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Lizzano in Belvedere
comune
Lizzano in Belvedere – Stemma Lizzano in Belvedere – Bandiera
Lizzano in Belvedere – Veduta
La parrocchiale di San Mamante
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Amministrazione
SindacoSergio Polmonari (Montagna nel cuore) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°10′N 10°54′E / 44.166667°N 10.9°E44.166667; 10.9 (Lizzano in Belvedere)Coordinate: 44°10′N 10°54′E / 44.166667°N 10.9°E44.166667; 10.9 (Lizzano in Belvedere)
Altitudine640 m s.l.m.
Superficie85,45 km²
Abitanti2 216[5] (30-9-2017)
Densità25,93 ab./km²
FrazioniFarnè, Gabba, La Cà, Madonna dell'Acero, Monteacuto, Pianaccio, Poggiolforato, Querciola, Rocca Corneta, Vidiciatico
Comuni confinantiFanano (MO), Gaggio Montano, Montese (MO), Pistoia (PT), Alto Reno Terme, San Marcello Piteglio (PT), Sestola (MO)
Altre informazioni
Cod. postale40042
Prefisso0534
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT037033
Cod. catastaleA771
TargaBO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantilizzanesi[1][2] o magoni[3][4]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lizzano in Belvedere
Lizzano in Belvedere
Lizzano in Belvedere – Mappa
Posizione del comune di Lizzano in Belvedere nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Lizzano in Belvedere (Lizã in dialetto bolognese montano alto, Lizàn in dialetto bolognese cittadino[6]) è un comune italiano di 2 216 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna, fa parte dell'Unione dell'Alto Reno.

Indice

Origine del nomeModifica

Lizzano in Belvedere deriva parte del suo nome dal fatto che nel suo territorio in passato sorgeva il castello di Belvedere, posto in cima al Monte Belvedere.

StoriaModifica

Il passaggio di uomini primitivi in questa zona è testimoniato dal ritrovamento di resti dell'Età del Ferro presso la Sboccata dei Bagnadori e la Rocca Corneta. Tra gli altri popoli che passarono di qui si possono citare i Liguri, gli Etruschi e i Galli Boi. Le mummie, teste in pietra scolpita poste sulle case o sui camini con significato benaugurante, deriverebbero dalla consuetudine dei Galli di lasciare le teste dei propri nemici appese fuori dall'abitazione.

Nel 553 Lizzano passa sotto l'influenza dell'Esarcato di Ravenna: a testimonianza di ciò abbiamo i resti dell'antica pieve in stile bizantino, dedicata a Mamante di Cesarea. Nel 753 i territori entrano a far parte, attraverso una donazione, dei territori del re longobardo Astolfo.

Nel 1227, durante l'epoca dei Comuni, venne eretta sul monte Cimbriano una fortezza, che per la posizione venne detta Fortezza del Belvedere, denominazione che con il tempo passò a tutta la località. Di questa costruzione attualmente rimangono solo i ruderi. In questo periodo il territorio è suddiviso in cinque comuni: Belvedere, Gabba, Lizzani, Monteacuto delle Alpi e Rocca Cometa. Nel 1293 il Senato di Bologna promuove la costruzione di un canale per facilitare il trasporto dei tronchi di faggio verso la città: le acque del torrente Dardagna vengono così in parte deviate nel corso del fiume Reno. Di questa antica costruzione non rimane più traccia se non il nome della frazione di Poggiolforato.

Fu da sempre paese di passaggio, fino al '800 per andare da Bologna a Pistoia attraverso "la Viottola" e in seguito dal bolognese alla montagna modenese con la costruzione della statale delle Radici.

 
Lizzano in Belvedere con Vidiciatico (sullo sfondo a destra) e il Monte Pizzo

L'attuale chiesa è stata ricostruita nel 1931. Al suo interno, nella parte sinistra, si trova l'organo costruito da Francesco Michelotto: consta di due tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32. La trasmissione è elettrica.

