Lorenzo De Vitto

politico italiano
Lorenzo De Vitto

Europarlamentare
Legislature III
Gruppo
parlamentare
Partito Popolare Europeo (Gruppo democratico cristiano)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Università Università degli Studi di Napoli Federico II

Lorenzo De Vitto (Sant'Angelo dei Lombardi, 13 ottobre 1925Avellino, 27 aprile 1994) è stato un politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana, parlamentare europeo del Partito Popolare Europeo, consigliere ed assessore regionale della Campania.

BiografiaModifica

Viene ricordato ancora oggi come uno dei politici più amati dagli irpini, essendo stato un fiero ed operoso rappresentante delle aree interne della Campania nel cuore dell'Europa.

Entra in politica negli anni '50, quando si afferma anche come impetuoso e combattivo avvocato penalista.

Nel 1970 viene eletto per la prima volta al Consiglio regionale della Campania, appena costituito, assumendo subito un ruolo di primo piano nella qualità di Presidente della Commissione Lavori Pubblici-Urbanistica-Trasporti.

Nel 1975 assume il delicato incarico di segretario regionale della Democrazia Cristiana e viene rieletto al Consiglio regionale. In seguito viene nominato assessore regionale alla Pubblica Istruzione, rendendosi fautore di numerose leggi regionali sul diritto allo studio, all'assistenza scolastica.

Nel 1980, con quasi 30.000 preferenze nel ristretto collegio irpino, è nuovamente eletto al Consiglio regionale, risultando in percentuale uno dei primi eletti in Italia. Questi anni sono caratterizzati da un forte e quotidiano impegno per la ricostruzione e lo sviluppo delle zone colpite dal sisma del 1980, che ebbe quale epicentro il suo paese natio (Sant'Angelo dei Lombardi).

Nel 1985, per la quarta volta consecutiva, viene rieletto al Consiglio regionale, risultando l'unico consigliere rimasto in carica fin dal primo giorno di costituzione dell'ente. Assume così anche l'importante incarico di assessore alla Formazione professionale, alla ricerca scientifica e all'assistenza.

Alle elezioni del 1989, viene eletto al Parlamento europeo, dove fu, tra l'altro, chiamato a svolgere le funzioni di vicepresidente della Commissione affari sociali e lavoro, nonché di delegato per le relazioni con il Canada e con la Cina; attività che svolse con competenza e grande autorevolezza, interpretando in modo ammirevole il ruolo di rappresentante del Mezzogiorno d'Italia nel massimo consesso assembleare comunitario. Nella Democrazia Cristiana assume a lungo l'incarico di consigliere nazionale, divenendone uno degli esponenti più apprezzati e non celando talvolta posizioni critiche[1].

Lorenzo De Vitto ha attraversato circa quarant'anni di storia politica senza ombre e senza macchie. Dopo la sua morte ne è stato rivalutato il compito di proiettare l'Irpinia e la Campania nella dimensione europea, come esempio per i più giovani di competenza, passione e trasparenza in politica. La sua tenacia, la sua concretezza e il suo talento politico lo hanno proiettato al centro dello scenario regionale prima ed europeo poi.

Da assessore regionale si è battuto per inserire l'Irpina nelle dinamiche regionali dello sviluppo, da eurodeputato ha lavorato per risolvere i problemi del Mezzogiorno, dimostrando una grande competenza sui temi del turismo, dei trasporti, ma anche della formazione, del lavoro e delle politiche sociali; settori decisivi per la costruzione del modello sociale europeo e per il rilancio dell'economia meridionale.

Il 5 marzo 1999 la sua carriera politica è stata onorata con l'attribuzione della prestigiosa medaglia Schuman, riconoscimento del Partito Popolare Europeo che «rende omaggio alle personalità pubbliche che hanno fatto progredire la causa della pace, della costruzione europea e dei valori umani attraverso le loro attività pubbliche e il loro impegno personale»[2], conferita tra gli altri anche a Giovanni Paolo II, Giulio Andreotti, Flaminio Piccoli, Mario Monti, José María Aznar, Angela Merkel e José Manuel Barroso.

Nel 2010 il Comune di Avellino ha intitolato a De Vitto la strada che conduce alla nuova "Città ospedaliera", avendo quest'ultimo ricoperto l'incarico di presidente dell'ente ospedaliero nel 1969, quando fu inaugurato il precedente Ospedale S. G. Moscati.

NoteModifica

  1. ^ parla di lui anche Giampaolo Pansa, I cari estinti, Rizzoli, 2010, pp. 144-148
  2. ^ fonte: http://eppgroup.eu/it/free-text/32364?preview=1

Collegamenti esterniModifica