Apri il menu principale

Ludovico Madruzzo

cardinale italiano
Ludovico Madruzzo
cardinale di Santa Romana Chiesa
Moroni-Ludovico Madruzzo.jpg
Giovan Battista Moroni, Ritratto di Giovanni Lodovico Madruzzo, Art Institute, Chicago
Wappen 1594 BSB cod icon 326 015 crop.jpg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato1532 a Trento
Ordinato presbitero1564
Nominato vescovo30 maggio 1550 da papa Giulio III
Consacrato vescovo18 giugno 1570 dal cardinale Stanislao Osio
Creato cardinale26 febbraio 1561 da Pio IV
Deceduto20 aprile 1600 a Roma
 

Ludovico Madruzzo (Trento, 1532Roma, 20 aprile 1600) è stato un cardinale italiano, principe vescovo di Trento nel corso della seconda metà del XVI secolo.

BiografiaModifica

Figlio del barone Nicolò Madruzzo e di Elena di Lanberg; il padre era signore del castello di Nanno, barone dei Quattro Vicariati nella Val Lagarina, generale degli eserciti imperiali, nonché fratello maggiore del cardinale Cristoforo Madruzzo. Il giovane Ludovico studiò presso le università di Lovanio, nelle Fiandre, e di Parigi.

Nel 1550 ottenne dallo zio, impegnato in attività politiche e nominato pochi anni dopo governatore del Ducato di Milano, l'amministrazione del Principato Vescovile di Trento. Dopo importanti esperienze come diplomatico, in particolare come legato pontificio alla dieta d'Augusta, dove pronunciò l'orazione funebre per l'imperatore Carlo V, venne creato cardinale a ventinove anni da Pio IV (1561), che lo nominò sei anni dopo titolare effettivo della Diocesi di Trento.

Come vescovo di Trento, Ludovico Madruzzo si trovò a scontrarsi pesantemente con il conte del Tirolo e arciduca d'Austria Ferdinando II. Grazie all'operato di Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, il Principato di Trento aveva conquistato nella prima metà del Cinquecento un livello d'indipendenza che poteva minacciare gli interessi della Casa d'Austria. L'obiettivo di Ferdinando era quello di limitare fortemente il potere della famiglia Madruzzo nonché quello della figura del principe vescovo, restaurando un rapporto di subordinazione del Principato verso la contea del Tirolo.

Ferdinando invase Trento nel 1567, cercando d'imporre con la forza accordi sfavorevoli all'autonomia del Trentino e all'autorità del vescovo.

Ludovico cercò allora una soluzione diplomatica al contrasto con l'arciduca. Decise di trasferirsi a Roma, dove venne nominato dal papa Protector Germaniae, una carica che gli permise il controllo delle nomine episcopali e cardinalizie dell'Impero tedesco.

La sovranità di Ludovico venne completamente ripristinata con la convocazione della dieta di Spira nel 1587.

Nel governo della diocesi, Ludovico si impegnò nell'applicazione delle norme teologiche e pratiche del Concilio di Trento, compiendo numerose visite pastorali e istituendo un nuovo Seminario diocesano. Fu legato da profonda amicizia a Carlo Borromeo e a San Filippo Neri.

Nel 1596 papa Clemente VIII nel tentativo di porre fine alla diatriba insorta sul molinismo, istituì una commissione chiamata congregazione De Auxiliis la cui presidenza affidò al cardinale Ludovico Mandruzzo, ed assistita dai cardinali Bellarmino e Bernerio; i lavori della congregazione si protrarranno fino al pontificato di papa Paolo V.

Morì a Roma il 20 aprile 1600. Gli succedette come principe vescovo di Trento il nipote Carlo Gaudenzio.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN72195232 · ISNI (EN0000 0001 1670 1838 · SBN IT\ICCU\VIAV\117532 · LCCN (ENnr92042828 · GND (DE119026724 · BNF (FRcb125186243 (data) · BAV ADV10179855 · CERL cnp01236643 · WorldCat Identities (ENnr92-042828