Lotario Conti, II duca di Poli e Guadagnolo

Lotario II Conti (Roma, ... – Poli, 8 ottobre 1635) è stato un nobile, militare e diplomatico italiano.

Lotario II Conti
Principe di San Gregorio Duca di Guadagnolo
Gran Maestro del Sacro Ospizio
Stemma
Stemma
In carica 3 settembre 1572 –
8 ottobre 1635
Predecessore Torquato I Conti
Successore Torquato II Conti
Trattamento Don
Altri titoli Duca di Poli
Nascita Roma
Morte Poli, 8 ottobre 1635
Sepoltura Poli
Luogo di sepoltura Chiesa di Santo Stefano di Poli
Dinastia Conti
Padre Torquato I Conti
Madre Violante Farnese
Coniugi Clarice Orsini
Giulia Orsini
Figli
Religione Cattolicesimo
Lotario II Conti
NascitaRoma
MortePoli, 8 ottobre 1635
Luogo di sepolturaChiesa di Santo Stefano di Poli
EtniaItaliano
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servito

Flag of Cross of Burgundy.svg Impero spagnolo Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio

Forza armata
ArmaCavalleria
Grado

Generale della Cavalleria Imperiale Spagnola Comandante della Cavalleria Pontificia

ComandantiGiovanni Francesco Aldobrandini
Guerre
voci di militari presenti su Wikipedia

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Lotario era figlio del Duca Torquato I Conti, e della Duchessa Violante Farnese; Pur non conoscendo precisamente l'anno della sua nascita, abbiamo sue prime notizie nell'anno 1571 quando il padre lo menziona nel proprio testamento come erede di una parte dei beni di famiglia assieme ai suoi fratello Carlo e Appio.

Rimasto orfano del genitore ancora molto giovane, venne accolto dal cardinale Alessandro Farnese alla sua corte, dove ebbe modo di formarsi nell'educazione. Sotto la spinta del Farnese, intraprese per qualche tempo la carriera militare portandosi a combattere nelle Fiandre col duca di Parma, ma quando suo fratello Appio decise di intraprendere questa stessa carriera e suo fratello Carlo scelse di intraprendere la carriera ecclesiastica, Lotario si convinse a ritornare a Roma per meglio curare gli affari della sua casata. Sempre grazie alla sua amicizia col cardinale Farnese, riuscì ad introdursi negli ambienti curiali romani. Per riallacciare il suo legame con Roma, sposò la nobildonna Clarice Orsini che però morì di parto nel luglio del 1594 e l'anno successivo si risposò con Giulia Orsini di Bomarzo, da cui ebbe in dote la straordinaria cifra di 20.000 scudi.

La missione presso Rodolfo II del Sacro Romano ImperoModifica

Clemente VIII nel 1594 gli affidò una missione diplomatica presso l'imperatore Rodolfo II del Sacro Romano Impero. Tale missione, estremamente delicata, era scaturita originariamente dalla lega antiturca promossa dal pontefice per intensificare l'operato delle forze cristiane in oriente da dove era giunta la notizia di un possibile riarmo, reificatosi con la caduta di Györ il 29 settembre di quello stesso anno. La missione affidata a Lotario era da subito sembrata alquanto insolita in quanto papa Aldobrandini, non solo non si era servito di un ecclesiastico, ma da poco il nunzio apostolico a Praga aveva ribadito al sovrano le medesime necessità, ma evidentemente non era stato sufficientemente pressante. ma nonostante ciò lo stesso anno, L'imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II d'Asburgo soddisfatto per l'eccellente Operato del Duca Lotario II Conti decise di donargli uno scettro, una Pistola, nonché una Scimitarra Riccamente Decorata con Gioielli, per ultimo un grosso Rubino.

La missione del Principe, sicuramente non facile, era quella di far presente sostanzialmente l'insoddisfazione del pontefie per il "mal ordine" e la "poca obbedienza" regnanti nell'esercito cristiano di cui l'imperatore era la guida. Al sovrano germanico sarebbe spettato l'onere di animare i capi militari con "la speranza dei premi et col timore del castigo" ma avrebbe nel contempo dovuto promuovere una politica interventista perché, a fronte della persecuzione della tattica attendista che si stava perseguendo, si sarebbe potuti incappare nella completa rovina degli stati cristiani occidentali. Rodolfo II, che risiedeva abitualmente a Praga, era del resto molto distante da Vienna e dalla sua politica, che gli perveniva in maniera troppo edulcorata (a parere del pontefice) da messi "imperiti". La delicatezza della missione stava nel fatto che tutte queste cose andavano ribadite all'imperatore senza però compromettere l'importante missione di cattolicizzazione della Boemia e dell'Ungheria che questi stava portando avanti con difficoltà a vantaggio della chiesa stessa e per evitare il dilagare dei turchi e della religione islamica. Come ultimo punto, il pontefice chiese a Lotario di rassicurare l'imperatore sul fatto che il pontefice intendesse garantire tutto ciò che gli fosse stato possibile per compiere sforzi diplomatici ed inviare soldati e denaro per la causa.

Contemporaneamente alla missione del Principe Lotario II Conti, ne venne inviata una a Madrid con portavoce Gian Francesco Aldobrandini, nipote del papa, la quale però ebbe esito negativo.

Al suo ritorno in Italia, Lotario Conti si impegnò da subito a favore del pontefice per la raccolta delle truppe da inviare in soccorso agli imperiali, partecipando in prima persona alla formazione delle truppe da inviare in Ungheria sotto il comando di Gian Francesco Aldobrandini con la luogotenenza di Camillo Capizucchi.

Venne inserito in questo stesso periodo nell'esercito pontificio nella guerra di devoluzione di Ferrara che vide contrapposti Clemente VIII e Cesare d'Este, che però si concluse il 13 gennaio 1598 con la firma di una convenzione che evitò degli scontri militari.

La missione in Spagna per il duca di ParmaModifica

Nel 1606 chiese congedo per sei mesi per portarsi in Spagna, ospite del Duca Ranuccio Farnese il quale era intenzionato a sfruttare l'influenza della sua figura per combinare il tentativo (poi fallito) di combinare un matrimonio tra Odoardo Farnese e Maria Maddalena d'Austria, col fine di garantire una discendenza maschile ai duchi di Parma. Oltre a ciò, il duca Farnese incaricò il Principe Lotario II Conti di ottenere dal re di Spagna la rassicurazione che il viceré spagnolo in Italia, che già aveva occupato Novara, non avesse intenzione di annettere ai domini del milanese anche Borgo Val di Taro che faceva parte dei domini parmensi. Filippo III di Spagna, che ebbe modo di conoscere Lotario in questo frangente e di stimarlo particolarmente per le sue doti diplomatiche, alla fine di queste operazioni gli affidò una provvigione annuale di 1000 scudi che, assieme al premio ricevuto dal duca di Parma, gli consentì di risollevarsi, almeno in parte, gli spaventosi debiti accumulati negli anni precedenti.

Pur impegnandosi attivamente per i Farnese, non dimenticò mai i propri doveri verso la corte pontificia e nel 1621 ne venne ricompensato con la nomina a maestro del Sacro Ospizio. Nel 1626 si adoperò nelle trattative prima, e nei preparativi poi, del matrimonio tra il duca Odoardo Farnese, figlio del defunto Ranuccio, con Margherita de' Medici.

In questi stessi anni si dedicò attivamente anche all'amministrazione del suo feudo di Poli: ebbe parte attiva nell'edificazione della locale chiesa di San Pietro, restaurò il castello e migliorò le reti viarie e idriche della cittadina. A Poli morì l'8 ottobre 1635.

Matrimonio e figliModifica

il Principe Lotario II Conti sposò in prime nozze la Marchesa Clarice Orsini figlia del Marchese Latino Orsini e della nobildonna Lucrezia Salviati; la moglie morì il 16 luglio 1594 di parto. La coppia ebbe solamente due figli.

In seconde nozze il Duca Lotario II Conti nel 1595 si Risposò con la Duchessa Giulia Orsini figlia di Mario Orsini Signore di Bomarzo, e della Nobildonna Porzia Vitelli; il quale la coppia ebbe i Seguenti Quattordici Figli:

BibliografiaModifica

  • G. Bentivoglio, Memorie e lettere, a cura di C. Panigada, Bari 1934, pp. 10, 139
  • J. de Olarra Garmendia-M. L. de Larramendi, Correspondence entre la nunciatura en España y la Santa Sede, vol. III, Roma 1963, pp. 21, 75, 142
  • A. Tassoni, Lettere, vol. II, Roma-Bari 1978, pp. 258 s.
  • M. Dionigi, Genealogia di casa Conti, Parma 1663, pp. 14, 89, 92-94, 158
  • G. Cascioli, Memorie storiche di Poli, Roma 1896, pp. 154–169.
  • V. Prinzivalli, La devoluzione di Ferrara alla Santa Sede, Ferrara 1898, pp. 80, 91, 129 s.
  • U. Benassi, I natali e l'educazione del duca Odoardo Farnese, in Archivio per le province Parmensi, IX (1909), pp. 188 e seguenti

Albero genealogicoModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giulio Conti, signore di Poli Paolo Conti, signore di Poli  
 
Maddalena Orsini  
Carlo Conti, signore di Poli  
Giacoma Conti Mariano Conti  
 
Geronima Colonna  
Torquato I Conti, I duca di Poli e Guadagnolo  
Antimo Savelli, signore di Albano Cristoforo Savelli, signore di Albano  
 
Porzia da Ceccano  
Maria Tarquinia Savelli Conti  
Giulia Conti Sigismondo Conti, signore di Poli  
 
 
Lotario Conti,
II duca di Poli e Guadagnolo
 
Pier Bertoldo Farnese, signore di Latera Bartolomeo Farnese, signore di Latera  
 
Iolanda Monaldeschi della Cervara  
Galeazzo I Farnese, duca di Latera  
Battistina dell'Anguillara Francesco dell'Anguillara  
 
Lucrezia Farnese  
Violante Farnese  
Giuliano dell'Anguillara Giovanni Battista dell'Anguillara  
 
 
Isabella dell'Anguillara  
Girolama Farnese Pier Luigi Farnese Seniore  
 
Giovannella Caetani  
 

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie