Pro-drop

lingua in cui l'espressione del soggetto è generalmente facoltativa
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In linguistica, il termine "pro-drop" indica un parametro molto rilevante, in particolare nell'ambito della grammatica generativa, per distinguere le varie lingue dal punto di vista della tipologia.[1]

Il termine deriva dall'inglese pronoun dropping. Una lingua pronoun dropping è una lingua 'che lascia cadere il pronome'.

In particolare, si distingue tra:[2]

  • lingue pro-drop (o "a soggetto nullo"), come il latino, lo spagnolo, l'italiano, il portoghese, il romeno ecc.
    • nelle lingue pro-drop, l'espressione del soggetto argomentale è facoltativa (ad es. ego sum pauper, (ego) nihil habeo; (yo) me quedo aquí; (tu) chi sei?), mentre quella del soggetto non argomentale (come nel caso dei verbi atmosferici, tipicamente privi di argomento, cioè zerovalenti) è impossibile (ad es. Ø llueve, Ø piove).
  • lingue non-pro-drop (o "a soggetto obbligatorio"), come il francese, il russo e l'inglese.
    • nelle lingue non-pro-drop, il soggetto va sempre espresso (je bois, tu bois o I drink, you drink, francese e inglese per '(io) bevo', '(tu) bevi'), anche quando non argomentale (il pleut, it rains, 'piove').
  • lingue a soggetto quasi obbligatorio, come il tedesco e altre lingue germaniche.
    • in queste lingue, il soggetto argomentale è obbligatorio (anche nel caso di es regnet = "piove"), mentre quello non argomentale è facoltativo in alcuni contesti.

Restando al caso dei verbi atmosferici, come per le lingue non-pro-drop non è possibile omettere il soggetto non argomentale (il, it, es ecc., detti "pronomi espletivi", cioè privi di referente), così per le lingue pro-drop non è possibile inserirlo (*esso piove).[3]

La presenza di pronomi espletivi è caratteristica anche di frasi come It is great to be here, mentre nella versione italiana tale presenza risulterebbe agrammaticale (*Esso è bello essere qui).[3]

In generale, sembra esistere un collegamento tra lingue dotate di morfologia verbale forte e "caduta" del soggetto, perché il soggetto facoltativo può appunto essere facilmente recuperato dalla morfologia del verbo.[4] Ad esempio, mentre in italiano l'indicativo presente è caratterizzato da sei desinenze diverse (cioè una per ciascuna persona: -o, -i, -a/-e, -iamo, -ate/-ete/-ite, -ano/-ono), in inglese solo la terza persona singolare ha una marca specifica (il presente del verbo to have, 'avere', è: I have, you have, he/she has, we have, you (guys) have, they have; nel past simple anche quella singola marca scompare: I had, you had, he had ecc.).[5] Quindi, la desinenza -iamo dell'indicativo presente in italiano restituisce facilmente la prima persona plurale, anche quando il soggetto noi non è espresso. In inglese, viceversa, l'espressione del soggetto è essenziale, perché le forme verbali sono generalmente poco distinguibili. Quanto al francese, pur se non omografe, molte forme verbali sono omofone (in particolare, la prima, la seconda, la terza e la sesta persona di vari tempi), per cui la mancata espressione del soggetto renderebbe scarsamente comprensibile la forma verbale (ad esempio, il condizionale presente del verbo presenta diverse forme omofone: j'aimerais, tu aimerais, il/elle aimerait, ils aimeraient).[6]

NoteModifica

  1. ^ Rosanna Sornicola, «Alcune strutture con pronome espletivo nei dialetti italiani meridionali», in Italiano e dialetti nel tempo. Saggi di grammatica per Giulio C. Lepschy, a cura di Paola Benincà et al., Bulzoni editore, Roma.
  2. ^ Lemma soggetto sulla Enciclopedia dell'Italiano Treccani.
  3. ^ a b Marco Svolacchia, La nozione di soggetto e la specificità della sintassi, su uniroma3.it.
  4. ^ Lemma linguistica tipologica in Enciclopedia Italiana - V Appendice (1993), Treccani.
  5. ^ (EN) Olaf Koeneman e Hedde Zeijlstra, Morphology and Pro Drop.
  6. ^ Charmaine Lee, Linguistica romanza, Roma, Carocci, 2017, p. 72, ISBN 978-88-430-8275-9.

Voci correlateModifica

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