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Luci lontane (film 1987)

film del 1987 diretto da Aurelio Chiesa

TramaModifica

Bernardo, vedovo da pochi mesi, deve prendersi cura del figlio di dieci anni da solo. L'uomo vive in un nebbioso ed imprecisato paesino della Romagna. Un giorno il piccolo figlio di Bernardo confessa al padre di aver rivisto la madre. L'uomo non gli dà credito, ma un giorno anche lui incontra la sua defunta moglie che gli consegna la catenina che portava al collo quando fu sepolta. Incredulo, Bernardo fa aprire la bara della moglie e la trova vuota. Nel frattempo in paese sono in molti a sostenere di aver recentemente rivisto persone morte di loro conoscenza. Un giorno Renata, la maestra del figlio di Bernardo, convoca l'uomo con urgenza a casa sua. Giunto a casa di Renata, Bernardo scorge la moglie seduta al tavolo. Renata e Bernardo sono increduli, ma la moglie di Bernardo sembra essere tornata in vita. Bernardo però non riconosce la moglie nel carattere: la donna sembra mostrare atteggiamenti e personalità molto dissimili da quelli che deteneva in vita.

CriticaModifica

«Il film è stato accolto poco benevolmente dalla critica italiana, e malamente distribuito. Nonostante una certa prolissità ed alcune scene "eccessive" […], Aurelio Chiesa infonde al racconto una malinconia soffusa che reinterpreta il tema dei morti viventi - già portato sullo schermo in tanti horror e in qualche pellicola di fantascienza - in chiave favolistica.»

(Fantafilm[1])

«Tentativo di horror metafisico padano (ma Pupi Avati aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi.»

(Il Mereghetti[2])

NoteModifica

  1. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Luci lontane, in Fantafilm. URL consultato il 4 settembre 2012.
  2. ^ Paolo Mereghetti et al., Il Mereghetti. Dizionario dei film 2004, Baldini Castoldi Dalai, pp. 1320-1321. ISBN 88-8490-419-6

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