Luciano Tajoli

cantante italiano
Luciano Tajoli
Luciano Tajoli.jpg
Luciano Tajoli nel 1958
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1939 – 1996
EtichettaOdeon, CAR Juke Box, Telerecord, Junior, Cipiti Record, Alpharecord, The Red Record, Parlophon, Ri-Fi, Pellicano, NAR International, Joker, Ricordi, Fonotil
Album pubblicati22
Studio21
Live8
Raccolte4
Sito ufficiale
Premio Festival di Sanremo 1961 Categoria Campioni

Luciano Tajoli (Milano, 17 aprile 1920Merate, 3 agosto 1996) è stato un cantante e attore italiano.

Protagonista della canzone italiana del dopoguerra insieme a Claudio Villa, Narciso Parigi, Luciano Virgili e Giorgio Consolini, nell'arco della sua carriera ha venduto quarantacinque milioni di dischi in tutto il mondo. Da assoluto autodidatta fu capace di sviluppare un modo di cantare notevole per timbro, espressività e il declamato chiarissimo. Tra le sue migliori interpretazioni si ricordano Mamma, Rosso di sera, Spazzacamino, Tango delle capinere e Scrivimi.

BiografiaModifica

Luciano Tajoli nacque il 17 aprile 1920 in via Bessarione 42, nel popolare quartiere Vigentino, primogenito di Francesco, rilegatore di libri, e di Antonia Colomba, cameriera. La sua infanzia fu segnata dalla poliomielite, che lo colpì a un anno di età, lasciandolo claudicante. Appassionato del canto sin da bambino, iniziò a esibirsi all'età di quattro anni nelle osterie milanesi dove veniva accompagnato dal padre, raccogliendo i primi applausi. La prima canzone che imparò fu Balocchi e profumi, cantandola, su richiesta della maestra, per i compagni delle elementari. Terminata nel 1933 la scuola di avviamento al lavoro per poliomielitici, cominciò a lavorare dapprima come apprendista in una sartoria, poi fu assunto come garzone in una barberia di Porta Romana, avendo la possibilità di avere il lunedì libero, giorno ideale per chiedere audizioni alle case musicali. In seguito, però, quando si accorse che lo stare in piedi per tante ore gli costava un'enorme fatica, cambiò quest'ultima occupazione con quella di calzolaio, continuando a cantare, nel tempo libero, alle feste private, nei caffè o per serenate, in cambio di piccoli compensi.

A partire dal 1936 prese qualche lezione gratuita di canto presso le case editrici della Galleria del Corso, dove si recava in cerca di scritture. Nell'ambiente fu notato da Vittorio Mascheroni, che gli propose d'interpretare proprie canzoni nelle sale da ballo per dieci lire a sera. I primi guadagni incoraggiarono il giovane Tajoli a lasciare il mestiere di calzolaio per dedicarsi a tempo pieno alla musica. Per alcuni mesi del 1938, dopo un provino all'EIAR di Milano andato male, studiò col maestro Mario Schisa, perfezionando la tecnica di emissione in presenza del microfono, per evitare che l'amplificazione coprisse le sfumature del suo timbro tenorile, in particolare i caratteristici passaggi alla mezza voce e al falsetto. Forte della nuova preparazione, nel 1939 partecipò al concorso per voci nuove Il quarto d'ora del dilettante, indetto dal Teatro Odeon di Milano, e lo vinse col brano Raggio di sole del maestro Alexandre Derevitsky, dopodiché firmò un contratto con l'etichetta discografica Odeon, con la quale incise il suo primo 78 giri, contenente Madonna fiorentina e Fior di rose. Nel 1940 ottenne una piccola parte nella rivista Scandalo '40 al Mediolanum di Milano: lo spettacolo, mediocre, ebbe il merito di rivelare le sue doti canore suscitando un'entusiastica accoglienza da parte del pubblico. Ne seguì poco dopo una tournée in Germania, dove alcuni giornali lo ribattezzarono Klein Gigli.

Tra il 1941 e il 1942 incise Villa triste e Luna marinara, due pezzi di successo che approdarono subito alla radio. Esonerato dal fronte, negli anni della guerra debuttò nel teatro di varietà col Carro di Tespi e cantò in numerosi spettacoli di rivista come Scala d'argento (1943), Follie della città (1944), Tutto per lo sfollato (1944) e Cosa succede a Porta Romana? (1945), esibendosi poi, a guerra finita, in Quando cantava il cuore, messo in scena a Napoli, in cui apparve accanto a Mario Riva e a Pupella e Beniamino Maggio. Frattanto aveva incontrato una sarta milanese di cinque anni più giovane, Lina Agnesi, che sposò il 22 febbraio 1943 nella chiesa di Sant'Agostino, dopo qualche resistenza della famiglia di lei. Nel 1947 prese parte ad Ancora un po' di cuore e nello stesso anno, con un camion quale palcoscenico mobile, intraprese un lungo e fitto tour nelle province del Nord Italia che rafforzò la sua popolarità, diffusa in particolare nel ceto medio-basso. Il repertorio destinato a questa fascia di pubblico includeva soprattutto brani melodico-sentimentali come Malinconia d'amore, Credimi, E zitto amore, Lontananza e Serenata serena, ma anche canzoni napoletane come Core 'ngrato, Santa Lucia luntana e Munasterio 'e Santa Chiara. Nello stesso periodo conobbe a Trieste il pianista Luciano Maraviglia, con il quale, in oltre vent'anni di collaborazione, scrisse alcune delle sue canzoni più note, come Ti voglio così, Luce degli occhi miei e Il valzer della strada.

Nel 1950 il regista Mario Landi lo fece debuttare nel film musicale Canzoni per le strade, la cui storia strappalacrime fu un successo al botteghino, tanto che Tajoli, negli anni a seguire, fu richiesto anche dal cinema, venendo scritturato in altri film come La pattuglia dell'Amba Alagi, Il romanzo della mia vita, Don Lorenzo, Ascoltami, Napoli piange e ride, Il cantante misterioso e Trieste mia!, che incassò oltre mezzo miliardo di lire. Al suo fianco ebbe grandi attori come Ernesto Calindri, Giulietta Masina, Milly Vitale, Carlo Ninchi, Dante Maggio e i giovanissimi Antonella Lualdi, Franco Interlenghi e Marcella Mariani. Nel contempo, propose un repertorio romantico anche ai microfoni della radio in programmi come Le vedette della settimana (1951), Il signore di trent'anni fa (condotto da Enrico Viarisio nel 1954), L'usignolo d'argento (1954) e Il traguardo degli assi (campionato a squadre tra cantanti presentato da Corrado con Antonella Steni nel 1959), e proseguì un'incessante attività dal vivo, anche all'estero, venendo accolto calorosamente tra gli emigrati italiani di Canada, Stati Uniti, Australia, Venezuela, Cuba e Giappone.

 
Luciano Tajoli, vincitore, nella categoria uomini, del premio Juke Box d'oro, al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme il 21 settembre 1961

In quegli anni il Festival di Sanremo si stava affermando come principale evento canoro italiano e, sebbene i dominatori delle prime edizioni fossero stati proprio gli interpreti del versante romantico e sentimentale, Tajoli non vi era ancora stato invitato, a causa della sua menomazione alle gambe, che lo costringeva a cantare appoggiato a una sedia e lo rendeva "poco telegenico". Nel 1960, scaduto il contratto con la Odeon, Tajoli passò alla CAR Juke Box dell'influente editore e compositore Carlo Alberto Rossi e l'anno successivo, superato lo scoglio che la Rai gli aveva messo davanti, riuscì finalmente a partecipare all'undicesima edizione del Festival di Sanremo. Il cantante milanese si presentò in coppia con l'urlatrice Betty Curtis nel brano Al di là, firmato da Carlo Donida e dall'esordiente Mogol, aggiudicandosi a sorpresa, con oltre settecentomila preferenze, il primo posto. Sempre nello stesso anno partecipò al Giugno della Canzone Napoletana con i brani Cielo, in coppia con Aurelio Fierro, ed Eterno ammore, in coppia con Aura D'Angelo.

Nel 1962 Tajoli tornò al Festival di Sanremo con Il cielo cammina, ancora in coppia con Betty Curtis, e L'anellino, in coppia con Corrado Lojacono (canzoni entrambe eliminate). Nello stesso anno partecipò anche alla prima edizione del Cantagiro con Ad un palmo dal cielo, classificandosi al secondo posto. Nel 1963 partecipò ancora al Festival di Sanremo con Ricorda (quinta classificata, in coppia con Milva) e Le voci (eliminata, in coppia con Ennio Sangiusto), dopodiché fu nuovamente in gara al Cantagiro con Basta che tu sia qui. La sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo fu nel 1970, nella ventesima edizione, dove cantò, in coppia con Mal, il brano Sole pioggia e vento, che si classificò al decimo posto. Il suo credito andava tuttavia riducendosi nei confronti di un pubblico ormai formato in maggioranza da giovani, attratto da generi e stili diversi. Nel 1972 Tajoli diede addirittura l'addio alle scene e fondò insieme al fratello Angelo un'azienda metalmeccanica presso Merate, in provincia di Lecco. Il ritiro, in realtà, durò pochi mesi e da quel momento la sua carriera proseguì senza sussulti tra serate nella provincia italiana e tournée all'estero.

Il 14 dicembre 1981 si unì al vecchio rivale Claudio Villa per un concerto alla Bussola di Sergio Bernardini, in Versilia, intitolato Finalmente insieme.

Nel 1984 Tajoli raccolse i suoi maggiori successi nell'album 45 anni con voi amici miei e presentò il programma Canta che ti passa per l'emittente televisiva bresciana Teletutto, in cui sottopose il pubblico in studio a domande-quiz di cultura generale ed esibizioni canore. Sempre nello stesso anno condusse in diretta su Canale 39, emittente televisiva visibile in Toscana, dodici puntate di Una vita cantando dove, insieme al maestro Sante Palumbo, si esibì dal vivo con brani a richiesta in presenza del pubblico in sala. Nel 1986 Antennatre, emittente privata lombarda, gli dedicò una serie di special da cui vennero tratti due album registrati dal vivo nel corso dei programmi: Canzoniere italiano e Cocktail all'italiana. Sempre Antennatre propose, nel 1987, Venerdì all'italiana, spettacolo condotto da Tajoli con Renzo Villa.

Alla fine degli anni ottanta Tajoli festeggiò i cinquant'anni di carriera, incidendo gli album Nozze d'oro con la canzone italiana - 50° - Luciano Taioli nel mondo, vol. 1 (1941-1957) (1988) e Nozze d'oro con la canzone italiana - 50° - Luciano Taioli nel mondo, vol. 2 (1940-1955) (1989). Continuò a esibirsi anche nel decennio successivo, quando interpretò i suoi vecchi successi opportunamente rivisitati, riuscendo a essere sempre all'altezza delle aspettative.

Degno di nota fu l'impegno per la solidarietà che caratterizzò l'ultima fase della sua vita: nell'ottobre del 1984 donò alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori l'incasso del concerto tenuto al Teatro Nazionale di Milano per i quarantacinque anni di carriera e nel 1989 fondò l'Associazione internazionale "Inno alla vita", con lo scopo di aiutare i bambini disabili.

Nel 1995, dopo l'ennesimo tour tenuto a maggio in Australia al fianco dell'amica Nilla Pizzi, cominciò ad avvertire stati di malessere e, ricoverato poco dopo per accertamenti, gli fu diagnosticata una grave epatopatia. Il 21 giugno 1996, in occasione del festeggiamento dei cinquantacinque anni di carriera, tenne a Merate il suo ultimo concerto a scopo benefico sotto una pioggia torrenziale, prima di farsi nuovamente ricoverare per sottoporsi a cure mediche. Morì all'età di settantasei anni meno di due mesi dopo, nella prima serata del 3 agosto, nella sua casa di vicolo Carbonini a Merate, dove viveva con la moglie. Dopo i funerali, celebrati nel pomeriggio del 5 agosto nella parrocchia di Sant'Ambrogio, il cantante milanese fu tumulato nel cimitero cittadino, nella cappella di famiglia.

CuriositàModifica

  • Il 25 aprile 1945, in molte zone della città di Milano, iniziarono ad arrivare i partigiani delle zone limitrofe e la gente scese in strada per salutarne l'arrivo. Luciano Tajoli e sua moglie Lina Agnesi erano tra loro, partecipi della gioia collettiva. Improvvisamente un camion si fermò. Un giovane partigiano, con un fucile a tracolla, si avvicinò al cantante e gli chiese: "Tu sei Luciano Tajoli?". Alla sua risposta affermativa gli ordinò di seguirlo e lo fece salire sul camion, che ripartì. Del cantante per diversi giorni non si seppe più nulla. Dopo quasi una settimana, quando la moglie Lina ormai disperava di rivederlo in vita, Luciano, stanco e sudato, ricomparve sul cassone dello stesso camion sul quale era stato caricato alcuni giorni prima. I partigiani lo scaricarono a casa e lo salutarono al grido di "Viva Tajoli!". Quando la moglie gli chiese dove fosse stato, Tajoli rispose: "Dovunque. In cinque giorni avrò dormito un'ora. La città è impazzita dalla gioia e io ho dovuto cantare in non so quanti cortili, piazze, case... Dovunque c'era gente che ballava e festeggiava. Mi hanno accolto come un re perché io ero un po' il regalo dei partigiani. Insomma, sono stato rapito per cantare...".

Discografia parzialeModifica

78 giriModifica

Serie GOModifica

Serie BModifica

Serie PModifica

Serie TWModifica

Serie HModifica

45 giriModifica

Extended playModifica

  • 1960 - Balocchi e profumi/Scrivimi/Cantastorie/Ti voglio amar (CAR Juke Box, JEP 761)
  • 1960 - Lasciala correre/Ruberò (il respiro dei fiori)/Marina/Un giorno (CAR Juke Box, JEP 763)
  • 1961 - Non mi dire chi sei/Un uomo vivo/Mandolino mandolino/Pozzanghere (CAR Juke Box, JEP 779)
  • 1961 - Carolina dai/Lei/Al di là/Notturno senza luna (CAR Juke Box, JEP 781)
  • 1961 - Mare di dicembre/Qualcuno mi ama/Una goccia di cielo/Febbre di musica (CAR Juke Box, JEP 783)
  • 1962 - L'anellino/Tango italiano/Il cielo cammina/Gondolì gondolà (CAR Juke Box, JEP 791)

Flexy-discModifica

Sono incisi da un solo lato e allegati in omaggio alla rivista Il Musichiere:

  • 1960 - È mezzanotte (The Red Record, N. 20059) (Il Musichiere N° 69, 28 aprile)
  • 1960 - Il mare (The Red Record, N. 20063) (Il Musichiere N° 73, 26 maggio)
  • 1960 - Il nostro concerto (The Red Record, N. 20080) (Il Musichiere N° 91, 24 settembre)

33 giriModifica

25 cmModifica

30 cmModifica

EPModifica

  • 1958 - Io sono te/La canzone che piace a te/Nel blu dipinto di blu/Amare un'altra (Odeon, DSEQ 560)
  • 1958 - Terra straniera (Odeon, DSEQ 583; con i brani Canto dell'emigrante/Terra straniera/...E vanno/Lontananza)
  • 1959 - Il valzer della strada/La mamma dei sogni/Credimi/Luce degli occhi miei (Odeon, DSEQ 585)

MusicassetteModifica

CDModifica

Partecipazioni al Festival di SanremoModifica

FilmografiaModifica

DoppiatoriModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN39029477 · ISNI (EN0000 0000 5920 4412 · SBN IT\ICCU\TO0V\549952 · Europeana agent/base/43892 · LCCN (ENno2001069613 · GND (DE134535847 · BNF (FRcb13841182g (data) · BNE (ESXX1020533 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2001069613