parito Democratico-Italia Viva-indipendenti di destra-indipendenti di sinistra

GemellaggiModifica

  •   Santa Pau, comune spagnolo nel quale ha avuto origine la casa regnante dei marchesi Santapau, che governarono Licodia nel Medioevo.
  •   Eubea, isola greca, in relazione alle origini della fondazione di Licodia Eubea.

Infrastrutture e trasportiModifica

Autostrade e strade stataliModifica

FerrovieModifica

SportModifica

Impianti sportiviModifica

La piscina comunale di Licodia Eubea è sita nella zona nuova dell'abitato in viale Regione siciliana ed è di recente costruzione. La struttura è costituita da due vasche, una più piccola e l'altra semi-olimpionica di maggiori misure. Vicino alla piscina comunale è presente il campo sportivo comunale con l'annesso campetto di calcio a 5. Il campo da calcio fu sistemato negli anni settanta con la costruzione delle tribune e degli spogliatoi.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Rocco Pirri, Sicilia sacra disquisitionibus, et notitiis illustrata, Palermo, 1644.
  5. ^ Padre Leonardo Vincenzo Ciavola, Santa Margherita Patrona Principale di Licodia E., Comiso, Tip. M.G.A. Fratelli Baglieri, 1975.
  6. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • S. Correnti - Catania e provincia - Black Line Edizioni, 1986.
  • AA. VV. - Grande Enciclopedia De Agostini, Vol. 13 - Istituto Geografico De Agostini, 1995.
  • C. Verdi, Licodia Sacra: storia, arte e tradizione, 1993;
  • C. Verdi, I Santapau;
  • C. Verdi, Licodia Eubea: notizie, 1981;
  • P. M. Cannizzo: Licodia Eubea: le sue origini e la sua storia nel contesto della storia della Sicilia, 1995;
  • Archeclub d'Italia sede di Licodia: Cenni su Licodia;
  • Archeclub d'Italia sede di Licodia: Castello di Licodia;
  • S. Salomone, Le provincie siciliane studiate sotto tutti gli aspetti ... : Provincia di Catania, Ragonisi, 1884
  • S. Sciorto, Guida di Licodia.
  • Elisa Bonacini, Il territorio calatino nella Sicilia imperiale e tardoromana, British Archeological Reports, International Series BAR S1694, Oxford 2007; ISBN 978-1-4073-0136-5
  • Elisa Bonacini, Il borgo cristiano di Licodia Eubea, Trento 2008; ISBN 978-88-6178-157-3
  • Rocco Pirri, Sicilia sacra diquisitionibus, et notitiis illustrata, Palermo, 1644
  • Marcello Cioè, I Cappuccini in Licodia Eubea, Siracusa, Provincia Frati Cappuccini, 2008
  • Fr. Giovanni Calcara o.p., O Lumen Ecclesiae, Catania, il Garufi, 2014, ISBN 978-88-97966-22-7

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su comune.licodiaeubea.ct-egov.it.  
  • Galleria fotografica, su siciliafotografica.it. URL consultato il 20 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
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