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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Kant" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Kant (disambigua).
(DE)

«Aufklärung ist der Ausgang des Menschen aus seiner selbstverschuldeten Unmündigkeit. Unmündigkeit ist das Unvermögen, sich seines Verstandes ohne Leitung eines anderen zu bedienen. Selbstverschuldet ist diese Unmündigkeit, wenn die Ursache derselben nicht am Mangel des Verstandes, sondern der Entschließung und des Muthes liegt, sich seiner ohne Leitung eines anderen zu bedienen. Sapere aude! Habe Muth, dich deines eigenen Verstandes zu bedienen! ist also der Wahlspruch der Aufklärung.»

(IT)

«L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da un difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo.»

(Immanuel Kant da Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?, 1784, Akademie-Ausgabe VIII, 35)
Immanuel Kant
la firma di Kant

Immanuel Kant (Königsberg, 22 aprile 1724Königsberg, 12 febbraio 1804) è stato un filosofo tedesco. Fu il più importante esponente dell'Illuminismo tedesco, anticipatore degli elementi fondanti della filosofia idealistica e della modernità. Autore di una vera e propria rivoluzione filosofica ("rivoluzione copernicana"), con lui la filosofia perde l'aspetto dogmatico metafisico tradizionale ed assume i caratteri di una ricerca critica sulle condizioni del conoscere.

BiografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Vita privata di Immanuel Kant.

Le fonti: l'epistolario e i primi biografiModifica

 
Ritratto e firma di Immanuel Kant

«Kant non ha altra biografia che la storia del proprio filosofare.»

(Otfried Höffe, Immanuel Kant, Bologna, Il Mulino, 1997, p. 8)

La maggior parte della sua biografia è conosciuta grazie all'epistolario, un resoconto asciutto dei rapporti con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti, ricco di interessanti dettagli sui rapporti intercorsi con alcune importanti personalità del secolo e sulle prime reazioni ottenute dal pensiero kantiano[1]. Importanti sono anche le prime biografie a lui dedicate, quali quelle di Ludwig Ernst Borowski[2], di Reinhold Bernhard Jachmann[3], di Ehregott Andreas Wasianski[4], di Johann Gottfried Hasse[5] del 1804 e di Friedrich Theodor Rink[6] e ad opera di persone che ebbero modo di conoscerlo personalmente e di frequentarlo anche in qualità di collaboratori.[1] L'edizione italiana dell'epistolario di Kant non contiene lettere precedenti il 1761[7], mentre le biografie menzionate lo ritraggono soprattutto a partire dalle esperienze che gli autori ebbero di Kant quando egli era sul finire della vita, per cui questo repertorio biografico rischia di produrre un ritratto sbilanciato verso la rigidità tipica dell'età senile, quando invece in generale Kant fu personaggio "socievole e, nel suo stile di vita, addirittura galante"[8].[9]

Le origini e l'infanziaModifica

Kant nacque nel 1724 nella periferia di Königsberg, allora capitale della Prussia Orientale e oggi, con il nome di Kaliningrad, capoluogo dell'omonimo Oblast, exclave russa tra Polonia e Lituania. Era quarto di undici figli (o nove, secondo altri[8]), dei quali solo cinque raggiunsero l'età adulta.[10]

Nello stesso anno in cui nacque Kant, la città venne unificata a partire dai conglomerati di Altstadt, Löbenicht e Kneiphof. A Königsberg si affacciavano numerosi commercianti inglesi, che scambiavano articoli russi (cereali e bestiame) con vino e spezie.

Era alto un metro e cinquanta, tanto che sua madre lo aveva soprannominato manelchen ("ometto"), condusse una vita casta, poiché forse era asessuale[11] o, secondo altri, omosessuale[12] ma non desiderando assecondare questa preferenza, considerata da lui anormale[13], si impose l'astinenza e non ebbe nessuna relazione sentimentale.[14]

Kant riteneva che il nonno paterno fosse un immigrato scozzese, supposizione che non è possibile confermare: il bisnonno Richard era natìo della Curlandia, anche se due delle sue figlie erano effettivamente sposate con scozzesi[8]. Il padre di Immanuel, Johann Georg Kant (1682-1746), era un sellaio originario di Memel, al tempo la città prussiana più settentrionale (oggi Klaipėda, in Lituania); la madre, Anna Regina Reuter (1697-1737), proveniente da una famiglia originaria di Norimberga e Tubinga, era una seguace del pietismo. Kant condivise dunque con molti illuministi tedeschi origini povere[8].

Al Collegium Fridericianum e all'universitàModifica

L'educazione religiosa impartitagli dalla madre continuò anche nel Collegium Fridericianum,[15] che Kant frequentò dalla Pasqua del 1732 all'8 maggio 1740 e il cui direttore era da poco diventato Franz Albert Schultz (1692-1763). Costui era allievo di Christian Wolff e importante esponente del pietismo, nonché professore di teologia: soccorse finanziariamente, così come fecero altri amici di Kant, gli studi dell'indigente ragazzo.[16]

Al Collegio, indicato dalla gente di Königsberg come un "rifugio di Pietisti", aveva larghissimo spazio un rigoroso catechismo: Kant vi studiò molto il latino, l'ebraico (dall'Antico Testamento), poco il greco antico (limitato al Nuovo Testamento) e quasi per nulla le materie scientifiche.[17][18] Kant ricorderà il Fridericianum come una "schiavitù giovanile", e anche avanti negli anni vi penserà con "paura e angoscia"[18]. In particolare per l’educazione religiosa, ricevuta nel Collegium così come per quella impartitagli nell’ambito familiare, Kant, ormai in tarda età, così commentava:

«Si dica del pietismo ciò che si vuole, le persone che lo vivevano veramente possedevano ciò che di più alto può possedere l’uomo: quella quieta serenità e pace interiore che nessuna passione potrebbe turbare. Nessuna privazione, nessuna persecuzione le addolorava, nessun contrasto le induceva all’ira o all’inimicizia. [...] I miei genitori, modelli di onestà, di probità e di ordine, senza lasciarmi un patrimonio (ma nemmeno debiti), mi hanno dato un’educazione che non potrebbe essere migliore dal punto di vista morale e per la quale nutro sentimenti di vivissima gratitudine ogni volta che penso a loro[19]

Nel 1737 muore la madre: Kant, tredicenne, la consegnò alla tomba il 23 dicembre[18].

Il 24 settembre 1740, Kant, secondo miglior allievo della classe, si immatricolò all'Università di Königsberg, la cosiddetta Albertina, per intraprendere studi filosofici, di teologia, di letteratura latina e di matematica, completati nel semestre estivo 1746, dove fu allievo di Martin Knutzen (1713-1751),[20] docente di logica e metafisica. L'interesse per Newton, scomparso nel 1727, ma anche per le scienze in generale, si manifestò proprio in questo periodo: grazie all'estro di Knutzen,[21] Kant si legò alla fisica di Newton, che diventò per lui un modello di scienza esatta.[18]

Nel 1746 morì il padre; Kant lasciò l'Albertina molto probabilmente all'inizio dell'estate del 1748, procurandosi da vivere come precettore presso la casa del pastore protestante Daniel Andresch, nella cittadina di Judtschen (odierna Veselovka), poi presso il maggiore von Hülsen all'incirca fino al 1753, infine presso il conte Keyserling.[22]

È del 1746, pubblicato però solo nel 1749, il primo scritto sulle forze vive, dal titolo Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive e critica delle dimostrazioni delle quali il Signor Leibniz ed altri studiosi di Meccanica si sono avvalsi in questa controversia, insieme ad alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale. In esso è affrontata la celebre querelle delle forze vive,[23] occasionata a sua volta da Leibniz nel 1686 sul tema cartesiano della conservazione della quantità di moto (rhopé, momentum), tema, questo, di chiara matrice aristotelica (vedi le Meccaniche) e ripreso da Galileo Galilei nelle sue Mecaniche, tradotte a loro volta in francese da Marin Mersenne nel 1634 ed analizzate quindi dallo stesso Descartes – su invito dello stesso Mersenne e di Constatin Huygens – nel 1637 e nel 1638.

È questo il primo momento sintetico della speculazione kantiana, in cui è affrontato il duplice tema della natura e della misura della forza, e della sua conservazione nelle variazioni fisiche dell'Universo. La riflessione ivi condotta analizza quelle tematiche esposte in numerosi scritti successivi di natura scientifica, quali ad esempio la natura dello spazio e del tempo; il rapporto tra forza, sostanza e la conseguente costituzione dello spazio; la costituzione della materia; il rapporto foronomico[24] e dinamico tra spazio, tempo, materia, velocità e forza; la possibilità dell'esistenza simultanea di più mondi e la natura dell'Universo; l'introduzione del concetto di quantità negative in Fisica; e questioni di natura epistemologica, come il problema della fondazione della Meccanica ed il suo rapporto con la Dinamica, o ancora la questione epistemologica "classica" circa il rapporto tra osservazione empirica discreta e deduzione della legge nel continuum.

Oltre ad anticipare numerosi temi che saranno affrontati analiticamente in opere successive, tale opera dimostra già inequivocabilmente l'indirizzo programmatico della ricerca scientifica di Kant, volta, fin dal suo primo scritto, al perseguimento di una descrizione 'sistematica' dell'Universo, antecedentemente determinata (a priori), secondo l'indirizzo programmatico della Scienza 'classica', vale a dire in assoluta conformità rispetto alla legge di causalità (nel continuum) ed al principio di ragion sufficiente, secondo cui: posita ratione ponitur rationatum.[25]

La maturitàModifica

 
Ritratto di Kant eseguito da Charlotte Amalia Keyserling nel 1755

Nel 1755 con la tesi di laurea Principiorum Primorum cognitionis metaphysicae nova delucidatio ottenne la licenza di magister, mansione che esercitò per quindici anni. Non aveva però ancora uno stipendio fisso, in quanto pagato direttamente dagli studenti, e ciò lo obbligava a lavorare molto; preparava meticolosamente le lezioni, dimostrandosi un buon insegnante, piacevole da ascoltare.[26]

L'ipotesi cosmogonica della nebulosa solare primitiva, esposta nel 1755 nella Storia universale della natura e teoria del cielo (che egli desunse da Buffon e da altre fonti), in particolare dal materialismo antico di Democrito, Epicuro e Leucippo, ebbe molta fortuna e gli diede fama anche nel campo dell'astronomia. Essa fu enunciata proprio da Laplace che la rielaborò e la rilanciò nel 1796 nella Exposition du système du monde (Esposizione del sistema del mondo).

Nel 1770 lavorò come vice-bibliotecario presso la Reale Biblioteca, stesso anno in cui pubblicò la Dissertazione (De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis), testo grazie al quale riuscì a ottenere la cattedra di metafisica e logica all'Università di Königsberg. Da questo anno iniziò a lavorare a quel progetto che si concluderà nel 1781 con la pubblicazione della Critica della Ragion pura. Il 7 giugno 1771 scriveva al suo allievo Marcus Herz:[27] «Sto lavorando a un’opera che deve contenere, ed anche elaborare abbastanza dettagliatamente, il rapporto dei concetti fondamentali e delle leggi concernenti il mondo sensibile insieme a un abbozzo di ciò che costituisce la natura della dottrina del gusto, della metafisica e della morale[28]». Kant quindi pensava di scrivere una sola grande opera, che avrebbe voluto intitolare Die Grenzen der Sinnlichkeit und der Vernunft (I limiti della sensibilità e della ragione), che poi invece dividerà nelle tre Critiche: la Critica della ragion pura, la Critica della ragion pratica e la Critica del giudizio. All'università Kant inizia a sviluppare un pensiero originale, come poi accadrà per gli idealisti Fichte, Schelling e Hegel. Kant continuò ad insegnare sino al 1796 (l'ultima lezione, sulla logica, è del 23 luglio), compiendo con scrupolosità i suoi obblighi accademici anche quando, per debolezza senile, gli divennero estremamente gravosi.

Herder, che fu suo allievo negli anni 1762-1774, ha lasciato questa immagine di lui:

«Io ho avuto la felicità di conoscere un filosofo, che fu mio maestro. Nei suoi anni giovanili, egli aveva la gaia vivacità di un giovane, e questa, credo, non lo abbandonò neppure nella tarda vecchiaia. La sua fronte aperta, costruita per il pensiero, era la sede di una imperturbabile serenità e gioia; il discorso più ricco di pensiero fluiva dalle sue labbra; aveva sempre pronto lo scherzo, l'arguzia e l'umorismo, e la sua lezione erudita aveva l'andamento più divertente. Con lo stesso spirito col quale esaminava Leibniz, Wolff, Baumgarten, Crusius, Hume, e seguiva le leggi naturali scoperte da Newton, da Keplero e dai fisici, accoglieva anche gli scritti allora apparsi di Rousseau, il suo Emilio e la sua Eloisa, come ogni altra scoperta naturale che venisse a conoscere: valorizzava tutto e tutto riconduceva a una conoscenza della natura e al valore morale degli uomini priva di pregiudizi. La storia degli uomini, dei popoli e della natura, la dottrina della natura, la matematica e l'esperienza, erano le sorgenti che avvivavano la sua lezione e la sua conversazione. Nulla che fosse degno di essere conosciuto gli era indifferente; nessuna cabala, nessuna sètta, nessun pregiudizio, nessun nome superbo, aveva per lui il minimo pregio di fronte all'incremento e al chiarimento della verità. Egli incoraggiava e costringeva dolcemente a pensare da sé; il dispotismo era estraneo al suo spirito. Quest'uomo, che io nomino con la massima gratitudine e venerazione, è Immanuel Kant: la sua immagine mi sta sempre dinanzi.[29]»

La vita di Kant, priva di avvenimenti notevoli, fu dedicata interamente alle attività intellettuali, a cui fece da cornice uno stile di vita regolare e abitudinario. La sua giornata cominciava alle cinque, subito dedicata al lavoro, e continuava con la colazione, poi una passeggiata, il riposo alle dieci. Non lasciò mai la sua città natale[30], neanche dopo la chiamata dell'Università di Halle che gli offriva uno stipendio più alto, un maggior numero di studenti e di conseguenza anche maggior prestigio. Era convinto che Königsberg fosse il posto ideale per i suoi studi. Il rigorismo della sua dottrina morale e suo celebre ritiro dalla vita mondana ha favorito il fiorire di leggende sulla sua condotta di vita: si dice che egli stesso si imponesse rigide regole per le quali tutte le sere andava a dormire alle dieci in punto, per alzarsi alle cinque meno cinque del mattino seguente, senza mai anticipare o ritardare l'ora. Altresì, si racconta che i suoi concittadini regolassero gli orologi basandosi sulla sua routine quotidiana.[31]. La costanza richiesta dagli studi unita al contenuto della sua etica si sono fuse nella celebre leggenda del suo abitudinario e regolare stile di vita.[32]

La censuraModifica

L'unico fatto che uscì davvero fuori dai canoni di una vita completamente dedicata allo studio fu lo screzio che ebbe con il governo prussiano a seguito della seconda edizione, pubblicata nel 1794, dell'opera La religione entro i limiti della semplice ragione, ma con l'incoronazione di Federico Guglielmo III la libertà di stampa venne ripristinata e Kant rivendicò la libertà di pensiero nel Conflitto delle facoltà, del 1798.

La morteModifica

Morì nel 1804, dopo essere stato afflitto, a partire dal 1798,[33] da un decadimento delle funzioni cognitive ed altri disturbi che permettono di ipotizzare che fosse affetto da Alzheimer o comunque da un'altra malattia degenerativa[34]. La sua ultima frase fu: "Es ist gut" ("Va bene").

