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EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, flavirostris, deriva dal latino e significa "dal becco giallo".

DescrizioneModifica

 
Coppia in un'illustrazione del 1890 a cura di Keulemans: maschio in basso.

DimensioniModifica

Misura 12–14 cm di lunghezza, per un peso di 11,5-21 g e un'apertura alare di 22–25 cm[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelletti dall'aspetto massiccio specialmente sul quarto anteriore, con grossa testa arrotondata, piccolo becco conico, ali appuntite e coda allungata e dalla punta forcuta: nel complesso, l'aspetto è molto simile a quello dei giovani dell'affine fanello comune, rispetto al quale questi uccelli mancano di gran parte del rosso corporeo.

Il piumaggio è di colore bruno su tutto il corpo, uniforme e tendente al nocciola su sopracciglio, guance e gola (grande differenza col fanello comune, che presenta gola bianca, e dato utile per distinguere le due specie), più scuro su fronte e calotta, tendente al nerastro su ali e coda e fulvo screziato di bruno scuro su dorso, petto e fianchi, mentre il ventre è biancastro, così come dello stesso colore sono la gola e gli orli delle copritrici alari. Nei maschi il codione è di colore rosa, più acceso durante il periodo degli amori, unico ma distintivo segno di dimorfismo sessuale assieme al becco, che nei maschi in amore (come intuibile dal nome scientifico) è giallo con punta nerastra, mentre nelle femmine rimane di color carnicino. In ambedue i sessi le zampe sono di colore carnicino-nerastro e gli occhi sono di colore bruno scuro.

BiologiaModifica

 
Esemplare nel Northumberland.

Si tratta di uccelli dalle abitudini diurne, i quali passano la maggior parte della giornata in movimento alla ricerca di cibo e acqua, tenendosi prevalentemente fra i cespugli o le fronde degli alberi e tenendosi in contatto mediante richiami metallici e ronzanti. Moderatamente gregarie all'infuori della stagione riproduttiva, quando si muovono in piccoli stormi (talvolta in associazione con altre specie affini, come lo zigolo delle nevi e l'allodola golagialla), i fanelli nordici tendono a divenire territoriali verso sera, coi maschi che difendono i posatoi ai quali questi uccelli tendono a fare ritorno per passare la notte[4].

AlimentazioneModifica

Il fanello nordico si nutre principalmente di piccoli semi, boccioli e infiorescenze, perlopiù di ginepro, betulla e ontano[3]: questa dieta essenzialmente granivora diviene parzialmente insettivora durante il periodo degli amori, quando il fabbisogno energetico si incrementa notevolmente.

RiproduzioneModifica

La stagione degli amori va da aprile ad agosto: si tratta di uccelli rigidamente monogami, coi maschi che attirano la potenziale compagna competendo fra loro in gare canore ed effettuando voli sfarfallanti di corteggiamento.

Il nido, a forma di coppa, viene costruito al suolo o a poca altezza sotto un cespuglio o fra le rocce, nascosto fra la vegetazione e generalmente nei pressi di una fonte d'acqua: esso viene costruito dalla sola femmina intrecciando rametti e fibre vegetali e foderando l'interno con lanugine. Generalmente il fanello nordico è un nidificatore solitario, tuttavia sono stati osservati casi di piccole colonie costituite anche da una quindicina di nidi a distanza ravvicinata[3].
All'interno del nido la femmina depone 4-7 uova (generalmente 5) di colore azzurrino con rade maculature bruno-rossicce, che provvede a covare da sola per circa due settimane. I pulli, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono accuditi da ambedue i genitori e sono in grado d'involarsi attorno alle tre settimane di vita: tuttavia, essi tendono a rimanere presso il nido ancora per almeno un altro paio di settimane, chiedendo sporadicamente l'imbeccata ai genitori (che solitamente stanno portando avanti una seconda covata), prima di allontanarsene del tutto e disperdersi.

Distribuzione e habitatModifica

 
Esemplare al suolo in Germania.
 
Esemplare si nutre nella neve nei Paesi Bassi.

Il fanello nordico presenta areale paleartico, che comprende gran parte dell'Asia Centrale e dell'Europa centro-settentrionale: la specie è residente solo nell'area del Caucaso, Afghanistan ed in Turkestan settentrionale e orientale, mentre nell'area fra il Mar Caspio ed il Pamir questi uccelli sono visitatori invernali, così come lo sono in Anatolia, Europa Centrale e Scandinavia meridionale, mentre le popolazioni europee durante l'estate nidificano nel nord dell'Inghilterra, in Scozia ed in Norvegia sud-occidentale. In Italia il fanello nordico è una specie rarissima ed accidentale, con una ventina di avvistamenti nell'ultimo secolo[4].

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree aperte pianeggianti con presenza di copertura prativa e di aree cespugliose o boschive: durante l'estate essi si spostano in aree più rocciose per la nidificazione, mentre durante l'inverno tendono a frequentare le aree costiere[3][4].

SistematicaModifica

Se ne conoscono nove sottospecie[2]:

in passato venivano riconosciute anche le sottospecie bensonorum delle Ebridi Esterne (sinonimizzata con pipilans) e pamirensis degli Alaj (sinonimizzata con montanella)[2][3]: la sottospecie montanella presenta una certa variazione cromatica intraspecifica, che porterebbe alcuni autori a differenziarne le popolazioni dell'area di Skardu (L. f. baltistanicus) e di Kashgar (L. f. pallescens), mentre secondo altri tale grande variazione nell'ambito di una popolazione darebbe motivo di accorpare le sottospecie kirghizorum e altaica a korejevi[3].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Linaria flavirostris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ a b c d e f (EN) Twite (Linaria flavirostris), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 4 maggio 2017.
  4. ^ a b c Cova, C., Atlante Degli Uccelli Italiani, Ulrico Hoepli, 1969.

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Collegamenti esterniModifica

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