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Lira italiana

valuta italiana dal 17 marzo 1861 al 1° gennaio 2002
Lira italiana
500 lire Caravelle (diritto).gif
Diritto dalla moneta da 500 del 1957
Lire 50000 (Bernini).JPG
Diritto e rovescio della banconota da 50 000 lire del 1992
Codice ISO 4217ITL
Statibandiera Regno d'Italia
Italia Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
bandiera Territorio Libero di Trieste
Italia Italia
San Marino San Marino
Città del Vaticano Città del Vaticano
SimboloL.
FrazioniCentesimo
Monete1, 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500, 1000 (dal 1946)
Banconote50, 100, 500, 1000, 2000, 5000, 10 000, 50 000, 100 000, 500 000 (dal 1946)
Entità emittenteBanconote:Banca Nazionale nel Regno d'Italia (1861-1893)[1]
Banca d'Italia[2]
Monete:Ministero dell'economia e delle finanze
Periodo di circolazione17 marzo 1861[3] - 28 febbraio 2002
Sostituita daEuro dal 1º gennaio 2002
Tasso di cambio1 EUR = 1936,27 ITL (31 dicembre 1998)
Fu agganciata al franco fino alla Prima guerra mondiale
Lista valute ISO 4217 - Progetto Numismatica

La lira (simbolo: L., comunemente anche o LIT) è stata la valuta italiana dal conseguimento dell'unità nazionale nel 1861 fino all'introduzione dell'euro, cessando definitivamente di avere corso legale il 28 febbraio 2002.

La parola italiana lira deriva sia da quella greca litra (λίτρα) che da quella latina libra; i due nomi esprimono entrambi un'unità di misura di massa[4].

Indice

StoriaModifica

Lira Tron
 
Nicolò Tron sotto tre foglie su ramo. Intorno: "TRONVS ★ DVX NICOLAVS" Leone di San Marco con vangelo in corona. Intorno "SANCTVS MARCVS"
1472, argento 948‰, 6,43 g

La lira in ItaliaModifica

Nel Medioevo con la riforma monetaria carolingia Carlo Magno pose a riferimento del nuovo sistema monetale la lira, o libbra, corrispondente a 408 g d'argento ed equivalente a 240 denari o 20 soldi[5]. Nel Sacro Romano Impero, di cui faceva parte anche l'Italia, non furono coniate monete dal valore di una lira fino al 1472 quando a Venezia, sotto il dogato di Nicolò Tron, venne coniato per la prima volta un pezzo da 20 soldi chiamato Lira Tron.

Le lire cominciarono quindi a diffondersi in tutta Italia e già nel 1474 a Milano il duca Galeazzo Maria Sforza fece coniare una moneta d'argento da una lira. Altre monete dal valore di una lira vennero coniate anche nel 1498 nella Repubblica di Genova, nel 1539 nel Ducato di Firenze, nel 1561 nel Ducato di Savoia, tra il 1575 e il 1621 nel Ducato di Mantova, nel 1611 nel Ducato di Modena e nel 1655 a Bologna[6].

La lira napoleonicaModifica

5 lire
 
Testa di Napoleone, intorno "NAPOLEONE IMPERATORE E RE". Sotto il collo lume, data, e il simbolo di zecca. Stemma del Regno d'Italia, intorno "REGNO D'ITALIA 5 • LIRE"
1812, argento 900‰, 25 g

Nel 1805 con l'instaurazione del Regno d'Italia da parte di Napoleone Bonaparte anche in Italia venne adottato il sistema monetale decimale bimetallico già usato in Francia[6]. il sistema si basava su due monete coniate per la prima volta in italia, in quella che era la Repubblica Subalpina, qui infatti per un decreto del 13 marzo 1801 nella zecca di Torino vennero coniate alcune monete da 20 franchi e da 5 franchi. Quella da 20 franchi, coniata per commemorare la battaglia di Marengo, era composta da oro 900‰, pesava 6,45 g e aveva un diametro di 21 mm; quella da 5 franchi invece era in argento 900‰, pesava 25 g e aveva un diametro di 37 mm[7]. Seguendo questo sistema nel Regno d'Italia Napoleone decise la coniazione di alcune lire che cominciò nel 1807 nelle zecche di Milano, Bologna e Venezia dove vennero coniate monete da 40, 5 e 2 lire e da 1, 3 e 5 centesimi di rame. L'anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire d'oro e da 1 lira, 10, 25, 50 e 75 centesimi d'argento. La lira napoleonica era quindi la versione locale del franco francese, cui corrispondeva perfettamente per forma, peso e valore, come il franco la lira era in argento 900‰, pesava 5 g e aveva un diametro di 23,5 mm[8].

In modo analogo anche nel Regno delle Due Sicilie, che di fatto comprendeva solo il Regno di Napoli, governato da Gioacchino Murat fu introdotta la monetazione decimale. La lira delle Due Sicilie venne coniata tra il 1812 e 1813 ed era divisa in monete da: 3, 5 e 10 centesimi e ½, 1, 2, 5, 20, 40 lire[9].

Dopo la fine del Regno d'Italia nel 1814, la lira rimase presente solo nel Ducato di Parma e nel Regno di Sardegna. La lira di Parma venne introdotta dalla duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, seconda moglie di Napoleone, che emise tagli delle monete da 1, 3, 5, 25, 50 centesimi e 1, 2, 5, 20 e 40 lire[10], mentre della lira sabauda introdotta da Vittorio Emanuele I di Savoia vennero coniate anche monete d'oro da 10, 50, 80 e 100 lire[11].

Le lire risorgimentaliModifica

5 lire
 
"REPUBBLICA VENETA ★ 22 MARZO 1848 ★". Leone di San Marco andante. "UNIONE ITALIANA" intorno ad una corona di alloro e quercia, "5 LIRE" nel campo.
1848, argento 900‰, 25 g

Sulla scia della primavera dei popoli il 18 marzo 1848 ebbero luogo nel Regno Lombardo-Veneto le cinque giornate di Milano che si conclusero il 22 marzo 1848 con la costituzione del Governo provvisorio di Milano, poi trasformato nel Governo provvisorio di Lombardia. Il nuovo governo lombardo il 27 maggio 1848 emise un decreto con il quale autorizzava la coniazione di una serie di monete dal valore di 5, 20 e 40 lire italiane che per composizione, peso e diametro erano uguali alle lire sabaude . Le 5 lire italiane vennero coniate nella zecca di Milano con una tiratura di 120 306 pezzi ed erano composte da argento 900‰, mentre le 20 e le 40 lire, coniate rispettivamente in 4 593 e 5 875 esemplari, erano in in oro 900‰. Oltre a queste monete furono anche sviluppati dei progetti riguardanti le monete da 1 e 2 lire delle quali furono coniati pochi esemplari in stagno zinco rame e mistura d'argento[12][13][14]. Il 6 agosto dello stesso anno, una volta caduto il governo provvisorio, le autorità austriache dichiararono queste monete fuori legge e molte di esse, in particolar modo le 5 lire vennero intagliate in modo da crearne delle piccole scatole[15].

Come la Lombardia anche il Veneto insorse contro l'Impero Austriaco e il 22 marzo 1848 venne costituita la Repubblica di San Marco e come in Lombardia anche qui si decise di coniare delle lire basate sulla lira sabauda, ma a differenza di quelle lombarde queste riportavano semplicemente la dicitura lira (lira corrente sui centesimi) invece di lira italiana. La prima moneta di cui fu decisa la coniazione fu il marengo da 20 lire, il cui decreto venne emesso il 14 gennaio 1848, anche se probabilmente la moneta venne coniata dalla zecca di Venezia solo nel 1849 in 5 210 pezzi. Il 28 giugno e il 27 novembre 1848 venne emesso il decreto per la coniazione di due diverse tipologia di monete da 5 lire in argento 900‰, che come il marengo rispecchiavano il formato delle lire sabaude. Dopo queste monete vennero coniati dei centesimi con standard differenti da quelli del Regno di Sardegna e quindi il 10 dicembre 1848 fu volta dei 15 centesimi in mistura d'argento, coniati in ben 155 196 pezzi e infine il 15 gennaio 1849 venne ordinata la produzione di circa cinque milioni di monete da 1, 3 e 5 centesimi di rame. Il governo cadde il 24 agosto 1849 e da quella data le autorità austriache dichiararono illegali le monete del governo provvisorio[16].

Durante il risorgimento le ultime monete coniate sulla base di quelle che saranno poi le lire del Regno d'Italia sono state quelle prodotte dal Governo Provvisorio della Toscana e dalle Regie Province dell'Emilia che costituivano quella che era la Legazione delle Romagne. Il 17 gennaio 1860 il governo emiliano decise di coniare nella zecca di Bologna le monete da 50 centesimi, 1, 2, 5, 10 e 20 lire, la cui coniazione cominciò di fatto solo nel 1860, vennero poi usati i coni sabaudi del 1826 per produrre monete di rame da 1, 3 e 5 centesimi, richieste dalla popolazione che non voleva più usare lo scudo pontificio. Queste monete però riportavano solo la scritta lira a differenza di quelle coniate nella zecca di Firenze, che come le lombarde del 1848, riportavano per esteso la dicitura lira italiana. È quindi fiorentina la prima moneta dal valore di 1 lira italiana ed oltre a questa moneta il Governo Provvisorio della Toscana con due decreti datati 29 settembre 1859 e 1 novembre 1860, decise la coniazione delle monete da 2 lire italiane e da 50 centesimi e con l'ordinanza del 2 dicembre 1859 coniò le monete di rame da 5, 2 e 1 centesimo; tutte queste monete riportano la dicitura Vittorio Emanuele II re eletto[17].

La lira italiana dal Regno alla RepubblicaModifica

Ultima lira di carta (Biglietto di stato) dello Stato Italiano (1944)[18]
 
1 lira del 1909 della serie denominata "Quadriga veloce"
 
20 centesimi di lira italiana, 1912
 
Biglietto di Stato a corso legale da 5 lire (epoca fascista)

Nel 1861, con la riunificazione dell'Italia sotto Casa Savoia, la lira tornò ad essere la valuta italiana. Il 24 agosto 1862 venne emanato il decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari stati preunitari entro la fine dell'anno: 1 lira da 5 g di argento al titolo 900/1000 corrispondeva a 0,29025 g d'oro fino, oppure a 4,5 g d'argento fino (scesi a 4,459 nel 1863), cioè allo stesso valore della vecchia lira napoleonica e del contemporaneo franco francese. Con quest'ultimo c'era una totale intercambiabilità, che permise la creazione dell'Unione monetaria latina e la libera circolazione del franco francese, del franco svizzero e del franco belga sul territorio nazionale italiano.

Nel 1866, a causa della crescita della spesa pubblica, in parte dovuta ai costi della terza guerra di indipendenza, fu stabilito il corso forzoso, che durò fino al 1881 (con effetto dal 1883). Già dalla fine del 1887 si dovette però sospendere di fatto la convertibilità dei biglietti, pur senza dichiararlo apertamente. Nel 1893 venne messa in liquidazione la Banca Romana e creata la Banca d'Italia, con una copertura aurea di almeno il 40% delle lire in circolazione.

Re Vittorio Emanuele III di Savoia, che successe sul trono d'Italia al padre Umberto I nel 1900, fu studioso di numismatica e grande collezionista di monete; pubblicò il Corpus Nummorum Italicorum (1909-1943), opera in 20 volumi in cui sono descritte e classificate le monete italiane. Durante il suo regno venne coniata una monetazione circolante ricca e variegata. All'atto dell'abdicazione, donò la sua collezione di monete allo Stato italiano: questa raccolta è parzialmente esposta all'interno del Palazzo Massimo alle terme a Roma.

L'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915), che portò alla penuria di metallo, fece ripristinare il corso forzoso, già abolito nel 1909. Il corso forzoso durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a 0,07919 g di oro fino. L'obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione venne portata a 0,04677 g.

La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie all'ammissione al Fondo Monetario Internazionale, con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d'oro o a 625 lire per dollaro.

La lira italiana nello SME e la sua sostituzione con l'euroModifica

Nel marzo 1979 entrò in vigore il Sistema monetario europeo (SME) e nacque l'ECU, a cui parteciparono le monete di Germania, Francia, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. La fluttuazione delle monete venne limitata al 2,25% a eccezione della lira che beneficiò della banda allargata al 6%. La lira rimase nello SME fino al 1992, quando due formidabili attacchi speculativi da parte del finanziere George Soros, costrinsero la sterlina britannica e la lira ad uscire dallo SME[19][20]. La lira rientrerà nello SME il 25 novembre 1996, col cambio di 990 Lire per un marco tedesco.

Il 1º gennaio 1999 entrò in vigore l'euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira fu fissato il giorno precedente. Da quel momento la lira rimase in vigore solo come espressione non decimale dell'euro, anche se monete e banconote continuavano ad essere denominate in lire. Da quella data, invece, per tutte le forme di pagamento "non-fisiche" (trasferimenti elettronici, titoli, ecc.), si adottò solo l'euro. Il 1999 fu anche l'ultimo anno in cui la zecca coniò ed emise le monete per la comune circolazione in lire. Il tasso di conversione irrevocabile fu di 1.936,27 lire italiane per 1 euro.

In realtà, l'art. 109 del trattato di Maastricht prescriveva come già due anni prima dell'ingresso nella Unione Monetaria, fissato per il 1º gennaio 1999, i paesi candidati non avrebbero più potuto svalutare la propria moneta rispetto all'ECU. Nel '92 la svalutazione della lira (allora con un ECU si compravano 1587 lire, oppure 2,02 marchi tedeschi), nel '97 per acquistare un ECU ne occorrevano 1929,66, molto vicino al futuro cambio fisso di 1936,27.

Il 1º gennaio 2002, con l'entrata in circolazione delle monete e banconote in euro, si aprì una fase di doppia circolazione: le monete e banconote in lire vennero ritirate definitivamente il 1º marzo 2002. Nel 2002 terminò l'emissione delle serie divisionali in lire di monete proof e fior di conio. Inoltre vennero emesse altre serie speciali per ricordare gli anni d'oro della valuta appena abbandonata.

Inizialmente era stato fissato in 10 anni il termine per la prescrizione; di conseguenza le monete e banconote ancora in corso legale all'introduzione dell'euro potevano essere ancora cambiate presso le filiali della Banca d'Italia fino al 29 febbraio 2012. Tuttavia, la manovra del governo Monti decretò la prescrizione immediata delle monete e banconote al 7 dicembre 2011 (Art. 26 del D.L. 201/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011). Tale norma è stata poi dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015 della Corte Costituzionale, riaprendo di fatto i termini per il cambio.[21]

Valute a pari tasso di cambioModifica

 
100 lire di San Marino

Nei due secoli di vita sono esistite alcune valute aventi pari valore della lira e libera circolazione reciproca, per lo più sulla base di accordi bilaterali.

Tra questi:

Lire e altre valute di occupazioneModifica

Am-liraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Am-lira.
 
100 Am lire
 
Banconota da 5 lire tripolitane

Tra il 1943 e il 1944 nei territori sotto il governo militare alleato fu coniata la valuta Am-lira. L'emissione delle banconote in AM lire si interruppe per le proteste del governo italiano, in quanto l'eccessiva emissione provocò una forte inflazione.

Lira di LubianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lira di Lubiana.

Nel 1943, in seguito alla capitolazione italiana, la Venezia Giulia cadde sotto l'occupazione tedesca e il collegamento giuridico fra l'Italia e la Provincia di Lubiana divenne oltremodo teorico. Nel 1944 le autorità militari tedesche vollero aumentare la liquidità della provincia, e stamparono la lira di Lubiana, rimasta in corso fino all'arrivo dei partigiani jugoslavi nel maggio 1945.

Lira triestina (o Jugolira)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lira triestina.

Nel 1945 nei territori della Venezia Giulia occupati dall'esercito jugoslavo venne introdotta una valuta definita "Jugolira" a pari valore con la lira italiana. Nel 1947, col Trattato di Parigi, tali territori passarono sotto la Jugoslavia o nella Zona B del Territorio Libero di Trieste. Il dinaro jugoslavo rimpiazzò immediatamente la lira nei territori annessi, mentre nella zona B il passaggio fu effettuato nel 1949. La zona A del Territorio Libero di Trieste continuò invece ad utilizzare la lira italiana in tutti i suoi coni, comprese le AM-lire.

Lira tripolitanaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lira tripolitana.

Durante l'occupazione inglese della Libia italiana, le autorità britanniche emanarono una valuta denominata lira tripolitana. Circolò dal 1942 insieme alle svalutate banconote italiane con un cambio alla pari, finché nel 1951 il Regno Unito concesse l'indipendenza al Regno di Libia, che coniò la propria sterlina libica.

Campione d'ItaliaModifica

Caso particolare fu quello dell'enclave di Campione d'Italia. Essendo totalmente circondato dal territorio della Confederazione Elvetica, in ambito comunale venne adottato come valuta il franco svizzero ed utilizzati i francobolli svizzeri. Ancora nel ventunesimo secolo a Campione non viene utilizzato l'euro, bensì il franco.

Monete della Repubblica ItalianaModifica

Emissioni regolari[22]
Immagine Valore Parametri tecnici Descrizione Anno di
Diritto Rovescio Peso Diametro Composizione Bordo Diritto Rovescio prima

coniazione

ultima

coniazione

ritiro[23]
1 L. 1,25 g 21,6 mm Italma liscio "REPVBBLICA ITALIANA ", testa di Cerere Arancia, valore, anno 1946 1950 1954
0,625 g 17,2 mm "REPVBBLICA • ITALIANA -", bilancia a piatti Cornucopia, valore, anno 1951 1959 2002
2 L. 1,75 g 24,1 mm liscio "REPVBBLICA ITALIANA ", contadino con aratro Spiga di grano, valore, anno 1946 1950 1954
0,8 g 18,3 mm rigato "REPVBBLICA • ITALIANA -", ape Ramo d'ulivo, valore, anno 1953 1959 2002
5 L. 2,5 g 26,7 mm rigato "REPVBBLICA ITALIANA ",volto della Libertà Grappolo d'uva, valore, anno 1946 1950 1954
1 g 20,3 mm liscio "REPVBBLICA • ITALIANA -",timone di nave Delfino, valore anno 1951 1998 2002
10 L. 3 g 29 mm "REPVBBLICA ITALIANA" in incuso "REPVBBLICA ITALIANA ",pegaso Ramo d'ulivo, valore, anno 1946 1950 1954
1,6 g 23,3 mm liscio "REPVBBLICA ITALIANA ",aratro, anno Due spighe di grano, valore 1951 1999 2002
20 L. 3,6 g 21,3 mm Bronzital liscio "REPVBBLICA ITALIANA ",testa coronata di spighe Ramo di quercia, valore, anno 1957 1968 2002
rigato 1969 1999 2002
50 L. 6,25 g 24, 8 mm Acmontial liscio "REPVBBLICA ITALIANA ",testa coronata di quercia Vulcano all'incudine, valore, anno 1954 1989 2002
2,7 g 16,55 mm 1990 1995 2002
4,5 g 19,2 mm Cupronichel liscio "REPVBBLICA ITALIANA ",testa Italia turrita Corona arborea, valore, anno 1996 1999 2002
100 L. 8 g 27,8 mm Acmontial liscio "REPVBBLICA ITALIANA ",testa lureata Minerva, albero di alloro,valore, anno 1955 1989 2002
3,3 g 18,3 mm 1990 1992 2002
4,5 g 22 mm Cupronichel rigato discontinuo "REPVBBLICA ITALIANA ", testa Italia turrita Gabbiano, spiga di grano, delfino, ramo d'ulivo, valore, anno 1993 1999 2002
200 L. 5 g 24 mm Bronzital rigato "REPVBBLICA ITALIANA ", testa femminile "200 LIRE" al centro della ruota dentata, anno 1977 1998 2002
500 L. 11 g 29,5 mm Argento 835‰ "REPVBBLICA ITALIANA" e data in rilievo Busto femminile contornato da 19 stemmi di città e regioni "REPVBBLICA ITALIANA ", tre caravelle 1958 1967 1967
6,8 g 25,8 mm Esterno acmontial

Interno bronzital

rigato discontinuo "REPVBBLICA ITALIANA ", testa alata della Repubblica Quirinale, valore, anno 1982 1995 2002
1 000 L. 8,8 g 27 mm Esterno bronzial

Interno cupronichel

rigato discontinuo "REPVBBLICA ITALIANA ", testa Italia turrita Cartina dell'Europa Germania divisa, valore, anno 1997 1997 2002
Cartina dell'Europa, valore, anno 1997 1998 2002

Le date si riferiscono alle ordinarie emissioni per la circolazione; si badi tuttavia che a partire dalla fine degli anni sessanta la zecca italiana, onde sfruttare il mercato numismatico, cominciò a produrre fino al 2001 confezioni contenenti anche i pezzi non più circolanti. Sono escluse anche le date delle monete di prova.

Tipi sulle monete commemorativeModifica

Anche il gettone telefonico è stato a lungo utilizzato come moneta, pur non avendo alcun valore ufficiale di conio statale; il valore, che nel 1959 era di 45 lire, divenne di 50 lire negli anni settanta, di 100 lire dal 1980 e, infine, di 200 lire a partire dal 1984 e fino al ritiro definitivo nel 2001.

Banconote della Repubblica ItalianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Banconote della lira italiana.
Emissioni regolari[24]
Immagine Valore Dimensioni Colore principale Descrizione Data di
Fronte Retro Filigrana prima stampa ultima stampa ritiro
50 L. 105 × 65 mm Verde Italia con elmo e armatura Valore Cifra "50" 31 dicembre 1951 31 dicembre 1951 ottobre 1957
100 L. 114 × 70 mm Viola Italia con elmo e armatura Valore Cifra "100" 31 dicembre 1951 31 dicembre 1951 ottobre 1957
500 L. 212 × 132 mm Viola Allegoria legge e giustizia e stemma Sabaudo Allegoria Enologia e Italia turrita Testa di Roma elmata e la scritta "L. 500" 22 luglio 1946 14 novembre 1950 30 giugno 1953
144 × 70 mm Rosa Cerere cornata di spighe Valore e monogramma B.I. Testa dell'Italia 20 marzo 1947 23 gennaio 1962 30 giugno 1969
110 × 55 mm Verde/giallo Aretusa con i delfini e l'aquila con i serpenti Scritta "500 LIRE" Cornucopie 20 giugno 1966 23 aprile 1975 30 giugno 1980
114 × 57 mm Azzurro Testa alata di Mercurio Scritta "CINQUECENTO" Emblema della Repubblica Italiana 14 febbraio 1974 2 aprile 1979 28 febbraio 1986
1000 L. 244 × 147 mm Viola Scritta "MILLE LIRE" con "M" grande e Stemma Sabaudo Testa Italia turrita e allegoria credito e commercio Testa dell'Italia turrita, ai bordi le scritte: "LIRE 1000", "BANCA D'ITALIA" 12 luglio 1946 14 novembre 1950 30 giugno 1953
159 × 75 mm Verde Testa dell'Italia ripresa da una delle tre grazie della Primavera di Botticelli. Valore e monogramma B.I. Testa dell'Italia 20 marzo 1947 9 gennaio 1963 30 giugno 1969
122 × 62 mm Rosa Giuseppe Verdi Valore e scritta "LIRE MILLE" Teste di Apollo 14 luglio 1962 23 marzo 1969 1º luglio 1973
125 × 62 mm Viola Giuseppe Verdi e l'arpa estense Teatro alla Scala Teste di Apollo 25 marzo 1969 30 aprile 1983 1º luglio 1986
113 × 60 mm Rosa Marco Polo Palazzo Ducale Marco Polo 13 marzo 1982 9 maggio 1991 30 giugno 1995
112 × 62 mm Viola Maria Montessori Il dipinto Bambini allo studio di Armando Spadini Maria Montessori 24 ottobre 1990 25 luglio 2001 28 febbraio 2002
2000 L. 135 × 65 mm Giallo Galileo Galilei, il Duomo e la Torre di Pisa Segni zodiacali e la Cupola dell'Osservatorio di Arcetri Evangelista Torricelli 8 ottobre 1973 8 febbraio 1993 15 novembre 1993
135 × 65 mm Giallo Guglielmo Marconi La nave Elettra, antenne e apparecchio radio Guglielmo Marconi 24 ottobre 1990 25 maggio 2001 28 febbraio 2002
5000 L. 233 × 122 mm Verde Allegoria delle Repubbliche di Genova e Venezia Testa di Flora Dante e Virgilio laureati 17 gennaio 1947 7 gennaio 1963 30 giugno 1969
143 × 70 mm Verde/blu Cristoforo Colombo Caravella Busto di Galileo 3 settembre 1964 20 gennaio 1970 31 luglio 1977
141 × 70 mm Verde/viola Cristoforo Colombo Tre caravelle Busto di Galileo 20 maggio 1971 10 novembre 1977 1º dicembre 1982
127 × 61 mm Marrone Ritratto d'uomo di Antonello da Messina Fontana delle tartarughe e il rosone della Concattedrale di Troia Ritratto d'uomo di Antonello da Messina 9 marzo 1979 19 ottobre 983 1º marzo 1989
126 × 70 mm Verde Vincenzo Bellini e l'interno del Teatro Massimo Vincenzo Bellini Colonna e la Norma, statua del monumento a Bellini Vincenzo Bellini 31 gennaio 1985 25 luglio 2001 28 febbraio 2002
10 000 L. 243 × 126 mm Rosso Allegoria delle Repubbliche di Genova e Venezia Medaglione con la testa di Dante Alighieri. Busti di Michelangelo e Galileo Galilei 8 maggio 1948 24 marzo 1962 30 giugno 1969
156 × 78 mm Rosa Michelangelo Buonarroti Piazza del Campidoglio di Roma David di Michelangelo 3 luglio 1962 27 novembre 1973 31 luglio 1983
133 × 70 mm Verde Ritratto d'uomo di Andrea del Castagno Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli Personaggio sconosciuto 30 ottobre 1976 8 marzo 1984 21 marzo 1988
133 × 70 mm Blu Alessandro Volta Tempio Voltiano di Como Alessandro Volta 3 settembre 1984 25 luglio 2001 28 febbraio 2002
20 000 L. 161 × 78 mm Rosso/verde Tiziano Vecellio Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano Tiziano Vecellio 21 febbraio 1975 27 maggio 1985 1º luglio 1985
50 000 L. 165 × 82 mm Ocra Leonardo da Vinci Veduta di Vinci Testa di sant'Anna dal Cartone di sant'Anna di Leonardo Da Vinci 3 luglio 1967 7 novembre 1975 31 marzo 1979
150 × 70 mm Viola Volto di donna Alcune architetture tra cui il Pantheon e la Cappella dei Pazzi Testa femminile 20 giugno 1977 3 aprile 1985 1º dicembre 1986
150 × 70 mm Viola Gianlorenzo Bernini e la Fontana del Tritone Monumento equestre a Costantino e

la scala regia

Gianlorenzo Bernini 15 marzo 1984 25 luglio 2001 28 febbraio 2002
100 000 L. 175 × 86 mm Ocra Alessandro Manzoni Veduta di Lecco Musa 3 luglio 1967 15 gennaio 1979 1º dicembre 1982
157 × 70 mm Viola Testa di una delle tre grazie della Primavera di Botticelli. Architetture Testa femminile 20 giugno 1978 29 ottobre 1984 21 marzo 1988
156 × 70 mm Verde Michelangelo Merisi da Caravaggio e il dipinto Buona ventura Il dipinto Canestra di fruttadi Caravaggio Caravaggio 25 ottobre 1983 25 luglio 2001 28 febbraio 2002
500 000 L. 163 × 78 mm Azzurro Raffaello Sanzio e il trionfo di Galatea Scuola di Atene di Raffaello Raffaello 13 maggio 1997 25 luglio 2001 28 febbraio 2002

Tassi di cambioModifica

Nel 1861 subito dopo la proclamazione del regno d'Italia per cominciare la coniazione della lira italiana si decise di cambiare le monete degli stati preunitari in base al loro contenuto d'argento. Le varie monete furono quindi cambiate con i seguenti tassi di conversione.

Tassi di conversione fra la lira italiana e le valute preunitarie[25]
Stato Valuta Cambio
Ducato di Parma e Piacenza Lira di Parma 0,25 L.
Ducato di Modena e Reggio Lira di Modena 0,37 L.
Regno Lombardo Veneto Lira austriaca 0,86 L.
Regno di Sardegna Lira sabauda 1 L.
Granducato di Toscana Fiorino toscano 1,4 L.
Regno delle Due Sicilie Ducato delle Due Sicilie 4,32 L.
Stato pontificio Scudo pontificio 5 L.

Nel 1865 l'Italia fondò l'Unione monetaria latina insieme a Francia, Belgio e Svizzera, che basava il valore delle monete rispetto alla quantità di argento e oro contenuta. Nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale l'unione si dissolse[26] e nel 1918 alla fine della guerra le potenze vincitrici, tra le quali l'Italia, uscirono economicamente rafforzate rispetto agli Imperi centrali. Negli anni venti con l'avvento del fascismo e la promulgazione delle leggi fascistissime del 1926 la lira cominciò a svalutarsi, ma nel 1927 dopo l'introduzione della quota 90 la lira si rivalutò fino ad equivalere a novanta sterline britanniche. Con la crisi del 1929 la lira mantenne il suo valore piuttosto stabile rispetto a quello delle altre valute, ma perse nuovamente valore nel 1935 con lo scoppio della guerra di Etiopia per poi tornare nuovamente stabile fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nel corso della guerra iniziata la lira italiana perse continuamente di valore tanto che nel 1945 , una volta finita e persa la guerra la lira, rispetto al 1939, valeva circa cinque volte meno del dollaro e della sterlina. La svalutazione continuò anche nel 1946 alla fondazione Repubblica Italiana e proseguì anche nel 1947 dopo l'adesione dell'Italia al piano Marshall. Negli anni cinquanta il miracolo economico portò ad una rivalutazione della lira e nel 1951 l'Italia aderì alla Comunità Europea e questo comportò una stabilizzazione del valore della lira italiana fino al 1973 quando iniziò la prima crisi energetica. Nel 1979 l'italia entrò nel Sistema monetario europeo e nello stesso anno esplose la seconda crisi energetica che portò ad una più netta svalutazione della lira. Nel 1992 a causa degli attacchi speculativi l'Italia fu costretta ad uscire dallo SME, per poi rientrare nel 1996 ed uscire solo due anni dopo nel 1998. A causa di queste vicende la lira si svalutò molto rispetto alle altre valute e questa situazione continuò fino all'entrata in vigore dell'euro nel 2002.

Tassi di conversione con valute estere[27][28]
Valuta 1918 1926 1927 1929 1936 1939 1945 1946 1947 1948 1958 1973 1979 1981 1987 1992 1998 2001
Dollaro statiunitense 6,38 22,12 18,93 19,09 19 19,8 100 225 603 575 624 607,93 804 1200 1169,25 1470,86 1653,1 2197,06
Sterlina britannica 30,38 107,93 92,39 93,23 93,25 78,33 400 907,31 1984 2317,25 1748,56 1408,55 1791,3 2288,5 2185,63 2225,41 2763,16 3103,99
Franco francese 116,25 87,69 74,53 75,25 88,65 43,55 84,1 189 293,9 163,25 127,25 129,72 200,07 209,68 217,76 267,14 295,2 295,2
Franco svizzero 130 429,68 365,41 371,15 436,5 444,25 23,31 52,45 152 144 144,82 188,58 504,95 668 912,43 1008,13 1208,41 1305,73
Marco tedesco - 5,3 4,52 4,57 7,63 7,8 - - - - 149,36 225,03 465,38 532,07 738,53 910,19 990 990
Euro (fino al 1999 ECU ) - - - - - - - - - - - - - 1301,25 1520,95 1775,62 1940,9 1936,27

