Lucio Marcio Filippo (console 91 a.C.)

Console romano nel 91 a.C.
Lucio Marcio Filippo
Nome originale Lucius Marcius Philippus
Figli Lucio Marcio Filippo
Gens Marcia
Consolato 91 a.C.

Lucio Marcio Filippo [1] (in latino: Lucius Marcius Philippus; 141 a.C.73 a.C.) è stato un politico romano.


BiografiaModifica

La sua strenua opposizione alle riforme di Marco Livio Druso durante il suo consolato del 91 a.C., in difesa della "politica collusionista" della classe dirigente con i capi publicani, fu strumentale allo scoppio della disastrosa guerra sociale (bellum Italicum). Questo avrebbe dovuto renderlo un mariano naturale durante le violente guerre politiche e civili degli anni 80 a.C., e ha fatto bene sotto il governo mariano, ricoprendo l'alta carica. Ma egli era più individualista e sopravvissuto che impegnato per qualsiasi causa, e approfittò dell'amnistia politica offerta da Silla nell'83 a. C. per cambiare le parti, insieme ad altri mariani di importanza successiva, come Marco Emilio Lepido (circa 78 a.C.) e Marco Giunio Bruto il vecchio (83 a.C.), P. Cethegus, e Pompeo Magno.

Lucio Marcio Filippo aveva appoggiato il vincitore della guerra civile, e godetto di una speciale eminenza nel decennio auccessivo come uno dei pochi sopravvissuti tra gli uomini di rango consolare e come oratore preminente di Roma dalla morte di Marco Antonio Oratore (fine 87 a.C.). Dopo la morte di Silla (78 a.C.), svolse un ruolo chiave nella repressione della ribellione lepidana (78-77 a. C.).

Durante il suo consolato si verificò un violentissimo terremoto nel modenese.[2][3]

NoteModifica