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Lublino
distretto
Lublin
Lublino – Stemma Lublino – Bandiera
Lublino – Veduta
Localizzazione
StatoPolonia Polonia
VoivodatoPOL województwo lubelskie COA.svg Lublino
Amministrazione
StarostaKrzysztof Żuk
Territorio
Coordinate51°14′53″N 22°34′13″E / 51.248056°N 22.570278°E51.248056; 22.570278 (Lublino)Coordinate: 51°14′53″N 22°34′13″E / 51.248056°N 22.570278°E51.248056; 22.570278 (Lublino)
Altitudine168 - 228 m s.l.m.
Superficie147 km²
Abitanti348 567 (31 dicembre 2011)
Densità2 371,2 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postaleda 20-001 a 20-999
Prefisso81
Fuso orarioUTC+1
TargaLU
Cartografia
Mappa di localizzazione: Polonia
Lublino
Lublino
Sito istituzionale

Lublino (in polacco Lublin) è una città di 348.567 abitanti della Polonia orientale. Capoluogo del voivodato di Lublino, si affaccia sul fiume Bystrzyca ed è sede arcivescovile.

La nona città più grande della Polonia e la più grande città della Polonia situata ad est della Vistola. Una delle più antiche città della Polonia, ha una ricca storia e architettura. Era la città regia del Regno di Polonia e la capitale del voivodato di Lublino sin dal suo inizio nel 1474.

Dal 1918 ospita l'Università Cattolica di Lublino.

Geografia fisicaModifica

Il suo territorio si estende sull'Altopiano di Lublino, una regione non solo a vocazione agricola in cui si pratica anche l'allevamento del bestiame, ma anche un rilevante polo industriale.

La parte più antica della città è situata su una collina a 200 m di altezza.

StoriaModifica

Sorta nel Medioevo, Lublino venne più volte distrutta dalle incursioni dei Tartari e dei Cosacchi; per tale motivo venne fortificata nel XIV secolo, grazie all'opera di Casimiro III il Grande, re di Polonia (1333-1370) a cui si deve il castello, costruito nel 1341. Fu un importante centro ebraico e sede di studi talmudici. Gli ebrei giunsero nella città nel 1316 ottenendo il permesso di stabilirsi nella periferia da Casimiro III e nei pressi del castello dal re Sigismondo I.

 
Lublino nel XVII secolo

Lublino aveva il diritto di partecipare all'elezione del re di Polonia come una delle dieci città più importanti della Polonia (come Cracovia, Varsavia, Poznań, Danzica o Leopoli). Era anche la sede del Tribunale della Corona per le terre della Piccola Polonia - una delle tre nella Confederazione polacco-lituana. A Lublino e nella zona circostante vi era una tendenza architettonica popolare chiamata rinascimento di Lublino (renesans lubelski). Il luogo in cui venne fondata l'Unione di Lublino nel 1569, trasformando l'unione del Regno di Polonia e del Granducato di Lituania in un unico stato: la Confederazione polacco-lituana.

Continuò, con alterne vicende, ad appartenere al Regno di Polonia fino alla sua tripartizione, avvenuta nel 1795, quando fu assegnata all'Impero austriaco. Napoleone Bonaparte ricostituì, seppur brevemente, l'entità polacca ed aggregò Lublino al Granducato di Varsavia. Nel XVIII secolo fu un importante centro del Chassidismo, una corrente mistica di rinnovamento ebraica. Un suo famoso capo spirituale fu lo Tzaddick Jacob Isaac ha Hozeh (1745-1815), conosciuto come il "Veggente di Lublino". Nel 1815 venne stabilita l'annessione all'Impero russo che durò fino al 1915. Nel novembre del 1918 vi fu il primo governo polacco.

Occupata nel 1939 dai nazisti, divenne un centro di raccolta per lo sterminio di massa; il suo campo fu fondato nel dicembre 1939 e fu collocato ove in precedenza si trovava un antico maneggio e denominato flughafenlager.[1] Nell'aprile del 1941, la popolazione ebraica, nel ghetto di Lublino, era di 34000 persone. Le deportazioni iniziarono nel marzo 1942 ed ebbero un ritmo di 1500 ebrei al giorno, inviate al campo di sterminio di Bełżec o uccise nei boschi sulla via.

I 4.000 superstiti furono dapprima inviati al ghetto in un sobborgo della città, Majdan Tatarski, dove il 2 settembre 1942 furono uccisi dai nazisti 2000 ebrei e altri 1800 lo furono nell'ottobre dello stesso anno. I restanti 200 furono deportati a Majdanek. Lublino venne liberata dall'esercito sovietico il 24 luglio 1944 e proclamata temporaneamente capitale, ma già dal 21 luglio era sede del Comitato Polacco di Liberazione Nazionale, controllato dai sovietici che vi avevano posto a capo il comunista Bolesław Bierut.

OnorificenzeModifica

  Ordine della Croce di Grunwald di I Classe
— 22 luglio 1954

CulturaModifica

Lublino è il luogo di numerosi eventi culturali. Esempi sono: Notte della cultura, la fiera Jagiellonica, Esecutori di Carnevale, e molti altri, che classifica Lublino come uno dei maggiori centri culturali in Polonia. Tra il 28 luglio e il 4 agosto 2012 a Lublino si è svolta la 35ima European Juggling Convention, che attira nella città poco meno di 2000 giocolieri e artisti di strada. Lublino è un candidato per la Capitale europea della cultura 2016.

La città è inoltre sede delle seguenti istituzioni universitarie:

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

La città conserva, come vestigia del passato, due splendide chiese gotiche, dedicate alla Santissima Trinità ed a santa Brigida e numerosi palazzi monumentali, tra cui il castello, visitabile all'interno.

Nelle vicinanze di Lublino, durante la seconda guerra mondiale, era attivo il campo di concentramento di Majdanek.

SportModifica

Le squadre di calcio della città sono KS Lublinianka (il più antico club sportivo della città) e Motor Lublin. C'è anche il club di speedway Speed Car Motor Lublin e il club di rugby Budowlani Lublin.

Nel 2014 è terminata la realizzazione del nuovo stadio di Lublino, l'Arena Lublin.

AmministrazioneModifica

 
Municipio (Ratusz)

GemellaggiModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

Ha una fitta rete di trasporti pubblici urbani, gestiti dalla MPK Lublin, con netta prevalenza di autobus; otto linee sono servite da filobus.

A dicembre 2012, è stato ultimato l'Aeroporto di Lublino-Świdnik[2]; i primi voli sono diventati operativi a fine dicembre 2012.

Mappa della cittàModifica

Nella cartina riprodotta a lato è circoscritto il territorio comunale di Lublino, dove sono riportati i nomi dei quartieri, ed evidenziati il fiume Bystrzyca ed i suoi affluenti (in celeste), le principali strade (in rosso), le ferrovie (in nero).

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Daniel Jonah Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler, Mondadori ed., Milano 1997
  2. ^ Port Lotniczy Lublin

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN166279695 · ISNI (EN0000 0004 0387 5152 · LCCN (ENn79089257 · GND (DE4036418-5 · WorldCat Identities (ENn79-089257
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