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Lucio Mario Luzzatto
LUCIO MARIO LUZZATTO.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano, Partito socialista italiano di unità proletaria
Collegio Treviso Venezia
Incarichi parlamentari

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza ed in filosofia
Professione avvocato

Lucio Mario Luzzatto (Milano, 5 luglio 1913Roma, 4 ottobre 1986) è stato un politico italiano. Deputato socialista, esponente nella Consulta Nazionale, fu sempre eletto nel collegio di Treviso-Venezia.

BiografiaModifica

Cresciuto in una famiglia di tradizioni democratiche, s'impegnò giovanissimo nella lotta contro il fascismo. Nel 1929 aderì al movimento Giustizia e Libertà, ma se ne staccò presto per costituire e dirigere, con Rodolfo Morandi, il Centro interno socialista a Milano. Arrestato nel 1937 e processato dal Tribunale speciale, Luzzatto fu assolto per insufficienza di prove. Non evitò però di essere mandato al confino.

Tornato libero nel 1942, s'impegnò di nuovo nella lotta antifascista e fu tra i dirigenti del Movimento di Unità Proletaria. Membro della Direzione del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria - PSIUP nel 1943, dopo la Liberazione fece parte del Comitato centrale del PSIUP/PSI sino al 1957. Fece parte della Consulta Nazionale.

Entrò come deputato alla Camera mella I legislatura nel 1951 a seguito delle dimissioni di un parlamentare; fu poi rieletto sempre nelle liste del Partito Socialista Italiano nelle successive legislature (I-II-III-IV) fino al 1963. Nel 1964, in dissenso con la politica del centro-sinistra decisa dalla maggioranza del PSI, uscì dal partito e partecipò alla fondazione del nuovo Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria del quale fu capogruppo alla Camera e nelle cui liste fu rieletto nella V legislatura 1968 quando arrivò ad essere Vice presidente della Camera dei Deputati.

Nel 1972 fu eletto nel Consiglio Superiore della Magistratura.[1]

Morì di ritorno da un viaggio in Corea. Molte delle sue carte sono conservate nell'archivio dell'Istituto Gramsci di Roma.

NoteModifica

  1. ^ Scheda Fondazione Istituto Gramsci[collegamento interrotto]

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN4297707 · ISNI (EN0000 0000 6161 2052 · SBN IT\ICCU\CFIV\086447 · LCCN (ENn2002105467 · WorldCat Identities (ENn2002-105467