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Lorenzo Cesa
Lorenzo Cesa daticamera.jpg

Segretario dell'Unione di Centro
In carica
Inizio mandato 27 ottobre 2005
Predecessore Marco Follini

Eurodeputato
Legislature VI (Fino al 27/04/2006), VIII
Gruppo
parlamentare
Partito Popolare Europeo
Circoscrizione Italia Meridionale
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI, XVII (Fino al 25/06/2014)
Gruppo
parlamentare
XV - XVI:
- Unione di Centro

XVII:
- Per l'Italia (Dal 10/12/2013 al 25/06/2014)

In precedenza:

- Scelta Civica per l'Italia (Da inizio legislatura al 10/12/2013)

Circoscrizione XV:
Lombardia 2

XVI:
Puglia

XVII:
Calabria

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Unione di Centro (dal 2002)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
CCD (1994-2002)
Tendenza politica Cristianesimo democratico
Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche
Università Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli
Professione Politico

Lorenzo Cesa (Arcinazzo Romano, 16 agosto 1952) è un politico italiano. Attualmente è europarlamentare. Ricopre dal 2005 l'incarico di segretario dell'Unione di Centro.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in Scienze Politiche all'Università LUISS di Roma, ricoprì il ruolo di direttore delle relazioni esterne alla Efimpianti Spa, di consigliere di amministrazione di importanti società e banche, fra cui l'ANAS e di direttore commerciale marketing di una società di comunicazione.

Con un'esperienza politica di dirigente della Democrazia Cristiana e di consigliere comunale a Roma, entrò subito nel progetto politico del CCD di Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini. Messo a capo della segreteria politica, continuò il suo ruolo col costituirsi dell'UDC.

La sua prima esperienza politica di primo piano fu quando il 26 giugno 1989 venne inviato in Sicilia come Vicepresidente della Commissione Tesseramento: in Sicilia risultavano infatti un numero di tessere addirittura superiore al numero di elettori.

Nel 2004 viene eletto al Parlamento europeo, risultando nella lista dell'UDC il primo eletto della circoscrizione meridionale, con 103 000 voti.

Al Parlamento europeo diviene membro della Commissione per il controllo dei bilanci; della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia; Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia); della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea.

Il 27 ottobre 2005 succede a Marco Follini nella segreteria nazionale del partito, votato all'unanimità, dopo la rinuncia degli altri candidati in considerazione del fatto che Cesa è reputato l'unico che possa manifestare al meglio l'unità del partito. Già nel suo discorso di dimissioni, Follini lo aveva citato come una "straordinaria figura umana e politica", uno dei principali artefici dei successi dell'Udc dalla sua nascita, lasciando presagire una sorta di continuità.

Nel momento dell'insediamento, Cesa si dichiara un segretario di transizione, pronto a lasciare nel momento in cui Casini, lasciati gli impegni istituzionali, sia libero di tornare a guidare il partito. Afferma la volontà di condurre il partito in continuità, di mantenere le distinzioni con gli alleati in merito alle discusse questioni sulla legge elettorale proporzionale e della modifica della legge sulla par condicio.

Con le elezioni politiche del 2006 viene eletto deputato nazionale, rinunciando in questo modo all'incarico di parlamentare europeo. Nell'ottobre 2007 è testimone dello sposo alle nozze tra Pier Ferdinando Casini e Azzurra Caltagirone.[1]

È di nuovo deputato alla Camera nella XVI legislatura dal 22 aprile 2008, eletto nella circoscrizione XXI (Puglia). È componente dell'XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), presidente della Commissione di collaborazione parlamentare Italia-Cina e componente della commissione parlamentare Italia-Russia.
Candidato alle Elezioni politiche italiane del 2013, viene rieletto alla Camera dei deputati per l'Unione di Centro[2].

Viene confermato alla guida del partito il 23 febbraio 2014 come Segretario dell'UdC, prevalendo di misura (435 contro 431) sull'ex Ministro della Pubblica Amministrazione del Governo Letta Gianpiero D'Alia sostenuto dal leader UdC Pier Ferdinando Casini.

Alle elezioni europee del 2014 si presenta come capolista del Nuovo Centrodestra - Unione di Centro nella circoscrizione dell'Italia meridionale (che raccoglie i collegi di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria). Con 56.911 è il primo nella Circoscrizione Sud per NCD-UDC venendo eletto ed essendo uno dei 3 eletti per il partito nazionale. Il 25 giugno 2014 lascia il parlamento italiano optando per la carica di parlamentare europeo.

Alle elezioni politiche del 2018 è candidato alla Camera dei Deputati, nel collegio uninominale di Nola sostenuto dalla coalizione di centro-destra (in quota Noi con l'Italia - UDC) e nel relativo listino proporzionale,[3] ma non è eletto (restando,dunque al parlamento europeo).

Alle elezioni europee del 2019 l’UDC fa un accordo con Forza Italia e Cesa si candida nella Circoscrizione Sud dietro a Silvio Berlusconi. Con 42.229 preferenze si piazza in quarta posizione non risultando rieletto e data la rinuncia di Berlusconi risulta essere il primo dei non eletti.[4]

Procedimenti giudiziariModifica

Indagine sul patrimonio del Comune di RomaModifica

Nel 1992 Cesa fu indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio, insieme alla giunta del sindaco Franco Carraro, per presunti illeciti riguardo l'emissione di un finanziamento pari a 90 miliardi di lire destinato ad un incarico di censimento del patrimonio immobiliare del Comune. Fu assolto.

Inchiesta sull'AnasModifica

A partire dal 1993 ha avuto un processo intentato per concussione, accusato dai magistrati romani di aver riscosso una tangente di trecentomila euro per conto del ministro dei lavori pubblici Giovanni Prandini, subendo per questo in quell'anno un periodo di carcerazione, dopo alcuni giorni dall'ordinanza d'arresto. Inizialmente Cesa si sottrasse all'arresto, dal 6 all'8 marzo 1993, rimanendo due giorni in latitanza per poi consegnarsi spontaneamente al pubblico ministero.

Nelle fasi del processo ha ammesso il verificarsi del fatto, dichiarandosene però estraneo, in quanto i soldi non sarebbero stati destinati a lui ma a Prandini, all'epoca ministro dei lavori pubblici e presidente dell'Anas e all'ingegner Antonio Crespo, direttore generale dell'ente.

Cesa dichiarò di aver ricevuto "[...] delle contropartite politiche da parte del ministro che sovvenzionava le nostre iniziative politiche": il GUP riconobbe l'"ampia confessione dei fatti contestati".[5]

Il 21 giugno 2001 è condannato in primo grado, insieme ad altri responsabili, a 3 anni e 3 mesi di reclusione per corruzione aggravata. Con lui, Prandini riceve una condanna a 6 anni e 4 mesi e a Crespo vengono irrogati 4 anni e 6 mesi. Le imputazioni confermate riguardano 750 miliardi di lire in appalti truccati, che hanno fruttato agli interessati 35 miliardi di lire in tangenti tra il 1986 e il 1993.

La Corte d'Appello ha annullato l'anno seguente la sentenza per aver riscontrato una incompatibilità del Gip: il Tribunale dei Ministri (assegnato per via del coinvolgimento del ministro Prandini), non può sostenere il ruolo accusatorio e deve restituire la causa al Gip di Roma, il quale dichiara gli atti del 2005 come "inutilizzabili" e dispone il "non luogo a procedere". Intanto, subentra la prescrizione del reato grazie alle modifiche alla legislazione attuate dal Governo Berlusconi.

Indagine "Poseidone"Modifica

Nel marzo 2006 è stato nuovamente indagato dalla procura di Catanzaro per truffa e associazione per delinquere, nell'inchiesta denominata "Poseidone": l'accusa riguarda cinque miliardi di lire truffati all'Unione europea tramite una società fantasma, la Spb Optical Disk Srl, di cui era comproprietario con il dirigente ANAS Giovanbattista Papello e Fabio Schettini, capo della segreteria di Franco Frattini.[5] La sua posizione viene subito stralciata.[6]

Nel novembre 2010 il GIP dell'inchiesta dispone il sequestro di beni di Cesa per un valore di un milione di euro[7].

Il 3 febbraio 2011 il Gip di Roma Rosalba Liso archivia definitivamente la posizione di Cesa, perché "gli elementi a carico, pur rivestendo la qualità di indizi, non assurgono al rango della gravità, precisione e concordanza tali da provare il di lui possibile coinvolgimento nei fatti di cui all'imputazione e rendendo in tal modo infausta la prognosi di condanna in un'eventuale sede dibattimentale".

Proposte politicheModifica

Ha destato reazioni critiche la proposta (seguita alla vicenda che ha visto il deputato Cosimo Mele coinvolto con delle prostitute) di istituire una "indennità parlamentare contro le tentazioni"[8] in modo che i parlamentari, spesso lontani dalla famiglia per motivi di lavoro, possano ottenere un ulteriore contributo finanziario per fronteggiare i costi del trasferimento a Roma dell'intera famiglia[9][10].

NoteModifica

  1. ^ Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, Catalogo dei viventi, Venezia, Marsilio Editori, 2008, P. 447
  2. ^ Elezioni.interno
  3. ^ Una decina di eurodeputati pronti lasciare Bruxelles e candidarsi alle elezioni - Altre news - ANSA Europa, in ANSA.it, 29 gennaio 2018. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  4. ^ Speciale Elezioni Ue: liste, candidati ed eletti in Italia - repubblica, su elezioni.repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2019.
  5. ^ a b "Date a Cesa", di Marco Travaglio su Linus.net Archiviato il 20 aprile 2007 in Internet Archive.
  6. ^ Paneacqua.eu
  7. ^ Marco Lillo, Fondi Ue. Indagato Lorenzo Cesa, in il Fatto Quotidiano, 05 novembre 2010. URL consultato il 6 novembre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2010).
  8. ^ L'ultima frontiera dei privilegi: un'indennità contro le tentazioni - Corriere della Sera, 31 luglio 2007
  9. ^ Cesa accetta le dimissioni di Mele - Corriere della Sera, 30 luglio 2007
  10. ^ Bertinotti reputa immorale la proposta di Cesa - Corriere della Sera, 31 luglio 2007

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