Los Zetas

cartello della droga messicano
Los Zetas
Area di origineMessico
Aree di influenzaMessico (eccetto in Bassa California, Bassa California del Sud, Nayarit, Querétaro, Sinaloa, Sonora e Yucatán[1]), Stati Uniti meridionali, Guatemala, El Salvador, Honduras, Costa Rica, Nicaragua, Colombia, Perù, Panama
Periodo1999 - in attività
BossArturo Guzmán Decena, Heriberto Lazcano, Miguel Treviño Morales
AlleatiCartello di Beltrán-Leyva
Cartello di Juárez
Cartello di Tijuana
'Ndrangheta
MS-13
RivaliCartello del Golfo
Cartello di Sinaloa
Caballeros Templarios
Cartello di Jalisco Nuova Generazione
Los Negros
AttivitàTraffico di droga, traffico di esseri umani, traffico di armi, omicidio, tortura, stupro, estorsione, ricatto, racket, prostituzione, furto, pirateria

Los Zetas (cioè "gli Zeta") è un'organizzazione criminale originaria del Messico, impegnata nel traffico internazionale di droghe, nei rapimenti a scopo di estorsione e in altre attività illecite sul territorio centroamericano. Dal momento che si occupa principalmente di affari legati agli stupefacenti, Los Zetas è considerato prima di tutto un cartello della droga.

Formatasi negli anni '90 come gruppo mercenario paramilitare, i suoi membri originari erano disertori delle forze speciali dell'esercito messicano e kaibiles del Guatemala e perciò l'organizzazione si distinse subito per abilità e brutalità. Proprio in visione di queste qualità strategiche, il cartello del Golfo assunse i Z come proprio braccio armato in caso di faide e conflitti (vedi guerra messicana della droga).

La collaborazione durò fino al 2010, quando Osiel Cárdenas Guillén, capo storico di entrambi i cartelli arrestato nel 2003 ed estradato negli Usa nel 2007, venne definitivamente condannato a 25 anni di carcere. Questo evento segnò l'entrata nel mondo del traffico di stupefacenti degli Z come cartello autonomo.[2][3][4][5]

La Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense ritiene Los Zetas il gruppo paramilitare più violento operante in Messico. Recentemente, i Z hanno iniziato l'attività dei sequestri di persona, specialmente turisti americani, per la richiesta di ingenti riscatti; espandendo, inoltre, le loro operazioni in Europa attraverso il supporto della 'ndrangheta.[6][7][8]

Origine del nomeModifica

Il nome Los Zetas deriva dal suo primo capo, il tenente Arturo Guzmán Decena, il cui codice radio nella Policía Judicial Federal era "Z1", codice esibito solo a funzionari d'alto rango. Il codice radio per gli oficiales de comando della Policía Judicial Federal in Messico era "Y", da cui saltò fuori il soprannome "Yankees" ai suoi appartenenti, mentre per la Policia Judicial Federal a capo di una città era "Z", e i suoi appartenenti furono soprannominati "Zetas".[3][4][5][9]

StoriaModifica

Anni '90Modifica

Alla fine degli anni '90, Osiel Cárdenas Guillén, capo del cartello del Golfo, iniziò una battaglia per il rintracciamento di membri dei cartelli rivali nel tentativo di assicurare protezione a sé stesso e il suo gruppo. Non avendo a disposizioni uomini sufficienti, Guillén iniziò a reclutare tra le proprie file ex soldati e disertori del corpo speciale Grupo Aeromóvil de Fuerzas Especiales (GAFE) dell'esercito messicano, creando un gruppo di controinsurgenza dedito all'uccisione di narcotrafficanti. La milizia privata fu addestrata da specialisti in tattiche sovversive di Stati Uniti (si ritiene alla Istituto dell'Emisfero Occidentale per la Cooperazione alla Sicurezza), Francia e Israele per: assalto aereo, dispiegamento di forze rapido, tiro di precisione, imboscate, tecniche di controsorveglianza e telecomunicazioni sofisticate, e altro ancora.[10][11]

Anni 2000Modifica

  • Nel febbraio 2004, un commando armato irrompe in una prigione di Michoacán, liberando 25 Z lì detenuti.[12]
  • Nel febbraio 2007, in un attacco sullo stile strage di Viale Lazio, indossando divise dell'esercito, alcuni Z massacrano cinque poliziotti e due assistenti amministrativi, ferendone molti altri, nella città di Acapulco.[12]
  • Nell'aprile 2007 viene ucciso in un agguato il capo della polizia di Chilpancingo, mentre cenava in un ristorante con la sua famiglia.[12]
  • Nel maggio 2007 viene sequestrato, torturato e ucciso Jacinto Granada, un capitano della Fanteria Messicana.[12]
  • Nel giugno 2007, nelle regioni di Nuevo León, Veracruz, Coahuila e Baja California, vengono messe a segno diverse rapine ai danni dei casinò più prestigiosi.[12]
  • Il 17 settembre 2008 in un'operazione dell'FBI e della DEA americana, dell'ICE messicana a cui hanno partecipato anche i carabinieri del ROS sono state arrestate 200 persone appartenenti a Los Zetas e ad altre organizzazioni criminali a cui vendevano la droga, tra cui la 'ndrangheta, nella fattispecie sono stati arrestati Vincenzo e Giulio Schirripa appartenenti all'omonima 'ndrina, la quale faceva parte di un'alleanza con i Coluccio, gli Aquino e i Macrì e con i quali avrebbero importato ogni volta 1000 chili di cocaina.[13]. Sono state sequestrate nell'operazione 16 tonnellate di cocaina e 57 milioni di dollari[14].
  • Nel giugno 2010 a Monterrey viene arrestato Hector Raul Luna, ritenuto capo de Loz Zetas nello Stato di Nuevo León.[15]

Ascesa e declino dell'organizzazioneModifica

Nel 2012, i Zeta hanno il controllo su 11 stati del Messico, diventando così il cartello di droga con il più grande territorio nel paese. Il loro rivale, il cartello di Sinaloa, ha dovuto cedere molti territori a Los Zetas, passando da 23 stati a 16. Dall'inizio del 2012 il governo messicano ha intensificato le operazioni contro i Zeta, con l'annuncio di nuove 5 installazioni militari nell'aree di operazioni.

  • Nel 4 novembre 2011 a Città del Messico, un esponente di Anonymous era stato rapito dai Zeta, in seguito liberato dopo che gli Anonymous minacciavano di rendere pubbliche le connessioni politiche del cartello della droga, se non avessero liberato l'hacker pubblicando online documenti scottanti.
  • Nella notte tra il 3 e il 4 maggio 2012 hanno assassinato nove persone, quattro donne e cinque uomini, appartenenti ad un cartello rivale. Come gesto di intimidazione i corpi delle vittime sono stati esposti in un ponte in Nuevo Laredo appesi per il collo.[16]
  • Il 9 ottobre 2012, la marina messicana confermò l'uccisione del capo Heriberto Lazcano in uno scontro a fuoco con la marina ai confini del Texas.
  • Il 14 luglio 2013 viene catturato a Nuevo Laredo il nuovo capo Miguel Treviño Morales.
  • Il 9 febbraio 2018 viene arrestato Jose Marea Guizar Valencia, nuovo boss del cartello, infliggendo così un duro colpo agli Z.
  • L'8 maggio del 2020 è deceduto Moisés Escamilla May, uno dei leader de Los Zetas, nel centro di reclusione di Puente Grande, nello Stato di Jalisco. Meglio noto come "El Gordo May", Escamilla, 45 anni, aveva scontato 11 dei 37 anni di reclusione cui era stato condannato. Escamilla si sarebbe reso responsabile della decapitazione di 12 persone. El Gordo May era a capo di una fazione de Los Zetas, la quale era considerata come la più potente e sanguinaria di Cancún[18].

Aree di influenzaModifica

 
La violenza contro la droga e la corruzione politica stanno affliggendo lo stato messicano di Tamaulipas, sede del Cartello del Golfo e dei Zeta.

I Zeta hanno campi di addestramento per le nuove reclute simili alle strutture militari d'allenamento del GAFE. Nel settembre 2005 la testimonianza al Congresso messicano del Segretario poi-Difesa Clemente Veg, ha riferito che i Zeta hanno assunto almeno 30 ex kaibil guatemaltechi per allenare le nuove reclute perché il numero di ex forze speciali messicane uomini nei loro ranghi si era ridotto.

Gli analisti indicano i Zeta come il più grande gruppo criminale in Messico in termini di presenza geografica. Hanno base principalmente ai confini regionali di Nuevo Laredo e Coahuila. Essi hanno posto sentinelle presso destinazioni d'arrivo come aeroporti, stazioni dei bus e strade principali. Per condurre le loro attività criminali lungo i confini, operano nel Golfo del Messico, negli stati meridionali di Tabasco, Yucatán, Quintana Roo, e Chiapas, e negli stati della costa dell'Oceano Pacifico di Guerrero, Oaxaca, e Michoacán e in Città del Messico.

Hanno diverse attività anche negli Stati Uniti (Texas) e Guatemala. All'inizio del 2012 si scoprì che operavano anche ai confini settentrionali tra Venezuela e Colombia e abbiano collaborato con Los Rastrojos. Insieme controllerebbero le rotte del traffico di droga: a La Guajira (in Colombia) c'è la produzione, mentre nello stato venezuelano di Zulia inizia la rotta per gli Stati Uniti e l'Europa.

Rapporti con la 'ndranghetaModifica

Varie indagini di polizia hanno dimostrato come i Zeta siano in stretto collegamento con la 'ndrangheta calabrese per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La 'ndrangheta tramite cartelli di famiglie mafiose della provincia di Reggio Calabria (come i Pesce, i Commisso, gli Aquino) importa in Europa tonnellate di cocaina avvalendosi del cartello messicano de Los Zetas come dichiarato dalla Direzione Investigativa Antimafia nella seconda relazione semestrale al Parlamento italiano 2011[19].

Tattiche paramilitariModifica

I Zeta sono uno dei gruppi paramilitari meglio armati di tutta l'area centroamericana. Tra le armi che utilizzano vi sono AK-47, AR-15, mitragliatrici MP5 e calibro 50, lanciagranate, missili terra aria ed elicotteri. Inoltre operano attraverso moderne tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche per organizzare i propri crimini. La gerarchia de Los Zetas comprende inoltre diverse figure:

  • los Halcones ("i falchi"): controllano le zone sotto il dominio della banda e comunicano via radio eventuali intrusioni;
  • los Ventanas ("le finestre"): ragazzi giovani che in bicicletta o a piedi comunicano ai superiori eventuali movimenti sospetti attorno alle aree di spaccio;
  • los Mañosos: si occupano del commercio di armi;
  • los Leopardos ("i leopardi"): prostitute e travestiti che recuperano informazioni dai loro clienti;
  • Dirección ("la direzione") composta da circa 20 membri esperti di telecomunicazioni conoscono le informazioni più importanti e partecipano a volte a rapimenti ed omicidi. La struttura de Los Zetas è una struttura a cellula, fatta per garantire che nessuno della direzione sappia tutto quello che succede, in modo da non poter rivelare le informazioni più importanti anche in caso di arresto o tortura.

Narco-blindatiModifica

I Narco-blindati sono veicoli da combattimento improvvisati creati dai narcotrafficanti per proteggere le spedizioni di droga e fare assalti alle forze dell'ordine e ai rivali, questi sono per lo più veicoli civili con corazzature improvvisate e furono creati da Los Zetas durante il loro servizio come ala armata del Cartello del Golfo. L'Esercito messicano ha organizzato diverse operazioni per sequestrare o distruggere questi blindati per indebolire Los Zetas, in una di queste operazioni sono stati distrutti 4 blindati.[20][21][22][23][24][25]

NoteModifica

  1. ^ Localizzazione geografica dei principali gruppi criminali in Messico al 31 giugno 2013, Il circuito delle mafie, Limes Novembre 2013 p.96 di Edoardo Guerrero Gutierrez
  2. ^ Oscar Becerra. New Traffickers Struggle for Control of Mexican Drug Trade. Jane's Intelligence Review, 01-09-2004.
    (EN)

    «There main allies are the Crips, Mexican Mafia, Muslim Brotherhood and the Black Dragons.»

    (IT)

    «I loro alleati sono: Crips, mafia messicana, Muslim Brotherhood e Black Dragons

  3. ^ a b Robert Bunker, Networks, Terrorism and Global Insurgency, Routledge, luglio 2005, ISBN 0-415-34819-6.
  4. ^ a b Weak bilateral law enforcement presence at the U.S.Mexico border, Subcommittee on Crime, Terrorism, and Homeland Security, novembre 2005.
  5. ^ a b Texas Monthly On . . .: Texas True Crime, University of Texas Press, aprile 2007, p. 44, ISBN 0-292-71675-3.
  6. ^ (EN) George Grayson. Los Zetas: the Ruthless Army Spawned by a Mexican Drug Cartel Archiviato il 5 agosto 2012 in WebCite.. U.S. Foreign Policy Research Institute,
  7. ^ (EN) Michael Ware. Los Zetas called Mexico's most dangerous drug cartel. CNN, 06-08-2009.
  8. ^ (ES) Curt Anderson. Italia - 'Violencia' se escribe con ZETA: Los zetas toman el control por la forza. Nicola Gratteri, zar antimafia de Reggio Calabria. OffNews,
  9. ^ (EN) Los Zetas: Evolution of a Criminal Organization. ISN, 11-03-2009.
  10. ^ (EN) Ginger Thompson. Mexico Fears Its Drug Traffickers Get Help From Guatemalans. New York Times, 30-09-2005.
  11. ^ Laurie Freeman. State of Siege: Drug-Related Violence and Corruption in Mexico. Washington Office on Latin America, 06-2006.
  12. ^ a b c d e George W. Grayson. E-Notes: Los Zetas: The Ruthless Army spawned by a Mexican drug Cartel Archiviato il 5 agosto 2012 in WebCite.. Foreign Policy Research Institute, 13-05-2008.
  13. ^ Messico-Calabria, la via dei narcos 200 arresti tra Centroamerica e Italia, Repubblica.it
  14. ^ Cartello narcos-'ndrangheta: 200 arresti, Corriere.it
  15. ^ Friends of Ours: Hector Raul Luna Luna
  16. ^ Messico choc, vendetta narcos: in nove impiccati al ponte, Corriere.it
  17. ^ Messico, catturato il super boss degli “Zetas”, La Stampa.it, 4 marzo 2015.
  18. ^ Coronavirus, morto il boss dei narcos ‘Los Zetas’: era in carcere per aver decapitato 12 persone, su ilfattoquotidiano.it, 12 maggio 2020. URL consultato il 13 maggio 2020.
  19. ^ http://www.interno.gov.it/dip_ps/dia/semestrali/sem/2011/2sem2011.pdf
  20. ^ Tim Johnson, Mexican drug gangs building own tanks as war intensifies, McClatchy DC. URL consultato il 7 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2011).
  21. ^ Mexico police seize 'narco-tank' used by drug gang, in BBC News, 21 maggio 2010. URL consultato il 7 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2011).
  22. ^ 'Narco tank' is latest find in cartels' armored vehicles, in The Los Angeles Times, 25 maggio 2011. URL consultato il 7 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2009).
  23. ^ Mexico soldiers find narco 'tank' factory, in Yahoo! News, AFP, 6 giugno 2011. URL consultato il 7 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2011).
  24. ^ Mexican Cartels Moving Drugs in Armored Vehicles, Fox News, 18 gennaio 2012. URL consultato il 7 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2012).
  25. ^ Mexican army destroys drug cartel 'narco-tanks', in BBC News, 6 giugno 2011. URL consultato il 4 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2011).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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