NoteModifica

  1. ^ Furono autorizzate a stampare banconote anche la Banca Romana, la Banca Toscana di Credito e la Banca Nazionale Toscana fino al 1893. Dal 1866 venne autorizzato anche il Banco di Napoli e l'anno seguente il Banco di Sicilia la cui stampa si concluse nel 1926
  2. ^ I Buoni di Cassa e i Biglietti di Stato sono stati emessi dal Ministero del Tesoro
  3. ^ Sulla base del Regio Decreto n°788 del 24 agosto 1862, la circolazione delle monete pre-unitarie ebbe termine il 1º gennaio 1863.
  4. ^ Etimologia lira (moneta), su etimo.it. URL consultato il 22 novembre 2018.
  5. ^ Cipolla, 2009
  6. ^ a b Lira, enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 23 novembre 2018.
  7. ^ Gigante, 2017 pp. 197-198
  8. ^ Gigante, 2017 pp. 211-228
  9. ^ Gigante, 2017 pp. 560-564
  10. ^ Gigante, 2017 pp. 324-329
  11. ^ Gigante, 2017 pp. 52-79
  12. ^ 1 lira Governo Provvisorio di Lombardia, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  13. ^ 2 lire Governo Provvisorio di Lombardia, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  14. ^ Krause, 2015, p. 821
  15. ^ Gigante, 2017, pp.313-314
  16. ^ Gigante, 2017, pp.315-318
  17. ^ Gigante, 2017, pp.82-89
  18. ^ Una lira luogotenenza 1944: l'ultima lira d'Italia in carta, su guide.supereva.it. URL consultato il 20 aprile 2013.
  19. ^ E i grandi hedge fund Usa vanno all'attacco dell'euro, Repubblica 2010
  20. ^ L'autunno nero del '92 tra tasse e svalutazioni, Lira: storia e curiosità, Sole 24 Ore, 2010
  21. ^ Corinna De Cesare, Avete ancora le lire? Ecco se e come potete ancora convertirle in euro, in Corriere della Sera, 22 gennaio 2016. URL consultato il 21 aprile 2018.
  22. ^ Monete della Repubblica Italiana, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 22 novembre 2018.
  23. ^ La monetazione in lire, su dt.tesoro.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  24. ^ Banconote della Repubblica Italiana, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 22 novembre 2018.
  25. ^ Gigante.
  26. ^ Banca d'Italia-Storia-Dall'istituzione della Banca d'Italia alla legge bancaria del 1936-La legge bancaria del 1893 e l'età giolittiana, su bancaditalia.it. URL consultato il 30 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  27. ^ Convertitore storico delle valute, su tassidicambio.bancaditalia.it. URL consultato il 22 novembre 2018.
  28. ^ Per ogni anno i dati si riferiscono al mese di dicembre.

BibliografiaModifica

  • Carlo Maria Cipolla, Le avventure della lira, Il Mulino, Bologna, 1975
  • Carlo Maria Cipolla, Storia economica dell'Europa pre-industriale, Il Mulino, 12 febbraio 2009, ISBN 978-88-15-13125-6.
  • Fabio Gigante, Catalogo Gigante, 25ª ed., Varese, Gigante, 2017, ISBN 978-88-89805-18-8.
  • (EN) Thomas Michael, Standard Catalog of World coins 1801-1900, 8ª ed., Iola, Krause Publications, 2015, ISBN 978-1-4402-4524-4.
  • Stefano Poddi, La lunga storia della lira, Difesa e Lavoro, settembre 2008
  • Natale Rauty, Libbra, lira, lira nuova: vicende di una moneta attraverso dodici secoli, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Pistoia, 1987
  • Antonio Pagani, Monete italiane dall'invasione napoleonica ai giorni d'oggi (1796-1963).
  • Catalogo Alfa delle Monete italiane e Regioni - 33ª edizione 2008 Alfa Edizioni Torino
  • Eupremio Montenegro, Manuale del collezionista di monete italiane, 29ª ed., Torino, Edizioni Montenegro, 2008, ISBN 978-88-88894-03-4.
  • Fabio Gigante, Monete italiane dal '700 all'avvento dell'euro, 21ª ed., Varese, Gigante, 2013, ISBN 978-88-89805-35-0.
  • Franco Gavello; Claudio Bugani, Cartamoneta Italiana - Banconote italiane. Varese, Edizioni Gigante, 2005.
  • Guido Crapanzano; Ermelindo Giulianini, La cartamoneta italiana. Milano, G&G Numismatica, 2005.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Lira italiana - Successione
Preceduta da:

Lira alla pari
Ducato delle Due Sicilie
Lira austriaca
Fiorino toscano
Quattrino pontificio

Motivo: Unità d'Italia
Valuta di Italia
17 marzo 1861 – 28 febbraio 2002
Seguita da:
Euro
Motivo: Unificazione monetaria europea

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