Lionel Dunsterville

Lionel Dunsterville Dunsterville (Losanna, 9 novembre 1865Torquay, 18 marzo 1946) è stato un militare britannico che guidò la Dunsterforce attraverso gli attuali Iraq e Iran verso il Caucaso e Baku, durante la prima guerra mondiale.[1][2]

Lionel Dunsterville
LCDunsterville.jpg
NascitaLosanna, 9 novembre 1865
MorteTorquay, nel Devon, Inghilterra, 18 marzo 1946
Dati militari
Paese servitoRegno Unito Regno Unito
Forza armataBritish Indian Army
GradoMaggior generale
BattagliePrima guerra mondiale
Comandante diDunsterforce
DecorazioniOrdine del Bagno
Ordine della Stella d'India
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Primi anni di vitaModifica

Lionel Charles Dunsterville nacque a Losanna, in Svizzera, il 9 novembre 1865. Andò a scuola con Rudyard Kipling e George Charles Beresford[3] all'United Services College,[4] una scuola pubblica in seguito assorbita dall'Haileybury e dall'Imperial Service College, che preparava i giovani britannici alle carriere nell'esercito di Sua Maestà. Servì come ispirazione per il personaggio "Stalky" nella raccolta di storie scolastiche Stalky & Co di Kipling.[2][5] Era anche lo zio di HD Harvey-Kelly, il primo pilota del Royal Flying Corps ad atterrare in Francia durante la prima guerra mondiale.[6]

Carriera militareModifica

Dunsterville fu arruolato nell'esercito britannico come tenente nel reggimento del Sussex il 23 agosto 1884.[7][8] In seguito si trasferì nell'esercito indiano, fu promosso a capitano il 23 agosto 1895 e prestò servizio sulla frontiera nord-occidentale e nel Waziristan.[9][10] Come ufficiale di stato maggiore delle ferrovie prestò servizio in Cina[9] durante la Ribellione dei Boxer 1900–1902, per la quale fu menzionato nei dispacci (dal maggiore generale O'Moore Creagh, comandante delle forze britanniche in Cina dopo la fine delle principali ostilità),[11] e fu promosso a Maggiore il 23 agosto 1902.[12]

Nella prima guerra mondiale Dunsterville ricoprì un incarico in India. Alla fine del 1917 l'esercito nominò il maggiore generale Dunsterville per guidare una forza alleata (Dunsterforce) di meno di 1.000 truppe australiane, britanniche, canadesi e neozelandesi,[13][14] provenienti dai fronti mesopotamici e occidentali, accompagnate da autoblindo, da Hamadan nei monti Zagros della Persia per circa 350 km attraverso la Persia dei Qajar.[8] La sua missione partì da Baghdad nel gennaio 1918, con l'obiettivo di raccogliere informazioni, addestrare e comandare le forze locali e prevenire la diffusione della propaganda tedesca.[15][16][17] Sulla strada per Enzeli, sulla costa persiana del Caspio,[8] combatté anche Mirza Kuchik Khan e le sue forze Jangali a Manjil.[18][19]

Dunsterville fu incaricato di rafforzare la difesa del giacimento petrolifero chiave e del porto di Baku (nell'attuale Azerbaigian), tenuti dal 26 luglio 1918[20] dalla Dittatura antisovietica Centrocaspiana.[21] Il personale della Dunsterforce arrivò a Baku il 16 agosto 1918.[22] Tuttavia, gli inglesi e i loro alleati dovettero abbandonare Baku il 14 settembre 1918 di fronte all'assalto di 14.000 truppe turo-azere,[23] che presero la città il giorno successivo. Gli alleati ripresero il controllo di Baku entro due mesi a seguito dell'armistizio ottomano del 30 ottobre 1918.[24]

Promosso a maggiore generale nel 1918, Dunsterville morì nel 1946 a Torquay, nel Devon, in Inghilterra.[25]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Dunsterville, Lionel Charles (1865–1946), army officer and literary prototype, su Oxford Dictionary of National Biography. URL consultato il 31 dicembre 2021.
  2. ^ a b (EN) Dunsterforce in the Caucasus | National Army Museum, su nam.ac.uk. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  3. ^ (EN) Leonee Ormond, KIM by Rudyard Kipling, Macmillan International Higher Education, 11 novembre 1988, p. 2, ISBN 978-1-349-09414-1. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  4. ^ Kipling-Dunsterville Papers - Archives Hub, su archiveshub.jisc.ac.uk. URL consultato il 10 gennaio 2022.
    «Lionel Charles Dunsterville (1865-1946) was a contemporary and close friend of Rudyard Kipling (1865-1936), the author, at the United Services College»
  5. ^ Eugenio Gara, «Stalky». In: Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi, Vol. XI (Personaggi), p. 965, Milano: RCS libri, 2005, ISSN 1825-7887 (WC · ACNP) WC · ACNP
  6. ^ Stalky's Adventures. da Dunsterville, Major-General L. C: (1928) | Raptis Rare Books, ABAA/ ILAB, su abebooks.it. URL consultato il 10 gennaio 2022.
    «[...] was also uncle to H.D. Harvey-Kelly, the first Royal Flying Corps pilot to land in France in during the First World War»
  7. ^ (EN) Hart's Annual Army List, Militia List, and Imperial Yeomanry List, J. Murray., 1888, p. 284. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  8. ^ a b c (EN) L. L. Dunsterville, Stalky's Reminiscences, Read Books Ltd, 14 luglio 2020, ISBN 978-1-5287-6119-2. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  9. ^ a b Nico Mastropietro, Filippo De Filippi esploratore in Asia centrale. Il carteggio con Marc Aurel Stein (1911-1938), Lulu.com, p. 58, ISBN 978-1-291-20625-8. URL consultato il 10 gennaio 2022.
    «Lionel Charles Dunsterville (1865-1946). Prestò servizio in Waziristan, sulla North-West Frontier (India) ed in Cina.»
  10. ^ Who's Who - Lionel Dunsterville, su firstworldwar.com.
  11. ^ Page 7532 - Issue 27497, 21 November 1902 - London Gazette - The Gazette, su thegazette.co.uk. URL consultato il 31 dicembre 2021.
    «Of the services of Majors Dunsterville, Indian Staff Corps»
  12. ^ Page 7245 - Issue 27495, 14 November 1902 - London Gazette - The Gazette, su thegazette.co.uk. URL consultato il 31 dicembre 2021.
    «INDIAN STAFF CORPS. Majors 'to be Lieutenant-Colonels [..] Lionel Dunsterville»
  13. ^ (EN) World War I, PediaPress. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  14. ^ (EN) Jack Holroyd e William Langford, The Great War Illustrated - 1918: Archive and Colour Photographs of WWI, Casemate Publishers, 30 marzo 2018, ISBN 978-1-4738-8167-9. URL consultato il 10 gennaio 2022.
    «Lionel Dunsterville, was appointed to lead an Allied force of 1,000 Australian, British, Canadian and New Zealand troops»
  15. ^ (EN) Timothy C. Winegard, The First World Oil War, University of Toronto Press, 1º gennaio 2016, p. 133, ISBN 978-1-4875-0073-3. URL consultato il 10 gennaio 2022.
    «[...] for the prevention of the spreading of German propaganda to Afghanistan»
  16. ^ (EN) A. J. Plotke, Imperial Spies Invade Russia: The British Intelligence Interventions, 1918, Greenwood Press, 1993, ISBN 978-0-313-28611-7. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  17. ^ (EN) Audrey L. Altstadt, The Azerbaijani Turks: Power and Identity Under Russian Rule, Hoover Institution Press, Stanford University, 1992, ISBN 978-0-8179-9182-1. URL consultato il 31 dicembre 2021.
  18. ^ Lionel Dunsterville Diary, su gwpda.org. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  19. ^ (EN) Charles Townshend, When God Made Hell: The British Invasion of Mesopotamia and the Creation of Iraq, 1914-1921, Faber & Faber, 21 ottobre 2010, p. 420, ISBN 978-0-571-26949-5. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  20. ^ Dunsterville, Lionel Charles, The adventures of Dunsterforce, su archive.org, E. Arnold., 1920, p. 207.
  21. ^ (EN) Spencer Tucker e Priscilla Mary Roberts, World War I: A Student Encyclopedia, ABC-CLIO, 2006, p. 603, ISBN 978-1-85109-879-8. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  22. ^ (EN) Ernest Tucker, The Middle East in Modern World History, Routledge, 30 gennaio 2019, p. The Dunsterforce landed in Baku on August 16, just in time to prepare for battle with the Army of Islam on August 26, ISBN 978-1-351-03168-4. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  23. ^ (EN) Damien Wright, Churchill's Secret War With Lenin: British and Commonwealth Military Intervention in the Russian Civil War, 1918-20, Helion and Company, 27 luglio 2017, p. 437, ISBN 978-1-913118-11-2. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  24. ^ (EN) Jack Holroyd e William Langford, The Great War Illustrated - 1918: Archive and Colour Photographs of WWI, Casemate Publishers, 30 marzo 2018, ISBN 978-1-4738-8167-9. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  25. ^ (EN) The Kipling Journal; the Organ of the Kipling Society, Kipling society, 1983. URL consultato il 10 gennaio 2022.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN29117511 · ISNI (EN0000 0001 1563 9251 · LCCN (ENno95037791 · GND (DE1137873639 · BNE (ESXX4758503 (data) · J9U (ENHE987007283323405171 · WorldCat Identities (ENlccn-no95037791