È stato sepolto in un piccolo mausoleo, nell'angolo nord-est della Cattedrale di Königsberg, odierna Kaliningrad. Sulla sua tomba vi è un epitaffio che recita l'explicit della Critica della ragion pratica:

(DE)

«Zwei Dinge erfüllen das Gemüt mit immer neuer und zunehmender Bewunderung und Ehrfurcht, je öfter und anhaltender sich das Nachdenken damit beschäftigt: Der bestirnte Himmel über mir und das moralische Gesetz in mir.»

(IT)

«Due cose riempiono la mente con sempre nuova e crescente ammirazione e rispetto, tanto più spesso e con costanza la riflessione si sofferma su di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.»

(Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica[35])

Il pensieroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pensiero di Kant.

Uno dei principali contributi della dottrina kantiana è l'aver superato la metafisica dogmatica operando una rivoluzione filosofica tramite una critica della ragione che determina le condizioni e i limiti delle capacità conoscitive dell'uomo nell'ambito teoretico, pratico ed estetico. Questi ambiti non sono scelti casualmente ma sono per Kant corrispondenti alle tre principali questioni cui la filosofia deve provare a rispondere, ovvero "Che cosa posso sapere?; Che cosa devo fare?; Che cosa ho diritto di sperare?"[36]

La Critica della ragion pura, pubblicata in prima edizione nel 1781, e in una seconda edizione, fortemente rielaborata in alcune parti nel 1787, produsse la più importante e radicale critica della tradizione metafisica aristotelico-tomistica e una contro-argomentazione delle famose Cinque Vie di san Tommaso d'Aquino: la ragione che pretende di parlare dell'incondizionato (Dio), cade in contraddizione.

Come si desume dalle Prefazioni, alla fondazione di una critica la cui funzione dichiarata avrebbe dovuto essere quella di gettare le fondamenta di un nuovo edificio della metafisica, poi elaborata nelle due opere La metafisica dei costumi e Primi principi metafisici della scienza della natura, questi ultimi, in particolare, ripresi e approfonditi nell'Opus postumum. Nella Prefazione alla seconda edizione della Critica della ragion pura, Kant prospetta la novità della propria opera paragonando la sua rivoluzione nel modo di pensare alla rivoluzione compiuta da Copernico, Galilei, Keplero e Newton nell'astronomia. Nella definizione del metodo del filosofare, Kant introduce il concetto del trascendentale a cui si atterrà, con notevoli ampliamenti e modifiche, anche nelle due opere successive (Critica della ragion pratica e Critica del giudizio), come pure in altri lavori posteriori. La sua attività di pensatore riguarda prevalentemente la gnoseologia, l'etica, l'estetica, la biologia, e la teologia; ma anche la logica, l'antropologia, la metafisica, la geografia fisica, la pedagogia e la fisica, interessi che coltivò durante tutta la sua attività filosofica, come documenta l'edizione dei suoi scritti editi e inediti pubblicata a cura dell'Accademia delle Scienze di Berlino a partire dal 1901[37].

Opere di KantModifica

L'edizione di riferimento degli scritti di Kant, comunemente utilizzata nelle citazioni, è quella a cura dell'Accademia di Berlino, conosciuta come “Akademie-Ausgabe”: Kant's Gesammelte Schriften, von der Königlich-Preußische Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Berlino 1902 ss.; i testi dei primi 23 volumi sono consultabili sul sito: Elektronische Edition der Gesammelten Werke Immanuel Kants.

Il progetto di un'edizione critica degli scritti kantiani era stato avanzato nel 1894-95 da Wilhelm Dilthey,[38] che aveva proposto di suddividere gli scritti in quattro sezioni:

  • Prima: Werke [Opere pubblicate durante la vita di Kant] - Volumi I–IX;
  • Seconda: Briefwechsel [Corrispondenza] (Volumi. X–XIII, con un Supplemento nel volume XXIII);
  • Terza: Handschriftlicher Nachlass [Lascito manoscritto] (Volumi XIV–XXIII);
  • Quarta: Vorlesungen [Lezioni 1770-1796] (Volumi XXIV–XXIX), (non ancora completata: manca la seconda parte del volume 26 Physische Geographie).

Per una descrizione del contenuto dei volumi consultare Kant in the Classroom. Materials to aid the study of Kant’s lectures di Steve Naragon.

L'edizione comprende anche i manuali usati da Kant nelle lezioni di metafisica e psicologia (Baumgartner) e logica (Meier) che Kant ha ampiamente annotato e a cui è rimasto fedele durante tutta la sua carriera. Tra i manoscritti pubblicati in questi volumi, il ‘Duisburger Nachlass' (Reflexionen 4674–84, vol. 17, pp. 643–673)[39] è di particolare interesse. Si tratta di un manoscritto databile al 1775, il cui nome deriva non dalla città di Duisburg, ma dall'essere appartenuto alla famiglia della nobildonna Luise von Duisburg (1811-1862);[40]; pubblicato per la prima volta nel 1889 ed è un contributo importante per lo studio della genesi della Critica della ragion pura, durante il ‘decennio silenzioso' (1771-1780).

I volumi XIV-XIX contengono le note manoscritte (Reflexionen) non destinate alla pubblicazione; il curatore dell'edizione, Erich Adickes, le ha suddivise per argomento ed ha stabilito l'ordine cronologico.

Alcune note manoscritte di Kant erano già state pubblicate a cura di Benno Erdmann, Reflexionen Kants zur kritischen Philosophie, Leipzig, Fues, 1882-1884: .

  • Le riflessioni di Kant sulla filosofia critica: dalle note manoscritte di Kant.
    • Vol. 1: Riflessioni sull'antropologia
    • Vol. 2: Riflessioni sulla Critica della ragion pura

Nuova edizione riveduta in un volume a cura di Norbert Hinske, Stuttgart-Bad Cannstatt,Frommann-Holzboog, 1992.

Le lezioni contenute nei volumi XXVI - XXIX non sono basate su manoscritti di Kant, ma sugli appunti dei suoi studenti[41] e sono indicate col nome dell'estensore (‘'Metaphysik Herder'’ indica gli appunti di Johann Gottfried Herder, che seguì le lezioni di Kant dal 1762 al 1764), oppure con il luogo del ritrovamento (‘'Wiener Logik'’ è un corso di lezioni ritrovato a Vienna).

Un'edizione più recente delle opere contenute nella prima sezione, con un testo in parte migliorato, è stata curata da Wilhelm Weischedel, Immanuel Kant Werke in sechs Bänden, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1983 ss.

Le opere sono ordinate secondo l'edizione dell'Accademia di Berlino (Akademie Ausgabe = AA); nelle note sono indicate le principali traduzioni in italiano.

Scritti pre-critici (1746-1780)Modifica

  • AA I: Vorkritische Schriften I (1902, seconda ed. 1910)
    • 1746 - 1749: I, 3-181 – Gedanken von der wahren Schätzung der lebendigen Kräfte und Beurtheilung der Beweise, deren sich Herr von Leibniz und andere Mechaniker in dieser Streitsache bedient haben, nebst einigen vorhergehenden Betrachtungen, welche die Kraft der Körper überhaupt betreffen. (Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive e critica delle dimostrazioni delle quali il Signor Leibniz ed altri studiosi di Meccanica si sono avvalsi in questa controversia, insieme ad alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale)[42]
    • 1754: I, 185-191 - Untersuchung der Frage, ob die Erde in ihrer Umdrehung um die Achse, wodurch sie die Abwechselung des Tages und der Nacht hervorbringt, einige Veränderung seit den ersten Zeiten ihres Ursprungs erlitten habe und woraus man sich ihrer versichern könne, welche von der Königl. Akademie der Wissenschaften zu Berlin zum Preise für das jetztlaufende Jahr aufgegeben worden. (Esame della questione se la Terra ha subito qualche variazione nella sua rivoluzione intorno all'asse)[43]
    • 1754: I, 195-213 - Die Frage, ob die Erde veralte, physikalisch erwogen. (Se la terra invecchi da un punto di vista fisico)[43]
    • 1755: I, 217-368 - Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels oder Versuch von der Verfassung und dem mechanischen Ursprunge des ganzen Weltgebäudes, nach Newtonischen Grundsätzen abgehandelt. (Storia universale della natura e teoria del cielo, o ricerca intorno alla costituzione e all'origine meccanica dell'intero sistema del mondo condotta secondo i principi newtoniani)[44]
    • 1755: I, 371-384 - Meditationum quarundam de igne succincta delineatio. (De igne (Breve esposizione di alcune meditazioni sul fuoco) dissertazione di dottorato[45]
    • 1755: I, 387-416 - Principiorum primorum cognitionis methapysicae nova dilucidatio (Nuova delucidazione dei primi princìpi della conoscenza metafisica) tesi di libera docenza universitaria[46]
    • 1756: I, 419-427 - Von den Ursachen der Erderschütterungen bei Gelegenheit des Unglücks, welches die westliche Länder von Europa gegen das Ende des vorigen Jahres betroffen hat. (Sulle cause dei terremoti in occasione della sciagura che ha colpito le terre occidentali d'Europa verso la fine dell'anno trascorso)[47][48]
    • 1756: I, 431-461 - Geschichte und Naturbeschreibung der merkwürdigsten Vorfälle des Erdbebens, welches an dem Ende des 1755sten Jahres einen großen Theil der Erde erschüttert hat. (Storia e descrizione naturale degli straordinari eventi del terremoto che alla fine del 1755 ha scosso gran parte della terra)[48]
    • 1756: I, 465-472 - Fortgesetzte Betrachtung der seit einiger Zeit wahrgenommenen Erderschütterungen. (Ulteriori considerazioni sui terremoti avvertiti da qualche tempo)[48]
    • 1756: I, 475-487 - Metaphysicae cum geometria iunctae usus in philosophia naturali, cuius specimen I. continet monadologiam physicam. (Monadologia physica)[46][49]
    • 1756: I, 491-503 - Neue Anmerkungen zur Erläuterung der Theorie der Winde. (Nuove annotazioni per la spiegazione della teoria dei venti)[43][50]
  • AA II: Vorkritische Schriften II (1905, seconda ed. 1912)
    • 1757: II, 3-12 - Entwurf und Ankündigung eines Collegii der physischen Geographie nebst dem Anhange einer kurzen Betrachtung über die Frage: Ob die Westwinde in unsern Gegenden darum feucht seien, weil sie über ein großes Meer streichen. (Progetto di un Collegio di geografia fisica)
    • 1758: II, 15-25 - Neuer Lehrbegriff der Bewegung und Ruhe und der damit verknüpften Folgerungen in den ersten Gründen der Naturwissenschaft. (Nuova dottrina del moto e della quiete e delle loro conseguenze rispetto ai primi principi della scienza naturale)[46]
    • 1759: II, 29-35 - Versuch einiger Betrachtungen über den Optimismus. (Saggio su alcune considerazioni a proposito dell'ottimismo)[48]
    • 1760: II, 39-44 - Gedanken bei dem frühzeitigen Ableben des Herrn Johann Friedrich von Funk. (Pensieri sulla morte prematura del signor Johann Friedrich von Funk)
    • 1762: II, 47-61 - Die falsche Spitzfindigkeit der vier syllogistischen Figuren erwiesen. (La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche)[51]
    • 1763: II, 65-163 - Der einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes. (L'unico argomento possibile per una dimostrazione dell'esistenza di Dio)[46]
    • 1763: II, 167-204 - Versuch den Begriff der negativen Größen in die Weltweisheit einzuführen. (Tentativo per introdurre nella filosofia il concetto delle quantità negative)[46]
    • 1764: II, 207-256 - Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen. (Considerazioni sul sentimento del bello e del sublime)[46][52]
    • 1764: II, 259-271 - Versuch über die Krankheiten des Kopfes. (Saggio sulle malattie della mente)[53]
    • 1764: II, 275-301 - Untersuchung über die Deutlichkeit der Grundsätze der natürlichen Theologie und der Moral. (Indagine sulla distinzione dei principi della teologia naturale e della morale) risposta al quesito della Reale Accademia di Scienze di Berlino per l'anno 1763[46]
    • 1765: II, 305-313 - Nachricht von der Einrichtung seiner Vorlesungen in dem Winterhalbenjahre von 1765-1766. (Annuncio di Immanuel Kant sul programma delle sue lezioni del semestre invernale 1765-66)[54]
    • 1766: II, 317-373 - Träume eines Geistersehers, erläutert durch Träume der Metaphysik. (Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica)[46][55]
    • 1768: II, 377-383 - Von dem ersten Grunde des Unterschiedes der Gegenden im Raume. (Del primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio)[46]
    • 1770: II, 387-419 - De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (Dissertazione sulla forma e i princìpi del mondo sensibile e intelligibile)[49][56]
    • 1771: II, 423-425 - Recension von Moscatis Schrift: Von dem körperlichen wesentlichen Unterschiede zwischen der Structur der Thiere und Menschen. (Recensione della traduzione tedesca dello scritto di Pietro Moscati Della essenziale differenza corporea fra la struttura di animali e uomini)[57]
    • 1775: II, 429-443 - Von den verschiedenen Racen der Menschen. (Delle diverse razze di uomini)[58]
    • 1776: II, 447-448 - Aufsätze, das Philanthropin betreffend. Erster Aufsatz. (Primo saggio sul 'Philantropinum', una scuola riformista fondata da Johann Bernhard Basedow nel 1774)
    • 1777: II, 449-452 - Aufsätze, das Philanthropin betreffend. Zweiter Aufsatz. An das gemeine Wesen. (Secondo saggio sul 'Philantropinum')

Scritti critici (1781-1804)Modifica

  • 1787: AA III: Kritik der reinen Vernunft (Zweite Auflage) (1904, seconda ed. 1911) - (Critica della ragion pura, seconda edizione)
  • 1781: AA IV: Kritik der reinen Vernunft (Erste Auflage). Prolegomena, Grundlegung zur Metaphysik der Sitten, Metaphysische Anfangsgründe der Naturwissenschaft (1903, seconda ed. 1911)
  • AA V: Kritik der praktischen Vernunft. Kritik der Urtheilskraft (1908, seconda ed. 1913)
  • AA VI: Die Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft. Die Metaphysik der Sitten (1907, seconda ed. 1914)
  • AA VII: Der Streit der Fakultäten. Anthropologie in pragmatischer Hinsicht (1907, seconda ed. 1917)
    • 1798: VII, 5-116 - |Der Streit der Fakultäten. (Il conflitto delle facoltà)[67]
    • 1798: VII, 119-333 - Anthropologie in pragmatischer Hinsicht. (Antropologia dal punto di vista pragmatico)[68][69]
  • AA VIII: Abhandlungen nach 1781 (Saggi scritti dopo il 1781, 1912, seconda ed. 1923)
    • 1782: VIII, 3-4 - Anzeige des Lambert'schen Briefwechsels. (Recensione dell'edizione della corrispondenza di Johann Heinrich Lambert)
    • 1782: VIII, 6-8 - Nachricht an Ärzte. (Messaggio ai medici sull'epidemia di primavera del 1782)
    • 1783: VIII, 10-14 - Recension von Schulz's Versuch einer Anleitung zur Sittenlehre für alle Menschen, ohne Unterschied der Religion, nebst einem Anhange von den Todesstrafen. (Recensione di Johann Heinrich Schulz, Saggio di una guida etica per tutti gli uomini, senza distinzione di religione, con un'appendice sulla pena di morte)[58]
    • 1784: VIII, 17-31 - Idee zu einer allgemeinen Geschichte in weltbürgerlicher Absicht. (Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico)[58][70]
    • 1784: VIII, 35-42 - Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung?. (Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?)[71]
    • 1785: VIII, 45-66 - Recensionen von J.G.Herders Ideen zur Philosophie der Geschichte der Menschheit.Theil 1. 2. (Recensione di Johann Gottfried Herder, Idee per la filosofia della storia dell'umanità)[58]
    • 1785: VIII, 69-76 - Über die Vulkane im Monde. 'Sui vulcani della luna)[43]
    • 1785: VIII, 79-87 - Von der Unrechtmäßigkeit des Büchernachdrucks. (L'illegittimità della ristampa dei libri)[72]
    • 1785: VIII, 91-106 - Bestimmung des Begriffs einer Menschenrace. (Determinazione del concetto di razza umana)[58]
    • 1786: VIII, 127-130 - Recension von Gottlieb Huseland's Versuch über den Grundsatz des Naturrechts. (Recensione di Gottlieb Huseland, Saggio sul fondamento del diritto naturale)[58]
    • 1786: VIII, 133-147 - Was heißt: Sich im Denken orientiren? (Che cosa significa orientarsi nel pensiero?)[71]
    • 1786: VIII, 151-155 - Einige Bemerkungen zu L. H. Jakob's Prüfung der Mendelssohn'schen Morgenstunden. (Alcune osservazioni sulla recensione di L. H. Jakob all'opera di Moses Mendelssohn, Le ore del mattino. Lezioni sull'esistenza di Dio)
    • 1788: VIII, 159-184 - Über den Gebrauch teleologischer Principien in der Philosophie. (Sull'impiego dei principi teleologici in filosofia)[71]
    • 1790: VIII, 187-251 - Über eine Entdeckung, nach der alle neue Kritik der reinen Vernunft durch eine ältere entbehrlich gemacht werden soll. (Su una scoperta secondo la quale ogni nuova critica della ragion pura sarebbe resa superflua da una più antica) (contro Johann Augustus Eberhard)[71]
    • 1791: VIII, 255-271 - Über das Mißlingen aller philosophischen Versuche in der Theodicee. (Sul fallimento di tutti i tentativi filosofici in teodicea)[71]
    • 1793: VIII, 275-313 - Über den Gemeinspruch: Das mag in der Theorie richtig sein, taugt aber nicht für die Praxis. (Sul detto comune: "Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica")[58][73]
    • 1794: VIII, 317-324 - Etwas über den Einfluß des Mondes auf die Witterung. (A proposito dell'influenza della luna sul clima)[43]
    • 1794: VIII, 327-329 - Das Ende aller Dinge. (La fine di tutte le cose)[71][74]
    • 1795: VIII, 343-386 - Zum ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf. (Per la pace perpetua)[71]
    • 1796: VIII, 389-406 - Von einem neuerdings erhobenen vornehmen Ton in der Philosophie. (D'un tono da signori assunto di recente in filosofia)[71]
    • 1796: VIII, 413-422 - Verkündigung des nahen Abschlusses eines Tractats zum ewigen Frieden in der Philosophie. (Annuncio del prossimo completamento d'un trattato per la pace perpetua in filosofia)[71]
    • 1797: VIII, 425-430 - Über ein vermeintes Recht aus Menschenliebe zu lügen. (Esame di una controversia matematica basata su un malinteso)
    • 1797: VIII, 425-430 - Über ein vermeintes Recht aus Menschenliebe zu lügen. (Sul presunto diritto di mentire per amore dell'umanità)[58][75]
    • 1798: VIII, 430-438 - Über die Buchmacherei. (Sulla realizzazione di libri)[58]
    • 1800: VIII, 441 - Vorrede zu Reinhold Bernhard Jachmanns Prüfung der Kantischen Religionsphilosophie. (Prefazione al libro di Reinhold Bernhard Jachmann, Esame della filosofia kantiana della religione)
    • 1800: VIII, 445 - Nachschrift zu Christian Gottlieb Mielckes Littauisch-deutschem und deutsch-littauischem Wörterbuch. (Poscritto al Dizionario lituano-tedesco di Christian Gottlieb Mielcke)
    • 1764: VIII, 449-450 - Recension von Silberschlags Schrift: Theorie der am 23. Juli 1762 erschienenen Feuerkugel. (Recensione dello scritto di Johann Silberschlag Teoria della cometa apparsa il 23 luglio 1762)
    • 1788: VIII, 453-460 - Kraus' Recension von Ulrich's Eleutheriologie. (Sulla recensione di Christian Jacob Kraus all' Eleutheriologie, oder über Freyheit und Nothwendigkeit (1788) di Johann August Heinrich Ulrich)
  • AA IX: Logik - Physische Geographie - Pädagogik (1923)
    • 1800: IX, 1-150 - Logik. ('Logica, a cura di Gottlob Benjamin Jäsche, allievo di Kant)[76]
    • 1802: IX, 151-436 - Physische Geographie. (Geografia fisica, a cura di Friedrich Theodor Rink)[77]
    • 1803: IX, 437-499 - Pädagogik. 'Pedagogia, a cura di Friedrich Theodor Rink)[78]

CorrispondenzaModifica

  • AA X: Briefwechsel Band I. 1747-1788 (1900, seconda ed. 1922)
  • AA XI: Briefwechsel Band II. 1789-1894 (1900, seconda ed. 1922)
  • AA XII: Briefwechsel Band III. 1895-1803 (1902, seconda ed. 1922)*
    • 1793: XII, 31-35: Zu Sommering, uber das Organ der Seele" (A proposito dell'opera di Sommering sull'organo dell'anima)[79]
    • 1799: XII, 370-371: Erklärung in Beziehung auf Fichtes Wissenschaftslehre (Dichiarazione riguardo alla 'Dottrina della scienza' di Fichte)[80]
  • AA XIII: Briefwechsel Band IV. Anmerkungen und Register (1922)

Manoscritti postumiModifica

  • AA XIV: Handschriftlicher Nachlaß: Mathematik - Physik und Chemie - Physische Geographie (1911, seconda ed. 1925)
  • XIV, 3-61: Reflexionen zur Mathematik. (Riflessioni sulla matematica)
  • XIV, 65-537: Reflexionen zur Physik und Chemie. (Riflessioni sulla fisica e la chimica)
  • XIV, 541-635: Reflexionen zur physischen Geographie. (Riflessioni sulla geografia fisica)
  • AA XV: Handschriftlicher Nachlaß: Anthropologie. (1913, seconda ed. 1923)
  • Erste Hälfte. (Prima parte)
  • XV, 5-54: Erläuterungen zur Psychologia empirica in A. G. Baumgartens Metaphysica. Alexander Georg Baumgarten, Metaphysica, (§§ 504-699: Psychologia empirica) (Annotazioni sulla psicologia empirica nella Metaphysica di Alexander Gottlieb Baumgarten; ristampa dei §§ 504-699 della Psychologia empirica)
  • XV, 57-654: Reflexionen zur Anthropologie.
  • Zweite Hälfte. (Seconda parte)
  • XV, 657-798: Entwürfe zu dem Colleg über Anthropologie aus den 70er und 80er Jahren. (Progetto di un Collegio sull'antropologia degli anni '70 e '80)
  • 1777: XV, 799-899 - Erster Anhang. Entwurf zu einer Opponenten-Rede. (prima appendice: Progetto per un discorso come Opponente: sulla tesi di laurea di J. G. Kreutzfeld, Dissertatio Philologico-Poetica de Principiis Fictionum Generalioribus)[81]
  • 1788: XV, 939-953 - Zweiter Anhang. De medicina corporis, quae philosophorum est. (seconda appendice: La medicina del corpo,[82]
  • AA XVI: Handschriftlicher Nachlaß: Logik (1914, seconda ed. 1924)
    • Georg Friedrich Meier, Auszug aus der Vernunftlehre (1752) (ristampa dell' Estratto della dottrina della ragione di F. F. Meier)
  • AA XVII: Handschriftlicher Nachlaß: Metaphysik. Erster Teil (1926)
    • XVII, 3-226: Erläuterungen zu A. G. Baumgartens "Metaphysica" , (Annotazioni sulla Metaphysica di A. G. Baumgarten); ristampa di Alexander Gottlieb Baumgarten, Metaphysica (IV ed., 1757, tranne i §§ 504-699, ristampati nel vol. 15)
    • XVII, 227-745: Reflexionen zur Metaphysik. (Riflessioni sulla metafisica. Le Reflexionen 4674–4684, (pp. 643–673) contengono il testo noto come Duisburger Nachlass del 1775)
  • AA XVIII: Handschriftlicher Nachlaß: Metaphysik. Zweiter Teil (1928)
    • XVIII, 5-488: Reflexionen zur Metaphysik
    • XVIII, 489-606: Bemerkungen Kants in seinem Handexemplar von Eberhards Vorbereitung zur natürlichen Theologie
    • XVIII, 607-725: |Reflexionen zur Metaphysik (1790-1804)
  • AA XIX: Handschriftlicher Nachlaß: Moralphilosophie, Rechtsphilosophie und Religionsphilosophie (1934)
    • XIX, 7-91: Erläuterungen Kants zu A. G. Baumgartens Initia philosophiae practicae primae
    • XIX, 92-317: Reflexionen zur Moralphilosophie
    • XIX, 325-442: Erläuterungen Kants zu G. Achenwalls, Iuris naturalis Pars posterior
    • XIX, 445-613: Reflexionen zur Rechtphilosophie
    • XIX, 617-654: Reflexionen zur Religionsphilosophie
  • AA XX: Handschriftlicher Nachlaß: Bemerkungen zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen, Rostocker Kantnachlass, Preisschrift über die Fortschritte der Metaphysik (1942)
    • XX, 3-182: Bemerkungen zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen.
    • XX, 183-192: Lose Blätter zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen.
    • 1790: XX, 195-251: Erste Einleitung in die Kritik der Urteilskraft. :(Prima introduzione alla critica della facoltà di giudizio.)[83] (il testo, lasciato inedito da Kant, fu ritrovato da Wilhelm Dilthey nel 1889 nella Biblioteca dell'università di Rostock e pubblicato solo nel 1914.)
    • XX, 257-332: Preisschrift über die Fortschritte der Metaphysik. (Welches sind die wirklichen Fortschritte, die Metaphysik seit Leibnizens und Wolfs Zeiten in Deutschland gemacht hat?) Sulla questione messa a concorso dall'Accademia reale delle scienze per l'anno 1791: quali sono i reali progressi compiuti dalla metafisica in Germania dai tempi di Leibniz e di Wolff?[71]
    • XX, 335-351: Lose Blätter zu den Fortschritten der Metaphysik.
    • XX, 355-378: Vorarbeiten zur Schrift gegen Eberhard.
    • XX, 381-423 Zur Rezension von Eberhards Magazin (II. Band).
    • XX, 427-440: Vorredeentwürfe zur Religionsphilosophie.
    • XX, 445-467: Bemerkungen zur Rechtslehre.
  • AA XXI: Handschriftlicher Nachlaß: Opus postumum (1936). Erste Hälfte.
  • AA XXII: Handschriftlicher Nachlaß: Opus postumum (1938). Zweite Hälfte.
  • AA XXIII: Handschriftlicher Nachlaß: Vorarbeiten und Nachträge (1955)
    • XXIII, 3-7: |'Fragment zur Preisfrage von 1754.
    • XXIII, 11-13: Vorredeentwurf zur Allgemeinen Naturgeschichte und Theorie des Himmels.
    • XXIII, 17-20: Nachträge zur Kritik der reinen Vernunft (1. Auflage).
    • XXIII, 53-65: Vorarbeit zu den Prolegomena zu einer jeden künftigen Metaphysik.
    • XXIII, 69-71: Vorarbeit zur Kritik der praktischen Vernunft.
    • XXIII, 75-76: Vorarbeit zu Über den Gebrauch teteologischer Principien in der Philosophie.
    • XXIII, 79-81: Vorarbeit zur Ulrich-Rezension.
    • XXIII, 85: Vorarbeit zu Über das Mißlingen aller philosophischen Versuche in der Theodicee.
    • XXIII, 89-124: Vorarbeiten zur Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft.
    • XXIII, 127-143: Vorarbeiten zu Über den Gemeinspruch: Das mag in der Theorie richtig sein, taugt aber nicht für die Praxis.
    • XXIII, 147-148: Vorarbeiten zu Etwas über den Einfluß des Mondes auf die Witterung.
    • XXIII, 151-152: Vorarbeit zu Das Ende aller Dinge.
    • XXIII, 155-192: Vorarbeiten zu Zum Ewigen Frieden.
    • XXIII, 195: Vorarbeit zu Von einem neuerdings erhobenen vornehmen Ton in der Philosophie.
    • XXIII, 199-205: Vorarbeiten zu Ausgleichung eines auf Mißverstand beruhenden mathematischen Streits.
    • XXIII, 211-419: Vorarbeiten zu Die Metaphysik der Sitten.
    • XXIII, 423-464: Vorarbeiten zum Streit der Fakultäten.
    • XXIII, 467-468: Vorarbeit zu Jachmanns Prüfung der Kantischen Religionsphilosophie (Prospectus).
    • XXIII, 471-475: Ergänzungen zu den Fortschritten der Metaphysik.
    • XXIII, 479-488: Ergänzungen zum Opus Postumum.
    • XXIII, 491-500: Ergänzungen zum Briefwechsel.
    • XXIII, 501: Ergänzungen zu den Stammbuchblättern.

Vorlesungen (Lezioni universitarie)Modifica

  • AA XXIV: Logik, a cura di Gerhard Lehmann (1966). Erste Hälfte
    • XXIV, 3-6: I. Logik Herder.
    • XXIV, 16-301: II. Logik Blomberg.
    • XXIV, 311-496: III. Logik Philippi.
  • AA XXIV: Logik, a cura di Gerhard Lehmann (1966).Zweite Hälfte
    • XXIV, 502-602: IV. Logik Pölitz.
    • XXIV, 608-686: V. Logik Busolt.
    • XXIV, 693-784: VI. Logik Dohna–Wundlacken nach der Ausgabe von Kowalewski.
    • XXIV, 790-940: VII. Wiener Logik.
    • XXIV, 941-942: VIII. Logik Auszüge Schlapp.
    • XXIV, 943-944: Aus der Logik Hintz.
    • XXIV, 944-952: Aus der Logik Hoffmann.
    • XXIV, 953-1084: Anhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten.
    • XXIV, 1025-1089: Verzeichnis der Paragraphen von Meiers Auszug aus der Vernunftlehre und Angabe ihrer Stellen in den Logikvorlesungen dieses Bandes.
    • XXIV, 1099-1102: Nachträge und Berichtigungen.
  • AA XXV: Vorlesungen über Anthropologie, a cura di Reinhard Brandt e Werner Stark (1997). Erste Hälfte
    • XXV, 7-238: I. 1772/73: Collins.
    • XXV, 243-463: II. 1772/73: Parow.
    • XXV, 469-728: III. 1775/76: Friedländer (Ms 399/400).
  • AA XXV: Vorlesungen über Anthropologie, a cura di Reinhard Brandt e Werner Stark (1997). Zweite Hälfte
    • XXV, 733-847: IV. 1777/78: Pillau.
    • XXV, 853-1203: V. 1781/82 (?): Menschenkunde.
    • XXV, 1209-1429: VI. 1784/58: Mrongovius
    • XXV, 1435-1631: VII. 1788/89 (?): Busolt.
    • XXV, 1535-1564: VIII. 1772 ff. Zusatzkommentare.
    • XXV, 1565-1658: Verzeichnis.
    • XXV, 1659-1691: Register.
  • AA XXVI: Physische Geographie, a cura di Werner Stark (2009). Band 1
  • AA XXVI: Physische Geographie Band 2 - noch nicht erschienen. (non acora pubblicato)
  • AA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1974). Erste Hälfte
    • XXVII, 3-89: I. Praktische Philosophie Herder.
    • XXVII, 96-235: II. Praktische Philosophie Powalski.
    • XXVII, 243-471: III. Moralphilosophie Collins.
  • AA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1975) Zweite Hälfte, Erster Teil
    • XXVII, 479-732: IV. Metaphysik der Sitten Vigilantius.
    • XXVII, 737-869: Alexander Georg Baumgarten, Ethica Philosophica (1751).
    • XXVII, 873-1028: Alexander Georg Baumgarten, Ethica Philosophica (1763).
  • AA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1979) Zweite Hälfte, Zweiter Teil
    • XXVII, 1029-1204: Anhang. Einleitung. Erläuterungen.Textänderungen und Lesarten.
    • XXVII, 1205-1316: Varianten.
    • XXVII, 1205: Moralphilosophie Kaehler.
    • XXVII, 1206-1219: Philosophische Moral v. Brandt / Aron.
    • XXVII, 1220-1247: Philosophica practica Marburg.
    • XXVII, 1248-1266: 'Mo: ralische Vorlesung 1791.
    • XXVII, 1267-1316: Philosophische Moral Dilthey.
    • XXVII, 1319-1394: Naturrecht Feyerabend.
    • XXVII, 1397-1581: Moral Mrongovius.
    • XXVII, 1582-1583: Berichtigungen.
  • XXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1968). Erste Hälfte. Vorlesungen über Metaphysik.
    • XXVIII, 5-166: I. Metaphysik Herder.
    • XXVIII, 167-350: II. Metaphysik L1 (Heinze, Pölitz).
    • XXVIII, 355-459: III. Metaphysik Volckmann
    • XXVIII, 461-524: IV. Metaphysik v. Schön Ontologie.
  • XXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1970). Zweite Hälfte, Erster Teil. Vorlesungen über Metaphysik
    • XXVIII, 525-610: V. Metaphysik L2 (Pölitz).
    • XXVIII, 615-702: VI. Metaphysik Dohna nach dem Original.
    • XXVIII, 705-816: VII. Metaphysik K2 (Heinze, Schlapp).
    • XXVIII, 817-838: VIII. Metaphysik K3 (Arnoldt, Schlapp).
    • XXVIII, 839-962: IX. Nachträge Herder.
  • XXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1972). Zweite Hälfte, Zweiter Teil. Vorlesungen über Rationaltheologie
    • XXVIII, 993-1126: I. Philosophische Religionslehre nach Pölitz.
    • XXVIII, 1131-1225: II. Natürliche Theologie Volckmann nach Baumbach.
    • XXVIII, 1231-1319: III. Danziger Rationaltheologie.
    • XXVIII, 1323-1331: IV. Fragment einer späteren Rationaltheologie.
    • XXVIII, 1333-1529: Anhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten. Ergänzungen.
  • AA XXIX: Kleinere Vorlesungen (Enzyklopädie, Mathematik, Physik) und Ergänzungen, a cura di Gerhard Lehmann (1980). Erste Hälfte. Kleinere Vorlesungen
    • XXIX, 5-45: I. Philosophische Enzyklopädie.
    • XXIX, 49-66: II. Mathematik Herder.
    • XXIX, 69-71: III. Physik Herder
    • XXIX, 75-91: IV. Berliner Physik.
    • XXIX, 97-169: V. Danziger Physik.
    • XXIX, 173-590: W. J. G. Karsten, Anleitung zur gemeinnützlichen Kenntniß der Nature, besonders für angehende Aerzte, Cameralisten und Oeconomen (1783). Ergänzungen I.
    • XXIX, 597-642: Moral Mrongovius II.
    • XXIX, 643-742: Anhang. Einleitung. Erläuterungen. Textveränderungen und Lesarten.
  • AA XXIX: Kleinere Vorlesungen (Enzyklopädie, Mathematik, Physik) und Ergänzungen, a cura di Gerhard Lehmann (1983). Zweite Hälfte. Ergänzungen II.
    • XXIX, 747-940: Metaphysik Mrongovius.
    • XXIX, 945-1040: Metaphysik Arnoldt (K3).
    • XXIX, 1045-1047: Logik Mrongovius.
    • XXIX, 1053-1077: Vernunft-Theologie Magath Varianten.
    • XXIX,1079-1184: Anhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten.

Alcune lezioni sono state pubblicate in edizioni separate:

  • Eine Vorlesung Kants über Ethik (1775-1781), im Auftrage der Kantgesellschaft, a cura di Paul Menzer, Berlin, Pan Verlag Rolf Heise, 1924.
  • Logik-Vorlesung. Unveröffentlichte Nachschriften. I. Logik Bauch; II. Logik Hechsel; Warschauer Logik, a cura di Tillmann Pinder, Hamburg, Felix Meiner, 1998.
  • Vorlesung zur Moralphilosophie, a cura di Werner Stark, con un'introduzione di Manfred Kühn, Berlino, Walter de Gruyter, 2004.
  • Le lezioni sul diritto naturale, note come Naturrecht Feyerabend, risalenti al 1784, sono state pubblicate in edizione critica in tre volumi: cfr. H. P. Delfosse, N. Hinske, G. Sadun Bordoni, Kant-Index, Band 30: Stellenindex und Konkordanz zum “Naturrecht Feyerabend”, Teilband I: Einleitung des“Naturrechts Feyerabend”, Stuttgart 2010; Stellenindex und Konkordanz zum “Naturrecht Feyerabend”, Teilband II und Teilband III; Abhandlung des “Naturrechts Feyerabend”, Stuttgart 2014.

Traduzioni degli Scritti postumi e delle LezioniModifica

  • Opus postumum [Passaggio dai principi metafisici della scienza della natura alla fisica] trad. Vittorio Mathieu, Bologna, Zanchelli, 1963.
  • Lezioni di etica trad. Augusto Guerra, Bari. Laterza, 1971.
  • Lezioni di psicologia trad. Gian Antonio De Toni, introduzione di Luciano Mecacci, Bari, Laterza, 1986.
  • Contro Eberhard. La polemica sulla Critica della ragion pura, a cura di Claudio La Rocca, Pisa, Giardini 1994.
  • Lezioni sulla conoscenza naturale dell'uomo, a cura di H. Hohenegger, "MicroMega", 4, 1997, 237-270.
  • Versi sulla virtù benevola, testo inedito a cura di Werner Stark, trad. di A. Anedda, "MicroMega", 5, 1997, 227-234.
  • Sul piacere e sul dolore. Immanuel Kant discute Pietro Verri, a cura di P. Giordanetti, Milano, Unicopli, 1998 (contiene la traduzione italiana con testo a fronte di tutti i passi inediti ed editi in cui Kant discute il pensiero di Verri; la discussione si svolge soprattutto nelle Lezioni di antropologia, pubblicate nel 1997 in edizione critica nel volume XXV della Akademie-Ausgabe).
  • Realtà ed esistenza. Lezioni di metafisica: introduzione e ontologia, trad. di Armando Rigobello, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1998.
  • Inganno e illusione, in I. Kant-J.G. Kreutzfeld, Inganno e illusione. Un confronto accademico, a cura di M.T. Catena, Napoli, Guida, 1998, pp. 41–62.
  • Logica di Vienna, trad. Bruno Bianco, Milano Franco Angeli, 2000.
  • Annotazioni alle Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime, a cura di Maria Teresa Catena, Napoli, Guida, 2002.
  • Lezioni sul diritto naturale (Naturrecht Feyerabend), testo tedesco a fronte, a cura di Norbert Hinske e Gianluca Sadun Bordoni, Milano, Bompiani, 2016.
  • Riflessioni sulla Critica della ragion pura da annotazioni manoscritte, a cura di Benno Erdmann, trad. Raffaele Ciafardone, Nocera Inferiore, Orthotes, 2017.

Traduzioni della CorrispondenzaModifica

  • Immanuel Kant, Epistolario filosofico 1761-1800, a cura di Oscar Meo, Genova, Il Nuovo Melangolo, 1990. (antologia)

Kant fu in corrispondenza con filosofi e scienziati famosi (gli anni si riferiscono alle lettere pubblicate):

Tra le lettere importanti sono da citare almeno:

  • A Marcus Herz (7 giugno 1771)
  • A Marcus Herz (21 febbraio 1772 - la lettera più famosa)
  • A Christian Garve (7 agosto 1783)
  • A Marcus Herz (26 maggio 1789)

NoteModifica

  1. ^ a b Höffe, 1997, cit., p. 10.
  2. ^ (DE) Darstellung des Lebens und Charakters Immanuel Kant's ("Ritratto della vita e della personalità di Immanuel Kant").
  3. ^ (DE) Immanuel Kant geschildert in Briefen an einen Freund ("Immanuel Kant ritratto nelle lettere a un amico").
  4. ^ (DE) Immanuel Kant in seinen letzten Lebensjahren ("Immanuel Kant nei suoi ultimi anni di vita").
  5. ^ Letzte Äußerungen Kants von einem seinem Tischgenossen ("Le ultime dichiarazioni di Kant da uno dei suoi commensali").
  6. ^ (DE) Ansichten Aus Immanuel Kants Leben, 1805 ("Opinioni sulla vita di Kant").
  7. ^ I. Kant, Epistolario filosofico 1761-1800, a cura di O. Meo, Il Nuovo Melangolo, Genova 1990. L'edizione delle Opere di Kant dell'Accademia di Berlino, in cui l'epistolario si trova ai volumi X - XIII, riporta come prima lettera quella a Johann Christoph Bohlius del 22 aprile 1747.
  8. ^ a b c d Höffe, 1997, cit., p. 11.
  9. ^ Per una biografia moderna, che descrive il suo percorso intellettuale, vedere Manfred Kuehn, Kant. Una biografia, Bologna, Il Mulino, 2011.
  10. ^ Maurizio Pancaldi, Mario Trombino, Maurizio Villani, Atlante della filosofia: gli autori e le scuole, le parole, le opere, Hoepli editore, 2006, p. 263.
  11. ^ Nicola Ghezzani, La paura di amare. Capire l'anoressia sentimentale per riaprirsi alla vita, FrancoAngeli, 2012 p.34
  12. ^ Saverio Mauro Tassi, Le disavventure del pensiero filosofico-scientifico
  13. ^ Nella Metafisica dei costumi Kant critica apertamente l'omosessualità
  14. ^ Kant è stato oggetto dell'opera satirica di Frédéric Pagès, professore di filosofia e collaboratore del settimanale satirico francese Le Canard enchaîné che ha inventato il personaggio di Jean-Baptiste Botul, filosofo presunto specialista di Kant, che avrebbe tenuto alcune lezioni in Paraguay, a Nueva Königsberg, un'immaginaria colonia di tedeschi emigrati che si riproponevano di imitare puntigliosamente le abitudini di vita di Kant. Gli aneddoti e la vita sessuale di Kant erano poi state riportati nell'opera di Jean-Baptiste Botul La vita sessuale di Kant (tradotto in Italia da Emanuela Schiano Di Pepe, introduzione di Frédéric Pagès, Il Melangolo, Genova, 2011) che ha avuto il merito di attrarre l'attenzione del filosofo francese Bernard-Henri Lévy che si è riferito al testo di Botul su Kant senza accorgersi che si trattava di un filosofo immaginario.
  15. ^ Heiner F. Klemme, Die Schule Immanuel Kants. Mit dem Text von Christian Schiffert uber das Konigsberger Collegium Fredericianum, Hamburg, Meiner, 1994
  16. ^ Höffe, 1997, cit., p. 11-12.
  17. ^ Notizie riferite dal decano della facoltà di Filosofia S. G. Wald in un breve racconto sugli insegnanti di Kant e sulle sue esperienze scolastiche in un discorso commemorativo pronunciato il 23 aprile 1804 in R. Reicke, Kantiana, Königsberg, 1860, p. 56.
  18. ^ a b c d Höffe, 1997, cit., p. 12.
  19. ^ F. T. Rink, Ansichten Aus Immanuel Kants Leben, cit. p 13, citato da: Guido De Ruggiero, Storia della filosofia, Volume 6, Laterza, 1968 p.151
  20. ^ Benno Erdmann, Martin Knutzen und seine Zeit. Ein Beitrag, Leipzip, 1876; Manfred Kuehn, "Knutzen, Martin (1713–51)", in Heiner F. Klemme, Manfred Kuehn (eds.), The Dictionary of Eighteenth-Century German Philosophers, Londra, Continuum, 2010.
  21. ^ Manfred Kuehn nel saggio "Kant's Teachers in the Exact Sciences", in Eric Watkins (ed.), Kant and the Sciences, New York, Oxford University Press, 2001, pp. 11-30, ha sostenuto, in contrasto con Erdmann, che l'attitudine di Kant verso Knutzen fu critica fin dalla pubblicazione dei Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive (1747).
  22. ^ Höffe, 1997, cit., p. 13.
  23. ^ Il dibattito sulla 'vis viva' tra cartesiani e leibniziani
  24. ^ "Principi Metafisici della Foronomia" in I.Kant, Principi metafisici della scienza della natura (1786), traduzione italiana con testo tedesco a fronte di Paolo Pecere, Milano, Bompiani, 2003, pp. 127-171.
  25. ^ I. Kant, Gedanken, (Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive), KGS, I, §. 25, p. 36, n. In merito al principio di ragion sufficiente, si veda, in particolare: A.G. Baumgarten, Metaphysica per Alexandrum Gottlieb Baumgarten Professorem Philosophiae, Halae Magdeburgicae, Impensis C. H. Hemmerde, 1739, 292 pp., §§. XXI-XXX, pp. 5-6.
  26. ^ All'attività di Kant come insegnante è dedicato il sito di Steve Naragon, Kant in the Classroom.
  27. ^ Akademie Ausgabe. X, pp. 121-124; I. Kant, Epistolario filosofico 1761-1800, pp. 61-63.
  28. ^ Immanuel Kant, Dissertazioni latine, Nota introduttiva, Giunti 2014, p.207
  29. ^ Johann Gottfried Herder (In Edgar Quinet, Essai sur Herder, in Oeuvres complètes, VIII, Ginevra, Slatkine, 1990, pp. 120-121)
  30. ^ Höffe, 1997, cit., p. 10. Pure, notevole era la sua competenza in geografia.
  31. ^ F. Palazzi, Enciclopedia degli aneddoti, Zanichelli, Bologna, 2005.
  32. ^ D. Massaro, La comunicazione filosofica, Paravia, Milano, 2002.
  33. ^ Lettera a Christian Garve del 21.9.1798: in cui Kant dice di sentirsi «come paralizzato per i lavori spirituali», Epistolario filosofico 1761-1800, cit, p.395
  34. ^ Renato Fellin, Stefano Cartacciolo,Federica Sgarbi, L'altro Kant - La malattia, l'uomo, il filosofo, Piccin, 2009, ISBN 978-88-299-2004-4.
  35. ^ A chiarimento così scrive l'autore nell'opera citata:
    «Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo, a una grandezza interminabile con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera in finitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevoli di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire nuovamente al pianeta (un semplice punto nell’universo) la materia del quale si formò, dopo essere stata provvista per qualche tempo ( e non si sa come ) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito.» Kant, Critica della ragion pratica, Bari 1982, pp. 197-198 (Akademie Ausgabe V, 161).
  36. ^ Immanuel Kant, Critica della ragion pura, Dottrina trascendentale del metodo
  37. ^ Kants Gesammelte Schriften,(sigla = AA, per Akademie Ausgabe), Berlino 1901 ss.
  38. ^ Cfr. Frithjof Rodi: ‘'Dilthey und die Kant-Ausgabe der Preußischen Akademie der Wissenschaften. Einige editions- und lebens-geschichtliche Aspekte'’. In: Dilthey-Jahrbuch 10,1996, pp. 108-126.
  39. ^ Traduzione italiana: ‘'Il Fondo Duisburg'’, Pisa - Roma, 2000
  40. ^ ‘'Il Fondo Duisburg'’, cit. Prefazione, p. 10
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