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Ludovico Agostini (Pesaro, 6 gennaio 1536Gradara, 29 luglio 1609) è stato un letterato italiano.

Frequentò per molti anni la cerchia di Guidobaldo II della Rovere, componendo versi amorosi, un Discorso sulla qualità de amor, i dialoghi moralistici delle Giornate soriane, versi celebrativi della vittoria di Lepanto e la Lettera all'Italia. Negli ultimi anni volse l'attenzione alla meditazione religiosa scrivendo le Esclamazioni a Dio, consistenti in 20 soliloqui in prosa, e il dialogo L'infinito, frutto di studi sulla Bibbia e di un viaggio in Terrasanta.

Indice

La repubblica immaginariaModifica

Agostini è noto soprattutto per il dialogo La repubblica immaginaria, scritto verso la fine degli anni '80 del '500 ed ispirato sia nella forma che nello spirito all'Utopia di Thomas More.[1] L’opera rimase manoscritta a Pesaro fino alla metà del XX secolo, quando lo storico Luigi Firpo la riscattò dall'oblio, riscoprendola "nelle pagine confuse e stente d'un suo zibaldone di considerazioni sul Genesi e l'Esodo stese in forma dialogica".[2] Firpo definì La repubblica immaginaria un "compiuto progetto di Stato ideale, che assicura a buon diritto [ad Agostini] un suo luogo non trascurabile nella storia dell'utopia politica e sociale"[2]. L'opera occupa un ruolo importante nella fase di transizione dalla cultura rinascimentale alla Controriforma.

NoteModifica

  1. ^ Utopian Thought in the Western World, Frank E. Manuel, Fritzie P. Manuel, Harvard University Press, 2009, p. 152.
  2. ^ a b Luigi Firpo, Lo stato ideale della Controriforma. Ludovico Agostini, p. 5, Casa editrice Giuseppe Laterza & figli, 1957.

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Collegamenti esterniModifica

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