Apri il menu principale

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Lisio si trova in valle Mongia e si sviluppa interamente nella stretta valle scavata da questo torrente, ad un'altitudine di 575 m s.l.m.[5]

È classificato nella zona sismica 3A[6](sismicità bassa).

ClimaModifica

Il comune è stato inserito nella zona climatica F ed ha un fabbisogno termico di 3028[7] gradi giorno. La normativa attuale non pone limiti all'accensione degli impianti di riscaldamento[5].

Origini del nomeModifica

Non si conosce con certezza l'origine del toponimo Lisio, ma sono vi sono solo alcune congetture. Una di esse vede l'analogia fra il nome Lisio ed il termine comune nelle lingue indoeuropee lis, stante ad indicare qualcosa di fluido e piano. Considerando l'orografia della zona in cui si trova Lisio si pensa che potesse indicare un luogo in cui l'acqua scorre in piano, lentamente.

StoriaModifica

Le prime notizie accertate su Lisio risalgono al periodo medioevale, con la documentazione che afferma l'appartenenza di questi territori all'impero carolingio, nella contea di Bredulo ed alla diocesi di Asti.

Il terrirorio di Lisio venne conquistato da Bonifacio del Vasto nel 1091 e nel 1125 passò a suo figlio Anselmo, marchese di Ceva. Sotto il controllo del marchesato di Ceva il paese venne aggregato alla diocesi di Alba e venne costruito il castello, di cui oggi non rimangono che sparuti ruderi.

Essendo parte dei domini di Ceva, Lisio venne a trovarsi sotto il controllo di Asti, dei Visconti ed infine dei Savoia, che ne smantellarono il castello.

Durante il periodo sabaudo Lisio fu sottoposto prima alla provincia di Ceva, poi a quella di Mondovì. Sono documentati disordini nel 1685 durante la guerra del sale che coinvolse il monregalese, ed è riportata la presenza di una miniera di piombo, dismessa alla fine del XVII secolo.

Lisio patì, come buona parte degli insediamenti piemontesi, le conseguenze della campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, subendo saccheggi sia da parte delle truppe napoleoniche, sia di quelle sabaude. Non vi è comunque nota di scontri diretti fra i due eserciti.

Durante il XIX secolo e per parte del XX Lisio, come moltissimi altri paesi, subì lo spopolamento causato dall'emigrazione verso le grandi città o le Americhe, soprattutto verso l'Argentina.

Il comune venne soppresso durante il ventennio fascista venendo aggregato a Viola nel 1929. Ridivenne autonomo solo nel 1947[8].

SimboliModifica

Lo stemma comunale di Lisio è descritto come inquartato di rosso e d'azzurro alla lettera "L" corsiva in cuore, sul tutto. ornamenti esteriori da comune[8].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa parrocchiale: risalente al XVII secolo, venne ampliata fra il 1790 e il 1791. A metà '800 venne dotata dell'attuale facciata neoclassica. Interessanti sono le decorazioni ad opera del pittore Andrea Vinaj, il pulpito e due statue lignee della devozione mariana.
  • Cappella di Santa Caterina: risalente al XVII secolo ed antica sede di una confraternita.
  • Cappella di San Sebastiano: vi sono conservati dipinti del XVI secolo.
  • Castello: costruito durante la dominazione di Ceva, venne smantellato dai Savoia. Ne restano solo poche tracce, sostanzialmente riconducibili a parte delle mura di cinta, inglobate in un altro edificio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 settembre 1987 9 giugno 1990 Giulio Bozzolo Democrazia Cristiana Sindaco
9 giugno 1990 24 aprile 1995 Giulio Bozzolo Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Carlo Maestro Lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Carlo Maestro Indipendente Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Aldo Bracco Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Aldo Bracco Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Marco Lombardi Lista civica Sindaco

Dati del Ministero dell'Interno[10].

Altre informazioni amministrativeModifica

Lisio faceva parte della comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese[11].

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ gioventurapiemonteisa.net (PDF). URL consultato il 7 aprile 2011.
  4. ^ comuni-italiani.it. URL consultato il 7 aprile 2011.
  5. ^ a b comuni-italiani.it - Clima e dati geografici, su comuni-italiani.it. URL consultato il 16 aprile 2011.
  6. ^ Comuni obbligati al rispetto delle procedure di cui ai punti 4), 5), 7) e 8) della deliberazione. ZONAZIONE AI SENSI DELLA DGR 19 gennaio 2010, n. 11-13058 [collegamento interrotto], su arpa.piemonte.it. URL consultato il 22 luglio 2011.
  7. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412, allegato 1 [collegamento interrotto], su normattiva.it. URL consultato il 16 aprile 2011.
  8. ^ a b Consiglio regionale del Piemonte, Comuni della provincia di Cuneo, Cuneo, Nerosubianco, 2008, pp. 250-251.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Anagrafe degli amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato il 4 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2013).
  11. ^ Comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, su vallinrete.org. URL consultato il 9 maggio 2011.

Altri progettiModifica

  Portale Cuneo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cuneo