Lorica squamata

1leftarrow blue.svgVoce principale: Armi e armature romane.

Lorica squamata
Cricau Festival 2013 - Lorica squamata - 2.jpg
Legionario romano in lorica squamata - rievocazione storica
OriginePopolazioni nomadi della steppa eurasiatica
Impiego
UtilizzatoriVexilloid of the Roman Empire.svg Impero Romano
ConflittiGuerre romane
voci di armature presenti su Wikipedia

La lorica squamata era la variante in uso all'esercito romano dell'armatura a scaglie.
La corazza era così chiamata per le lamelle di metallo con le quali era realizzata. Il nome è derivato dal fatto che tali lamelle, poste l'una a fianco all'altra, ricordano vagamente le squame (squamae in latino) di un pesce.

Frammento di armatura a scaglie romana.
Lorica squamata in un rilievo del piedistallo della Colonna Traiana. Al centro un draco.

StoriaModifica

Sebbene presente occasionalmente nelle panoplie greche ed etrusche, la corazza a scaglie sembra evidenziare in modo netto una provenienza orientale. Sconosciuta al mondo celtico, venne probabilmente introdotta nell'esercito romano da ausiliari delle provincie orientali e diffusa attorno al I secolo.

Composizione e funzioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Armi e armature romane.

Gli scavi archeologici hanno restituito in ogni angolo dell'impero centinaia di scaglie di varie forme e dimensioni appartenute a questo tipo di corazza: ad esempio Von Groller nel 1912 ne ha classificate 36 solo tra quelle rinvenute a Carnuntum. Le scaglie erano costituite di norma da piastrine metalliche romboidali con i bordi arrotondati, di ferro o di bronzo, lunghe dai due ai tre centimetri e dotati di una serie di piccoli fori per permetterne l'assemblaggio. Le scaglie a volte venivano stagnate, venivano affiancate e unite a coppie da un corto spezzone di filo di bronzo; l'intera fila così ottenuta veniva quindi cucita su un supporto di tessuto, sempre utilizzando i fori predisposti sulla superficie. Variando opportunamente la lunghezza delle file di scaglie era possibile costruire corazze di qualsiasi misura: il sistema risultava piuttosto semplice e consentiva una facile sostituzione dei pezzi danneggiati o mancanti.

Nella maggior parte dei casi le corazze a scaglie risultano indossate da figure di un certo livello, come centurioni o portainsegne (aquilifer, signifer, imaginifer), oppure da cavalieri, mentre sembra fossero meno diffuse, rispetto alla lorica hamata, tra gli uomini di truppa.

NoteModifica


BibliografiaModifica

  • Giuseppe Cascarino, L'esercito romano - armamento e organizzazione (da Augusto ai Severi) , vol. II, Il Cerchio

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica