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Luciano Campisi

scultore italiano

BiografiaModifica

 
Il monumento a Goffredo Mameli scolpito da Luciano Campisi nel cimitero romano di Verano.

Fu allievo dello scultore siracusano Gregorio Zappalà e amico dello storico sacerdote Serafino Privitera e dello scultore Francesco Saverio Sortini. In seguito andò a perfezionarsi nella città di Roma dove divenne allievo di Giovanni Gagliardi e Antonio Allegretti[1].

Qui gli venne affidato l'importante compito di eseguire il monumento nazionale al patriota Goffredo Mameli, colui che compose le parole dell'attuale inno nazionale italiano; l'opera venne inaugurata il 26 luglio del 1891[2][3].

Sempre a Roma scolpì il momumento per Giuseppe Aurelio Costanzo, un noto professore universitario e patriota nativo di Melilli[4]. Nello stesso cimitero di Verano gli venne affidata anche la composizione del monumento per Luciano Manara, uno dei più noti patrioti milanesi; tale opera venne eseguita ancor prima della scultura per Mameli, nel 1885, e fu questa che gli diede notorierà nel campo artistico laziale[5]. Sue opere romane sono anche la tomba della famiglia Sinimberghi e del pittore Tullio Nobili[6].

Il Senato romano gli chiese di realizzare il monumento marmoreo in ricordo dello stimato studioso palermitano Michele Amari, sito nella città capitolina.

Campisi divenne scultore noto negli Stati Uniti d'America per i suoi lavori in onore di Giuseppe Verdi e Dante Alighieri[7], per il quale inaugurò una targa commemorativa nella sede bibliotecaria di Boston. Si diresse verso l'Argentina a Buenos Aires e anche qui scolpì delle opere artistiche.

A Siracusa egli fece diverse sculture, tra le principali si menzionano il busto di Archimede situato all'interno della Latomia dei Cappuccini; il busto di Giuseppe Garibaldi posto all'interno del Foro Italicio sull'isola di Ortigia e sempre nell'isola ha scolpito il busto di Cesare Battisti; infine verso l'ingresso dal lato sud della città (Pantanelli-Neapolis) ha scolpito un'edicola votiva con la raffigurazione della Madonna[8].

Dopo aver viaggiato tanto Luciano Campisi scelse di tornare nella sua città natale. Morì all'età di 74 anni privo di ricchezze economiche nonostante una considerevole e prolifica carriera d'arte.

Sue opereModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Luciano Campisi, Società nazionale Dante Alighieri. Comitato di Boston, Boston Public Library. North End Branch, Inaugurazione della targa monumentale dantesca nell'edificio della sezione della Civica Biblioteca: no. 3A North Bennett Street : domenica 1º giugno 1913, El Comitato, 1913.
  • Alberto Riccoboni, Roma nell'arte: la scultura nell'evo moderno; dal quattrocento ad oggi; con 513 illustrazioni e 11 tavole fuori testo, Casa Editrice Mediterranea, 1942.
  • Antonio Reggiani, Mario Lizzani, Ai caduti per Roma, MDCCCXLIX-MDCCCLXX, A cura della Commissione esecutiva per il Mausoleo ossario gianicolense, 1942.
  • Mauro Stramacci, Goffredo Mameli - Tra un inno e una battaglia, Mediterranee (Edizioni Mediterranee).
  • Gli scultori italiani dal Neoclassicismo al Liberty: L-Z, Pomerio, 1994.

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