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Luciano Suriani
arcivescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Luciano Suriani.svg
Quod vult Deus
 
TitoloAmiterno
Incarichi attualiNunzio apostolico in Serbia
Incarichi ricopertiNunzio apostolico in Bolivia
Delegato per le Rappresentanze Pontificie
 
Nato11 gennaio 1957 (62 anni) ad Atessa
Ordinato presbitero5 agosto 1981 dall'arcivescovo Vincenzo Fagiolo (poi cardinale)
Nominato arcivescovo22 febbraio 2008 da papa Benedetto XVI
Consacrato arcivescovo26 aprile 2008 dal cardinale Tarcisio Bertone
 

Luciano Suriani (Atessa, 11 gennaio 1957) è un arcivescovo cattolico italiano, dal 2015 nunzio apostolico in Serbia.

BiografiaModifica

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Conclusi gli studi istituzionali di teologia e filosofia presso il Seminario di Chieti, è stato ordinato sacerdote il 5 agosto 1981: ha proseguito la sua formazione presso la Pontificia Università Lateranense, dove si è licenziato in teologia nel 1983.

Ha prestato servizio pastorale presso le parrocchie di Fallo, Civitaluparella e Atessa.

Nel 1986 è stato ammesso alla Pontificia Accademia Ecclesiastica e nel 1990 ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense: entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, ha lavorato presso le nunziature apostoliche in Costa d'Avorio, Burkina Faso, Niger, Svizzera e Liechtenstein.

Tra il 1995 e il 2004 ha prestato servizio presso la Segreteria di Stato, dove ha lavorato a stretto contatto con il cardinale Jean-Louis Tauran, ed è stato poi consigliere della Rappresentanza Pontificia in Italia e San Marino; nel 2002 gli è stato concesso il titolo di prelato d'onore di Sua Santità.

Secondo L'Espresso avrebbe partecipato alla copertura della cosiddetta lobby gay[1], in particolare nel caso del nunzio dell'Uruguay durante i primi anni Duemila mons. Battista Ricca, coinvolto in uno scandalo sessuale.[2]

Sarebbe vicino al movimento ecclesiale dei focolarini.[3]

Ministero episcopaleModifica

Il 22 febbraio 2008 papa Benedetto XVI lo ha elevato alla dignità arcivescovile assegnandogli la sede titolare di Amiterno e lo ha nominato nunzio apostolico in Bolivia: il cardinale Tarcisio Bertone lo ha consacrato nella cattedrale di San Giustino di Chieti il 26 aprile successivo.

Successivamente ha presentato le sue dimissioni chiedendo di essere trasferito per problemi di salute, dovuti essenzialmente all'elevata altitudine della capitale boliviana. Il 21 novembre 2008 è quindi stato sostituito da Giambattista Diquattro, fino ad allora nunzio apostolico a Panama.

Il 24 settembre 2009 Benedetto XVI lo ha nominato delegato per le Rappresentanze Pontificie, un ruolo influente in particolare per quanto riguarda le nomine e gli spostamenti dei nunzi.[4]

Il 7 dicembre 2015 papa Francesco lo ha nominato nunzio apostolico in Serbia. In questa veste ha partecipato alle visite in Vaticano da parte dei ministri del Kosovo, paese non riconosciuto dalla Santa Sede.[5]

Il 10 aprile 2018 ha incontrato il patriarca della Chiesa ortodossa serba Ireneo per gli auguri pasquali, segno dello spirito di collaborazione tra tale giurisdizione canonica autocefala e la Santa Sede anche dopo la fumata nera della commissione mista cattolico-ortodossa sulla vita del cardinale Alojzije Viktor Stepinac, martire dal regime comunista jugoslavo, la cui eventuale canonizzazione è osteggiata dagli ortodossi.[6]

Nel giugno 2018, commentando la visita del cardinale Pietro Parolin in Serbia e Montenegro, primo segretario di stato vaticano nei due Paesi ex jugoslavi, ha auspicato un progressivo miglioramento dei rapporti con la chiesa ortodossa locale che possa aprire la strada a una visita del Santo Padre in Serbia.[7]

Genealogia episcopaleModifica

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 19 gennaio 1999[8]
  Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 18 aprile 2015[9]

NoteModifica

  1. ^ Polpetta al veleno Francesco non sarebbe stato avvertito dell'oscuro passato di Mons. Ricca, in Dagospia. URL consultato il 27 febbraio 2019.
  2. ^ Sandro Magister, Svelato l'inganno, Francesco "saprà come fare", in L'Espresso, 26 luglio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2019.
  3. ^ Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti, La geografia del potere in Vaticano e le fazioni nella curia, in Vaticano Massone, Edizioni Piemme, 2013.
  4. ^ Diario Vaticano / Le ultime nomine prima della rinuncia, su chiesa.espresso.repubblica.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  5. ^ Diplomazia Pontificia, dai Balcani alla Corea del Sud passando per l'Ucraina, su acistampa.com. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  6. ^ Diplomazia Pontificia, la Santa Sede su migrazioni, cura del creato, Congo, su acistampa.com. URL consultato il 1º marzo 2019.
  7. ^ Vaticano: cardinale Parolin in missione Montenegro e Serbia, su ansa.it. URL consultato il 1º marzo 2019.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica