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Mocheno
Bersntoler sproch
Parlato inItalia
Locutori
Totale1860
Altre informazioni
ScritturaLatina (in precedenza Fraktur e Sütterlin)
Tassonomia
FilogenesiIndoeuropee
 Germaniche
  Occidentali
   Tedesco
    Alto-tedesco
     Bavarese
      Höchbairisch
       Mocheno
Statuto ufficiale
Ufficiale inprotetto in provincia di Trento
Regolato danessuna
Codici di classificazione
ISO 639-1de
ISO 639-2ger
ISO 639-3mhn (EN)
Glottologmoch1255 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
il Padre Nostro

Voter inger en himbl, gahailegt kimmp der dai’ Nu’m, der dai’ raich schellt kemmen, der dai’ billn schellt tschechen, en himbl abia as de eart. S proat van òllto gib ins hait. Ont vargib ins de inger schuld, abia aa biar vargem sa en de ingern schuldeger. Tua’ ins nèt varviarn,

over moch ins vrai van tschlècht

La lingua mòchena (in mocheno bersntoler sproch) è una lingua di origine germanica, parlata nei tre comuni siti nel versante orientale della omonima valle dei Mòcheni (Bersntol) o "del Fersina" (Fersental) in provincia di Trento: Fierozzo (Vlarotz), Frassilongo (Garait) e Palù del Fersina (Palai en Bersntol).

Indice

EtimologiaModifica

Il termine "mòcheno" è un esoetnico, ossia un nome attribuito ad un gruppo di persone da altri esterni a tale gruppo; i mòcheni, infatti, non si sono mai definiti tali. Popolarmente, il termine veniva ricondotto al verbo mòchen ("fare"), secondo uno schema comune per cui un gruppo di persona viene chiamata con una frase tipica del suo parlato (come accade ad esempio anche con i "vucumprà"). Si tratta però di una paretimologia: il termine "mòcheno" è infatti da ricondurre ad un gruppo di vocaboli indicanti, generalmente in senso dispregiativo, gli abitanti della montagna di lingua tedesca, come mòch in Val di Fassa, much in Veneto e Friuli, e tamocco in Alto Adige; etimologicamente, risalgono tutti ad un termine indicante il proprietario di un maso[1]. Tutti questi termini derivano dalla parola del medio alto tedesco (tra 1050 e 1350) "der mocke", usata per indicare "persone rozze e incolte"[2].

StoriaModifica

Sembra essere una diretta derivazione dell'alto tedesco antico importato nel Medioevo, alla fine del XIII secolo. L'origine sembra vada fatta risalire ad un'immigrazione di coloni tedeschi, chiamati dai signori feudali di Pergine allo scopo di rendere produttiva una zona fino ad allora scarsamente antropizzata. Tale immigrazione non rappresentò un fatto isolato, trovando corrispondenza in analoghi fenomeni documentati per altre località della Valsugana e, più in generale, per tutto il Trentino orientale.

Dopo la repressione dell'epoca fascista, con la proibizione dell'uso della lingua germanica, e dopo il disinteresse del secondo dopoguerra, solo a partire dagli anni sessanta si è avuta una lenta rivalutazione di questa e delle altre minoranze linguistiche presenti nell'ambito della provincia di Trento. La lingua è ufficialmente riconosciuta con la legge provinciale del 1987 che sancisce la nascita dell'Istituto culturale mòcheno - cimbro[3].

DiffusioneModifica

Sono state censite 2.278 persone parlanti nel 2001[4], mentre nel 2011 il numero è sceso a 1.660[5].

Caratteristiche e tutelaModifica

Il mocheno non va confuso col cimbro, lingua peraltro di origini affini, parlata in un'area del Trentino (a Luserna) e in parte nelle province di Vicenza, Verona e Belluno (nel Cansiglio). Dal 2004 l'Istituto che cura la conservazione, lo sviluppo della lingua e della cultura mòchena si è distaccato dall'analoga istituzione che opera a Luserna per il cimbro.

La lingua mochena è oggetto di protezione e diffusione culturale da parte dell'Istituto culturale mocheno (Bersntoler Kulturinstitut).

Esempio di testoModifica

Questo il testo del Padre nostro:

(MHN)

«Voter inger en himbl,
gahailegt kimmp der dai’ Nu’m,
der dai’ raich schellt kemmen,
der dai’ billn schellt tschechen,
en himbl abia as de eart.
S proat van òllto gib ins hait.
Ont vargib ins de inger schuld,
abia aa biar vargem sa en de ingern schuldeger.
Tua’ ins nèt varviarn,
over moch ins vrai van tschlècht.»

(IT)

«Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome.
Venga il tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo, così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non indurci in tentazione,
ma liberaci dal male.»

(Voter inger[6])

NoteModifica

  1. ^ Cognola, Molinari, pp. 26-27.
  2. ^ Per una nuova etimologia di mòcheno, J. Casalicchio, F. Cognola, Bersntoler Kulturinstitut, 19.Settembre/Leistagst 2016 Anno X, n. 19, pp. 6.
  3. ^ Descrizione dettagliata della comunità dei Mocheni della Valle del Fersina/Bersntolar - Isole linguistiche, su www.isolelinguistiche.it. URL consultato il 30 luglio 2018.
  4. ^ Bernstol: La situazione attuale - dati censimento linguistico effettuato dalla Provincia autonoma di Trento nel 2001 Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.
  5. ^ Servizio statistica della Provincia Autonoma di Trento, 15º Censimento della popolazione e delle abitazioni Rilevazione sulla consistenza e la dislocazione territoriale degli appartenenti alle popolazioni di lingua ladina, mòchena e cimbra (PDF), su statistica.provincia.tn.it.
  6. ^ Christian Prezzi (a cura di), Isole di cultura (PDF), Luserna, Comitato Unitario delle Isole Linguistiche Storiche Germaniche in Italia / Centro Documentazione Luserna, 2004, p. 292, SBN IT\ICCU\CFI\0645031.

BibliografiaModifica

  • Federica Cognola e Evelina Molinari, Sòtzlear 1 - Introduzione ragionata alla sintassi del mòcheno, Istituto Culturale Mocheno, 2016.

Voci correlateModifica

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