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Ludi Apollinares
Tipo di festareligiosa
Datadal 5 al 13 luglio (a partire dal 212 a.C.[1])
Celebrata aRoma
ReligioneReligione romana
Oggetto della celebrazioneFestività romana tra le più note. Devono il loro nome al dio a cui sono dedicati, ovvero Apollo

I Ludi Apollinari sono tra i più noti ludi romani. Devono il loro nome al dio a cui sono dedicati, ovvero Apollo. Si svolgevano annualmente per un periodo di otto giorni, precisamente dal 5 al 13 luglio, e solo l'ultimo giorno si svolgevano dentro il circo. Ma in origine i Ludi Apollinari non si svolgevano in una data fissa. Come ci dice lo storico Livio, vennero istituiti sotto il consolato di Quinto Fulvio Flacco e Appio Claudio Pulcro (212 a.C.[1]), e organizzati da Publio Cornelio Silla:[2]

(LA)

«Ludi Apollinares, Q. Flavio Ap. Caudio consulibus, a P. Cornelio Sulla, pretore urbano, primum facti erant»

(IT)

«I Ludii Apollinari, sotto i consoli Quinto Fulvio e Appio Claudio, da Publio Cornelio Silla, pretore urbano, vennero organizzati per la prima volta.»

(Ab Urbe condita)

Da quel momento l'organizzazione dei Ludi Apollinari era un impegno del pretore urbano, ma solo per un anno e non in una data stabilita:

(LA)

«Inde omnes deinceps pretores urbani facerunt; sed in unum annum vovebant dieque incerta faciebant.»

(IT)

«Da quel momento poi tutti i pretori urbani li organizzarono; ma prendevano l’impegno per un solo anno e li facevano in un giorno indeterminato.»

(Ab Urbe condita)

A partire dalla fine del 211 a.C., il senato accolse la proposta del pretore Gaio Calpurnio Pisone e decretò che i ludi Apollinari diventassero stabilmente annuali.[3] In seguito fu il pretore urbano Publio Licinio Varo (in precedenza edile curule[4]) a stabilire una data fissa per i Ludi:

(LA)

«P. Licinius Varus, praetor urbanus [...] ita vovit fecitque primus, ante diem tetriam nonas Quintiles.»

(IT)

«Publio Licinio Varo, pretore urbano [...] per primo stabilì e organizzò così i giochi, il terzo giorno prima del Quinto mese.»

(Ab Urbe condita)

NoteModifica

  1. ^ a b Periochae, 25.3.
  2. ^ Livio, XXV, 2, 3, 12, 15, 32, 41.
  3. ^ Livio, XXVI, 23.3.
  4. ^ Livio, XXVII, 6.18.

BibliografiaModifica

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne