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Lotario Conti, II duca di Poli e Guadagnolo
Duca di Poli e Guadagnolo
Stemma
In carica 1572 –
1635
Predecessore Torquato I Conti, I duca di Poli e Guadagnolo
Successore Torquato II Conti, III duca di Poli e Guadagnolo
Trattamento Sua Grazia
Nascita Roma, ?
Morte Poli, 8 ottobre 1635
Dinastia Conti di Segni
Padre Torquato I Conti, I duca di Poli e Guadagnolo
Madre Violante Farnese
Religione cattolicesimo

Lotario Conti, detto anche Lotario II (Roma, ... – Poli, 8 ottobre 1635), è stato un nobile, militare e diplomatico italiano.

Indice

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Lotario era figlio di Torquato, I duca di Poli e Guadagnolo, e di sua moglie Violante Farnese, figlia di Galeazzo I Farnese, duca di Latera e di Isabella dell'Anguillara. Pur non conoscendo precisamente l'anno della sua nascita, abbiamo sue prime notizie nell'anno 1571 quando il padre lo menziona nel proprio testamento come erede di una parte dei beni di famiglia assieme ai suoi fratello Carlo e Appio.

Rimasto orfano del genitore ancora molto giovane, venne accolto dal cardinale Alessandro Farnese alla sua corte, dove ebbe modo di formarsi nell'educazione. Sotto la spinta del Farnese, intraprese per qualche tempo la carriera militare portandosi a combattere nelle Fiandre col duca di Parma, ma quando suo fratello Appio decise di intraprendere questa stessa carriera e suo fratello Carlo scelse di intraprendere la carriera ecclesiastica, Lotario si convinse a ritornare a Roma per meglio curare gli affari della sua casata. Sempre grazie alla sua amicizia col cardinale Farnese, riuscì ad introdursi negli ambienti curiali romani. Per riallacciare il suo legame con Roma, sposò la nobildonna Clarice Orsini che però morì di parto nel luglio del 1594 e l'anno successivo si risposò con Giulia Orsini di Bomarzo, da cui ebbe in dote la straordinaria cifra di 20.000 scudi.

La missione presso Rodolfo II del Sacro Romano ImperoModifica

Clemente VIII nel 1594 gli affidò una missione diplomatica presso l'imperatore Rodolfo II del Sacro Romano Impero. Tale missione, estremamente delicata, era scaturita originariamente dalla lega antiturca promossa dal pontefice per intensificare l'operato delle forze cristiane in oriente da dove era giunta la notizia di un possibile riarmo, reificatosi con la caduta di Györ il 29 settembre di quello stesso anno. La missione affidata a Lotario era da subito sembrata alquanto insolita in quanto papa Aldobrandini, non solo non si era servito di un ecclesiastico, ma da poco il nunzio apostolico a Praga aveva ribadito al sovrano le medesime necessità, ma evidentemente non era stato sufficientemente pressante.

La missione del duca, sicuramente non facile, era quella di far presente sostanzialmente l'insoddisfazione del pontefie per il "mal ordine" e la "poca obbedienza" regnanti nell'esercito cristiano di cui l'imperatore era la guida. Al sovrano germanico sarebbe spettato l'onere di animare i capi militari con "la speranza dei premi et col timore del castigo" ma avrebbe nel contempo dovuto promuovere una politica interventista perché, a fronte della persecuzione della tattica attendista che si stava perseguendo, si sarebbe potuti incappare nella completa rovina degli stati cristiani occidentali. Rodolfo II, che risiedeva abitualmente a Praga, era del resto molto distante da Vienna e dalla sua politica, che gli perveniva in maniera troppo edulcorata (a parere del pontefice) da messi "imperiti". La delicatezza della missione stava nel fatto che tutte queste cose andavano ribadite all'imperatore senza però compromettere l'importante missione di cattolicizzazione della Boemia e dell'Ungheria che questi stava portando avanti con difficoltà a vantaggio della chiesa stessa e per evitare il dilagare dei turchi e della religione islamica. Come ultimo punto, il pontefice chiese a Lotario di rassicurare l'imperatore sul fatto che il pontefice intendesse garantire tutto ciò che gli fosse stato possibile per compiere sforzi diplomatici ed inviare soldati e denaro per la causa.

Contemporaneamente alla missione del duca di Poli e Guadagnolo, ne venne inviata una a Madrid con portavoce Gian Francesco Aldobrandini, nipote del papa, la quale però ebbe esito negativo.

Al suo ritorno in Italia, Lotario Conti si impegnò da subito a favore del pontefice per la raccolta delle truppe da inviare in soccorso agli imperiali, partecipando in prima persona alla formazione delle truppe da inviare in Ungheria sotto il comando di Gian Francesco Aldobrandini con la luogotenenza di Camillo Capizucchi.

Venne inserito in questo stesso periodo nell'esercito pontificio nella guerra di devoluzione di Ferrara che vide contrapposti Clemente VIII e Cesare d'Este, che però si concluse il 13 gennaio 1598 con la firma di una convenzione che evitò degli scontri militari.

La missione in Spagna per il duca di ParmaModifica

Nel 1606 chiese congedo per sei mesi per portarsi in Spagna, ospite del duca Ranuccio Farnese il quale era intenzionato a sfruttare l'influenza della sua figura per combinare il tentativo (poi fallito) di combinare un matrimonio tra Odoardo Farnese e Maria Maddalena d'Austria, col fine di garantire una discendenza maschile ai duchi di Parma. Oltre a ciò, il duca Farnese incaricò il duca di Poli e Guadagnolo di ottenere dal re di Spagna la rassicurazione che il viceré spagnolo in Italia, che già aveva occupato Novara, non avesse intenzione di annettere ai domini del milanese anche Borgo Val di Taro che faceva parte dei domini parmensi. Filippo III di Spagna, che ebbe modo di conoscere Lotario in questo frangente e di stimarlo particolarmente per le sue doti diplomatiche, alla fine di queste operazioni gli affidò una provvigione annuale di 1000 scudi che, assieme al premio ricevuto dal duca di Parma, gli consentì di risollevarsi, almeno in parte, gli spaventosi debiti accumulati negli anni precedenti.

Pur impegnandosi attivamente per i Farnese, non dimenticò mai i propri doveri verso la corte pontificia e nel 1621 ne venne ricompensato con la nomina a maestro del Sacro Ospizio. Nel 1626 si adoperò nelle trattative prima, e nei preparativi poi, del matrimonio tra il duca Odoardo Farnese, figlio del defunto Ranuccio, con Margherita de' Medici.

In questi stessi anni si dedicò attivamente anche all'amministrazione del suo feudo di Poli: ebbe parte attiva nell'edificazione della locale chiesa di San Pietro, restaurò il castello e migliorò le reti viarie e idriche della cittadina. A Poli morì l'8 ottobre 1635.

BibliografiaModifica

  • G. Bentivoglio, Memorie e lettere, a cura di C. Panigada, Bari 1934, pp. 10, 139
  • J. de Olarra Garmendia-M. L. de Larramendi, Correspondence entre la nunciatura en España y la Santa Sede, vol. III, Roma 1963, pp. 21, 75, 142
  • A. Tassoni, Lettere, vol. II, Roma-Bari 1978, pp. 258 s.
  • M. Dionigi, Genealogia di casa Conti, Parma 1663, pp. 14, 89, 92-94, 158
  • G. Cascioli, Memorie storiche di Poli, Roma 1896, pp. 154-159, 161-169, 172, 177, 189-192
  • V. Prinzivalli, La devoluzione di Ferrara alla Santa Sede, Ferrara 1898, pp. 80, 91, 129 s.
  • U. Benassi, I natali e l'educazione del duca Odoardo Farnese, in Archivio per le province Parmensi, IX (1909), pp. 188 e seguenti

Albero genealogicoModifica

Lotario Conti,
II duca di Poli e Guadagnolo
Padre:
Torquato I Conti, I duca di Poli e Guadagnolo
Nonno paterno:
Carlo Conti, signore di Poli
Bisnonno paterno:
Giulio Conti, signore di Poli
Trisnonno paterno:
Paolo Conti, signore di Poli
Trisnonna paterna:
Maddalena Orsini
Bisnonna paterna:
Giacoma Conti
Trisnonno paterno:
Mariano Conti
Trisnonna paterna:
Geronima Colonna
Nonna paterna:
Maria Tarquinia Savelli Conti
Bisnonno paterno:
Antimo Savelli, signore di Albano
Trisnonno paterno:
Cristoforo Savelli, signore di Albano
Trisnonna paterna:
Porzia da Ceccano
Bisnonna paterna:
Giulia Conti
Trisnonno paterno:
Sigismondo Conti, signore di Poli
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Violante Farnese
Nonno materno:
Galeazzo I Farnese, duca di Latera
Bisnonno materno:
Pier Bertoldo Farnese, signore di Latera
Trisnonno materno:
Bartolomeo Farnese, signore di Latera
Trisnonna materna:
Iolanda Monaldeschi della Cervara
Bisnonna materna:
Battistina dell'Anguillara
Trisnonno materno:
Francesco dell'Anguillara
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Isabella dell'Anguillara
Bisnonno materno:
Giuliano dell'Anguillara
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica