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Liz Cheney
Liz Cheney official 116th Congress portrait.jpg

Membro della Camera dei rappresentanti - Wyoming, at-large
Durata mandato 3 gennaio 2017 - In carica
Predecessore Cynthia Lummis

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica conservatrice

Elizabeth Lynne "Liz" Cheney Perry (Madison, 28 luglio 1966) è una politica statunitense, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Wyoming.

Indice

BiografiaModifica

Figlia primogenita di Dick e Lynne Cheney, Liz nacque a Madison in Wisconsin e crebbe tra Casper e Washington, dove suo padre esercitava la propria attività politica. Dopo la laurea in legge all'Università di Chicago (dove frequentò anche alcuni corsi di storia del Medio Oriente presso l'Istituto Orientale[1]), esercitò come avvocato nel settore privato. Nel frattempo lavorò presso l'USAID, il Dipartimento di Stato e la Società finanziaria internazionale.

Nel 2000 prese parte alla campagna elettorale per le presidenziali, affiancando il padre che era stato scelto come vice da George W. Bush[2]. Quando i due furono eletti, la Cheney tornò al Dipartimento di Stato come Vice Assistente del Segretario per gli affari del Vicino Oriente e mantenne l'incarico fino al 2009, lasciando il posto solo per alcuni mesi, nei quali si occupò della campagna per la rielezione di Bush[3]. Nel 2006 presiedette l'Iran Syria Policy and Operations Group, finalizzato a promuovere un cambio di regime in Iran: il governo di Teheran accusò il gruppo di alimentare le ingerenze di una potenza internazionale nei loro affari interni[4].

In occasione delle presidenziali del 2008 la Cheney fu inizialmente una delle dirigenti nazionali della campagna elettorale di Fred Dalton Thompson[5]; quando l'ex senatore annunciò il proprio ritiro dalla corsa, la Cheney entrò a far parte del team di Mitt Romney[6].

Nel 2009, insieme a William Kristol e Debra Burlingame, la Cheney fondò l'organizzazione non profit Keep America Safe, volta a puntare l'attenzione pubblica su tematiche relative alla sicurezza nazionale[7]. In questo frangente la Cheney prese parte ad esempio ad una grande mobilitazione contro la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero[8]. In seguito l'organizzazione attirò numerose critiche per via di una campagna contro quelli che definirono gli "Al Qaeda Seven", sette avvocati del Dipartimento di giustizia che avevano difeso alcuni detenuti di Guantánamo[9]; la campagna venne accusata di maccartismo[10] e fu aspramente criticata anche da numerosi esponenti del Partito Repubblicano[11]. Poco dopo questo episodio, le informazioni sull'organizzazione scomparvero dal web[12].

Nel gennaio del 2012 Liz Cheney venne assunta come opinionista e collaboratrice dall'emittente Fox News[13], dove rimase per diciotto mesi fin quando annunciò la propria candidatura politica[14]. Nel 2013 infatti la Cheney si candidò al Senato in rappresentanza del Wyoming, sfidando nelle primarie repubblicane il senatore in carica Mike Enzi[15]. In questo periodo la Cheney diede vita ad una querelle pubblica con la sorella Mary sul tema del matrimonio gay: Mary, lesbica dichiarata e sposata da anni con la sua partner Heather, criticò la posizione espressa da Liz, che durante la campagna si era schierata apertamente contro le nozze omosessuali[16]. Nel gennaio del 2014 la Cheney annunciò il proprio ritiro dalla corsa elettorale, adducendo come motivazione alcuni gravi problemi di salute in famiglia[17] e ponendo fine ad una campagna che, stando ai sondaggi, l'aveva vista sempre nettamente sfavorita rispetto al contendente Enzi[18].

Nel 2016, quando la deputata Cynthia Lummis annunciò il proprio ritiro dalla Camera dei rappresentanti, la Cheney si candidò per il seggio (che alcuni anni prima era stato di suo padre[19]) e riuscì a farsi eleggere[20], approdando così al Congresso.

Nei mediaModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) What I Learned, Newsweek. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2017).
  2. ^ (EN) THE 2000 CAMPAIGN: THE REPUBLICAN RUNNING MATE; For the Cheney Family, the Motto Is 'All for One', The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  3. ^ (EN) Vice President's Daughter to Leave State Dept., The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  4. ^ (EN) U.S. Program Is Directed at Altering Iran's Politics, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  5. ^ (EN) Press Release - Fred Thompson Announces National Campaign Leadership Team, The American Presidency Project. URL consultato il 25 aprile 2017.
  6. ^ (EN) Press Release - Liz Cheney Joins Romney For President, The American Presidency Project. URL consultato il 25 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Liz Cheney forms group to take on Obama's foreign policy, CNN. URL consultato il 25 aprile 2017.
  8. ^ Moschea a Ground Zero: i repubblicani attaccano Obama. Il presidente isolato, Corriere della Sera. URL consultato il 25 aprile 2017.
  9. ^ (EN) Thanks to Liz Cheney's 'al-Qaeda Seven' ad, Dick Cheney may finally go away, The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  10. ^ (EN) Liz Cheney accused of McCarthyism over campaign against lawyers, The Guardian. URL consultato il 25 aprile 2017.
  11. ^ (EN) Republicans scold Liz Cheney, Politico. URL consultato il 25 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Liz Cheney-Founded Neocon Group Quietly Scrubbed From The Internet, ThinkProgress. URL consultato il 25 aprile 2017.
  13. ^ (EN) WELCOME! Liz Cheney Joins Fox News as Contributor, Fox News Channel. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2017).
  14. ^ (EN) Fox News Terminates Liz Cheney's Contract As Paid Contributor In Light Of Senate Run, Mediaite. URL consultato il 25 aprile 2017.
  15. ^ Liz Cheney e Sarah Palin, due pasionarie repubblicane in corsa per il Congresso, Libero. URL consultato il 25 aprile 2017.
  16. ^ Cheney contro Cheney sulle nozze gay. Il padre si schiera con la figlia Liz, La Stampa. URL consultato il 25 aprile 2017.
  17. ^ (EN) For Cheney, Realities of a Race Outweighed Family Edge, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  18. ^ (EN) Liz Cheney to end Wyoming Senate bid, citing family health issues, The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  19. ^ (EN) Liz Cheney Wins Wyoming House Seat, Roll Call. URL consultato il 25 aprile 2017.
  20. ^ (EN) Wyoming U.S. House At-Large Results: Liz Cheney Wins, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN173191538 · ISNI (EN0000 0001 2340 5455 · LCCN (ENn2011047763 · GND (DE1017139490 · WorldCat Identities (ENn2011-047763