Lombardia (regione storica)

regione storica dell'Italia settentrionale

La Lombardia è una regione storica dell'Italia settentrionale.

Nell'alto medioevo per Longobardia o Langobardia (da cui deriva il termine odierno di "Lombardia") si intendeva la totalità dei possedimenti longobardi nella penisola italiana, ma già a partire dal IX secolo si delinea la netta differenza tra il thema di Langobardia (corrispondente a un settore dell'Italia sud-orientale, i cui abitanti erano detti langobardi) e la marca di Lombardia estesa invece nell'Italia nord-occidentale e la cui popolazione era detta lombarda. Tale distinzione si conferma fino ai secoli XI-XII allorquando il toponimo Langobardia scompare, mentre per "Lombardia" si continua a indicare (almeno fino al XVIII secolo[1]) un vasto settore dell'Italia nord-occidentale, benché i confini di tale settore non siano ben definibili[2]. Tale ultimo toponimo è stato infine ereditato da una singola regione amministrativa dello stato d'Italia, chiamata anch'essa Lombardia.[3]

La Langobardia tra VI e VIII secoloModifica

 
Il Regno Longobardo alla sua massima estensione (in azzurro), dopo le conquiste di Astolfo (751). In arancione, i territori controllati dall'Impero bizantino. Solo la Langobardia Maior manterrà il toponimo, evolutosi poi in "Lombardia".

Il toponimo deriva da Longobardia o Langobardia (ossia terra d'insediamento della popolazione germanica dei Longobardi, attestata come Langbardland in lingua longobarda) e indicava nell'Alto Medioevo inizialmente l'intero Regno Longobardo (Regnum Langobardorum in latino), suddiviso dal fiume Tevere in Langobardia Maior a nord (dove l'insediamento germanico fu massiccio) e Langobardia Minor in una parte del sud (dove l'insediamento e gli stessi dominii dei Germani erano relativamente meno estesi).[4]

La Lombardia come Italia settentrionale fino al XIII secoloModifica

 
Città della prima e della seconda Lega Lombarda (1167 e 1226).

Nell'891, Guido II di Spoleto, imperatore e re d'Italia, istituì la Marca di Lombardia, che comprendeva i comitati di Milano, Como, Pavia, Seprio, Bergamo, Lodi, Cremona, Brescia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio e Modena.[5]

A tale Lombardia estesa ci si riferisce infatti quando si parla di "romanico lombardo", e l'aggettivo "lombardo" viene utilizzato tra XII e XIII secolo per la Lega Lombarda, un'alleanza militare, e in misura minore politica, dei comuni dell'Italia settentrionale, formatasi per contrastare le ambizioni degli imperatori Federico Barbarossa e Federico II.[6] Lo stesso concetto di Lombardia estesa lo si usa per le "guerre di Lombardia" svoltesi nel XV secolo. Inoltre, il nome della Lombard Street di Londra, in Inghilterra, si riferisce al fatto che nel Medioevo l'area era zona d'insediamento di mercanti e banchieri "lombardi", ossia provenienti dall'Italia settentrionale (soprattutto milanesi, genovesi e veneziani, cui talvolta si aggregavano anche toscani). Anche linguisticamente, fino agli studi di Bernardino Biondelli si soleva definire "lingue lombarde" tutto l'insieme delle lingue gallo-italiche (anziché i soli dialetti lombardi).

Dalla frammentazione nel XIV secolo alla Lombardia-Venezia nel XIX secoloModifica

 
Carta del Regno Lombardo-Veneto (1815-1866).

Con l'avvento delle signorie cittadine, la Lombardia storica si frammenta in diversi organismi statuali, tra cui il Marchesato di Mantova, il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.[6] Il toponimo "Lombardia" rimase nell'uso per indicare tutta l'Italia settentrionale, attestato in opere letterarie ancora agli inizi del XVIII secolo.[1] Nel 1903, in un articolo della Società Geografica Italiana scritto da Gian Lodovico Bertolini e intitolato Sulla permanenza del significato estensivo del nome di Lombardia, il toponimo "Lombardia" nella sua accezione storica indicante l'Italia settentrionale era invece ridotto a sinonimo di "Padania" ("bacino del fiume Po").[7]

L'aggettivo "lombardo" compare tardivamente, quando nel 1713 il Ducato di Milano passa dagli Spagnoli agli Austriaci e cede le terre a ovest del Ticino al Regno di Sardegna: dopo la parentesi napoleonica, il Regno Lombardo-Veneto (Lombardia-Venezia) viene istituito nel 1815 come parte dell'Impero austriaco, e in quanto tale anche detto "Lombardia Austriaca".[6] Con la Seconda guerra d'indipendenza italiana e l'armistizio di Villafranca (1859), la Lombardia (senza il Veneto) passò dall'Impero austriaco alla Francia, che la girò al Regno di Sardegna.

L'odierna regione italiana della Lombardia nel XIX e XX secoloModifica

 
Mappa della regione dello stato italiano oggi chiamata Lombardia.

La definizione odierna di "Lombardia" come regione amministrativa centrale dell'Italia settentrionale nasce ai tempi di Alessandro Manzoni e Carlo Cattaneo, conquistandosi una coscienza di popolo con il Risorgimento e con il processo di industrializzazione del XX secolo.[6]

Resti toponimici della Lombardia storicaModifica

Diverse località dell'Italia settentrionale conservano (o hanno mantenuto fino a tempi recenti) un epiteto riferibile all'antico toponimo:

NoteModifica

  1. ^ a b Vincenzo Maria Coronelli, Lombardia, ch' abbracia gli stati de' duchi di Savoja, Mantova, Parma e Modona, e del Milanese, 1706.
  2. ^ (EN) Thomas J. MacMaster e Nicholas S.M. Matheou, Italy and the East Roman World in the Medieval Mediterranean: Empire, Cities and Elite (476-1204), Birmingham Byzantine and Ottoman Studies, vol. 30, Routledge, 2021, p. 196, ISBN 9781351609036.
  3. ^ Lombardia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni ..., vol. 20, Emiliana, 1846, p. 126.
  5. ^ Guida d'Italia, volume Lombardia, Touring Club Italiano, p. 42.
  6. ^ a b c d Guida d'Italia, volume Lombardia, Touring Club Italiano, pp. 19-20.
  7. ^ Gian Lodovico Bertolini, Sulla permanenza del significato estensivo del nome di Lombardia, in Bollettino della Società geografica italiana, XXXVII, Roma, 1903, pp. 345-349.

Voci correlateModifica