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Lucio Schirò, 1908, agli inizi della sua missione in Sicilia

Lucio Schirò (Altofonte, 18 marzo 1877Scicli, 30 giugno 1961) è stato un giornalista, politico e pastore metodista italiano.

Ma si distinse anche come militante pacifista e nelle file del Partito Socialista Italiano fu eletto sindaco della sua città per ben due volte. La sua vita, la sua missione e il suo pensiero ne fanno una delle più rappresentative e carismatiche figure del metodismo italiano del Novecento, tra ardore di riforma religiosa e riforma sociale, dei cuori come delle menti, tanto da essere citato come il Martin Luther King della Sicilia.

BiografiaModifica

Lucio Schirò nacque a Parco (oggi Altofonte), piccolo comune del palermitano, il 18 marzo 1877, da genitori di origini albanesi/arbëreshë. Appena quindicenne visse l'esperienza dei Fasci Siciliani dei Lavoratori in una zona dove operavano uomini di grande fede come Nicola Barbato e Bernardino Verro. Fu affascinato dalla spiritualità di John Wesley e si convinse così a diventare pastore metodista. Passato poi in Umbria collaborò con Tito Oro Nobili, futuro segretario nazionale del PSI, nell'opera volta a gettare le basi dell'organizzazione socialista in quella regione.

Nel 1908 si trasferì, quale pastore della Chiesa Metodista, a Scicli, un grosso centro agricolo della Sicilia Sud-orientale, dove il reazionario Guglielmo Penna, ex deputato crispino, esercitava ancora una grande influenza e una borghesia tardo giolittiana, rapace e pronta ai contorcimenti politici, era al potere.

Alternando alle cure religiose l'attività politica, Schirò si impegnò per attrarre al socialismo i lavoratori, disorientati nei precedenti anni dal rivoluzionarismo verboso e incostruttivo di elementi anarcoidi. Con l'ausilio dell'avvocato Ignazio Piccione, un giovane di elevato ingegno poi caduto in guerra, costituì la sezione del PSI e potenziò una preesistente Lega dei contadini. Lavorò al tempo stesso anche sul piano educativo fondando una scuola elementare per i figli dei contadini.

Il 23 marzo 1913 iniziò la pubblicazione del Semplicista, un quindicinale che qualificandosi "organo politico-religioso della Chiesa Metodista di Scicli" e pubblicandosi fino al marzo 1915 tentò con esiti interessanti di conciliare Cristianesimo e socialismo in un Socialismo evangelico.

Sempre in quell'anno presentò la propria candidatura al Parlamento nel collegio di Modica, giustificandola come conseguenza della insolvibilità di socialriformisti e radicali che non avevano voluto contrastare le candidature dei moderati Nasi e Rizzone e affermando che "con Cristo nel cuore, nella mente e sulle labbra" avrebbe dato "se stesso alla causa della giustizia", ma riscosse poche centinaia di voti.

Fu poi Consigliere comunale. Quando le nubi della guerra s'addensarono sull'Europa difese posizioni accesamente pacifiste e sul Semplicista avversò la guerra in generale, considerandola "barbara, anticristiana e per conseguenza esiziale agli interessi del paese".

Finita la guerra, riprese l'attività politica e nella ex Contea di Modica fu con Vacirca, Molè, Vajola e Di Vita, suscitatore e capo del più forte movimento socialista avutosi nell'Isola. Dal 1º marzo 1919 al 22 marzo 1924 pubblicò nuovamente Semplicista, rivelando una più compiuta maturazione ideologica per l'acquisizione di nuovi elementi marxisti e avversando sia il riformismo turatiano, sia l'estremismo di sinistra.

Nel dicembre 1919 venne eletto segretario della Federazione socialista di Siracusa e in tale veste accolse nel PSI l'onorevole D'Agata, che s'era dimesso dal PSRI, imponendogli però le dimissioni da deputato. Divenne poi Sindaco di Scicli, deputato provinciale e vicepresidente del Consiglio provinciale di Siracusa, fu anche nel 1919, '21 e '24 candidato al Parlamento.

Tra il 1920 e il 1921 considerò vivificatrice la scissione comunista e utile l'azione autonoma di comunisti, centristi e riformisti, purché nessuno dimenticasse la comune matrice proletaria e il fine unico della vittoria dei lavoratori sulla borghesia conservatrice e reazionaria. Personalmente mantenne posizioni centriste, che rappresentò validamente nei congressi provinciali e nazionali.

Quando la reazione mosse alla riconquista delle posizioni perdute, trasformando il ragusano in un campo di terribili violenze, si rivelò antifascista fiero e coerente, subì, unitamente ai suoi familiari, attentati e venne ferito dagli squadristi, che alla fine lo costrinsero con le armi a dimettersi da sindaco. Nel "ventennio" fu ammonito e vigilato, mentre la Chiesa metodista di Scicli e la Scuola elementare che ad essa faceva capo, considerate covo di oppositori al regime, subivano le persecuzioni dei ras locali. Dopo il 25 luglio 1943, caduto il fascismo, Schirò riprese il suo posto nel PSI, di cui fu uno dei maggiori esponenti in sede provinciale. Chiamato alla presidenza del Comitato per l'epurazione del ragusano, tenne l'importante ufficio con saggezza ed equilibrio.

Fu Sindaco di Scicli, deputato provinciale dal 1944 al 1947 e successivamente propagandista e dirigente del Movimento dei Partigiani della Pace. Morì a Scicli il 30 giugno 1961

(Giuseppe Miccichè, tratto dal IV volume del Dizionario Biografico del Movimento Operaio Italiano, Editori Riuniti, Roma 1977)

BibliografiaModifica

  • "Nella luce della Resurrezione e della Vita", Voce metodista, giornale della comunità metodista italiana, 17 luglio 1961.
  • "La scomparsa di un onesto combattente del socialismo: Lucio Schirò", La Riscossa, periodico socialista fondato da Vincenzo Giannice, 17 luglio 1961.
  • "Lucio Schirò", Giuseppe Miccichè, Dizionario Biografico del Movimento Operaio Italiano, IV volume, Editori Riuniti, Roma 1977.
  • "Lucio Schirò: una vita, una lotta", Grazia Dormiente, Giuseppe Miccichè, Giornale di Scicli, 2 febbraio 1980.
  • "Lucio Schirò commemorato a Scicli", Arturo Belluardo, Corriere di Modica, 15 febbraio 1980.
  • "L'Amministrazione Comunale del 1920", Grazia Dormiente, Giornale di Scicli, 16 febbraio 1980.
  • "Il pensiero e l'opera di Lucio Schirò", convegno promosso da: Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa, Chiesa Metodista di Scicli, Giornale di Scicli, Comune di Scicli, relatori: Giuseppe Miccichè, Grazia Dormiente, Andrea Speranza, Franco e Vincenzo Portelli, Giovanni Rossino, Enrico Troia, Arcangelo Pino, Renato Maiocchi, Salvatore Calabrese, Giorgio Bouchard, Scicli 26 settembre 1982.
  • "Lucio Schirò e l'amministrazione socialista del 1920/21", Andrea Speranza, Giornale di Scicli, 26 settembre 1982.
  • "Il pensiero e l'opera di un socialista dal volto umano", Grazia Dormiente, Giornale di Scicli, 10 ottobre 1982.
  • Giuseppe Miccichè, in "La Chiesa Metodista di Scicli. Lucio Schirò e il fascismo", al convegno storico L'area degli Iblei tra le due guerre del 13-15 marzo 1986 promosso dal Centro Studi Feliciano Rossitto e l'Istituto Gramsci di Palermo.
  • Sergio Aquilante, in Per un socialismo cristiano. Testimonianze da un osservatorio meridionale, Claudiana, Torino 1991.
  • Giuseppe Barone, in "Dalla parte dei poveri. Metodismo e Socialismo a Scicli nell'azione pastorale di Lucio Schirò", relazione tenuta in occasione del Centenario della fondazione della Chiesa Metodista di Scicli del 6-13 aprile 1997.
  • Giorgio Spini, in "Il Protestantesimo e le Rivoluzioni del nostro tempo", relazione tenuta in occasione del Centenario della fondazione della Chiesa Metodista di Scicli del 6-13 aprile 1997.
  • Laura Malandrino, in "Semplicista: un esempio di giornalismo siciliano", Tesi di Laurea in Lettere Moderne, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, A.A. 2000-2001.
  • Giuseppe Pitrolo, "Cent'anni di sollecitudine", in Giornale di Scicli del 20 aprile 1997.
  • Attilio Trovato, in Scicli, la città delle due Fiumare, Erre Produzioni, Siracusa 2001.
  • Guglielmo Pitrolo, in "Lucio Schirò: Il ministro", Giornale di Scicli del 16 dicembre 2001.
  • Miriam Schirò, Un lottatore senz'armi: mio padre Lucio Schirò D'Agati, a cura di Maria Luisa Mastrantoni, Zephyro Edizioni, Milano 2003.
  • Grazia Dormiente, Baldo Lami e Laura Malandrino, presentazione del libro Un lottatore senz'armi: mio padre Lucio Schirò D'Agati, del 3 agosto 2003 in Scicli Eventi Estate 2003, con la partecipazione di Bartolomeo Piccione, Assessore alla Cultura di Scicli.
  • Sergio Albesano, in Peacelink del 1º settembre 2003.
  • Giuseppe Pitrolo, in "Il pacifista armato della parola", Giornale di Scicli del 5 ottobre 2003.
  • Augusto Cavadi, in Gente bella. Volti e storie da non dimenticare (Candida Di Vita, Don Pino Puglisi, Francesco Lo Sardo, Lucio Schirò D'Agati, Giorgio La Pira, Peppino Impastato), Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2004.
  • Valdo Benecchi, in "L'evangelo della giustizia sociale. L'opera del pastore metodista Lucio Schirò nella Sicilia del Novecento", Riforma in rete del 17 settembre 2010.
  • Pietro Monteforte, in "I sovversivi di Scicli. Uno studio storiografico ripercorre l'impegno antifascista di coraggiosi uomini che esercitarono un'azione costante per la caduta del fascismo nell'area iblea", La Provincia di Ragusa, giugno 2010.
  • Valdo Benecchi, in Guardare al passato, pensare al futuro. Figure del metodismo italiano, Claudiana, Torino 2010.
  • Franco Susino, Giovanni Avola, Nino Miccihè, Roberta Malavasi, Giuseppe Miccichè, Franco Portelli, Alessandra Trotta, Giuseppe Scuderi, Beniamino Lami, al convegno Omaggio a Lucio Schirò. Un lottatore senz'armi per la giustizia sociale, del 5 dicembre 2012, organizzato dallo Spi Cgil di Ragusa con la collaborazione del Comune di Scicli.
  • Vincenzo Grienti, "Schirò. Il don Milani valdese", in Avvenire del 21 luglio 2015.

Collegamenti esterniModifica