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Ludovico Gonzaga (vescovo di Mantova)

vescovo cattolico italiano nato nel 1460
Ludovico Gonzaga (vescovo)
Andrea Mantegna 119.jpg
Ludovico Gonzaga
Andrea Mantegna, dettaglio della Camera degli Sposi
Marchese di Castel Goffredo, Castiglione e Solferino
Stemma
In carica 1478-1511
Successore Aloisio Gonzaga
Altri titoli Signore di Ostiano
Nascita Mantova, 21 agosto 1460
Morte Gazzuolo, 19 gennaio 1511
Sepoltura Mantova
Luogo di sepoltura Cattedrale
Dinastia Gonzaga
Padre Ludovico III Gonzaga
Madre Barbara di Brandeburgo
Religione cattolica
Marchesato di Mantova
Gonzaga
Coat of arms of the House of Gonzaga (1433).svg

Gianfrancesco
Figli
Ludovico III
Federico I
Francesco II
Federico II
Figli
Modifica
Ludovico Gonzaga
vescovo della Chiesa cattolica
Andrea Mantegna 111.jpg
Andrea Mantegna, probabile ritratto di Ludovico Gonzaga, 1470 ca.[1]
BishopCoA PioM.svg
 
Incarichi ricopertiVescovo di Mantova
 
Nato21 agosto 1460, Mantova
Ordinato presbitero29 ottobre 1483
Consacrato vescovonon venne mai consacrato[2]
Deceduto19 gennaio 1511, Gazzuolo
 

Ludovico Gonzaga (Mantova, 21 agosto 1460[3]Gazzuolo, 19 gennaio 1511[4]) è stato un vescovo cattolico italiano, figlio di Ludovico e di Barbara di Brandeburgo.

BiografiaModifica

Fu avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica e nel 1470 divenne protonotario apostolico. Nel 1471 fu nominato abate dell'abbazia di San Tommaso di Acquanegra.[5] Nel 1477 intraprese gli studi giuridici presso l'Università di Bologna. Alla morte del padre nel 1478 ereditò, congiuntamente al fratello Rodolfo, le terre di Canneto, Ostiano, Castel Goffredo, Castiglione, Redondesco e Solferino. Nel 1479 i due fratelli fecero la divisione delle terre e a Ludovico toccarono Castel Goffredo, Castiglione e Solferino.[6]

A Castel GoffredoModifica

A Castel Goffredo continuò l'opera intrapresa da Alessandro Gonzaga, riprendendo le opere difensive.[6] Egli stipulò un importante documento per la storia di Castel Goffredo, dove pare si fosse fatto edificare una casa[7], la "Transazione" del 12 giugno 1480, con la quale il signore cedeva al Comune le fosse e i terragli di Castelvecchio con le relative pertinenze.

Il 7 ottobre 1483 fu eletto vescovo di Mantova succedendo al fratello, il cardinale Francesco. In questo periodo riuscì a sventare un complotto, ordito dagli altri fratelli Gianfrancesco e Rodolfo, atto ad avvelenare il fratello maggiore Federico, marchese di Mantova, per impossessarsi dello Stato.[8]

Nel 1484 si adoperò affinché a Mantova sorgesse il Monte di Pietà[9] e nello stesso anno fu inviato a Roma con l'intento di poter essere elevato al rango cardinalizio, ma il titolo non gli venne concesso. Fu l'occasione, però, per iniziare la collezione di importanti reperti archeologici.[10] Fuggì da Roma colpita dalla peste e trovò rifugio a Bracciano, ospite degli Orsini.[11]

Alla corte di GazzuoloModifica

A causa di contrasti con la famiglia, preferì tenersi lontano dalla città soggiornando a Sabbioneta, Ostiano (dove stava ristrutturando una sua residenza[12]) e Quingentole (tra il 1489 e il 1496) e creando dal 1501 una piccola corte a Gazzuolo presso il nipote Ludovico dove, non essendo stato consacrato e avendo lasciato i compiti spirituali a un vicario, si dedicò al mecenatismo artistico commissionando importanti opere agli artisti dell'epoca, tra questi, Pier Jacopo Alari Bonacolsi l'Antico.[13] Nel castello di Gazzuolo fece realizzare il suo studiolo, alla stregua di altri importanti signori del Rinascimento[14] ed ebbe numerosi ospiti tra i quali Girolamo Casio, Paride da Ceresara, Angelo Poliziano, Giovanni Sabadino degli Arienti, Battista Spagnoli, Niccolò da Correggio e Matteo Bandello,[15] che di lui scrisse:

«… sempre tenne una corte onoratissima di molti e vertuosi gentiluomini, come colui che si dilettava de le virtù e molto largamente spendeva.»

(Matteo Bandello, Novelle, I, VIII[16])

Rivaleggiò con la nipote Isabella d'Este e il padre Ercole I d'Este duca di Ferrara nella acquisizione di importanti opere d'arte, tra le quali un gruppo di vasi in pietra dura appartenuti a Lorenzo de' Medici.[17]

La morteModifica

La sua morte, avvenuta alla corte di Gazzuolo il 19 gennaio 1511,[18] venne accolta addirittura con irritazione da Isabella, che in una sua lettera si disse "addolorata" per non aver potuto partecipare al carnevale.[19] Per testamento lasciò in eredità le sue terre al nipote Ludovico di Bozzolo.[20] Si aprì una lunga vertenza sull'eredità davanti alla corte imperiale, che si risolse solo nel 1513 e vide riconosciuti ai nipoti Aloisio e Gianfrancesco rispettivamente i territori di Castel Goffredo e Ostiano. Fu nominato amministratore della vacante diocesi di Mantova Sigismondo Gonzaga.[21]

Venne sepolto nel 1512 nella cattedrale di Mantova.[22]

AscendenzaModifica

Ludovico Gonzaga Padre:
Ludovico III Gonzaga
Nonno paterno:
Gianfrancesco Gonzaga
Bisnonno paterno:
Francesco I Gonzaga
Trisnonno paterno:
Ludovico II Gonzaga
Trisnonna paterna:
Alda d'Este
Bisnonna paterna:
Margherita Malatesta
Trisnonno paterno:
Galeotto I Malatesta
Trisnonna paterna:
Gentile da Varano
Nonna paterna:
Paola Malatesta
Bisnonno paterno:
Malatesta IV Malatesta
Trisnonno paterno:
Pandolfo II Malatesta
Trisnonna paterna:
Paola Orsini
Bisnonna paterna:
Elisabetta da Varano
Trisnonno paterno:
Rodolfo II Da Varano
Trisnonna paterna:
Camilla Chiavelli
Madre:
Barbara di Brandeburgo
Nonno materno:
Giovanni l'Alchimista
Bisnonno materno:
Federico I di Brandeburgo
Trisnonno materno:
Federico V di Norimberga
Trisnonna materna:
Elisabetta di Meissen
Bisnonna materna:
Elisabetta di Baviera-Landshut
Trisnonno materno:
Federico di Baviera-Landshut
Trisnonna materna:
Maddalena Visconti
Nonna materna:
Barbara di Sassonia-Wittenberg
Bisnonno materno:
Rodolfo III di Sassonia-Wittenberg
Trisnonno materno:
Venceslao I di Sassonia-Wittenberg
Trisnonna materna:
Cecilia da Carrara
Bisnonna materna:
Anna di Meissen
Trisnonno materno:
Baldassarre di Turingia
Trisnonna materna:
Margherita di Norimberga

StemmaModifica

Immagine Blasonatura
Ludovico Gonzaga
Vescovo di Mantova

D'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile di nero dal volo abbassato; sul tutto, inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso; nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (Gonzaga di Mantova). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3.

NoteModifica

  1. ^ Brunelli, p. 90.
  2. ^ Brunelli, p. 23.
  3. ^ Brunelli, p. 13.
  4. ^ Brunelli, pp. 104-107.
  5. ^ Brunelli, p. 26.
  6. ^ a b Amadei-Marani, p.122.
  7. ^ Ruggero Regonini, I Gonzaga signori di Ostiano, Ostiano, 2001.
  8. ^ Riccardo Braglia, I Gonzaga. Il mito, la storia, Artiglio, 2002.
  9. ^ Brunelli, p. 24.
  10. ^ Brunelli, p. 14.
  11. ^ Brunelli, pp. 90-91.
  12. ^ Bini, p. 157.
  13. ^ Treccani.it. ALARI BONACOLSI, Pier Iacopo, detto l'Antico.
  14. ^ Brunelli, pp. 73-85.
  15. ^ Bini, p. 155.
  16. ^ Bini, p. 163.
  17. ^ Bini, pp. 157-162.
  18. ^ Secondo altri storici morì il 14 gennaio 1511 a Reggiolo (v. Marilena Dolci, Congiure e misteri alla corte dei Gonzaga. Il processo a Francesco Secco, 2017, Mantova.)
  19. ^ Bini, p. 162-163.
  20. ^ Amadei-Marani, p.125.
  21. ^ Brunelli, p. 27.
  22. ^ Rosanna Golinelli Berto. Associazione per i monumenti domenicani (a cura di), Sepolcri Gonzagheschi, Mantova, 2013.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Amadei;Ercolano Marani (a cura di), Signorie padane dei Gonzaga, Mantova, 1982. ISBN non esistente
  • Massimo Marocchi, I Gonzaga di Castiglione delle Stiviere. Vicende pubbliche e private del casato di San Luigi, Verona, 1990.
  • Clifford M. Brown;Paola Tosetti Grandi (a cura di), I Gonzaga di Bozzolo, Mantova, 2011. ISBN 978-88-95490-11-3.
  • Ruggero Regonini, I Gonzaga signori di Ostiano, Ostiano, 2001.
  • Ruggero Regonini, La successione contesa 1511-1513 per Ostiano e Castel Goffredo, Ostiano, 2011, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Amadei e Ercolano Marani (a cura di), I ritratti gonzagheschi della collezione di Ambras, Mantova, 1980, ISBN non esistente.
  • Roberto Brunelli (a cura di), Un collezionista mantovano del Rinascimento. Il vescovo Ludovico Gonzaga nel V centenario della morte, Atti del convegno di studi di Mantova 29 gennaio 2011, Mantova, Publi Paolini, 2011.
  • Daniele Bini (a cura di), Isabella d'Este. La primadonna del Rinascimento, Modena, 2001, ISBN 88-86251-45-9.
  • Marilena Dolci, Congiure e misteri alla corte dei Gonzaga. Il processo a Francesco Secco, Mantova, 2017, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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