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Loredana Bertè
Libertè.jpg
Loredana Bertè nel 2019
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Pop rock[1]
Reggae
Rock
Periodo di attività musicale1969 – in attività
Strumentovoce, chitarra, basso
EtichettaCGD, CBS, RCA Italiana, Sony Music, NAR International/Edel AG, GGD, Warner Music Italy
Album pubblicati25
Studio17
Live5
Raccolte3
Sito ufficiale

Loredana Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1950) è una cantautrice italiana.

Sorella minore di Mia Martini (1947-1995), è ritenuta sin dagli anni settanta una delle interpreti più note e poliedriche del panorama musicale italiano[2]. Grazie alla sua forte personalità vocale e interpretativa, Loredana Bertè è definita la Regina del Rock italiano[3][4]. Assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale ha pubblicato 17 album in studio, 5 album dal vivo, 2 EP e 3 raccolte ufficiali, vendendo 8 milioni di dischi[5].

Dopo aver collezionato numerose esperienze come attrice e ballerina, intraprende la carriera discografica imponendosi all'attenzione del grande pubblico con il brano Sei bellissima (1975). Dedicato (1978) la consacra poi definitivamente come esponente di spicco nel panorama musicale nostrano, ma è a cavallo del decennio successivo che la Bertè raggiunge l'apice della popolarità, registrando brani quali E la luna bussò e In alto mare.

Nella sua carriera ha vinto numerosi premi, tra cui un Festivalbar, cinque Vota la voce, un Un disco per l'estate, tre Wind Music Awards e due RTL Power Hits[6].

La sua discografia vanta importanti collaborazioni con alcuni fra i migliori artisti e produttori italiani come Alberto Radius, Mario Lavezzi, Ivano Fossati, Corrado Rustici, Fiorella Mannoia e Luca Chiaravalli.

Per lei hanno scritto alcuni dei più prestigiosi cantautori italiani, fra cui Biagio Antonacci, Edoardo Bennato, Gianni Bella, Gaetano Curreri, Pino Daniele, Ivan Graziani, Bruno Lauzi, Luciano Ligabue, Mango, Gianna Nannini, Mariella Nava, Ron, Enrico Ruggeri, Renato Zero, oltre ai già citati Lavezzi, Fossati e alla sorella Mia Martini, che ha anche partecipato alla realizzazione di alcuni suoi lavori, cantando con lei nell'intensa Stiamo come stiamo (1993), presentata a Sanremo.

Ha partecipato complessivamente a undici edizioni del Festival e nel 2008 le è stato assegnato il Premio alla carriera Sanremo.

BiografiaModifica

L'infanziaModifica

 
Una giovanissima Loredana Bertè negli anni sessanta

Loredana Carmela Rosaria Bertè nasce a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre 1950, esattamente tre anni dopo sua sorella Mia Martini (nata anche lei il 20 settembre, ma del 1947), morta prematuramente nel 1995. Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921–2017), e la madre, Maria Salvina Dato (1925–2003) erano entrambi insegnanti. Il padre è stato professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, mentre la madre era maestra elementare. La coppia ha avuto altre due figlie: Leda (nata il 1º gennaio 1946) e Olivia (nata il 28 gennaio 1958).

Per molti anni la cantante non ha mai fatto pubblicamente alcun cenno alla propria infanzia. Un anno dopo la morte della sorella, la Bertè si sfoga in un memoriale sulle pagine del settimanale Oggi, dove per la prima volta ricorda la difficile situazione familiare: un padre violento e una madre assente che non amavano le figlie e imponevano loro una rigida disciplina[7].

In un'intervista concessa nel maggio 2009 a Maurizio Becker[8], la Bertè attribuisce la morte della sorella ai problemi psicologici derivati da tali difficoltà; la sorella Leda ha del resto confermato le affermazioni di Loredana[9].

Gli esordiModifica

Nel 1962 i genitori si separano ed in seguito, nel 1965, si trasferisce a Roma insieme alla madre e alle sorelle. “Il periodo di Roma è stato il più felice della mia vita”, dichiarerà moltissimi anni dopo[10]; qui inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al "Piper Club" (dove conosce Renato Fiacchini, successivamente affermatosi con lo pseudonimo di Renato Zero).

Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi e il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Iniziano anche le prime esibizioni dal vivo con Renato Zero, in cui uniscono il canto, la danza e il mimo. Di ritorno da una tournée messicana con il gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone, a New York assiste a una rappresentazione del musical Hair: decide di presentarsi ai provini per la messa in scena del relativo allestimento italiano, a cui infine prende parte ottenendo il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda); la Bertè partecipa anche alla realizzazione del disco, come corista e come voce solista in un brano.

«Io non ci pensavo, a cantare. Me l'ha messo in testa Bill Conti, con cui abbiamo fatto due anni di prove, al Sistina, per Hair. Fu lui a convincermi che dovevo farlo.”[11]»

 
Loredana Bertè negli anni settanta

Nel 1970 debutta in sala di registrazione, come corista assieme alla sorella per l'album di Chico Buarque Per un pugno di Samba, arrangiato da Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti; nello stesso anno partecipa anche nei cori del 45 giri Gingi, pubblicato da Pippo Baudo.

Nel 1971 partecipa ai cori del primo album della sorella Mia Martini, Oltre la collina.

Nel 1972 è di nuovo in teatro con la commedia musicale Ciao Rudy, di Garinei e Giovannini, ispirata alla figura artistica di Rodolfo Valentino, dove ha l'occasione di recitare con Marcello Mastroianni, Alberto Lionello, Mita Medici e Paola Borboni. Nell'album che racchiude le canzoni della commedia e che viene pubblicato l'anno successivo, canta il brano Piaceva alle donne. Nello stesso anno è, insieme a Penny Brown, una delle narratrici della prima opera-rock italiana Orfeo 9, per la regia di Tito Schipa Jr., pellicola trasmessa da Rai 2 e tratta dall'omonimo spettacolo teatrale andato in scena nei due anni precedenti.

Nel 1973 è tra le possibili soubrette di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo, ma viene bocciata dalla dirigenza della Rai a causa della sua prorompenza fisica, giudicata inadatta al pubblico della domenica pomeriggio (sarà Mita Medici la prescelta). In quel periodo appare sui rotocalchi per la storia d'amore con il tennista Adriano Panatta.

 
Loredana Bertè in Ciao Rudy (1971)

Nel 1974 appare nella versione televisiva dell'operetta No no Nanette, per la regia di Vito Molinari. Nello stesso anno recita nella commedia musicale Forse sarà la musica del mare insieme a Minnie Minoprio e Lando Buzzanca, in cui canta la canzone L'onnipotente uomo con Renato Cortesi, contenuta nell'LP della colonna sonora. Inoltre, posa nuda in un servizio fotografico pubblicato sulla nota rivista Playboy.

Streaking e la censura (1974)Modifica

 
Loredana Bertè e Renato Zero nei primi anni settanta

Dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (Bolero, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album Il giorno dopo, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole lanciare come cantante sexy procurandole un contratto con la CGD, che nel 1974 pubblica il suo primo LP dal titolo Streaking (in inglese: irrompere nudi tra la folla), prodotto da Enrico Riccardi. L'album, uno sperimentale concept interamente incentrato sulla tematica sessuale, mostra subito l'attitudine provocatoria e trasgressiva della Bertè (il brano Il tuo palcoscenico si conclude con l'urlo della parola "cazzo" e una suggestiva coda di chitarra elettrica), scatenando la contrarietà della censura radiotelevisiva dell'epoca, che riesce a farlo ritirare dal mercato, principalmente a causa delle foto interne in cui la giovane cantante appare completamente nuda.

Infatti, la copertina del disco (opera di Mauro Balletti) è molto particolare, praticamente una busta contenente il vinile che si apriva in dodici facciate delle dimensioni del disco; le sei esterne comprendevano la copertina e i testi, mentre le altre sei mostravano la Bertè completamente senza veli.

Sempre nello stesso anno (luglio 1974) appare completamente nuda per un servizio fotografico sulla rivista Playboy, immortalata da Angelo Frontoni.

Il successoModifica

Da Sei bellissima a Dedicato (1975-1978)Modifica

 
Loredana Bertè nel 1975

Il successo discografico arriva nel 1975 con Sei bellissima, canzone che esalta le sue capacità vocali ed espressive, divenuta nel tempo un vero e proprio classico della musica italiana. Scritta da Claudio Daiano per il testo e da Gian Pietro Felisatti per la musica, Sei bellissima viene arrangiata da Vince Tempera, ispiratosi a Bella senz'anima di Riccardo Cocciante.

La Bertè partecipa dunque al Disco per l'estate, ma viene eliminata, sfavorita nuovamente dalla censura, per i versi “a letto mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente”. Nel complesso la Rai giudica il testo troppo forte, pertanto Sei bellissima esce in due versioni: una con i versi incriminati e un'altra con i versi sostituiti da un innocuo “e poi mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente”; il 45 giri è il primo disco della cantante a entrare in classifica, dove rimane per quattordici settimane[12], raggiungendo l'ottava posizione della hit-parade.

Nel frattempo, tra il 1975 e il 1976, la Bertè appare in tre film: Il padrone e l'operaio di Steno, Movie rush - La febbre del cinema di Ottavio Fabbri e Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua.

Dopo la rottura del fidanzamento con Adriano Panatta, e dopo un breve flirt con il bassista dei Pooh Red Canzian[13], la Bertè intraprende una lunga relazione sentimentale con Mario Lavezzi: ma è anche l'inizio di un fortunato sodalizio artistico. Normale o super (1976), LP a partire dal quale inizia il suo vero discorso musicale, è il primo dei cinque lavori in cui proprio Lavezzi figura non soltanto come autore, ma anche come produttore. L'album contiene, fra gli altri, anche Per effetto del tempo (primo brano scritto per lei da Ivano Fossati, insieme a Oscar Prudente), Indocina (in cui parla del lungo e sanguinoso conflitto in Vietnam) e il singolo Meglio libera, che rimane in classifica per ben diciannove settimane[12] e che continua, per quel che riguarda il testo, il filone femminista, confermato l'anno dopo anche con il successivo 45 giri Fiabe (anche questo un discreto successo di classifica, molto trasmesso dalle emittenti libere).

Nel 1977 interpreta la soubrettina Dori in Bambole, non c'è una lira, storico varietà televisivo a puntate sul tema dell'avanspettacolo scritto da Maurizio Costanzo e Dino Verde, per la regia di Antonello Falqui: è anche l'ultimo programma Rai girato in bianco e nero. Successivamente, viene pubblicato il suo terzo LP, TIR. All'album, promosso anche attraverso lo special in onda sulla Rai intitolato Un viaggio in TIR, partecipano anche Fausto Leali, con cui rilegge insieme a Lavezzi la battistiana Le tre verità, e Mia Martini ai cori.

Nello stesso anno viene eletta miglior interprete femminile nell'ambito del popolare concorso Vota la voce, indetto dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni, rinnovando successivamente le vittorie anche nel 1979, nel 1982, nel 1985 e 1986, con relativo record al femminile[14].

 
La Bertè, al centro, tra Vince Tempera e Mario Lavezzi nel 1978

Nel 1978 collabora nuovamente con Ivano Fossati, che dopo aver scritto proprio per Loredana il testo di Pensiero stupendo[15] (da lei rifiutato e successivamente interpretato dall'amica Patty Pravo) le offre la possibilità di interpretare un brano a scelta fra La mia banda suona il rock e Dedicato[11], canzone quest'ultima che la Bertè incide, consacrandosi come «interprete seria, toccante, per la quale si schiude un successo a 360 gradi[16]». Dedicato le apre definitivamente le porte dei circuiti televisivi, malgrado la censura del verso “ai politici da fiera”, in favore di un inoffensivo “alla faccia che ho stasera”[17]; la Bertè, comunque, dal vivo canterà sempre la canzone con il verso originale. Dopo il successo di questo singolo, che raddoppiò le vendite di Sei bellissima, nel 1979 Dedicato venne ripresa da Dalida con il titolo Dédié à toi, dando anche il titolo all'omonimo album.

Dal reggae al funky (1979-1981)Modifica

«È tutto merito della curiosità: se non c'è, è inutile che tu salga su un palco. E la luna bussò nacque dopo un viaggio in Giamaica. Come uscii dall'aeroporto, vidi un fiume di persone con i dreadlocks; le seguii finendo in uno stadio: su un palco c'era Bob Marley. Ancora in Italia non lo conosceva nessuno, ma io mi comprai tutti i dischi per studiarli a fondo”[18]»

Nel 1979 è di nuovo in classifica con E la luna bussò, hit scritta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e dal produttore Mario Lavezzi, con cui viene definitivamente legittimato il reggae in Italia[19]. Accolto positivamente anche in vari paesi europei e sudamericani, il singolo giunge sino al 6º posto della hit-parade italiana, rimanendo in classifica per ventidue settimane consecutive e trainando l'intero album Bandabertè (il primo dei suoi lavori a raggiungere un importante riscontro commerciale). Il disco contiene anche Colombo (composta da Ivan Graziani), e due sue personali versioni delle battistiane Prendi fra le mani la testa e Macchina del tempo: «la Bertè è ora una delle migliori interpreti italiane, con toni arrochiti e sofferti che non le impediscono di arrampicarsi su registri impervi[16]».

Nel 1980 pubblica un nuovo 33 giri intitolato LoredanaBertE', in cui sfrutta le sonorità funky (all'epoca particolarmente all'avanguardia nel panorama musicale italiano), lanciando un'altra delle sue più grandi hit: In alto mare, scritta ancora una volta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e Mario Lavezzi. L'album contiene anche Bongo Bongo e Prima o poi, composte da Alberto Radius, mentre Un po' di tutto e Buongiorno anche a te sono firmate da Pino Daniele.

L'anno successivo trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti d'America per incidere con i Platinum Hook (band che la seguirà anche nei live) l'album Made in Italy, che contiene la hit Ninna nanna. A New York entra in contatto con Andy Warhol e la sua Factory, dove viene realizzato il videoclip del brano Movie. Nel frattempo i suoi dischi circolano già da qualche anno in paesi come Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi.[20]

L'esperienza nella Factory
Il videoclip di Movie

Nel 1981 la Bertè incide a New York l'album Made in Italy, con cui lancia anche la "moda pirata". La copertina dell'album è un intenso primo piano della cantante scattato da Christopher Makos, della Factory di Andy Warhol. In quel periodo infatti la Bertè, madrina di Elio Fiorucci, frequenta assiduamente lo storico studio di Andy Warhol, e sarà proprio il maestro della Pop art a realizzare in prima persona il video del brano Movie, premiato molti anni dopo (nel 2004) al M.E.I. (Meeting delle etichette indipendenti).

I primi anni ottantaModifica

Prodotta da Ivano Fossati (1982-1984)Modifica

Tra il 1982 e il 1984 vende complessivamente oltre un milione di dischi con tre produzioni curate da Fossati: «un trittico di insuperato valore per la ragazza ribelle[16]», in cui emergono infatti alcune delle sue interpretazioni più raffinate e al tempo stesso incisive. Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Ivano Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli USA (con la partecipazione ai cori di Mia Martini).

L'album contiene Per i tuoi occhi (secondo singolo estratto) e Stella di carta di Maurizio Piccoli; Stare fuori, Traslocando e J'adore Venice sono firmate da Ivano Fossati, e poi una Notte che verrà di Mia Martini e Guido Guglielminetti. Con Traslocando la Bertè ottiene il suo primo disco di platino per le oltre 200 000 copie vendute[21].Trent'anni dopo, l'album viene successivamente inserito nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia, alla posizione numero 24[22], la più alta raggiunta da un'interprete femminile.

Un sondaggio Doxa effettuato nel mese di giugno vede Loredana Bertè al 9º posto fra i cantanti italiani più popolari, terza fra le donne, dopo Mina e Ornella Vanoni.[23]

Nel 1983 incide Il mare d'inverno di Enrico Ruggeri, una delle prove più importanti della sua carriera d'interprete, racchiusa nell'album Jazz, che segna il passaggio alla multinazionale CBS, bissando il successo del precedente Traslocando e spingendosi sino al 4º posto della top-ten degli LP più venduti[24], dove riesce a stazionare per due mesi consecutivi totalizzando una permanenza complessiva di ventidue settimane nella top 50 degli album più venduti: è il lavoro di maggior successo commerciale della Bertè.

Prodotto da Ivano Fossati, il disco viene registrato tra Londra e New York con l'apporto di alcuni tra i più importanti musicisti americani del momento[25] (Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell); la title-track Jazz (Sina in originale, successivamente incisa in inglese anche dai Manhattan Transfer con il titolo Soul food to go, giunta al 25º posto nella Billboard's Top Adult Contemporary chart) segna anche l'incontro tra la Bertè e il musicista brasiliano Djavan.

Nello stesso anno, la CGD pubblica Lorinedita, una raccolta non autorizzata dall'artista, contenente nove brani inediti appartenenti alle sessioni dei precedenti lavori discografici, tra cui spiccano Al mercato dell'usato (scritta da Renato Zero) e Professore. Inoltre, appare brevemente nel ruolo di sé stessa nel film Storia di Piera, cantando Sei bellissima.

Il 30 dicembre 1983 sposa a St. Thomas, nelle isole Vergini, Roberto Berger, figlio di Tommaso Berger, il miliardario fondatore dell'industria del caffè Hag e proprietario delle acque Sangemini. I due non vivranno mai stabilmente insieme, e il matrimonio termina dopo quattro anni, a seguito della denuncia fatta dalla cantante contro il marito per inadempienza degli obblighi coniugali[26].

Nel 1984 registra in Russia uno special televisivo interamente incentrato su di lei[27], in cui vengono riproposti alcuni dei suoi brani più rappresentativi in forma di video-clip; il programma viene trasmesso anche dalla Rai. A Londra registra Savoir faire: uscito in piena estate, è il terzo LP consecutivo prodotto da Ivano Fossati (che nei crediti appare come Il Volatore, segno di un'ultima e sofferta collaborazione tra i due[25]) a cui partecipa anche Phil Palmer. Ad aprire l'album è una riuscita rilettura in chiave moderna di Ragazzo mio (omaggio a Luigi Tenco), ma spiccano anche Una sera che piove (scritta per lei da Bernardo Lanzetti), la sua interpretazione di Non finirà (uno dei migliori brani di Enrico Ruggeri), nonché Petala, secondo omaggio a Djavan con testo italiano firmato dallo stesso Fossati.

Malgrado non riesca a raggiungere i primi posti in classifica come i due lavori precedenti, Savoir faire riesce comunque a stazionare per venti settimane nella top 50 dei 33 giri più venduti.

Carioca (1985)Modifica

Nel 1985 vola in Brasile, dove realizza Carioca, album in cui appare per la prima volta anche in veste di produttrice:

«Sì, ho rinunciato alla figura del produttore, Carioca è prodotto da me, anche per questo è l'album più importante della mia carriera. Qui le responsabilità sono tutte mie, nel bene e nel male. Poi credo che per me fosse giunta l'ora di lavorare da sola.[28]»

Il disco è interamente dedicato al repertorio di Djavan, cantautore da lei molto amato, che mescola le tradizionali atmosfere brasiliane al rock e al jazz.

Carioca viene inizialmente concepito in lingua portoghese, ma su imposizione della casa discografica viene inciso in italiano[29] con gli adattamenti di Bruno Lauzi ed Enrico Ruggeri. Dall'album, che giunge sino al 6º posto della classifica degli album più venduti[24] con una permanenza complessiva di venti settimane, viene estratto il singolo Acqua, «un pezzo corale di spirito pacifista[30]» il cui videoclip (girato proprio in Brasile) viene scelto anche come sigla d'apertura del Festivalbar, nella cui finale all'Arena di Verona si esibisce con la sua band in uno speciale mini-concerto interamente dal vivo.

«Il suo segreto rimane sostanzialmente lo stesso. Grazie a una mentalità internazionale che la cantante ha acquisito in anni di esperienza all'estero, viene posta la massima attenzione alle regole dello spettacolo. Come raramente fanno le sue colleghe, i gruppi che la accompagnano sono sempre di notevole livello, così come la pulizia e la modernità degli arrangiamenti. Per questo, il concerto di Bertè è non solo un esempio di alta professionalità, ma anche uno dei più godibili che si possano trovare in giro per l'Italia.»

([31])

Nello stesso anno prende parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Africa, cantando Nel blu dipinto di blu, insieme a numerosi altri artisti italiani; inoltre il 18 settembre si esibisce al concerto Italy for Italy (realizzato per raccogliere fondi per il disastro di Stava e della Val di Fiemme[32]), cantando Non farti cadere le braccia accompagnata alla chitarra dal suo autore, Edoardo Bennato.

Polemiche a Sanremo (1986)Modifica

 
Loredana Bertè al Festival di Sanremo 1986

All'apice del successo[33], nel 1986 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo col brano Re (scritto da Mango e arrangiato da Beppe Cantarelli), portando in scena una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, in cui simula una finta gravidanza che suscita notevoli polemiche sulla stampa[34].

Esce la raccolta Fotografando... i miei successi, e la stessa Fotografando (lato B di Re, e anch'essa scritta da Mango) viene presentata in molte trasmissioni televisive, riscuotendo un buon successo nelle radio e al Festivalbar: «Ci sono molte belle canzoni del repertorio della Bertè ed è la conferma che Loredana è una delle poche, pochissime interpreti di grande talento che abbiamo in Italia.»

Ma i dissensi generati dalla sua esibizione sanremese spingono la CBS alla rottura del contratto discografico; sfuma così il progetto di un album in collaborazione con Mango, artista col quale la Bertè avrà comunque modo di duettare nella trasmissione tv Italia Sera, cantando la hit Oro.

L'album IO e l'incontro con Borg (1988-1989)Modifica

Due anni dopo si ripresenta al Festival di Sanremo 1988 con il brano Io, scelta non troppo azzeccata come singolo apripista dell'omonimo album inciso per la RCA e realizzato a San Francisco con la produzione di Corrado Rustici: è il primo lavoro in cui compare un numero significativo di brani firmati dalla stessa Bertè: Proiezioni, Senza di te... pazza di te, Qui in città e Rai & T.V. (sigla degli Europei 1988, scritta con Mario Lavezzi).

L'uscita del disco, caratterizzato da sonorità prevalentemente pop (a differenza dei precedenti LP), sembra però registrare un certo calo di consensi, che ne limita anche gli esiti commerciali; malgrado ciò, pur non riuscendo a raggiungere le posizioni più alte, il disco riesce comunque a stazionare per diciotto settimane nella classifica degli album più venduti, supportato dai brani La corda giusta e Angelo amerikano, presentati al Festivalbar da una Bertè sempre più eccentrica.

 
Björn Borg nel 1987

Nell'estate del 1988, dopo la fine del matrimonio con Roberto Berger, durante un incontro in occasione di una tappa del Festivalbar registrata a Ibiza, intraprende una burrascosa relazione con il campione di tennis Björn Borg, presentatole la prima volta dall'altro suo ex, Adriano Panatta, al Roland Garros del 1973.

Al fidanzamento segue un lungo periodo di allontanamento della Bertè dall'Italia e dal mondo della musica. Borg si dimostra infatti, sin da subito, del tutto insofferente ai suoi impegni musicali, discografici e promozionali: la Bertè annulla anche un'importante tournée organizzata da David Zard, uno tra i manager più importanti a livello internazionale.

«Non mi lasciava un secondo. A ogni piazza, gli davano le chiavi ufficiali della città: "Abbiamo l'onore di avere con noi Björn Borg". A un certo punto lo affrontai: "Ma è il tour mio o il tuo?". Lui la mise giù dura: "Torniamo a Stoccolma" e mi fece stracciare un contratto milionario. I manager erano imbufaliti: "Sei pazza" e minacciavano querele. Ancora me lo ricordo Björn che si affaccia dalla scaletta dell'aereo e urla: "Fatemi causa". Poi la fecero a me. Il circo suonò la grancassa della mia inaffidabilità, mi sporcarono la reputazione, mi massacrarono.[10]»

Il 7 febbraio 1989 Borg tenta il suicidio ed è proprio la Bertè a salvarlo.[35]

Il matrimonio con Björn Borg (1989-1992)Modifica

Il 4 e il 5 settembre 1989, prima con rito civile e poi con rito religioso, viene celebrato il matrimonio con Björn Borg. Durante questo periodo, sono frequenti gli attacchi della stampa scandalistica italiana e soprattutto quella svedese. Al fianco del marito, la Bertè è spesso ospite delle sedi rappresentative di alcune delle più importanti nazioni al mondo, prima fra tutte la Casa Bianca a Washington, dove in seguito racconterà di aver incontrato per due volte proprio Osama bin Laden, insieme ai fratelli ospite dei Bush.[36]

Nel 1991 ritorna alla canzone d'autore con una fugace apparizione al Festival di Sanremo, dove interpreta In questa città, «ballata urbana che mette in risalto la splendida vocalità della Bertè[37]», scritta per lei da Pino Daniele e inserita nella raccolta Best. Nonostante le due buone performance della cantante sul palco dell'Ariston (al netto di un problema con l'orchestra insorto durante la prima serata nel passaggio finale del ritornello), il brano non riscuote la meritata accoglienza, probabilmente anche a causa di un testo «che non concede nulla alla facilità[37]».

Due mesi dopo, la mattina del 24 aprile la cantante viene ricoverata all'ospedale Fatebenefratelli a Milano in seguito a un tentato suicidio, a due anni di distanza da quello del marito[38]:

«Il giornale del pomeriggio non ha dubbi: la Bertè ha ingoiato il Roipnol sconvolta dalla paura di essere abbandonata. Da Montecarlo rimbalzano voci di infedeltà del consorte, che avrebbe fatto coppia fissa con una seducente giornalista inglese. Sarebbero dunque lontani i tempi radiosi dell'amore, benedetto il 4 settembre di due anni fa a Palazzo Marino dallo stesso sindaco Pillitteri per il tripudio delle cronache rosa. Qualche bene informato dà la colpa a Lennart Bergelin, una specie di tutore e di guru per Borg, che non avrebbe mai approvato il secondo matrimonio del pupillo. Troppe delusioni, ha detto Loredana.»

(Enrico Bonerandi, da la Repubblica del 25 aprile 1991)

L'11 aprile 1992 la cantante viene nuovamente ricoverata per un collasso da stress ed è in quest'occasione, che la sorella Mia Martini riesce a riallacciare il loro rapporto dopo anni di rottura.

Nello stesso anno la cantante lascia Björn Borg e la città di Stoccolma, preparandosi a un ritorno alla musica con la firma di un nuovo contratto discografico con la Sony e l'inizio della stesura di nuovi testi. Successivamente, la Bertè addebiterà la fine dell'unione con Borg non soltanto al carattere possessivo del tennista e al suo stile di vita basato, all'epoca, sul consumo abituale di sostanze illecite, ma anche alla non accettazione del matrimonio stesso da parte della famiglia di lui, al punto da opporsi al concepimento di un figlio, dalla cantante assai desiderato.

Nel 2002 il tennista svedese si sposerà per la terza volta con Patricia Östfeldt, con la quale vive tuttora. In seguito a questo terzo matrimonio, Borg viene denunciato dalla Bertè per bigamia: infatti, per l'anagrafe, i due risultano ancora sposati. La Bertè chiederà, inoltre, cinque milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato, risarcimento mai corrisposto.

Il ritorno da cantautrice (1993-1998)Modifica

Nel 1993 Loredana Bertè duetta con Mia Martini al Festival di Sanremo in Stiamo come stiamo, «canzone assolutamente splendida sul disagio dei nostri tempi»[39], che introduce un nuovo corso musicale intrapreso a partire dall'album Ufficialmente dispersi, uno dei suoi lavori più convincenti[16], in cui la cantante è anche autrice di quasi tutti i testi: «un disco di rabbia e disagio che coniuga musica moderna a pulsioni antiche, viscerali e al recente impegno politico e civile della Bertè[39]».

In estate partecipa al Festivalbar con il successo Mi manchi, uno dei diversi pezzi dell'album dedicati all'ex-marito Björn Borg[40], che le restituisce una grossa quantità di passaggi in radio[25].

Nel 1994 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con Amici non ne ho, un pezzo particolarmente autobiografico, che rivela «una Bertè più dura che mai, ripercorrendo nel testo la sua vicenda personale, anche negli aspetti più dolorosi (come il tentato suicidio di alcuni anni prima), ma soprattutto la propria immagine scomoda, che non scende a compromessi...»[40]. Il brano ottiene un buon riscontro di pubblico e critica: due mesi dopo, la Bertè risulta al 5º posto nella classifica degli artisti più venduti fra i Campioni in gara quell'anno. Amici non ne ho viene inserito nel suo primo live, intitolato Bertex - Ingresso libero, che viene pubblicato da Fonopoli, storica etichetta discografica appartenente a Renato Zero, e dove duetta ancora una volta con Mia Martini.

Nel 1995 propone, sempre al Festival di Sanremo, la canzone ANGELI & angeli, che però non riesce a bissare il successo di Amici non ne ho. La raccolta uscita a ridosso del Festival, Ufficialmente ritrovati, rimanda all'album di due anni prima, sia nel titolo che nella selezione dei brani. Nel mese di maggio dello stesso anno, avviene la tragica morte della sorella Mia Martini, evento che segnerà la vita della Bertè e che sarà il motivo ricorrente di ispirazione per le opere future.

Nel 1996, l'artista avrebbe dovuto pubblicare il nuovo album con la produzione di Renato Zero, ma durante la lavorazione del disco i due entrano in disaccordo e alla Bertè non resta che divincolarsi. Zero chiede però all'amica la somma di cento milioni di lire per il rientro in possesso di nove brani da lei scritti e registrati presso lo studio Fonopoli (di proprietà del cantautore), fatto per cui viene immediatamente denunciato dalla stessa per appropriazione indebita e tentata estorsione[41]. In seguito, la Bertè deciderà di firmare lei stessa la produzione del suo album registrandolo ex-novo con gli arrangiamenti di Mauro Paoluzzi e l'aggiunta di altre due tracce, pubblicandolo l'anno successivo su etichetta Sony Music.

Partecipa al Festival di Sanremo 1997 con Luna, un «rock blues struggente[33]» contrassegnato da immagini evocative assai ispirate: il brano non viene premiato dalle giurie, ma in compenso, due mesi dopo il disco della Bertè risulta essere comunque fra i più venduti di quell'edizione: l'album è Un pettirosso da combattimento (titolo tratto da La domenica delle salme, un verso di Fabrizio De André, che le dà la benedizione[40]), lavoro dalla sonorità marcatamente rock in cui l'amarezza del periodo si fonde con la sua tipica forza interpretativa.

Fra i brani che compongono il disco, spiccano «per la straordinaria intensità che possiedono[42]», Treno speciale e Zona venerdì, con riferimento al giorno di morte della sorella, alla quale è dedicato: molti anni dopo il brano verrà chiaramente menzionato all'interno della sceneggiatura originale del film Premio Oscar La grande bellezza[43] di Paolo Sorrentino (suo estimatore[44], che l'ha spesso citata in vari libri e interviste), anche se la scena in questione verrà poi tagliata.

Nell'album viene incisa anche una poesia dell'artista dal titolo Buon compleanno papà, che allude in maniera criptica al tema dell'eutanasia: il disco viene presentato a Domenica In, dove Mara Venier la invita come ospite fissa, e contemporaneamente ritorna a esibirsi dal vivo.

Lo scrittore Aldo Busi, colpito dall'intensità della performance sanremese della Bertè, le dedica a sorpresa un componimento intitolato semplicemente L'amore, pubblicato sulle pagine del quotidiano La Stampa il 22 febbraio del '97:

«A volte penso / Di essere un sogno / Che qualcuno / Si è dimenticato di fare. / Il sogno nel cassetto / Aperto nel momento sbagliato, / Il dormiveglia di una dalia d'inverno / Che lascia i suoi petali / Alla brina che l'uccide / Grata di conservare intatto / Il suo cuore, il cuore del cuore / Per la primavera alle porte: / Aprile tu, o tu, aprimi tu, o tu / O tu, o tu, o tu... tu? / Che come me pensi a volte / Di essere un sogno / Che qualcuno / Si è dimenticato di fare, / Un'altalena occupata / Che qualcuno / Si è dimenticato di spingere, / Una foto con l'autoscatto / Venuta fuori trasparente / Che non si vede bene, che si vede niente, / Un nastro dimenticato annodato sul letto / Che da solo non sa / Sciogliere questo nodo / Né ricorda più / Come fu / Che tu, o tu, possiedi le dita delle mie mani / Le labbra della mia bocca, / Il cuore che usa me / Per battere in sé, per battere in te, / O tu, o tu, o tu... tu? / A volte penso / Di essere un sogno / Che qualcuno si è dimenticato di fare, / O tu, o tu, o tu... tu? / Ma poi non penso più.[45]»

Nel 1998 raccoglie i suoi più grandi successi nel cd Decisamente Loredana, interamente registrato con l'Orchestra Aurora (60 elementi) diretta dal maestro Mario Natale, che ha accompagnato la cantante nel concerto tenuto al Testaccio Village di Roma il 3 agosto dello stesso anno. Sulla copertina, la Bertè indossa una parrucca blu elettrico per celebrare gli Azzurri al Campionato mondiale di calcio 1998. Dell'album fanno anche parte gli inediti Solitudini e Portami con te, brano quest'ultimo che riscuote un discreto successo radiofonico, partecipando anche a Un disco per l'estate, dove riceve il premio della critica.

Nel 1999 registra Non ho che te, un intenso duetto con Giovanni Danieli, prodotto da Red Canzian dei Pooh.

Gli anni duemilaModifica

Nel 2000 è rimarchevole[16] la sua performance al teatro Carlo Felice di Genova, dove insieme a numerosi artisti di livello, partecipa su invito dell'amica Dori Ghezzi al tributo Faber amico fragile, un anno dopo la scomparsa di Fabrizio De André: Loredana offre una toccante interpretazione di Una storia sbagliata, brano dedicato alla scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno conosce Asia Argento durante la realizzazione di una puntata del programma Rai Milano-Roma, e dall'incontro con l'attrice nasce il progetto Loredasia, che comprende tre video di altrettanti tre pezzi registrati dalla Bertè in quello stesso periodo: Notti senza luna, Io ballo sola e l'omaggio a Janis Joplin Mercedes Benz.

Nel 2001 si inizia a parlare di un suo ritorno discografico: nella stagione estiva la Bertè, evidentemente appesantitasi nel decennio precedente, appare in ottima forma fisica nel revival televisivo La notte vola condotto da Lorella Cuccarini su Canale 5, dedicato ai successi musicali degli anni ottanta. Alla fine dell'anno si apprende dalla stampa che il suo management è ora affidato a Beghet Pacolli e Gianni Belleno, i due ex-mariti di Anna Oxa che nel frattempo hanno fondato l'etichetta discografica B&G, con cui la Bertè firma un nuovo contratto discografico.

Nel 2002 si presenta al Festival di Sanremo col brano Dimmi che mi ami, ma le sue esibizioni destano perplessità sul suo stato personale, tanto che poche settimane prima della kermesse viene ipotizzata una sostituzione in extremis con Ivana Spagna (anche lei appartenente alla nuova scuderia B&G). A ridosso del Festival esce un mini-album, Dimmi che mi ami, contenente - oltre la canzone sanremese - anche i tre brani già utilizzati per il progetto Loredasia: il disco ottiene un discreto successo di vendite, ma la Bertè continua ad apparire in evidenti difficoltà e la collaborazione con la B&G si interrompe bruscamente.

Alla fine del 2003 partecipa allo show del sabato sera di Rai 1 Torno sabato... e tre di Giorgio Panariello, dove presenta per la prima volta l'emozionante inedito Mufida (in arabo "sorella"), dedicato ancora a Mia Martini e inizialmente destinato al Festival di Sanremo dello stesso anno. Nel 2004 partecipa alla prima edizione del reality Music Farm, esperienza che le restituisce una maggiore visibilità e grazie ai cui introiti riesce a terminare l'auto-produzione di un nuovo album inciso in analogico, decidendo anche di comprare alcune azioni del giornale Il manifesto, aggiungendo una donazione di ventimila euro. Nello stesso anno i 2Black ripropongono il ritornello di In alto mare utilizzandolo per la loro hit Waves of Luv, rinnovandone così la popolarità.

Il successo di Babybertè (2005-2007)Modifica

 
Loredana Bertè nel 2006

Il 9 settembre 2005 esce Babybertè, «album fortemente voluto e che la vede in ottima forma[16]», caratterizzato ancora una volta «dal sapore aspro e deciso[46]» che aveva contraddistinto gli inizi della sua attività autrice. «Un disco emotivamente faticoso, sostanziale, di grande impatto, esistenzialmente doloroso[47]», in cui la Bertè è per la prima volta autrice e produttrice insieme, oltre che cantante.

Accolto da ottime critiche[48], l'album debutta direttamente al 2º posto in classifica[49], segno di una lunga attesa da parte dei fans, diventando in pochi mesi disco d'oro per le oltre 50 000 copie vendute. Il singolo Non mi pento riscuote un discreto successo radiofonico, mentre allo show televisivo di Adriano Celentano Rockpolitik presenta la sua versione de I ragazzi italiani (di Francesco De Gregori e Ron).

Nel febbraio 2006 esce il secondo singolo Strade di fuoco, accompagnato da un videoclip realizzato dal collettivo artistico ConiglioViola. Il 26 maggio dello stesso anno esce la special edition di Babybertè, comprensivo di un DVD contenente i tre videoclip realizzati in precedenza con la regia di Asia Argento. Il 2 marzo 2007 esce il doppio cd Babybertè Live 2007, un live autentico e senza ritocchi, con alcune interpretazioni suggestive intercalate da bizzarri monologhi, peculiarità della nuova Bertè. L'album contiene anche un inedito, registrato in studio, dal titolo L'araba fenice, canzone scartata dalla commissione ascolti per Sanremo 2007.

Sanremo 2008Modifica

Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo con Musica e parole, un testo di Loredana Bertè su musica di Alberto Radius (nei crediti del brano appare anche Oscar Avogadro). Nella giornata successiva alla prima esibizione della cantante, si scopre che la musica di Radius non è inedita, bensì risulta già incisa nel 1988 dalla cantante Ornella Ventura con un altro testo (L'ultimo segreto). I compositori accreditati e la Bertè si sono giustificati parlando i primi di mera dimenticanza sulla versione già edita del brano, e la seconda di essere completamente all'oscuro di tutta la faccenda, versione poi confermata anche da Ivana Spagna, con la quale ha duettato.

Il brano viene escluso dalla gara, ma per volere della direzione artistica, la cantante si esibisce sia nella serata dei duetti che nella serata finale, sempre accompagnata da Spagna. Alla Bertè viene anche consegnato uno speciale premio alla carriera istituito dalla città di Sanremo, oltre al Premio Sala Stampa Radio Tv per la sezione Campioni.

Musica e parole è stato inserito nel cofanetto Bertilation, contenente le esibizioni live registrate alla RTSI del 1980 e del 1984 (sia in cd che in DVD), unitamente a una selezione di brani da Babybertè Live 2007. Nel booklet sono presenti scatti inediti tratte da un precedente servizio fotografico per Vanity fair (2006). Il 13 giugno 2008 Musica e parole esce su cd singolo in duetto con Spagna più due versioni del brano da solista. Il 21 luglio 2008 partecipa al Venice Music Awards, aggiudicandosi il riconoscimento quale miglior interprete femminile dell'anno[50].

Agli inizi del 2009, in collaborazione con Ivana Spagna, pubblica l'album Lola & Angiolina Project: Lola era il nomignolo con cui Loredana era chiamata da sua sorella Mimì, mentre Angiolina è il secondo nome di Ivana Spagna. Il mini-album, distribuito da Edel AG, contiene sei tracce, di cui tre cantate dalla Bertè e tre da Spagna. Nel brano Comunque vada, originariamente registrato dalla Bertè, che solo successivamente lo ha invece affidato a Spagna, partecipano ai cori Aida Cooper e la stessa Loredana. Il disco vale alle due artiste il Premio Lunezia nella categoria "Poesia Rock".[51]

Sempre nel 2009, partecipa insieme a numerosi altri artisti italiani all'album Q.P.G.A. di Claudio Baglioni, cantando nel brano Tortadinonna o gonnacorta.

Gli anni duemiladieciModifica

Il 9 aprile 2010 una caduta accidentale le causa la rottura del femore destro, motivo per cui nei giorni successivi viene operata al Galeazzi di Milano. Ritorna in televisione in autunno, nel programma Ti lascio una canzone, e partecipa all'album Donne, dei Neri per Caso, con i quali la Bertè duetta in E la luna bussò.[52]

Nello stesso anno registra un duetto in coppia con l'emergente Loredana Errore, nel brano scritto da Biagio Antonacci intitolato Cattiva[53] ed è per la prima volta ospite del serale di Amici, dove duetta con la giovane Francesca Nicolì in Non sono una signora. Partecipa, poi, alla 9ª edizione di O' Scià, tenutasi sempre a Lampedusa e nuovamente a Ti lascio una canzone, dove omaggia anche Ivano Fossati con un'interpretazione de La mia banda suona il rock.

Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Gigi D'Alessio nel brano Respirare, piazzatosi al 4º posto nella classifica finale, ricevendo anche il 60º Premio AFI, istituito dall'Associazione fonografici italiani, per la grinta e la passione che contraddistingue le Sue interpretazioni[54]; inoltre, durante lo stesso festival, si esibisce con Macy Gray e lo stesso D'Alessio cantando Almeno tu nell'universo. Il 3 marzo è ospite, sempre con D'Alessio nel tv-show Ballando con le stelle, come "ballerini per una notte".

Il 1º giugno ritorna con un nuovo singolo, Ma quale musica leggera (scritto da Edoardo Bennato e realizzato con la produzione di Mario Lavezzi), che però non gode di alcuna promozione radio-televisiva.

Nel 2013 torna dopo sei anni a esibirsi dal vivo insieme a una nuova band e all'amica vocalist Aida Cooper.

Il quarantennale di carriera (2014-2015)Modifica

Il 18 gennaio 2014 l'artista torna a esibirsi dal vivo con il Bandabertè 1974-2014 tour, una lunga serie di concerti in tutta Italia per festeggiare i suoi quarant'anni di carriera, partita dal teatro Verdi di Montecatini Terme. Il 16 e il 23 aprile 2014 è special coach nel programma The Voice of Italy per il team di Piero Pelù, mentre il 4 maggio è ospite insieme a Ornella Vanoni della sesta puntata di Amici, dove duetta con la squadra blu capitanata da Miguel Bosé.

Dal 18 aprile 2015, insieme a Sabrina Ferilli e Francesco Renga, è giurata fissa nella quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi: un impegno con cui riguadagna una grossa visibilità, conquistando il favore della critica[55][56][57], che la definisce "il vero pilastro di questa quattordicesima edizione"[58].

Traslocando: l'autobiografia ufficialeModifica

Nel novembre 2015 viene annunciata la pubblicazione della sua autobiografia per Rizzoli Editore. Il libro, dal titolo Traslocando, come l'album del 1982, è un racconto nel quale la cantante ribadisce anche le pesanti accuse nei confronti del padre, denunciandone non solo il comportamento violento, ma anche gli abusi già menzionati nell'intervista apparsa sul mensile Musica Leggera nel 2009[8].

Amici non ne ho... ma amiche sì! (2015 - 2017)Modifica

Con il suo ritorno in tv nella primavera del 2015, l'artista annuncia di essere al lavoro per la realizzazione di ben due album, uno di inediti e uno celebrativo per i suoi quarant'anni di carriera, composto da duetti al femminile, con la produzione di Fiorella Mannoia.

Il 26 giugno si esibisce, per la prima volta dopo trent'anni, al fianco di Fiorella Mannoia, duettando con lei in una nuova versione della hit In alto mare al Summer Festival.

Il brano prescelto per il duetto tra la Bertè e Patty Pravo è Mi manchi[59]. Una prima collaborazione risale al 1997, quando entrambe si ritrovano a condividere il medesimo produttore (Mauro Paoluzzi), il medesimo manager (Nando Sepe) e la medesima etichetta discografica: quell'anno Loredana firma insieme a Roberto Vecchioni, su musica dello stesso Paoluzzi, il testo di Treno di panna, uno dei brani dell'album Notti, guai e libertà.

Dopo vari annunci e successivi rinvii, l'uscita di Amici non ne ho... ma amiche sì! viene fissata per il 1º aprile 2016. L'album è anticipato l'11 marzo dall'uscita del singolo inedito È andata così, scritto per lei da Luciano Ligabue. Nel disco sono presenti anche una nuova versione di Ma quale musica leggera, brano scritto da Edoardo Bennato, riarrangiato e cantato in duetto con Aida Cooper, una nuova versione di Folle città a cui partecipa Antonella Lo Coco, e un duetto virtuale con Mia Martini per la nuova versione di Stiamo come stiamo, il pezzo presentato insieme dalle due sorelle al Festival di Sanremo 1993.

Chiude l'album la «corrosiva» e «ironica»[59] Il mio funerale, altro inedito stavolta scritto dalla stessa Bertè, contraddistinto da sonorità reggae con venature rock, definito anche come il suo miglior brano degli ultimi anni.[60]

L'album riporta la Bertè ai vertici delle classifiche, debuttando al 2º posto della classifica italiana degli album più venduti (dove rimane per 16 settimane consecutive) e contemporaneamente anche al 1º posto nella classifica dei vinili più venduti, pubblicata sempre dalla FIMI l'8 aprile 2016.

Il 6 giugno torna a esibirsi all'Arena di Verona insieme a Fiorella Mannoia durante la prima serata dei Wind Music Awards 2016, duettando nella nuova versione de Il mare d'inverno.

Amiche in ArenaModifica

Contestualmente, viene annunciata per il 19 settembre 2016 la data conclusiva del tour estivo Amiche sì, con la partecipazione di Fiorella Mannoia e tante altre artiste ospiti.

Insieme alle padrone di casa si avvicendano sul palco dell'Arena di Verona: Patty Pravo, Gianna Nannini, Irene Grandi, Paola Turci, Elisa, Emma, Alessandra Amoroso, Noemi, Nina Zilli, Irene Fornaciari, Bianca Atzei, Elodie, Antonella Lo Coco, Aida Cooper; sedici artiste alternatesi nel corso di 32 brani in scaletta.

Il concerto è sold-out, e con oltre 12 000 spettatori raccoglie 150 000 euro successivamente devoluti all'associazione D.i.Re. - Donne in rete contro la violenza, a sostegno dei 77 centri anti-violenza appartenenti alla rete e distribuiti su tutto il territorio italiano.

L'evento Amiche in Arena diventa anche un progetto discografico, che viene pubblicato l'11 novembre in due versioni: Standard 2 CD + DVD; Deluxe 2 CD + DVD con libro fotografico. Il ricavato delle vendite è devoluto anch'esso all'associazione D.i.Re.

L'album entra in vetta della classifica FIMI nella sezione compilation e viene certificato disco d’oro per le 25.000 copie vendute dopo 7 settimane consecutive di permanenza al 1º posto.

Standing Ovation e Amiche sì Tour 2017Modifica

Nel 2017 l'album Comunisti col Rolex di Fedez e J-Ax, contiene anche un featuring di Loredana Bertè nel brano Allergia, che viene proposto dal vivo il 18 marzo al PalaLottomatica di Roma nel corso del concerto dei due rapper.

Dal 17 febbraio la cantante è giurata fissa insieme a Nek e Romina Power nel programma Standing Ovation, condotto da Antonella Clerici nella prima serata su Rai 1.

Nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2017 gira l'Italia con l'Amiche Sì Summer Tour 2017, seconda parte della serie di concerti partita nel 2016: la tournée (che si conclude il 30 ottobre al Teatro Nazionale di Milano) è vista da oltre 200 000 spettatori, risultando una delle più importanti dell'artista.

Il 6 novembre il singolo digitale Non sono una signora riceve dalla FIMI il disco d'oro per le vendite[61]. Il 24 novembre esce nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name), film premio Oscar di Luca Guadagnino la cui colonna sonora contiene il brano di Loredana Bertè del 1982 J'Adore Venise.

2018-2019: Non ti dico no, l'album LiBerté, il ritorno a Sanremo e il ritorno ad AmiciModifica

Il 4 maggio 2018 viene pubblicato il singolo realizzato in collaborazione con i Boomdabash intitolato Non ti dico no, che raggiunge la posizione 8 della classifica ufficiale FIMI dei brani più venduti in Italia. Non ti dico no conquista inoltre il primo posto della classifica dei brani più trasmessi dalle radio italiane, primato che conserva per nove settimane, di cui sette consecutive. Il successo del singolo permette a Loredana e alla band salentina di ottenere la certificazione del doppio disco di platino per le vendite, il premio EarOne al Summer Festival e di vincere il Power Hits Estate 2018 di RTL 102.5 all'Arena di Verona.

Nel giugno 2018 è giurata e coach della prima edizione di Ora o mai più su Rai 1, condotto da Amadeus. Il suo allievo è Alessandro Canino.

Il 6 settembre svela il titolo del nuovo album, LiBerté, in uscita il 28 settembre, a cui segue un nuovo tour teatrale. Il disco, prodotto da Luca Chiaravalli, vede la Bertè tornare a collaborare con Ivano Fossati a 34 anni di distanza da Savoir faire. Tra gli autori dell'album, oltre alla stessa Loredana, ci sono Gaetano Curreri, Gerardo Pulli, Maurizio Piccoli e Fabio Ilacqua. Il 21 settembre vengono pubblicati due nuovi singoli dall'album: Babilonia (la canzone scartata da Sanremo 2018) e Maledetto luna-park.

Il 6 febbraio 2019 ha pubblicato in occasione del 69º Festival di Sanremo, il singolo Cosa ti aspetti da me[62] con il quale si classifica al 4º posto. Al brano viene assegnato il premio Pubblico dell'Ariston, creato ad hoc in seguito alle clamorose proteste del pubblico in sala all'annuncio dei primi tre artisti classificati.[63] In occasione dell'uscita del singolo, l'album LiBerté torna nei negozi in una versione denominata "Sanremo Edition" contenente il brano sanremese e due medley registrati durante il LiBerté Tour teatrale 2018/2019

Il singolo Cosa ti aspetti da me debutta al 6º posto della classifica ufficiale FIMI dei brani più venduti in Italia e viene certificato disco d'oro in tempi record. In poco tempo viene certificato disco di platino.

Il 16 marzo viene ufficializzata come giurata dalla diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi.

Il 10 maggio viene pubblicato il singolo, prodotto da Takagi & Ketra e scritto da Calcutta e Tommaso Paradiso, dal titolo Tequila e San Miguel.[64] Due mesi dopo, il 10 luglio, esce Senza Pensieri [65], brano di Fabio Rovazzi realizzato in collaborazione con Loredana e J-Ax. Il singolo viene certificato disco d'oro in poco più di un mese.

Doppia ne La famiglia Addams (film 2019)

Durante tutto il 2019 sarà impegnata per il finale del tour LiBerté Tour teatrale 2018/2019, questa volta spostandosi in piccole arene e forum di grande capienza.

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Loredana Bertè.

Album in studioModifica

TeatroModifica

FilmografiaModifica

TelevisioneModifica

BibliografiaModifica

Libri autorizzati dall'artistaModifica

Altri libriModifica

Partecipazioni a Festival musicaliModifica

Partecipazioni al Festival di SanremoModifica

Edizione Artista Brano Autore Categoria Posizione Premi
Festival di Sanremo 1986 Loredana Bertè Re Armando Mango, Mango Big 9
Festival di Sanremo 1988 Loredana Bertè Io Tony Cicco Campioni 16
Festival di Sanremo 1991 Loredana Bertè In questa città Pino Daniele Campioni 18
Festival di Sanremo 1993 Loredana Bertè con Mia Martini Stiamo come stiamo Loredana Bertè, Maurizio Piccoli Campioni 14
Festival di Sanremo 1994 Loredana Bertè Amici non ne ho Loredana Bertè, Philippe Leòn Campioni 13
Festival di Sanremo 1995 Loredana Bertè ANGELI & angeli Loredana Bertè, Philippe Leòn Campioni 19
Festival di Sanremo 1997 Loredana Bertè Luna Loredana Bertè, Maurizio Piccoli Campioni 20
Festival di Sanremo 2002 Loredana Bertè Dimmi che mi ami Philippe Leòn, Nuccio Tortora, Domenico Latino Campioni 17
Festival di Sanremo 2008 Loredana Bertè Musica e parole Loredana Bertè, Oscar Avogadro, Alberto Radius Campioni Squalificata Premio Sala Stampa
Premio alla carriera
Festival di Sanremo 2012 Loredana Bertè con Gigi D'Alessio Respirare Gigi D'Alessio, Vincenzo D'Agostino Artisti 4
Festival di Sanremo 2019 Loredana Bertè Cosa ti aspetti da me Gaetano Curreri, Gerardo Pulli, Piero Romitelli Artisti 4 Premio Pubblico dell'Ariston

Partecipazioni al FestivalbarModifica

Partecipazioni ad AzzurroModifica

Partecipazioni a Vota la voceModifica

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Loredana Bertè, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  2. ^ Salvatori, Dario., Il grande dizionario della canzone italiana, 1. ed, Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-01284-X, OCLC 76960234.
  3. ^ redattore, Loredana Bertè, la Regina del Rock italiano, in Concerto al Gay Village, su www.giroma.it. URL consultato il 30 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  4. ^ Mia Martini e Loredana Bertè: auguri alle prime sorelle della musica, su Radio Italia. URL consultato il 30 novembre 2017.
  5. ^ LOREDANA BERTE´ la donna che ha rivoluzionato la musica italiana, in All Music Italia, 24 marzo 2016. URL consultato il 30 novembre 2017.
  6. ^ 'Non ti dico no' di Boomdabash-Bertè tormentone estate per Rtl, in Tiscali Spettacoli. URL consultato il 6 settembre 2018.
  7. ^ Maria Laura Giovagnini, Memoriale di Loredana Bertè, in Oggi, 17/18/19, 1996.
  8. ^ a b Pubblicata sul numero 4 della rivista Musica Leggera
  9. ^ Leda Bertè: Loredana dice il vero nostro padre è stato un violento - la Repubblica.it
  10. ^ a b Loredana Bertè, dalla fame al successo: "Sono una signora. E sono tornata", su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 26 agosto 2015.
  11. ^ a b Maurizio Becker, La guerra non è mai finita. Intervista a Loredana Bertè, in Musica Leggera, maggio 2009.
  12. ^ a b Questo e gli altri dati sulle posizioni in classifica di Loredana Bertè sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, pag. 86, e dalle classifiche pubblicate nel corso degli anni dai settimanali Ciao 2001 e TV Sorrisi e Canzoni
  13. ^ "Subito dopo ho avuto una storia con Loredana Bertè. Loredana era ingestibile, un cavallo pazzo, ma io le volevo molto bene", Pooh (a cura di Franco Dassisti), Quello che non sai, Mondadori, 1997; pag. 254
  14. ^ Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa radiotelevisiva, Milano, Greco & Greco, 2004.
  15. ^ Pensiero Stupendo, su Rai. URL consultato il 24 agosto 2015.
  16. ^ a b c d e f Enrico Deregibus, Dizionario completo della Canzone Italiana, Giunti, 2006, p. 61, ISBN 978-88-09-04602-3.
  17. ^ Si manterrà la sostituzione del verso anche nella versione incisa dall'autore l'anno dopo nell'album La mia banda suona il rock
  18. ^ Il ritorno di Loredana Bertè "40 anni di rabbia e musica", su firenze.repubblica.it. URL consultato il 25 agosto 2015.
  19. ^ Elogio di Loredana Bertè Belli quegli anni rock con Fossati e Ruggeri, su ilgiorno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  20. ^ Hit Parade Italia - Classifica Commentata del 15 Ottobre 1982, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  21. ^ Ivano Fossati; Pietro Cheli, Carte da decifrare, Einaudi, 2001.
  22. ^ Rolling Stone: vince Vasco Rossi - MAG - Sky.it, su mag.sky.it. URL consultato il 9 giugno 2015.
  23. ^ Hit Parade Italia - Classifica Commentata del 15 Ottobre 1982, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  24. ^ a b Classifiche musicali: i Numeri Uno che non sono mai stati al numero uno, su sorrisi.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  25. ^ a b c Paolo Marsich, Loredana Bertè: non sappiamo le strade (ma sentiamo le cose), Bastogi, 2000, ISBN 88-8185-262-4.
  26. ^ Loredana Berte' Si Separa E Denuncia Il Marito - La Repubblica.It
  27. ^   Loredana Bertè, su YouTube. URL consultato il 21 agosto 2015.
  28. ^ Fabio Santini, Giochi nell'acqua, in Tutto Musica, 1985.
  29. ^ neverending loredana – dopo alcuni anni bui, il ritorno in tour della bertè, su dagospia.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  30. ^ SEXY LOREDANA E LE SUE CANZONI SULLA SPIAGGIA CALDA DI RIO - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  31. ^ SEXY, SOLARE LOREDANA - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  32. ^ ITALY FOR ITALY - la Repubblica.it
  33. ^ a b Luzzatto Fegiz Mario, Sanremo censura la Berte' : parolacce alla luna, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2015).
  34. ^ Una resurrezione in pieno spirito rock, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  35. ^ Bertè censurata in Svezia, Corriere della Sera. URL consultato il 22 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2013).
  36. ^ LOREDANA BERTE': ho visto Bin Laden alla Casa Bianca «Rassegna Stampa di Dario Denni
  37. ^ a b Musica e dischi, marzo 1991.
  38. ^ Enrico Bonerandi, "Troppe delusioni, voglio morire", in la Repubblica, 25 aprile 1991, p. 19.
  39. ^ a b Luzzatto Fegiz Mario, la rabbia della compagna Loredana Berte', su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 24 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2015).
  40. ^ a b c Dario Salvatori, Il grande dizionario della canzone italiana, Rizzoli, 2006, p. 482, ISBN 88-17-01284-X.
  41. ^ Pozzi Gloria, La Berte' denuncia Zero: " M' ha rovinata ", su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2015).
  42. ^ Paolo Bernardin, La Repubblica, marzo 1997.
  43. ^ Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, La Grande Bellezza, Skira Editore, ISBN 88-572-2047-8. URL consultato il 24 agosto 2015.
  44. ^ La grande bellezza agli Oscar, Jep Gambardella intervista Sorrentino - VanityFair.it, su vanityfair.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
  45. ^ Busi: una canzone per Loredana Berte', su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 17 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2015).
  46. ^ MUSICA: TORNA SUL PALCO LOREDANA BERTE', su www1.adnkronos.com. URL consultato il 31 maggio 2015.
  47. ^ Dario Salvatori, Bertè: «Il disco me lo sono fatta da sola», in Il Tempo, settembre 2005.
  48. ^ BABYBERTE' (2005) - Loredana Berte, su loredanaberte.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
  49. ^ FIMI - Classifiche - FIMI, su FIMI.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  50. ^ Arcuri con Amadeus al Venice Music Awards - il mattino di Padova, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  51. ^ L'Albo d'Oro | Premio Lunezia, su www.lunezia.it. URL consultato il 21 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2016).
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  53. ^ La Sicilia redazione@lasicilia.it, Loredana Errore, la rinascita della ragazza dagli occhi di cielo, su lasicilia.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
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