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Lo stivale di Garibaldi
Anonimo - Garibaldi ferito - litografia acquerellata su carta legno - ca. 1870.jpg
Il ferimento di Garibaldi ad Aspromonte
AutoreAndrea Camilleri
1ª ed. originale2010
Genereracconto
Sottogenerestorico
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneSicilia
PersonaggiEnrico Falconcini, prefetto di Agrigento

Lo stivale di Garibaldi è un'opera di Andrea Camilleri pubblicata il 10 febbraio 2010 in allegato al magazine culturale Stilos. Nel libro è contenuta una prefazione di Gianni Bonina e un'intervista a Camilleri.[1]

TramaModifica

Camilleri riprende la sua prefazione al libro Cinque mesi di prefettura in Sicilia del prefetto Falconcini e ne fa occasione per un più ampio racconto sulla Sicilia pot-unitaria.

Enrico Falconcini, di origini fiorentine, quindi con una mentalità molto diversa da quella siciliana, viene assegnato, ad appena due anni dallo sbarco dei Mille in Sicilia, come prefetto ad Agrigento. Vi rimarrà come funzionario per un periodo di appena cinque mesi dall'agosto 1862, dopo la battaglia di Aspromonte, a metà gennaio 1863.

Il prefetto, uomo intransigente nutrito di ideali patriottici e savoiardi non si rende conto che la Sicilia del 1860, unitaria e garibaldina già, se mai lo è stata, non è più tale. O meglio, i siciliani hanno accettato la rivoluzione garibaldina, come un colorito cambio di facciata che in realtà non ha mutato nulla, ma fossilizzati nei loro usi e costumi secolari, contrastano quelle regole e nuovi costumi che lo sconsiderato, ingenuo prefetto vorrebbe imporre. La sconfitta di Enrico Falconcini, che alla fine sarà costretto al trasferimento, è la sconfitta della nuova Italia.

EdizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Lo stivale a cui si allude nel titolo è quello di Garibaldi ferito ad una gamba nella battaglia di Aspromonte. Raccolto il 29 agosto 1862, dal volontario garibaldino Rocco Ricci Gramitto da Girgenti e poi conservato in un tascapane da Salvatore Indelicato (Pispiseddu, il giovane trombettiere di Nino Bixio), divenne una specie di reliquia e oggi si trova custodito presso il Museo del Risorgimento di Roma. (In Marco Pizzo, Lo stivale di Garibaldi. Il Risorgimento in fotografia, editore Mondadori Electa, Milano, 2011; scuola.repubblica.it[collegamento interrotto]; Stefano Pirandello in Google eBook)
 
Stivale indossato da Garibaldi durante la "giornata dell'Aspromonte", da notare il foro d'entrata della pallottola sparata dal tenente Luigi Ferrari
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