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Linea Tranviaria Rapida
Lrt linea 6 metro napoli.jpg
Una stazione della Linea 6, già LRT
CittàNapoli
Chiusuramai entrata in servizio
Vecchi gestoriATAN
Tipotranvia
Alimentazione750 V c.c.
Scartamentoordinario
Trasporto pubblico

La Linea Tranviaria Rapida (LTR) era un'infrastruttura progettata negli anni ottanta per l'integrazione della rete tranviaria di Napoli mediante la costruzione di una tratta sotterranea.

Il progetto, realizzato solo in parte, fu successivamente convertito nella linea 6 della metropolitana.

Indice

StoriaModifica

Quale tentativo di rilanciare ciò che restava della rete tranviaria napoletana, fortemente ridimensionata nel secondo dopoguerra, da poco orfana della tratta per Barra-Borrelli a causa del terremoto dell'Irpinia del 1980 e penalizzata dalla promiscuità con il traffico automobilistico, nel 1981 venne presentato il progetto di massima per una "Linea Tranviaria Rapida"[1], consistente nella realizzazione di sedi riservate e tratte sotterranee, così da aumentare la velocità commerciale del servizio.

Nonostante si prevedesse di iniziare i lavori di costruzione nel 1982 e di completarli in 5 anni[2], la mancanza di finanziamenti portò a un rinvio dell'opera; nel 1984 si propose di iniziare con la costruzione della sola tratta centrale, la galleria da piazza Municipio a piazza Vittoria)[1], ma anche tale opera, che avrebbe consentito di abbandonare la tratta più congestionata dell'esistente rete tranviaria, non venne finanziata.

La programmazione dei mondiali di calcio del 1990 consentì di disporre delle risorse economiche necessarie a costruire la tratta occidentale, totalmente in galleria, da Piedigrotta (in corrispondenza con la stazione Mergellina) a viale Augusto, con la fermata intermedia di Lala, consentendo nei piani di allora un rapido accesso allo stadio San Paolo, tratta che venne cantierizzata[3].

 
Tunnel allagato della LTR nel complesso della galleria borbonica (2017)

Paradossalmente, l'avvio dei cantieri causò la soppressione del percorso tranviario interno di Fuorigrotta sulla direttrice via Cumana-via Lepanto-via Giambattista Marino, penalizzando fortemente l'infrastruttura tranviaria che si era inteso potenziare. La tratta venne costruita rapidamente, e nel maggio 1990 iniziò il preesercizio con 6 elettromotrici, a cui tuttavia non seguì mai l'esercizio regolare: il previsto avvio del servizio fu impedito dalla mancata autorizzazione da parte dell'USTIF, che ravvisò l'assenza di alcuni requisiti di sicurezza[4].

Particolare rimarchevole considerate le finalità dei finanziamenti, la fermata di piazzale Tecchio, presso lo stadio, non venne costruita per non penalizzare la viabilità della zona[5]

L'intero progetto della LTR venne successivamente abbandonato: la tratta già costruita fu inclusa nel progetto di una nuova linea di metropolitana leggera, totalmente sotterranea, inaugurata nel 2007 come linea 6.

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
 
piazzale Tecchio (staz. Mostra SEPSA)
 
viale Augusto
 
piazza Italia
 
Piedigrotta (staz. Mergellina FS)
 
Torretta
 
 
Santa Maria in Portico
 
San Pasquale a Chiaia
 
Vittoria
 
 
Monte di Dio (Funicolare Centrale)
 
San Ferdinando
 
San Giacomo
 
Beverello
 
 
Porta di Massa
 
Duomo
 
Carmine (staz. Circumvesuviana)
 
 
Via Lucci
 
 
Gianturco
 
 
Marina del Giglio
 
 
 
San Giovanni a Teduccio
 
Aubry
 
Repubbliche Marinare
 
Sirena
 
Barra
 
A3
 
 
 
Volpicelli
 
Toscano
 
 
 
Argine Ovest
 
Maranda
 
Stazione di Botteghelle Botteghelle
 
Villani
 
Argine Est
 
Ponticelli
 
Ottaviano
 
Parco Vesuvio
 
Stazione di Bartolo Longo Bartolo Longo
 
Mastellone

Ipotizzata fin dall'origine a scartamento ordinario, per consentire l'interoperabilità con la preesistente rete tranviaria, la LTR fu progettata secondo le norme in vigore già all'epoca, che impongono il valore standard della tensione di alimentazione per questo tipo di infrastrutture a 750 V.

Il traffico sarebbe stato conseguentemente misto, con esercizio nel tratto sotterraneo assistito da segnalamento e incarrozzamento a raso da banchine sopraelevate e marcia a vista su sede stradale con servizio effettuato alle normali fermate tranviarie.

PercorsoModifica

Secondo il progetto iniziale, la LTR avrebbe avuto 26 fermate, di cui 7 in galleria e 5 stazioni, di cui 3 in galleria; la linea avrebbe avuto una lunghezza complessiva di 17,428 km, dai quartieri occidentali (Fuorigrotta) a quelli orientali (Ponticelli)[6].

Risultavano peraltro previste anche ulteriori espansioni, verso ovest in direzione di Soccavo, un anello nella zona di Ponticelli, e una diramazione verso piazza Garibaldi, per un totale di 35 fermate. - la fermata di piazzale Tecchio, presso lo stadio, non venne costruita per non penalizzare la viabilità della zona[5].

Materiale rotabileModifica

Per l'esercizio della LTR furono ordinate nel 1989[7] dodici elettromotrici articolate a due casse Firema tipo T 67, strettamente derivate da quelle T 67 A realizzate nel medesimo periodo per la metropolitana di Genova.

Lunghi 23,6 metri, tali rotabili subirono un'evoluzione progettuale che portò ad abbandonare alcune soluzioni inizialmente previste quali la presa di corrente ad asta e rotella e l'adozione di scalini retrattili per il servizio sulla rete di superficie[8][9].

Le prime sei elettromotrici calate nella galleria sotto viale Augusto a maggio 1990[8] ma conseguentemente al mancato avvio del servizio le restanti sei in corso di fornitura rimasero presso lo stabilimento del costruttore in attesa di decisioni[10].

NoteModifica

  1. ^ a b Mazzuolo, p. 685.
  2. ^ Mazzuolo,  p. 686.
  3. ^ Tutto Treno, nº 10, maggio 1989, p. 7.
  4. ^ Antonio Bertagnin, Napoli, segnale rosso per la LTR, in Tutto Treno, n. 25, ottobre 1990, p. 7.
  5. ^ a b M. Cruciani e R. Zannotti, Mondiale un anno dopo - 2, op. cit.
  6. ^ Mazzuolo,  p. 684.
  7. ^ Notizia su I Treni, n. 92, aprile 1989, p. 9.
  8. ^ a b M. Carugati, Tram rapido a Napoli, op. cit.
  9. ^ Notizia su I Treni, n. 95, luglio 1989, p.6.
  10. ^ Notizia su I Treni, n. 110, dicembre 1990, p. 8.

BibliografiaModifica

  • Guido Mazzuolo, La linea tranviaria rapida a Napoli. Sintesi del progetto, in Ingegneria Ferroviaria, ottobre 1984, pp. 680–685.
  • Marcello Cruciani e Roberto Zannotti, Mondiale un anno dopo - 2, in I Treni, n. 117, luglio 1991, p. 22.
  • Riccardo Carugati, Tram rapido a Napoli, in "I Treni" n. 106, luglio 1990, pp. 31–33.

Voci correlateModifica