Durante la Seconda guerra mondiale, Lizzano fu teatro degli scontri tra SS tedesche ed italiane, che ancora occupavano le zone appena dietro la Linea Gotica, e le brigate partigiane che lottavano per la Liberazione, comandate dal 1944 dal partigiano Armando[7]. Gli scontri sfociarono in violente repressioni da parte delle truppe tedesche ai danni dei partigiani e della popolazione civile, causando gli eccidi dell'alto Reno e in particolare l'eccidio di Ca' Berna.

Parco regionale del Corno alle ScaleModifica

All'interno della superficie del comune di Lizzano sorge il Parco regionale del Corno alle Scale.

Istituito nel 1988 è un'area naturale protetta e occupa una superficie di 4974 ha. All'interno del parco si trova il sito di interesse comunitario denominato Corno alle Scale (IT4050002), che copre una superficie leggermente inferiore (4582 ettari) rispetto all'intera area protetta. L'animale simbolo del parco è il capriolo.

FrazioniModifica

Il territorio comunale, molto esteso e variegato, comprende 10 frazioni e numerose località:

  • Farnè Chiesina rappresenta un piccolo centro a 709 mt slm situato lungo il Dardagna, dove si trova la graziosa chiesa della Beata Vergine del Carmine costruita nel 1662, la quale ospita sull'altare maggiore il dipinto dei Santi Pietro ed Eustachio, mentre gli altari laterali sono intitolati rispettivamente alla Madonna del Carmine e al Crocefisso. Oltrepassando il torrente si raggiunge il borgo di Cà Julio, che custodisce il Mulino, tutt'ora completo, usato prima per la macina della calce (che veniva raccolta sui vicini Monti della Riva e ivi trasportata con una teleferica) e poi come una delle prime centrali elettriche della zona; e l'oratorio secentesco, caratteristico per l'interno con travature in legno e soppalco sorretti da due colonne in pietra arenaria.
  • Gabba, a 712 mt slm è l'ultima frazione prima di Gaggio Montano, famosa per ospitare una delle chiese più preziose dell'alto Appennino, la romanica Pieve di Santa Maria Assunta, edificata tra il 1000 ed il 1200, costruita in pietra arenaria del posto e ben conservata. L'interno, ad unica aula rettangolare conserva importanti affreschi del XV sec, raffiguranti la Madonna della Cintura ed un tondo con il profilo di Dante Alighieri. Preziosa anche una vetrata rinascimentale del XVI secolo, con Gesù Nazareno adorato da due angeli e la colomba dello Spirito Santo attribuita a Lorenzo Costa. Bello il tetto a capriate lignee poggianti su mensole gotiche del XIV-XV secolo. Dal piccolo cortile sul retro, dove si trova depositato del materiale lapideo antico, si può ammirare l'abside originale con monofora romanica. Nella vicina borgata di Grecchia si trovano i resti della chiesa di San Lorenzo, crollata a causa di alcune frane ancora in movimento. Oltre alla torre campanaria ancora in piedi nonostante profonde crepe, ben visibile da tutta la vallata, si intravedono parti del pavimento mosaicato del XIX secolo e lacerti di mura, volte e fondamenta coperti da detriti e vegetazione. Nella borgata dei Ronchi si trova l'oratorio di San Bartolomeo e della Madonna Assunta del XVIII secolo.
  • La Cà
  • Madonna dell'Acero situata a un'altitudine di 1200 metri. Deve il suo nome al santuario ivi costruito intorno al 1500. La tradizione narra che la Madonna apparve a due pastorelli, salvandoli da una bufera di neve e ridonando a uno l'uso della parola. L'apparizione era avvenuta nei pressi di un acero, attorno al quale venne costruita una chiesetta e successivamente un santuario. Tra gli innumerevoli ex voto spicca quello di Brunetto Brunori: un gruppo di statue lignee offerte per essere scampato alla morte in occasione della Battaglia di Gavinana, il 3 agosto 1530.
  • Monteacuto delle Alpi
  • Pianaccio, ove nacque nel 1920 il giornalista Enzo Biagi
  • Poggiolforato (863 mt slm; 34 abitanti[8]). Situato lungo il Torrente Dardagna, il suo nome deriva dal canale che la città di Bologna fece costruire nel 1333 scavando una galleria in una montagna (appunto monte forato), con lo scopo di fare confluire le acque del Dardagna nel Reno aumentandone la portata favorendo quindi il trasporto di legname a valle. Di quest'opera nei secoli si sono perse le tracce. La chiesetta del paese è recente, essendo stata costruita solo nel secondo dopoguerra in sostituzione del vecchio oratorio crollato. Il paese si lascia comunque apprezzare per la sua architettura tipica appenninica, con i muri in sasso, i tetti ricoperti di lastre di arenaria e piccole sculture abbozzate che decorano case e camini. Vi ha sede il Museo Etnografico della Cultura Montanara “Giovanni Carpani” che espone circa 2.000 oggetti. Dal centro del paese parte un comodo sentiero che arriva al Mulino del Capo, intatto esempio di archeologia industriale montanara.
  • Querciola
  • Rocca Corneta
  • Vidiciatico

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 189 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

EconomiaModifica

TurismoModifica

Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la comunità lizzanese. I valori ambientali del territorio, la facile accessibilità dei luoghi e la loro bellezza, hanno invece richiamato nel territorio comunale una discreta quantità di possessori di seconde case.

Lizzano e in particolare la frazione di Vidiciatico, si caratterizzano poi come base di partenza per escursioni in tutto l'alto Appennino bolognese, in particolare verso la stazione sciistica del Corno alle Scale, che garantisce un flusso di visitatori durante la stagione invernale, ma è molto attrattiva anche in estate.

Altri motivi di attrazione turistica sono le numerose manifestazioni culturali e di spettacolo che caratterizzano il calendario estivo del capoluogo. Da non sottovalutare anche altre forme di escursionismo minori quali la raccolta di funghi, la pesca, la raccolta delle castagne, del tartufo e altri prodotti del sottobosco.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 marzo 1988 24 aprile 1995 Adriano Pasquali IND Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Rinaldo Novali Partito Popolare Italiano Sindaco [10]
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Sergio Polmonari lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Alessandro Agostini lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Elena Torri lista civica: Il belvedere che cambia Sindaco [10]
27 maggio 2019 in carica Sergio Polmonari lista civica: Montagna nel cuore Sindaco [10]

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

SportModifica

 
La vetta del Corno alle Scale (1.945 m s.l.m.), la più alta della provincia, sorge in territorio comunale

L'11 maggio 2004 la 3ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa in località Corno alle Scale con la vittoria di Gilberto Simoni.

A partire dal 2003 ospita il Dancehall Riders Camp, un week end di snowboard e musica, con la partecipazione di snowboarder professionisti ed artisti del panorama dancehall nazionale ed internazionale.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Lizzano in Belvedere (BO) - CAP e Informazioni utili
  2. ^ Lizzano in Belvedere
  3. ^ Scheda su Lizzano in Belvedere Archiviato il 26 febbraio 2013 in Internet Archive. di Davanti al Camino.it
  4. ^ Touring Club Italiano, Le iniziative dei consoli dell'Emilia Romagna[collegamento interrotto], Rete Civica di Ravenna. URL consultato il 22 agosto 2011.
  5. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  6. ^ Luigi Lepri e Daniele Vitali, Dizionario Bolognese-Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-35 4, ISBN 978-88-8342-594-3.
  7. ^ Alberto Cotti, Incontro con la Resistenza locale, in La seconda Repubblica partigiana dell'Emilia-Romagna: Porretta Terme, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, ottobre/novembre 1944, San Giovanni in Persiceto, Apasia, 1999.
  8. ^ La frazione di Poggiolforato nel comune di Lizzano in Belvedere (BO) Emilia-Romagna, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 17 aprile 2019.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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