Lorenzaccio (de Musset)

opera teatrale di Alfred de Musset del 1834

Lorenzaccio è un'opera teatrale scritta nel 1834 da Alfred de Musset e basata su un'idea di George Sand.

Lorenzaccio
Opera teatrale in cinque atti
Frontespizio della prima edizione dell'opera
AutoreAlfred de Musset
Titolo originaleLorenzaccio
Lingua originaleFrancese
GenereDramma storico
Composto nel1834
Prima assoluta3 dicembre 1896
Théâtre de la Renaissance, Parigi
Prima rappresentazione italiana9 dicembre 1899
Teatro dei Filodrammatici, Milano
Personaggi
  • Lorenzo de' Medici (Lorenzaccio), cugino del duca di Firenze
  • Maria Soderini, madre di Lorenzo
  • Alessandro de' Medici, duca di Firenze
  • Filippo Strozzi, banchiere repubblicano
  • Cardinal Cybo, legato pontificio
  • Caterina Ginori, zia di Lorenzo
Riduzioni cinematograficheLorenzino de' Medici, regia di Guido Brignone

Lorenzaccio, regia di Raffaello Pacini

 

TramaModifica

Il dramma è ambientato nella Firenze del Rinascimento e si basa su personaggi e vicende reali.

Il diciannovenne Lorenzo de' Medici, studioso degli eroi dell'antichità, desidera ardentemente il ritorno della Repubblica a Firenze, ma la città è sotto il dominio del tiranno Alessandro, suo lontano cugino. Il duca Alessandro è sotto la protezione del papa, Clemente VII (anch'egli appartenente alla famiglia e, probabilmente, suo stesso padre) e dell'imperatore Carlo V.

Lorenzo diventa fedele servitore del duca per stargli vicino e poterlo meglio ingannare, poi lo uccide con la speranza di liberare la sua città dalla schiavitù, ma il velleitarismo e la mancanza di organizzazione faranno fallire il suo progetto. Della città si impadronisce Cosimo, imposto ai fiorentini con una finta elezione dal cardinale Cybo, che difendeva gli interessi del papa e dell'imperatore tedesco. Lorenzo, che verrà soprannominato con disprezzo Lorenzaccio dai suoi concittadini, sarà costretto a riparare a Venezia, dove verrà ucciso dai sicari di Cosimo.

L'eroe del drammaModifica

Il lavoro di Musset si basa sul dualismo della figura di Lorenzo, visto da un lato come eroe romantico animato da un'utopia, dall'altro come giovane violento e solitario, incapace di trarre profitto dalle sue azioni. Riflessione amara e crudele sulla vanità delle azioni umane e sulle vicende politiche francesi che avevano fatto seguito alla Rivoluzione, Lorenzaccio rimane uno dei prototipi del dramma romantico.

Messa in scenaModifica

Diviso in ben cinque atti e trentotto scene, il dramma fu per molto tempo considerato impossibile da rappresentare in teatro per i continui cambi di scena, per l'enorme numero di personaggi (più di 400) e per la durata totale, che avrebbe dovuto coprire tre serate consecutive.

Dopo la morte dell'autore, suo fratello Paul ne preparò una riduzione che doveva andare in scena al Théatre de l'Odéon di Parigi nel 1863, ma che fu rifiutata dalla censura dell'epoca per il divieto di rappresentare l'omicidio di un sovrano.

Solo nel 1896 il dramma poté essere portato sul palcoscenico, grazie alla pervicacia di Sarah Bernhardt che volle vestire abiti maschili per interpretare il ruolo principale[1]. Da allora, Lorenzaccio divenne banco di prova per la recitazione di molte attrici e solo molto più tardi si cominciò ad usare un attore di sesso maschile per la parte del protagonista.

La prima italiana è stata il 9 dicembre 1899 al Teatro dei Filodrammatici di Milano con Ermete Zacconi nella parte del protagonista[2].

Il musicista Sylvano ha composto nel 1968 (e modificato nel 1972) il mistero da camera Lorenzaccio, da De Musset.

L'intreccio di questo dramma ha ispirato due film, il primo, Lorenzino de' Medici del 1935 con la regia di Guido Brignone, il secondo, Lorenzaccio del 1951 con la regia di Raffaello Pacini, con Giorgio Albertazzi nella parte del protagonista. Importante anche la versione di e con Carmelo Bene.

NoteModifica

  1. ^ Lorenzaccio su Les Archives du Spectacle
  2. ^ Corriere della Sera, 10 dicembre 1899, p. 3

Collegamenti esterniModifica

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